AMINOACIDI PLASMATICI IN UNA BAMBINA AUTISTICA,

PRIMA E DOPO 7 ANNI DI FARMACOTERAPIA

 Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

Riassunto

Sono stati messi a confronto gli aminoacidi plasmatici di una bambina con Disordine Diffuso dello Sviluppo, ad insorgenza precoce, valutati, a 3 anni e 6 mesi, prima di iniziare una farmacoterapia e 7 anni dopo assunzione di farmaci.

Il miglioramento dell'assetto degli aminoacidi plasmatici corrisponde ad un netto miglioramento comportamentale del soggetto, che pur continua ad avere un linguaggio molto deficitario e un ritardo mentale, ma non e` chiara la relazione tra questi eventi.

Parole chiave: Autismo; farmacoterapia; amino acidi plasmatici; follow-up 

Testo in inglese

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La valutazione degli amimoacidi plasmatici in soggetti autistici potrebbe essere un mezzo per indirizzare una farmacoterapia in questa gravissima malattia dell'infanzia, per la quale si hanno sempre maggiori conferme di un disturbo biologico di base.

Il fatto di aver le valutatazioni degli aminoacidi plasmatici di una bambina autistica, nel 1981 e nel 1989, prima e dopo una farmacoterapia durata 7 anni e ancora in corso, ci permette di presentarne i risultati assieme a quelli ottenuti sul comportamento intellettivo, emotivo e sociale.

Descrizione del caso.

Bambina nata nel 1977; parto con emorragia pre-parto e induzione farmacologica, dopo minaccia d'aborto a 3 mesi di gravidanza e minaccia di parto prematuro a 5 mesi. Tre episodi convulsivi nei primi anni e EEG ancora positivo all'eta` di 4 anni e 4 mesi, quando fu vista per la prima volta dallo scrivente. Aveva in corso terapia con fenobarbital, gammaidrossibutirrato e cicli di un composto di fosfolipidi cerebrali, piridossina e cianocobalamina.

Fu fatta diagnosi di autismo infantile, definibile ora, secondo il DSM-III R, come Disordine Generalizzato dello Sviluppo ad insorgenza precoce. Sintomi registrati alla prima visita:

Fino al gennaio 1989, quando ha fatto il 2 controllo degli aminoaci plasmatici ha assunto in tempi successivi, e in varie combinazioni:

tutto a dosaggi ridotti.

Al momento del secondo controllo degli aminoacidi plasmatici assumeva:

Scomparsi:

Piu` che discreto il rapporto oggettuale.

Ridotti decisamente:

poco migliorato il linguaggio prodotto;

presente ritardo mentale medio, accumulato nel tempo.

Tabella 1: aminoacidi plasmatici (mg % / ml) prima e dopo farmacoterapia.

Aminoacido

Limiti fiduciali

1° controllo

2° controllo

Variazione

Taurina

0.35 - 0.91

0.56

0.6

 

Ac. aspartico

0.00 - 0.21

0.29 (*)

0.2

normalizzato

Treionina

0.95 -1.95

1.56

1.3

 

Serina

0.54 - 1.62

1.37

0.7

 

Asparagina

0.33 - 0.89

Non dosabile (ND)

0.6

dosabile / normale

Ac. glutammico

0.10 - 1.10

4.31 (*)

1.0

normalizzato

Glutammina

6.41 - 11.65

13.45(*)

1.2

da eccesso a deficit

Prolina

1.02 - 4.06

2.00

1.6

 

Glicina

0.59 - 1.79

2.21 (*)

1.1

normalizzato

Alanina

2.03 - 4.63

4.23

2.1

 

Citrullina

0.27 - 1.11

0.88

ND

Da normale a non dosabile

Ac. a-amino butirrico

0.07 - 0.39

0.26

ND

da normale a non dosabile

Valina

1.71 - 3.95

1.78

2.0

 

Cistina

0.36 - 1.92

ND

0.6

dosabile / normale

Metionina

0.18 - 0.45

0.22

0.2

 

Isoleucina

0.43 - 1.19

0.40 (*)

0.7

normalizzato

Leucina

1.00 - 2.36

0.90 (*)

1.3

normalizzato

Tirosina

0.68 - 1.60

1.47

1.3

 

Fenilalanina

0.52 - 1.28

0.55

0.7

 

Triptofano

0.71 - 1.47

0.95

0.8

 

Orinitina

0.79 - 1.23

0.46 (*)

0.8

normalizzato

Lisina

1.82 - 314

1.18 (*)

1.6 (*)

 

Istidina

0.80 - 2.20

1.02

1.3

 

Arginina

0.47 - 2.07

0,96

0.6

 

(*) fuori dai limiti fiduciali      

Tabella 2: statistica

Situazione

1° control.

%

2° control.

%

Differenza

%

Normale

14

58.3

20

83.34

+6

+25.00

In eccesso

4

16.6

0

0.00

-4

-16.6

In difetto

4

16.6

2

8.33

-2

-8.33

Non dosabile (ND)

2

8.33

2

8.33

0

0.00

Totali

24

100.00

24

100.00

 

 

Chi Quadrato = 5.72 con 3 gradi di liberta`: N.S.

La contestuale valutazione di 29 aminoacidi urinari o di loro composti, effettuata in occasione del secondo controllo, non ha indicato valori al di fuori della norma.

Discussione

Non e` facile interpretare questi dati e tentare di correlarli con l'andamento clinico.

Si deve escludere, attualmente, una qualche forma di tesaurismosi, per la normalita` dell'escrezione urinaria.

E` anche quasi impossibile che ci sia stata una abnorme escrezione urinaria iniziale di qualche aminoacido o di un suo composto, tenuto conto che le tesaurismosi, almeno per quel che e` noto fino ad oggi, hanno una base genetica.

Si deve comunque notare che, di fronte alla scomparsa o riduzione di tutta una serie di sintomi, e al permanere, oltre al ritardo mentale accumulato, di un grave deficit del linguaggio produttivo e di una certa "ritrosia" sociale, si e` ritrovato anche un miglioramento dell'assetto plasmatico degli aminoacidi indagati, la cui normalita` e` passata da 58,33 % a 83,34 %.

Non sembra pero` che si sappia con certezza quale sia il rapporto tra gli aminoacidi plasmatici e gli equivalenti cerebrali.

L'eccesso o il difetto di un aminoacido nel plasma non significa con sicurezza la medesima situazione nel cervello, dato che anche il suo contrario e` parimenti giustificabile.

In altri termini un eccesso di glicina plasmatica potrebbe corrispondere sia ad un eccesso di disponibilita` attiva di glicina cerebrale, ma anche ad un suo deficit di utilizzazione per blocco dei rispettivi recetttori e blocco retroattivo del passaggio di questo aminoacido attraverso la barriera ematoencefalica.

Cosi` un deficit di glutammina plasmatica potrebbe anche corrispondere ad un suo aumentato consumo cerebrale.

In attesa di una chiarificazione di questi meccanismi, possiamo almeno presumere che un tasso normale di un certo aminoacido nel sangue abbia piu` probabilita` di corrispondere ad una normale utilizzazione cerebrale dello stesso.

Pertanto, nel nostro caso, un miglioramento dell'assetto aminoacidico plasmatico ha piu` probabilita` di essere in qualche modo correlato con il miglioramento della funzionalita` cerebrale e dei conseguenti comportamenti.

E` anche possibile che quanto a me sembra di difficile interpretazione possa essere maggiormente compreso da raffinati cultori della biochimica comparata, dentro e fuori del Sistema Nervoso Centrale, anche se non ho notizia di ricercatori in grado di avere una visione globale di queste complesse interrelazioni.

Per quanto riguarda il mio lavoro terapeutico, e le premesse sulle quali e` impostato (Cocchi, 1990), é dati qui riportati non lo smentiscono, in particolare per l'ipotesi di una eventuale iperfunzione glutammergica centrale.

Non c'e`, a mia conoscenza uno step limiting della trasformazione cerebrale di glutammina in glutammato, ed e` solo la glutammina l'aminoacido che passa la barriera ematoencefalica, mentre il glutammato e la glutammina plasmatici possono trasformarsi l'uno nell'altra (Meister, 1956 e 1969).

L'eccesso iniziale di glutammato e di glutammina plasmatici e la nomalita` finale del glutammato con un deficit di glutammina stanno ad indicare che questo meccanismo e` stato, probabilmente, piu` regolato dalla terapia farmacologica impostata.

D'altra parte, anche l'eccesso iniziale e la successiva normalizzazione dell'acido aspartico, altro aminoacido che nel cervello ha funzione di neurotrasmettitore eccitatorio, sembra muoversi nella medesima direzione interpretativa.

In ogni caso, si tratta di riscontri molto iniziali e molto approssimativi, per una sindrome complessa, e quasi certamente multifattoriale.

Quel che e` certo e` che il rapporto tra aminoacidi plasmatici e aminoacidi cerebrali per ora non e' comprensibile, e il fondare programmi terapeutici su tali basi non sembra una scelta giustificabile, se non nelle forme di psicosi infantile da tesaurismosi.

Con cio` non si puo` negare che l'indagine dell'assetto aminoacidico plasmatico sia una via da percorrere, anche se non si sa ancora come utilizzare pienamente i dati raccolti.

La speranza che questi ultimi "parlino" da soli, indipendentemente da una ipotesi interpretativa preliminare, e` un metodo che ha gia` decenni di confutazioni in campo sperimentale; la loro raccolta e trattamento statistico potra` comunque dar piu` facilmente adito alla formulazione di qualche nuova ipotesi da verificare (Fortini 1989).

Bibligrafia

Cocchi R.: L'approccio farmacologico al trattamento delle psicosi infantili: basi teoriche.9Riv. It. Disturbo intellet. 1990, 3: 211-217.

Fortini P.: Darwin, Lamarck e l'autismo. Bollettino ANGSA 1989, 2/4-5: 2-6.

Meister A.: Metabolism of glutamine. Physiol. Rev. 1956, 36: 103-127.

Maister A.: On the synthesis and utilisation of glutamine. Harvey Lect. 1969, 63: 139-168.

 

Pubblicato su Riv. It. Disturbo Intellet. 1990, 3: 127-130.

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia (Italy)

renatococchi@libero.it

 

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