UNA DEPRESSIONE ATIPICA CON EEG ALTERATO (DEPRESSIONE EPILETTICA?) E SUO NETTO MIGLIORAMENTO CON TERAPIA ANTIEPILETTICA E ANTISTRESS.

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 (Altri cinque casi simili)

Riassunto.

Un adulto di 32 anni aveva in corso una forma depressiva atipica, non rispondente a amitriptilina e etizolam. Con una terapia più complessa, in cui erano stati aggiunti carbamazepina, glutammina e piridossina dopo un iniziale buon miglioramento, c'era stata una ricaduta improvvisa e senza ragioni evidenti. Un controllo EEG aveva mostrato onde theta in zona parieto-temporale, frammiste ad un ritmo di fondo alfa tendenzialmente rallentato. Un incremento del dosaggio della carbamazepina e dell'etizolam ha portato ad una quasi totale scomparsa degli elementi depressivi da quasi 9 mesi.

E' possibile che esistano epilessie parziali la cui unica manifestazione è di tipo psichico in forma di depressione accessuale.

Parole chiave: Depressione atipica, stress, epilessia, EEG, onde theta, depressione epilettica, disturbo perinatale, farmacoterapia.

 

Testo in inglese

Depressione e stress

Modulazione con farmaci delle reazioni di stress

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Ho avuto occasione di osservare una curiosa forma di depressione inusuale che direi atipica anche se non corrisponde interamente ai criteri del DSM-IV per questa diagnosi.

L'EEG alterato, sia pur con un tracciato non epilettiforme, almeno come si intende usualmente per tale, mi ha indotto il sospetto che il disturbo del ritmo cerebrale fosse il punto di partenza per il cambiamento dell'umore. A distanza di 13 mesi dall'inizio della terapia ho deciso di farne il resoconto.

 

Il caso.

Primo terzo di ottobre 2003. M, di quasi 32 anni alla prima visita, con laurea in ambito scientifico, fidanzato.

Afferma di essere depresso da 4 mesi, per problemi inerenti al lavoro che non gli piace. Per la stessa ragione si è licenziato di recente da un'altra ditta.

Prodromi: E' nato da parto complicato. Il primo anno di vita non dormiva, era pallido e prendeva facilmente malattie da raffreddamento. Dice che è sempre stato un po' solitario, o con pochi amici. A scuola andava meglio in matematica.

Depressione: Abitualmente sta meglio al pomeriggio. Gli viene da piangere. Se sta male tende a farlo sapere, ma non cerca la compagnia. Ha episodi di panico. Si addormenta bene, ma non ricorda i sogni. Se interrompe il sonno, non riesce a riprenderlo. Non ha difficoltà nei fine settimana, per cui non è costretto ad inventarsi attività che lo tengano impegnato. Talvolta è tachicardico senza ragione. Non ha fame d'aria. Ha senso di oppressione mediastinica, con bolo esofageo. Ha in corso terapia con amitriptilina + perfenazina e etizolam.

Possibili problemi di dominanza emisferica alterata: Ha sempre avuto difficoltà a prendere delle decisioni. Tende a vedere la realtà come negativa. Al test "Qual'è il contrario del colore Rosso" risponde con qualche indecisione: Nero. Forse ha improvvisi ed estranei sentimenti negativi verso persone a cui vuole bene. Sembra che gli dia fastidio ammetterlo. Ha la testa sempre piena di pensieri che gli disturbano l'attenzione e la concentrazione. A volte ha in testa motivetti musicali che si ripetono. In certi momenti si accorge di mettersi a contare oggetti in serie, senza necessità di farlo (es. gradini di una scala, piastrelle di un pavimento, ecc.).

Sintomi di stress: E' tendenzialmente pallido. Soffre di qualche colica con diarrea. Si alza stanco. Indifferente a caldo e freddo. Talvolta è iperidrosico. Al mattino non ha fame subito. Non è dislalico. Raramente ha sensazioni di sbandamento, ma non di svenimento. I suoi capelli non sono né grassi né secchi. Di giorno ha bisogno di urinare spesso. Tende a svegliarsi con il sesso in erezione. Non ha crampi notturni. Sopporta male il rumore, ma forse non la confusione. Ha qualche episodio di cefalea temporale dx. Ha sensazione di bruciore agli occhi. Tende a mangiare più dolci del normale, in particolare più cioccolata. Ha una normale preferenza per il brodo di carne o di dado.

Terapia di prova (a dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 250 mg; piridossina 150 mg; carbamazepina 100 mg; amitriptilina + perfenazina 25 + 2 mg; etizolam 1 mg.

 

Secondo terzo di novembre 2003. Primo controllo dopo 37 giorni di terapia con farmaci. Va meglio e sopporta di più il lavoro. Ha avuto scarse crisi di panico. Si sente più lucido mentalmente, e meno indeciso, con la testa meno ingombra di pensieri. Ha ridotto il bisogno di contare inutilmente degli oggetti in serie. Mangia meno cioccolata. E' ancora iperidrosico, come prima. Non ha più avuto coliche e diarree. Ora dorme bene e si alza meno stanco. Ora sta bene sia al mattino che al pomeriggio. Fa colazione più volentieri di prima mattina. Non sa se è stato meno pallido. Ha avuto meno oppressione mediastinica e meno bolo esofageo. Il pianto senza ragione è molto diminuito. E' cresciuta la sua disponibilità a stare con le altre persone. La tachicardia è diminuita. E' ancora presente il bisogno di urinare spesso. Ha sempre qualche intolleranza al rumore. Non ha più avuto cefalea. Il bruciore agli occhi si è ridotto. Non sono insorti problemi nell'attività sessuale.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Etizolam 1.5 mg.

 

Inizio del secondo terzo del gennaio 2004, secondo controllo anticipato dal paziente. E' ricomparsa una crisi depressiva senza ragione evidente. Vede di nuove tutto nero, compreso il lavoro. Teme che non guarirà mai più. Non ha però tachicardia ed è ricomparsa la necessità di urinare spesso. Gli occhi gli bruciano quando piange. Non è ricomparsa la cefalea. Chiesto controllo EEGrafico.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Carbamazepina 200 mg; Etizolam 2.5 mg (da cominciare subito dopo aver effettuato l'esame EEGrafico).

EEG: Il ritmo di fondo alfa è di 8-9 c/s, di media intensità, asimmetrico, e inframmezzato da ritmo theta, con prevalenza a destra in zona parieto-temporale. Considerato normale dal neurologo che lo ha refertato.

 

Primo terzo del maggio 2004, terzo controllo.

Ora sta bene. A marzo aveva ancora qualche sbalzo di umore, ma da aprile c'é stata una stabilizzazione. Il lavoro non va male, e lo sta accettando. Non ha problemi di rapporti interpersonali. Non ha più avuto tachicardia e il bisogno di urinare spesso si è di nuovo ridotto. La cefalea temporale destra è diventata un fatto molto raro. Il pianto è cessato.

L'appetito è regolare, senza abuso di dolci e cioccolata. Il viso è più colorito. Sono scomparsi i motivetti musicali ripetitivi. Non ha più la testa ingombra di pensieri. Ha meno bisogno di contare oggetti, senza ragione. Si alza stanco solo se va a letto tardi. L'attività sessuale non ha subito alterazioni.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Amitriptilina + perfenazina 10 + 2 mg.

 

Fine novembre 2004: Quarto controllo, dopo 13 mesi di terapia con farmaci, e 9 di benessere.

A giugno si è sposato. La situazione psicofisica è molto buona. Si aspettava la consueta ricaduta stagionale, che però non c'è stata, nonostante la variazione stagionale sia stata probabilmente intensa perché molto risentita da altri pazienti. Il lavoro comincia a piacergli e a dargli soddisfazioni.

Il rapporto con il proprio "territorio" è molto migliorato. Anche tante altre persone lo trovano diverso, e migliorato. Tra questi, il suo ex dirigente, molto favorevolmente stupito. L'attenzione e la concentrazione sono buone. Gli capita di rado di contare oggetti, senza ragione. Riprende il bisogno di urinare spesso solo nei giorni in cui è un po' in tensione. Molto meno iperidrosico.

Chiede di ridurre la quantità di farmaci e viene accontentato prospettandogli i rischi di un tale provvedimento.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125 mg; piridossina 75 mg; Carbamazepina 200 mg, etizolam 0.5 mg al mattino; Amitriptilina + perfenazina 10 + 2 mg, solo 5 giorni per settimana).

 

Discussione.

Ho voluto riportare questo caso perché esso esemplifica un accadimento che non mi è nuovo. Anche in altri soggetti con depressione sicuramente atipica e con comparsa accessuale, alla mia richiesta di controllo EEG ho avuto risposte di normalità pur in presenza di anomalie del tracciato.

Ora è ben vero che quasi sempre il tracciato non era di tipo epilettiforme, ma il referto usuale di normalità è dicotomico in maniera semplicistica. O si è epilettici (per come conosciamo l'epilessia) o non lo si è. Come dire: o siamo a Roma o siamo a Milano. Ma tra Roma e Milano ci sono tantissime cose che non dovrebbero essere ignorate, e andrebbero valutate nel loro possibile rapporto con il dato clinico. L'aspetto accessuale deve subito dare dei sospetti.

Una iperosmia e cefalea accessuale da stimolo olfattivo intenso stanno rispondendo bene a una terapia antiepilettica e antistress (Cocchi 2004). D'altra parte degli improvvisi brevi episodi di colorazione verde dell'intero campo visivo, persistenti dopo sei mesi da un trauma cranico (Cocchi 2004) sono spiegabili solo in termini di "equivalente epilettico" tanto per usare una vecchia specificazione.

Per quanto riguarda la depressione, o si dà per certo che essa non abbia basi biologiche - ma i farmaci antidepressivi stanno a dimostrare il contrario - oppure relative e specifiche aree cerebrali, in quanto tali, possono andare anch'esse incontro ad instabilità bioelettrica dando depressione improvvisa e senza apparente ragione.

In altri termini, e mi scuso della grossolanità della definizione, ci possono essere delle depressioni epilettiche, che hanno come unico sintomo di epilessia la variazione improvvisa (accessuale) del tono dell'umore, e saranno pertanto delle epilessie parziali.

Ho il sospetto che l'uso degli antiepilettici in psichiatria come cosiddetti neuromodulatori , - e per il valproato (acido dipropilacetico) io iniziai oltre 25 anni fa (Cocchi et al., 1977) -, in realtà sia proprio quello di una vera terapia antiepilettica.

Il presente caso ha caratteristiche particolari. Ha avuto una sofferenza di parto e lo ha indicato con specifici disturbi nel primo anno di vita. Ne bastavano 2 su 6, ma lui ne ha avuto almeno tre. Ha avuto un cosiddetto carattere introverso, con difficoltà di socializzazione, mentre era una depressione infantile di tipo inibitivo (Cocchi, 1986). Quando è stato visto per la prima volta aveva tutta una serie di sintomi indicanti disturbi della dominanza emisferica. Aveva una tendenza al pessimismo e al vedere le situazioni di lavoro come negative, segnali di una depressione di fondo, che lo avevano portato a cambiare lavoro e ad essere scontento del lavoro attuale.

Bene o male l'organismo, pur con qualche difficoltà, se l'è cavata fino all'inizio del quarto decennio di vita, poi non ce l'ha più fatta a mantenersi in discreto compenso ed è insorta una evidente depressione, che non stava rispondendo ad un antidepressivo triciclico e ad una benzodiazepina.

Aggiunti in terapia anche dei farmaci antistress e antiepilettici, dopo un miglioramento a breve termine ha avuto una ricaduta inesplicabile, ciò che ha spinto alla richiesta del controllo EEG.

La presenza di onde theta, che non dovrebbero più essere rilevabili dopo i 25 anni, ha fatto ipotizzare un rapporto tra la sua depressione e il disturbo EEG, quasi certamente residuo della sofferenza perinatale.

Reimpostati i dosaggi dei farmaci, di cui 4 su 5 sono anche degli antiepilettici (glutammina, piridossina, carbamazepina, etizolam) da 9 mesi ha un tono dell'umore compensato e sta modificando positivamente il suo rapporto con il lavoro e con l'ambiente in cui è sempre vissuto.

D'altra parte questi farmaci sono anche dei farmaci antistress e occorre ricordare che lo stress è l'elemento scatenante degli attacchi epilettici.

Se poi si vuol dire che sta cambiando carattere, si potrebbe anche dirlo, ma è una affermazione superficiale. In realtà quasi certamente si sta togliendo una quota di depressione somatica che il paziente si è trascinata dietro fin dalla nascita.

Resta un ultimo problema. Se questa forma, come sembra, è una epilessia depressiva, perché non scompare da sola, dopo l'accesso, come accade per tutte le altre forme epilettiche ad esclusione, forse, dello stato di male? Non c'è risposta a questa domanda, per quanto siano state descritte epilessie depressive di lunga durata, con depressione episodica o permanente, come epilessie a localizzazione nel lobo temporale (Matarazzo, 1976).

 

Bibliografia

Cocchi R. Le depressioni infantili. In. Cocchi R. Strutture e dinamiche psicopatologiche in età evolutiva. Montefeltro, Urbino 1985: 163-183. <www.stress-cocchi.net/Depres2-it.htm>

 Cocchi R. Iperosmia e cefalea accessuale da stimolo olfattivo intenso in un uomo di 35 anni. Approccio con farmaci antiepilettici e antistress. 2004 <www.stress-cocchi.net/Other14-it.htm>

Cocchi R. Improvvisi brevi episodi di colorazione verde dell'intero campo visivo, persistenti dopo sei mesi da un trauma cranico. 2004 <www.reversebrain.net/Case10-it.htm>

 Cocchi R, Mastruzzo A, Ciccone A, Osvaldi ML. L-glutamine et acide dipropylacetique comme psychotropes subsidiaires dans le traitement des patients psychiatriques hospitalisés. L'effect sur la consommation des neuroleptiques. Encephale. 1977, 3:121-32.

Matarazzo EB:  [Chronic depression and temporal lobe dysrhythmia] : Arq Neuropsiquiatr. 1976, 34: 173-187. (In portoghese, citato da Medline).

 

Immesso in Internet il 29 novembre 2004, Copyright by Renato Cocchi, 2004.

 

Corrispondenza: dr. Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia

email: renatococchi@libero.it

 

Testo in inglese

Depressione e stress

Modulazione con farmaci delle reazioni di stress

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