DEPRESSIONE IN 45
SOGGETTI DOWN:
RESOCONTO CLINICO E
TERAPEUTICO
Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico
Riassunto
Un gruppo di 45 soggetti Down
depressi (17 M + 28 F; eta' medie: M = 15 anni; F = 12 anni), gia' studiato da
un punto di vista epidemiologico (Cocchi R.: Riv. Ital. Disturbo Intellet.
1994, 7: 93-100), ha avuto una seconda indagine centrata sulla terapia ed i
suoi risultati. In presenza di sintomi come umore depresso, scarsa autostima,
riduzione del gioco o dell'interazione sociale, riduzione dell'uso del
linguaggio, ecc. i genitori avevano chiesto aiuto.
Questi sintomi erano comparsi in
soggetti gia' in terapia con sostanze come l-glutammina,
S-adenosil-l-metionina, 5-idrossi-triptofano e carbamazepina che possiedono
alcune proprieta' antidepressive. In questo campione una prevalenza femminile
ha invertito l'usule prevalenza maschile riscontrata nei Down, e l'eta' di
comparsa della depressione nelle femmine sembra mostrare un anticipo.
Trentotto soggetti hanno avuto
viloxazina come antidepressivo di prima scelta, 3 amitriptilina, e 4
rispettivamente amitriptilina + perfenazina, fluoxetina, clorimipramina e
imipramina. In 6 casi, 5 in terapia con viloxazina e 1 con fluoxetina si e'
dovuto ricorrere ad un altro antidepressivo (nortriptilina, amitriptilina,
amitriptilina + perfenazina, clorimipramina, fluoxetina). Ai controlli
effettuati dopo 30-60 giorni i sintomi depressivi si erano ridotti
complessivamente del 71.69 % (.0009).
Parole chiave: Sindrome di Down,
depressione, sintomi, farmacoterapia.
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Un gruppo di 45 soggetti Down trattati
con terapia antidepressiva specifica era gia' stato esaminato da un punto di
vista epidemimiologico (Cocchi, 1994). In questa seconda ricerca sullo stesso
campione, l'aspetto terapeutico e' stato valutato in maniera piu' approfondita.
Materiali
e metodi
Le cartelle cliniche di 45 soggetti Down
depressi (17 M + 28 F) trattati con terapia antidepressiva specifica e gia'
oggetto della prima ricerca, sono state riesaminate.
Da esse vennero raccolti i seguenti
dati: sesso, diagnosi cromosomica, eta', in mesi, della comparsa della
depressione, sintomi prevalenti, farmaci utilizzati e loro dosaggio
giornaliero, risultati.
Statistica: t per due campioni
indipendenti e Chi Quadrato.
Risultati
I risultati sono stati riportati in
maniera sommaria nelle tabelle 1-5.
Tabella 1:
distribuzione delle diagnosi cromosomiche.
|
Anomalia cromosomica |
No. di Ss |
% |
|
Trisomia 21 libera |
38 |
84.44 |
|
Traslocazioni |
1 |
2.22 |
|
Mosaicismi |
3 |
6.67 |
|
Non nota |
3 |
6.67 |
|
Totali |
45 |
100.00 |
Tabella 2: sintomi
depressivi non controllati dalla terapia in corso
|
Sintomo |
No. di Ss |
% |
|
|
||
|
Tristezza |
28 |
62.22 |
|
Scarso interesse per il gioco e per le attivita' sociali |
21 |
46.67 |
|
Irritabilita' |
16 |
35.56 |
|
Scarsa autostima |
15 |
33.33 |
|
Linguaggio parlato ridotto |
14 |
31.11 |
|
Aggressivita' |
9 |
20.00 |
|
Pianto da frustrazione |
7 |
15.56 |
|
Pianto senza regione |
6 |
13.33 |
|
Enuresi |
5 |
11.11 |
|
Dispettosita' |
4 |
8.89 |
|
Gelosia fraterna |
3 |
6.66 |
|
Si strappa i capelli o le sopracciglia |
2 |
4.44 |
|
Depressione reattiva alla morte del padre |
1 |
2.22 |
Tabella 3: eta'
della prescrizione dell'antidepressivo, in
mesi, suddivise per sesso
|
Parametri dell'eta' |
Maschi |
Femmine |
|
Media +/+ DS |
187.65 +/- 89.11 |
140.48 +/- 35.44 |
|
Ambito |
103 - 474 |
65 - 231 |
t = 2.507 con 43 gl e p = .016 L.C. 95%
da 9.23 a 85.11
Indubbiamente la presenza da un soggetto
di quasi 40 anni tra i maschi costituisce un elemento di disturbo statistico.
Sembra tuttavia che l'eta' in cui l'aspetto depressivo diventa evidente, in
questo campione sia anticipata in maniera nelle femmine Down.
Tabella 4:
antidepressivo utilizzato
|
Farmaco (mg/die) |
1a scelta |
|
2a scelta |
|
|
|
No. di Ss |
% |
No. di Ss |
% |
|
|
||||
|
Viloxazina 25-100 |
38(*) |
84.44 |
|
|
|
Amitrptilina 10 + perfenazina 2 |
1 |
2.22 |
1 |
2.22 |
|
Amitriptilina 2-10 |
3 |
6.67 |
1 |
2.22 |
|
Fluoxetina 20 |
1 (*) |
2.22 |
1 |
2.22 |
|
Clomipramina 10 |
1 |
2.22 |
1 |
2.22 |
|
Imipramina 10 |
1 |
2.22 |
|
|
|
Nortriptilina 10 |
|
|
1 |
2.22 |
|
|
||||
|
Totali |
45 |
100.00 |
6 |
13.32 |
(*) 5 + 1 sostituzioni
dell'antidepressivo.
Tabella 5: risultati
sui sintomi rilevati (Valutazione: 0 = assente; 1 = leggero; 2 = moderato; 3 =
grave)
|
Punteggi del sintomo |
No di Ss |
prima |
dopo |
% di riduzione |
|
|
||||
|
Tristezza |
28 |
70 |
9 |
87.14 |
|
Scarso interesse per gioco e attivita' sociali |
21 |
57 |
12 |
78.05 |
|
Irritabilita' |
16 |
44 |
21 |
52.27 |
|
Scarsa autostima |
15 |
34 |
7 |
79.42 |
|
Linguaggio parlato ridotto |
14 |
28 |
2 |
92.56 |
|
Aggressivita' |
9 |
23 |
13 |
43.58 |
|
Pianto da frustrazione |
7 |
20 |
8 |
60.00 |
|
Pianto senza ragione |
6 |
17 |
3 |
82.35 |
|
Dispettosita' |
4 |
10 |
5 |
50.00 |
|
Gelosia fraterna |
3 |
8 |
3 |
(62.50) |
|
Si strappa i capelli o le sopracciglia |
2 |
6 |
4 |
(33.33) |
|
Depressione reattiva alla morte del padre |
1 |
3 |
0 |
(100.00) |
|
|
|
|
|
|
|
Totali |
|
332 |
94 |
71.69 |
Chi Quadrato = 38.413 con 12 gl e p
< .0009
Discussione
Questa ricerca ha molti limiti, che sono
gli stessi del precedente lavoro, sulla medesima casistica, limitato agli
aspetti epidemiologici e clinici (Cocchi, 1994). Essa e' stata effettuata in
soggetti Down gia' in terapia con farmaci, secondo le linee di guida descritte
(Cocchi, 1993), alcuni dei quali sicuramente antidepressivi (l-glutammina,
carbamazepina, S-adenosil-l-metionina, 5-idrossitriptofano).
La selezione che ne e' derivata e'
sicuramente piu' ristretta di quella che si sarebbe potuto ottenere, se sintomi
come disturbi del sonno, dell'alimentazione, e somatici, come stitichezza, e
altri non fossero stati controllati o molto attenuati dalle terapie in corso.
Se si escludono alcuni casi in cui
l'antidepressivo e' stato utilizzato per migliorare il controllo sfinterico
notturno, per enuresi primaria o secondaria, i sintomi ritrovati sono
prevalentemente psichici e in qualche modo apparentano gia' questa forma di
depressione con quelle dell'adulto.
In questo gruppo di depressi Down si ha
una netta prevalenza femminile, come e' abituale per la malattia depressiva
nelle persone normali. Questo fatto e' ancor piu' degno di nota se si tien
conto che il campione proviene da una serie di 510 casi che mantiene l'usuale
prevalenza maschile (circa 150 M su 100 F).
Per quanto riguarda il presente campione,
e' notevole che questi sintomi depressivi tendano ad anticipare l'epoca di
comparsa nelle femmine, e anche questo, se confermato, costituirebbe un aspetto
ritrovabile nell'epidemiologia della depressione dei soggetti normali.
Sull'origine di questa depressione, e'
probabile che una componente reattiva dovuta alla percezione dell'impatto
sociale della sindrome di Down costituisca un fattore primario, ma non
escluderei che la malattia stessa, a causa del suo disturbo metabolico
omeostatico (Cocchi, 1993) possa essere una concausa di notevole forza.
Per quanto riguarda i sintomi presi in
considerazione, la tristezza, l'irritabilita', l'autosvalutazione,
l'aggressività o l'autoaggressività sono gia' menzionati da Dosen, 1992 come
propri dei bambini con un disturbo affettivo maggiore (DSM-III, R: 296.22;
296.23). Anche gli altri sintomi sono stati considerati depressivi da vari
autori (Matson, 1983; McGee e Menolascino, 1990).
Pur esistendo in letteratura il
riferimento alla depressione nel soggetto Down (Szymanski e Biederman, 1984;
Warren, Holroyd e Folstein, 1989) crediamo che questa sia la prima casistica
clinica e terapeutica sufficientemente estesa, riferibile a soggetti viventi in
famiglia e per di piu' derivata dall'esperienza clinica di un unico specialista.
Per la scelta dei farmaci, la grande
prevalenza data alla viloxazina e' dovuta a due caratteristiche di questa
sostanza: la sua azione prevalentemente noradrenergica e la sua capacita' di
non abbassare la soglia epilettica (Cocchi e Occhialini 1981 e 1982). Essendo
nota nei Down una carenza noradrenergica centrale, la scelta di un farmaco
noradrenergico trova giustificazione anche sotto questa luce.
Il fatto che solo 6 casi su 45 abbiano
avuto la necessita' di ricorso ad una antidepressivo piu' potente, un
triciclico in 5 casi, puo' essere una giustificazione della efficacia della
scelta della viloxazina. Come mia abitudine prescrittiva, i dosaggi sono sempre
bassi, ma resi piu' efficaci dalla sinergia politerapica.
La riduzione complessiva dei sintomi
depressivi, pari al 71.69% rientra nell'ambito dell'efficienza degli
antidepressivi. Puo' essere curioso il notare che i sintomi che sono ridotti di
meno (irritabilità, aggressività, pianto da frustrazione, dispettosità,
strapparsi i capelli) sono anche quelli che permettono compensi adrenergici
periferici.
Sembrerebbe quasi che, essendone stata
percepita in qualche modo la funzione omeostatica, vengono appresi e mantenuti
anche quando la depressione, che li ha fatti emergere, si e' complessivamente
molto ridotta.
C'e' da chiedersi quale sia stato
l'apporto delle terapie in corso, tra le quali, e' bene ricordarlo per
completezza terapeutica, era sempre presente anche una benzodiazepina a basso
dosaggio. Di sicuro comunque esso non puo' essere stato eccessivo, avendo
impedito l'affiorare di uno stato francamente depressivo.
Conclusione
Ormai non esistono più dubbi sul fatto
che soggetti con ritardo mentale, anche Down, possano andare incontro ad
episodi francamente depressivi che possono mettere in imbarazzo le capacita' di
diagnosi e di intervento dei curanti. Da quanto qui descritto risulta che
l'episodio depressivo, che non sembra poi molto diverso da episodi simili in
soggetti non Down, può essere affrontato con più che buone prospettive di
successo. Questo resoconto, riferito a quella che, attualmente, sembra la
maggiore casistica riportata, non pretende tuttavia di essere un esempio
paradigmatico, ma solo di indicare delle linee di approccio per la terapia
farmacologica di questa emergenza nei soggetti con sindrome di Down.
Bibliografia
Cocchi R.: Drug therapy in Down syndrome.
A theoretical context. It. J. Intellect. Impair. 1993, 6: 143-154.
Cocchi R.: La depressione nel soggetto
Down: Indagine epidemiologica e clinica su 510 casi. Riv. Ital. Disturbo.
Intellet. 1994, 7: 93-100.
Cocchi R., Occhialini O.: La viloxazina
come farmaco di scelta nella depressione degli epilettici e dei cerebropatici:
13 osservazioni. Rass. Studi Psichiat. 1981, 70, 1-9 (numerazione estratto).
Cocchi R., Occhialini O.: La viloxazina
nei bambini cerebropatici con o senza epilessia. Rapporto su 8 casi. In:
Antidepressivi atipici. Alternative ai triciclici nella terapia della
depressione. Flaccovio, Palermo 1982: 203-206.
Fleisher M.H., Weiler M.A.: The
prevalence and specific aspects of depression in retarded individuals. In:
Dosen A., Menolascino F.J.: Depression in mentally retarded children and
adults. Logon, Leiden, 1990: 51-61.
Matson J.L.: Depression in the mentally
retarded: A review. Educ. Train. Ment.Retard. 1982, 17: 159-163.
Matson J.L.: Depression in the mentally
retarded: Toward a conceptual analysis of diagnosis. In: Hersen M., Eisler R.,
Miller P. (eds): Progress in behavioral modification. Academic Press, New York,
1983.
McGee J.J., Menolascino F.J.: Depression
in persons with mental retardation: towards an existential analysis. In: Dosen
A., Menolascino F.J.: Depression in mentally retarded children and adults.
Logon, Leiden, 1990: 95-111.
Szymanski L.S., Biederman J.: Depression
and anorexia nervosa of persons with Down syndrome. Am. J. Ment. Defic. 1984,
89: 246-251.
Warren A.C., Holroyd S., Folstein F.:
Maior depression in Down syndrome. Br. J. Psychiat. 1989, 155: 202-205.
Stampato su Riv. It. Disturbo Intellet. 1995: 8: 255-260.
Corrispondenza: Dr. Renato COCCHI, via
Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia
renatococchi@libero.it
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