LA S-ADENOSIL-L-METIONINA (SAMe)
RIDUCE
LA LASSITA` ARTICOLARE NEL
BAMBINO DOWN?
(Comunicazione preliminare).
Renato COCCHI, neurologo
e psicologo medico
Riassunto
Dal 1986, e` stata
aggiunta la somministrazione orale di S-Adenosil-l-metionina in
soggetti Down trattati con farmaci, in quanto questa sostanza fisiologica
ha una sintesi ridotta nei portatori di questa sindrome.
Uno degli effetti
intravisti e` quello di migliorare la lassita` articolare, in coloro
che presentano questo sintomo. In questa comunicazione preliminare
viene discussa la possibilita` biochimica di un tale esito.
Parole chiave: Sindrome
di Down,stress,lassità articolare,SAMe, ipotesi,terapia.
Testo in inglese
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All'interno di un
programma farmacoterapico applicato in soggetti con sindrome di Down
fin dal 1979, l'aggiunta di S-adenosil-l-metionina (SAMe)
e` stata effettuata a partire dal 1986.
La sua somministrazione e`
stata giustificata dagli studi di Lejeune et al., 1986, che avevano
notato una maggiore necessita` di tetraidrofolato e di SAMe, a
causa dell'eccesso di attivita` dell'enzima cistationina-beta-sintetasi, triplicato
in questi soggetti (Skovby, Krassikoff e Francke, 1984; Chadefaux, 1985).
Il risultato complessivo,
limitato a questa via biochimica, oltre ad una anomalia del
metabolismo dell'omocisteina con eccesso di consumo per accelerata
demolizione, e` anche un deficit generale di metilazione, gia`
intravisto nel 1958 da Gershoff, Hegsted e Trulson.
Attivita` metaboliche della SAMe.
In accordo con la sintesi
di Stramentinoli (1987a) da cui ho desunto i dati che seguono, la
SAMe e` sintetizzata da metionina e ATP ed e` un importante
composto fisiologico presente in ogni cellulá vivente.
Probabilmente la SAMe
e` seconda solo all'ATP per la varieta' di reazioni in cui serve
come cofattore, essendo coinvolta nei processi di
transmetilazione, transulfurazione e aminopropilazione, tre
importanti meccanismi biochimici.
Per quel che riguarda la
sola transmetilazione, la SAMe e` implicata in oltre 40 processi
biochimici, in cui avviene il trasferimento del suo gruppo metilico a
vari substrati, tra cui gli acidi nucleici, proteine, lipidi. Per
quanto riguarda l'apparato osteoarticolare, sono indiscutibili ormai
gli effetti analgesisi e funzionali della SAMe nelle osteoartriti
(Ceccato et al., 1979; Cucinotta, Mancini e Ceccato, 1980; Marcolongo
et al., 1985; Caruso e Pietrogrande, 1987; Berger e Novak, 1987;
Koenig, 1987; Maccagno et al., 1987).
Esperimenti fatti con
culture in vitro di cellule cartilaginee hanno dimostrato che la
SAMe ha uno specifico effetto sul loro metabolismo, stimolandone la
sintesi proteica (Harmand et al., 1987). Nell'osteoartrite
indotta chirurgicamente nel ginocchio del coniglio, lo studio
microscopico dell'articolazione lesionata ha mostrato un effetto
protettivo delle cellule cartilaginee degli animali trattati con SAMe
(Barcelo` et al., 1987).
L'effetto terapeutico
riscontrato clinicamente nell'uomo ha cosi` trovato conferma sia
nella sperimentazione animale, che nel trattamento di cellule in vitro.
Per quanto a noi interessa,
la SAMe induce uno stimolo proliferativo delle cellule cartilaginee.
Lassita` articolare nei soggetti Down.
Tra i vari disturbi motori
che possono colpire il bambino Down ci sono anche l'ipotonia e la
lassita` articolare. Mentre l'ipotonia sembra un sintomo derivato da una
disfunzione cerebellare, del resto segnalata da vari ricercatori
(Lambert e Rondal, 1979, Cocchi, 1987), la lassita` articolare, non
sempre presente, non ha ancora trovato una spiegazione.
Si possono fare, a
questo proposito, almeno due ipotesi:
A molto debole favore della
prima ipotesi esiste un'unica esperienza clinica, di
difficile interpretazione, sugli effetti favorevoli della SAMe
nella fibromialgia primaria, esiti che sono tendenzialmente
attribuiti non ad un effetto locale, ma all'azione antidepressiva
della sostanza (Tavoni et al. 1987).
Per la seconda ipotesi
abbiamo piu' di un elemento giustificativo. Occorre innanzitutto ricordare
che la crescita dell'osso avviene tramite l'attivita`
delle cartilagini ossee di accrescimento, e che queste sono sensibili
alla quantita` di omocistina disponibile.
Se l'omocistina e` in
eccesso, come si ha nell'omocistinuria, malattia in cui c'e` un deficit
dell'enzima cistationina-beta-sintetasi, gli individui saranno alti,
magri, con un maggior numero di pieghe nelle superfici flessorie
(Groebe, 1980).
Nei soggetti Down, in cui
l'aumento del 50 % dell'attivita` del medesimo enzima (il
cosiddetto "dosage effect") metabolizza piu` attivamente
l'omocisteina, riducendone la disponibilita`, si há quasi il contrario:
gli individui sono bassi, grassi, con riduzione delle pliche
flessorie (Lejeune, 1979). D'altra parte e` stato dimostrato che
l'acido cisteinico stimola la crescita corporea nei ratti (Clopath, Smith
e McCully, 1976).
SAMe e possibile riduzione della lassita` articolare
nei Down.
Poiche` l'omocisteina
deriva dalla SAMe, una introduzione di SAMe potrebbe pertanto
portare, tra l'altro, ad una accresciuta disponibilita` di
omocisteina, e di conseguenza ad una maggiore attivita` delle
cartilagini ossee di accrescimento, negli anni della crescita corporea.
In questo modo si potrebbe
avere una riduzione dello squilibrio tra tessuti articolatori e
dimensioni delle ossa articolari, con riduzione quindi della lassita`
articolare.
Si tratta di una ipotesi di
non facile verifica, anche perche` le variabili in gioco sono molte.
Innanzitutto c'e` il fatto
che io aggiungo SAMe alla terapia farmacologica solo in un
secondo tempo, dopo aver cominciato il trattamento con farmaci
anti-stress (Lamma e Cocchi, 1988; Cocchi, 1990).
In secondo luogo la SAMe,
da sola, avrebbe degli effetti contraddittori sulle
risposte neuroendocrine allo stress (Stramentinoli, 1987b), per
cui potrebbe essere difficile il suo uso in monoterapia nei soggetti Down.
Infine non e` detto che
il miglioramento della lassita` articolare sia da attribuire
per forza alla SAMe, anche se questo effetto e` stato notato, nei
bambini che presentavano questo sintomo, solo dopo l'introduzione della
SAMe nell'insieme della prescrizione terapeutica.
Conclusioni.
L`osservazione di una
riduzione della lassita` articolare, quando presente, dopo aggiunta di
SAMe alla terapia farmacologica prescritta in soggetti Down, ha indotto
lo scrivente a discutere la fattibilita` di un simile esito,
al fine di evitare la fallacia logica del post hoc ergo propter
hoc.
Da un punto di vista
biochimico e clinico un risultato simile potrebbe essere giustificato,
anche se la sua verifica pratica richiedera` una indagine difficile, a
causa delle troppe variabili in gioco.
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Pubblicato su Riv. It. Disturbo Intellet.
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Corrispondenza: dr
Renato Cocchi, via Rabbeno, 3
42100 Reggio
Emilia.
renatococchi@libero.it
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