NASCITA COME SECONDO PUNTO DI ROTTURA NELL’EQUILIBRIO BIOLOGICO DEL SOGGETTO DOWN: CONFERME ED IMPLICAZIONI

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico

Riassunto.

Nella storia biologica del soggetti Down, oltre al momento critico del concepimento, punto di partenza per l'organismo affetto da un cromosoma 21 in piu`, la nascita sembra costituire un evento in grado di influire pesantemente su un certo numero di sviluppi biologici negativi.

Dopo la nascita cominciano l'eccesso di glutatione perossidasi compensativa, la degenerazione alveolare polmonare, la riduzione della mielinizzazione, una maggiore possibilita` di essere colpiti da paralisi cerebrali infantili, l'accelerata riduzione delle cellula della corteccia visiva.

Di questi eventi, sicuramente quattro su cinque non sono stati riscontrati in epoca fetale. L'ipotesi piu` probabile e` che l'organismo materno, in varie maniere, protegga il feto Down dagli eccessi di stress e sia in grado di mantenere compensata, almeno in parte, l'omeostasi turbata dalla accelerazione del 50 % di tutti i metabolismi i cui geni di controllo sono allocati sul cromosoma 21.

Se cio` fosse vero, ne deriverebbe la necessita` di effettuare terapie compensatorie fin dai primi giorni di vita. E` evidente che un soggetto Down e` tale perche’ nel concepimento un gamete materno o paterno (nelle trisomie 21 libere e nelle traslocazioni) ha apportato un cromosoma 21 in piu`, frutto di un errore intervenuto durante la divisione meotica; o e` tale perche' durante le prime divisioni mitotiche dell'ovulo fecondato, per qualche ragione, una cellula ha mantenuto un cromosoma 21 in piu` (nelle forme a mosaico).

Parole chiave: Sindrome di Down, nascita, stress, equilibrio biologico, modifica.

 

Testo in inglese

Home Page  / / /  Pagina iniziale

 

Gia` dal giorno del concepimento, quindi, l'embrione e successivamente il feto Down sono sottoposti ad uno stress biologico endogeno dovuto al 50 % di accelerazione di tutti i metabolismi enzimatici i cui geni di controllo (non piu’ due, ma tre) sono allocati sul cromosoma 21 (Cocchi, 1984).

Il fatto non e` sicuramente indifferente, viste le modifiche somatiche gia` presenti alla nascita in quasi tutti i Down, e le malformazioni che di frequente le accompagnano (ad es: nel 20-25 % dei casi, difetti cardiaci che necessitano di correzione chirurgica).

Dalla ricerca sulla sindrome di Down, alla quale sto dando anche un contributo personale, sono arrivati gia` 5 dati, riferiti a differenti strutture, dei quali 4 rimarcano profonde differenze tra prima e dopo la nascita.

Ognuno di essi, di per se`, sembra una curiosita`, ma messi insieme, l'elemento comune balza evidente e porta ad indicare la nascita come punto di rottura di un equilibrio gia` precario.

Differenze pre- e postnatali nei Down.

Accanto all'aumento del 50 % dell'enzima Superossido-dismutasi 1 (SOD-1), dovuto alla presenza di un terzo gene di controllo allocato suì cromosoma 21 (Sinet et al., 1974; Sinet et al., 1976; Crosti et al., 1976; Feaster, Kwok e Epstein, 1977" Jezorowska et al., 1982; Neve et al., 1983; Brooksbank e Balasz, 1984), e` stato ritrovato, dopo la nascita, un aumento compensativo deì 30 % circa dell'enzima Glutatione perossidasi (Sinet, 1975; Sinet, Lejeune e Jerome, 1979; Agar e Hingstoen, 1980; Neve et al., 1983).

Entrambi gli enzimi sono scavenger (spazzini) dei radicali liberi dell'ossigeno, molto tossici per le cellule cerebrali.

Brooksbank e Balasz (1984) nel cervello fetale di soggetti Down, paragonato con quelli di soggetti normali di eta` gestazionale simile, hanno trovato il previsto aumento del SOD-1, ma non quello della Glutatione-perossidasi. L'aumento compensativo di tale enzima risulta pertanto una evenienza che si manifesta SOLO dopo la nascita.

Lo sviluppo degli acini alveolari polmonari e` stata valutata usando il conteggio radiologico in pazienti Down (Cooney, Wentworth e Thurlebeck, 1988). Mentre nel feto á termine la crescita del polmone non e` intaccata e la complessita` degli acini alveolari risulta normale, gia` a 4 mesi dalla nascita si ha una riduzione della complessita` degli acini, visibile sia ad occhio nudo che al microscopio.

Tramite quest'ultimo si e` vista una diminuzione numerica degli acini, una loro dilatazione, con, nella maggioranza dei casi, una doppia rete capillare, che costituisce un fenomeno singolare, mai descritto in precedenza.

Anche qui le alterazioni riscontrate costituiscono un fenomeno SOLO post-natale.

Un deficit di mielinizzazione cerebrale e` stato rinvenuto in soggetti Down deceduti dall'inizio del periodo postnatale fino a 6 anni. Il numero dei colpiti cresce con l'eta` ed e` molto piu` elevato dei controlli, che mostrano un simile ritardo solo fino a 4 mesi di eta`.

Non c`e` ritardo di mielinizzazione, rispetto ai controlli, nei soggetti Down deceduti in eta` fetale o neonatale (Wisniewski e Schmidt-Sidor, 1989).

Anche in questo caso il deficit riscontrato e` SOLO post-natale.

Su una serie consecutiva, non selezionata di 470 soggetti Down non e` stata riscontrata alcuna paralisi cerebrale infantile (PCI) di origine prenatale e perinatale.

In accordo con le percentuali di rischio calcolate da Susser et al., 1985, solo per la presenza di prematurita` o basso peso alla nascita o entrambi, ci si dovevano aspettare almeno 3 casi di PCI, numero che doveva essere piu` elevato, mettendo in conto la massiccia presenza di tutta una serie di altri fattori di non ottimalita` e di rischio, registrati. (Cocchi e Branchesi, 1988).

D'altra parte sono presenti, nell'intera serie, 3 bambini Down affetti da PCI di esclusiva origine post-natale (Cocchi, 1990). Non e` da escludere, anche nei Down, la possibilita` di PCI come effetto di eventi patologici intervenuti nei periodi pre-, peri- e neonatale, periodi di insorgenza della stragrande maggioranza delle PCI dei soggetti normali.

Una discrepanza cosi` vistosa tra quanto avviene nei bambini normali e quelli di questa serie di bambini Down ha portato e porta ad ipotizzare che, fino alla nascita, in qualche maniera ci sia una protezione contro i danni da anossia, ma questa protezione divenga minore dopo la nascita, con il passare dell'eta`.

La comparsa dell'aumento adattativo della Glutatione-perossidasi solo dopo la nascita (Brooksbank e Balasz, 1984) avvalora la supposizione che quest'ultima costituisca un preciso spartiacque nelle capacita` dell'organismo di difendersi dall'azione tossica dei radicali liberi dell'ossigeno.

Il problema di tale azione tossica nei Down, di particolare interesse, da un punto di vista teorico, come possibile spiegazione causale della demenza di Alzheimer, e` gia` stato discusso su questa rivista (Cocchi, Somenzini e Zerbi, 1988).

Infine gia` era stata vista, nel cervello di un soggetto Down di 6 anni paragonato a uno normale di pari eta`, una netta riduzione delle cellule stellate aspinose particolarmente notevole nell'area 17 (area visiva primaria) e, un po’ meno, nell'area 41 (corteccia uditiva primaria). Si tratta di cellule che usano il GABA come loro prinicipale neurotrasmettitore (Ross, Galaburda e Kemper, 1984).

Ulteriori studi sono stati condotti sullo sviluppo dendritico della corteccia visiva di 8 bambini Down, di eta` fra i 4 mesi e i 7 anni deceduti per cause non neurologiche. Paragonati con 10 controlli non Down di pari eta`, si e` visto che solo nei primi e` gia` presente, tra 6 mesi e 2 anni, una progressiva atrofia cerebrale, mentre lo sviluppo dendritico e` superiore a quello dei normali, nel cervello dei Down con meno di 6 mesi (Becker, Armstrong e Chan, 1987).

Anche in questo caso il processo degenerativi non ha origine fetale, non essendo presente prima dei 6 mesi di vita. Anch'esso ha avuto inizio SOLO dopo la nascita. E` noto comunque che i corticosteroidi, tra cui il cortisolo fisiologicamente escreto in condizione di stress di qualsiasé origine (fisica, chimica, biologicá e metabolica, psicologica), riducono lo sviluppo dendritico delle cellule nervose (De Kosky, Sheff e Cotman, 1984).

Discussione

Quattro effetti patologici, l'aumento compensativo della Glutatione perossidasi, la riduzione di numero e la trasformazione strutturale degli acini alveolari polmonari, la riduzione della mielinizzazione, e la riduzione dendritica della corteccia visiva incominciano sicuramente solo dopo la nascita del bambino Down.

La sensibilita` all'anossia e al relativo danno cerebrale da produzione di radicali liberi dell'ossigeno e` di certo un processo che si accentua dopo la nascita, come confermato dalla discrepanza tra PCI di origine pre- peri-, neo-natali e post-natali nei Down e dall'aumento compensativo della Glutatione-perosidasi, scavenger dei radicali liberi dell'ossigeno.

La riduzione dendritica gia` presente a 6 mesi e particolarmente evidente nella corteccia visiva e` un fenomeno che puo` essere collegato con certezza allo stress, ad una condizione di stress permanente, quale quello biologico determinato dalla accelerazione di tutti i metabolismi accelerati dalla presenza di un terzo gene di comando sui relativi enzimi, incrementata dalla quota di stress del parto.

Trattandosi di una ricerca effettuata su soggetti deceduti, sia pur per cause non neurologche, la malattia li ha condotti a morte ANCHE a causa di una scarsa resistenza aspecifica individuale, fenomeno in cui lo stress gioca un ruolo predominante.

In generale, comunque, la nascita sembra un punto di improvvisa accelerazione di un processo patologico gia` in corso, con la caratteristica di un brusco cambiamento della linearita` dello stesso (catastrofe), per cui certi apparati vengono attaccati ex novo.

Riassunti questi dati di fatto, si possono proporre alcune ipotesi, che non sono vicendevolmente esclusive:1) - lo stress che l'organismo fetale Down subisce durante il parto sorpassa i suoi limiti di tolleranza, innescando nuovi processi patologici;

2) - il passaggio ad una bassa soglia di sensibilita` delle vie sensoriali, i cui ingressi non sono piu` filtrati dal liquido amniotico e dai tegumenti materni, determina un eccesso di stimolazione glutammergica.

E` noto che il glutammato e` il principale neurotrasmettitore di tutte le vie sensoriali (Fagg, 1985), e che in una situazione di stress diventa maggiormente neurotossico (Sapolsky 1986)3) - le sostanze antistress che la madre potrebbe passare attraverso la placenta (precursori del GABA come glucosio e glutammina, e la piridossina) vengono a mancare, e la loro sostituzione alimentare potrebbe essere deficitaria.

Questo implica che, fin dalla nascita, in un soggetto Down occorrerebbe predisporre un intervento sostitutivo in grado di agire su questi processi, almeno rallentandoli. Un tale intervento, con buona pace di tanti "specialisti" che parlano ad orecchio, non puo` che essere farmacologico, utilizzando il piu` possibile sostanze fisiologiche.

Si tratta comunque di idee che per ora, almeno in Italia, hanno scarsa accettazione, per un rifiuto ideologico, se non di "bottega" e per la mancata acquisizione di informazioni specifiche, peraltro disponibili.

Bibliografia

Agar N.S., Hingstoen J.: Glutathione peroxidase activity in red blood cells from subjects with Down's syndrome and non-mongoloid mental retardation. Med. J. Australia 1980, 52: 556-564.

Becker L.E., Armstrong D.L., Chan F.: Dendritic atrophy in children with Down's syndrome. Ann. Neurol. 1987, 22: 520-526.

Brooksbank B.W., Balasz R.: Superoxide dismutase, glutathione peroxidase and lipoperoxidation in Down's syndrome foetal brains. Brain Res. 1984, 16: 37-44.

Cocchi R.: Sulla farmacoterapia nel bambino affetto da sindrome di Down (mongolismo): alcune precisazioni di metodo e di merito. Quad. Cinesiolog. 1984, 14/3-4: 101-115.

Cocchi R.: Paralisi cerebrali infantili in bambini Down: 3 casi. Riv. Ital. Disturbo Intellet. 1990, 3: 327-330.

Cocchi R., Branchesi R.: Non causal connection between cerebral palsy and squint outcomes in premature and/or low birthweight Down subjects. Ital. J. Intellect. Impair. 1988, 1: 141-144.

Cocchi R., Somenzini G., Zerbi F.: The free radicals hypothesis in causing dementia: High probability refutation in Down's syndrome subjects. Ital. J. Intellect. Impair. 1988, 1: 127-132.

Cooney T.P., Wenthworth P.J., Thurlebeck W.M.: Diminished radial count is found only postnatally in Down's syndrome. Pediatr. Pulmonol. 1988, 5: 204-209.

Crosti N., Serra A., Rigo A., Vigliano P.: Dosage effect of SOD-1 gene in 21-trisomic cells. Hum. Genet. 1976, 31: 197-202.

DeKosky S., Scheff S., Cotman C.: Elevated corticosterone levels. A possible cause of reduced axon sprouting in aged animals. Neuroendocrinology 1984, 38: 33-38.

Fagg G.E.: L-glutamate, excitatory amino acid receptors and brain function. Trends NeuroSci 1985, 8: 207-210.

Feaster W., Kwok L., Epstein C.: Dosage effect for superoxide-dismutase-1 in nucleated cells aneuploid for chromosome 21. Am. J. Hum. Genet. 1977, 29: 563-579.

Jezorowska A., Jacubowski L., Armatys S., Kaluzewski B.: Copper/zinc superoxide dismutase _(SOD-1) in regular trisomy 21, trisomy 21 by translocation and mosaic trisomy 21. Clin. Genet. 1982, 22: 160-164.

Neve J, Sinet P.M., Molle L., Nicole A.: Selenium, zinc and copper in Down's syndrome (Trisomy 21): Blood levels and relations with glutathione peroxidase and superoxide dimutase. Clin. Chim. Acta. 1983, 133: 209-214.

Ross M.H., Galaburda A.M., Kemper T.L.: Down's syndrome: Is there a decreased population of neurons? Neurology 1984, 34: 909-916.

Sinet P.M.: Increase in glutathione peroxidase activity in erythrocytes from trisomy 21 subjects. Biochim. Biophys. Acta 1975, 67: 910-915.

Sinet P., Allard D., Lejeune J., Jerome H.: Augmentation de l'activite` de la superoxide dismutase erythrocytaire dans la trisomie pour le chromosome 21. CR Acad. Sci [D] (Paris) 1974, 278: 3267-3270.

Sinet P.M., Couturier J., Dutrillaux B.: Trisomie 21 et superoxide dismutase (I.P.O.A). Localisation sur la bande 21q221. Exp. Cell. Res. 1976,97: 47-55.

Sinet P.M., Lejeune J., Jerome H.: Trisomy 21 (Down's syndrome) glutathione peroxidase hexose monophosphate shunt and IQ. Life Sci. 1979, 24: 29-34.

Sapolsky R.: Glucocorticoids toxicity in the hippocampus: Temporal aspects of synergy with kainic acid. J. Neurosci. 1986, 6:2240-2244.

Susser M., Sergievsky G.H., Hauser W.A., Kiely G.L., Paneth N., Stein Z.: Quantitative estimates of prenatal and perinatal risk factors for perinatal mortality, cerebral palsy, mental retardation and epilepsy. In: Freeman G.M. (ed): Prenatal and perinatal factors associated with brain disorders. National Institute of Health Publications: Washington D.C., 1985: 359-439.

Wisniewski K.E., Schmidt-Sidor B.: Postnatal delay of myelin formation in brains of Down's syndrome infants and children. Clin. Neuropathol. 1989, 8: 55-62.


Stampato su Riv. It. Disturbo. Intellet. 1990, 207-210

Corrispondenza: dr. Renato COCCHI, via Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia

renatococchi@libero.it

 

Testo in inglese

Home Page  / / /  Pagina iniziale