PARALISI CEREBRALI INFANTILI IN BAMBINI DOWN:

 3 CASI

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico

Riassunto

In una serie consecutiva, non selezionata di 470 soggetti Down provenienti da tutte le regioni italiane sono stati ritrovati solo 3 casi di paralisi cerebrale infantile, tutte di origine postnatale. Pur non escludendo la possibilita` di paralisi cerebrali infantili da cause pre-, peri- e neonatali, il presente dato epidemiologico sembra di sostegno all'ipotesi che il bambino Down sia piu` protetto, in epoca fetale, alla nascita e nel periodo neonatale, dall'esito paralitico dell'insulto anossico.

Parole chiave: Sindrome di Down, paralisi cerebrale infantile, tre casi.

 

Testo in inglese

Sindrome di Down

Ritardo mentale

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Il rapporto tra sindrome di Down e paralisi cerebrali infantili (PCI) non ha fino ad ora ricevuto, a mio parere, tutte l'attenzione che meriterebbe. Un suo studio approfondito, invece, e` sicuramente in grado di far maggior luce su alcuni meccanismi ed esiti del danno anossico-schemico che puo` verificarsi in seguito a disturbi pre-, peri-, neo- e postnatali e i possibili esiti in PCI.

In una prima ricerca epidemiologica (Cocchi, 1987) avevo notato che su 381 soggetti Down allevati in famiglia non era presente alcun caso di PCI di prematurita`, basso peso alla nascita o entrambi, i due maggiori fattori di rischio per questa infermita` motoria. In realta` non c`erano PCI di origine pre-, peri- e neonatale, nonostante i soggetti Down abbiano un'alta incidenza di questi disturbi, e ad essi vengano attribuite almeno il 75 % delle cause di PCI (Susser et al., 1985).

In un successiva ricerca relativa a PCI e strabismo (Cocchi e Branchesi, 1988) su 424 soggetti Down, costituiti dai 381 precedenti + 43 nuovi casi, ancora una volta non si riscontravano PCI, se non 3 di origine postnatale, mentre, solo per la presenza dei due maggiori fattori di rischio prima ricordati ne dovevano essere ritrovate almeno altre 3. Attualmente, aggiuntisi altri 46 casi alla precedente serie, la situazione, per quanto riguarda le PCI, e` rimasta invariata, con solo 3 PCI da origine postnatale. Di queste ultime ho deciso di dare una breve relazione.

Descrizione dei 3 casi.

Caso 1: Bambina di 6;2 anni alla prima visita. Diagnosi cromosomica: 47, XX, +21. Presenta emiparesi dx. Affetta da lussazione dell'anca dx, per la quale e` stata operata, ma la situazione motoria deficitaria congiunta alla lassita` articolare determinano, di tanto in tanto, la fuoruscita della testa del femore dall'acetabolo. Il padre ha appreso e applica le manovre di riduzione.

Era affetta da grave malformazione cardiaca atrio-ventricolare ed e` stata operata con successo a 17 mesi. Nulla da segnalare sulla gravidanza, parto di 5 ore, indotto con farmaci alla 40a settimana dall'ultima mestruazione materna. Cianosi perinatale; peso alla nascita: 2750 grammi. A 3 mesi di vita, ha subito un cateterismo cardiaco, che ha comportato 1 mese di terapia intensiva dopo 3 giorni di crisi convulsive ed assenze. Alla dimissione e` stato rilevato il deficit emiparetico.

Alla prima visita presenta ancora un EEG alterato, senza crisi, senza terapia antiepilettica in corso, mentre un referto TAC ha dimostrato una voluminosa cisti poro-encefalica nella regione fronto-parietale sn.

Da un punto di vista motorio: ridotto uso del braccio dx; deambulazione autonoma raggiunta a 60 mesi, instabile, precaria e rallentata, con poligono di base allargato. Ha sempre fatto fisiochinesiterapia.

Caso 2: Bambina di 7;4 anni alla prima visita. Diagnosi cromosomica: 47, XX, +21. Affetta da emiparesi dx, molto ridotta dal trattamento fisioterapico. Sulla anomalia cromosomica si e` inserito un Disordine Diffuso dello Sviluppo (autismo) ad insorgenza precoce (sintomi: isolamento sociale, stereotipie motorie, evitamento dello sguardo, momenti di panico immotivati, improvvisi cambiamento di umore, autoaggressivita`, arresto dello sviluppo del linguaggio, fermo alla lallazione, resistenza ai cambiamenti ambientali).

Nata a termine dopo una gravidanza condotta senza problemi. Parto durato complessivamente meno di 2 ore; peso alla nascita: 2800 grammi, cianosi peronatale; ittero neonatale patologico. Strabismo convergente, comparso subito dopo la nascita. Ha cominciato presto a soffrire di malattie da raffreddamento e a 8 mesi, dopo una grave tonsillite, con febbre molto elevata, e trattamento antibiotico pesante la madre si e` accorta che l'emisoma dx si muoveva meno. L'emiparesi fu confermata e fu instaurato un trattamento fisioterapico, mantenuto, negli anni, con ritmi impegnativi.

EEG normale per l'eta`. Deambulazione autonoma raggiunta a 66 mesi, complessivamente discreta, anche se piuttosto goffa. Persiste una certa lassita` articolare, e viene riferito che il camminare la stanca presto.

L'aspetto paretico e` apprezzabile con qualche difficolta` all'esame neurologico, anche per l'assoluta mancanza di collaborazione da parte della bambina.

Sta continuando il trattamento fisiochinesiterapico, sia pur con ritmo meno pressante che in passato, perche` un tentativo di interruzione aveva portato ad una regressione motoria.

Caso 3: bambino di 3;10 anni alla prima visita. Diagnosi cromosomica: 47, XY, +21. Paresi all'emisoma sn. Gravidanza senza difficolta`, e nato a termine, con peso alla nascita di 3500 grammi. Parto complicato, ed estrazione con ventosa ostetrica. Modesta cianosi alla nascita, ittero neonatale patologico, con picco massimo di bilirubina a 17,5 mg/ml. La paresi e` insorta a 20 mesi, a seguito di una area di encefalite fronto-temporale dx, documentata dalla TAC eseguita durante il ricovero ospedaliero.

Lateralizzato a dx. Deambulazione autonoma raggiunta a 20 mesi, poco prima dell'emiparesi e sostanzialmente mantenuta, anche se inizialmente con molta fatica. Si stanca presto di camminare. La deambulazione e` molto impacciata, anche perche` la gamba sn e` piu` corta di 0,5 cm. All'esame neurologico, nell'emisoma paretico si evidenziano ridotta capacita` di movimento volontario dell'arto superiore, un discreto ipertono, piu` spiccato nell'arto inferiore, piede varo. Ha sempre fatto e ha in corso fisiochinesiterapia.

Discussione.

I 3 casi qui presentati, estratti da una serie consecutiva, non selezionata di 470 soggetti Down, indicano una prevalenza di PCI = 0,6 % . Questo dato e` piu` del doppio di quanto riscontrato da Kundriavcev et al., 1985, che, in una statistica riferita ad una serie di circa 28.000 nati vivi [normali] nell'area di Rochester (USA), hanno riscontrato 64 PCI con una prevalenza= 0,23 % .

In Finlandia, la prevalenza di PCI nei Down e` stata trovata del 5,1 % da Iivanainen e Hongell (1986), su 156 soggetti ricoverati in un istituto specializzato. Pur essendo probabile che il campione finnico non sia rappresentativo, in quanto costituito esclusivamente da una popolazione di Down ricoverati, in ogni caso sta per una accresciuta incidenza di PCI nei Down.

In Italia, su 70 casi visti in 10 anni in un ambiente ospedaliero specializzato, Bertamino (1984) ha trovato 11,4 % di "segni lesionali all'esame neurologico" tra cui "spasticita`, ecc". Anche qui, per quanto la rappresentativita` del campione sia molto discutibile, e le PCI non siano specificamente indicate, non puo` essere negata una tendenza all'aumento dell'incidenza di PCI nei soggetti Down.

Nella ricerca epidemiologica di Kundriavcev et al., 1985, c'e` pero' un altro elemento di notevole interesse. La diagnosi PCI era stata fatta entro il 16mo giorno di nascita, e quindi le 64 PCI erano tutte causate da disturbi intervenuti in epoca pre-, peri- e neonatale. Tenuto conto che, secondo Susser et al., 1985, quelle di origine postnatale non assommano a piu` del 5-10 % di tutte le PCI, il dato da me ritrovato e` vistosamente anomalo, rispetto ai soggetti normali.

In effetti lo e` per 2 ragioni: la gia` notata incidenza, piu` che raddoppiata, ma soprattutto l'esclusiva origine postnatale. Se si prende per buona la distribuzione percentuale indicata da Susser et al., 1985, posti i presenti tre casi pari al 10 %, se dovrebbero trovare almeno altre 22 PCI da fattori di rischio pre-, peri- e neonatali, a cui si deve il 75 % di tutte le PCI nei soggetti normali.

Si potrebbe ammettere che il caso 2 non abbia avuto subito la diagnosi giusta (una ipotesi improbabile ma possibile) e che l'evidenza di PCI allorché il bambino aveva 8 mesi sorebbe da riferire ad una PCI non post-natale. I restanti due casi con sicura e documentata causa postnatale sono sempre troppi, e si dovrebbero avere almeno altre 15 PCI da fattori di rischio pre-,peri- e neonatali.

Quindi e' certo che c'è un eccesso di PCI di origine postnatale nei Down di questa serie. Questo fatto potrebbe essere spiegato con la grande capacità del feto e del neonato Down di combattere gli esiti negativi dell'anossia, a l'azione tossica dei radicali liberi dell'ossigeno. Questa protezione particolare potrebbe ridursi o cessare per varie ragioni durante i primi mesi di vita (Cocchi, 1990).

Se confermato, questo dato potrebbe portare nuova luce sulla stessa sindrome di Downe sui meccanismi psicopatologici delle PCI nei bambini normali.

Bibliografia.

Bertamino F.: Rilievi sulla evoluzione psicomotoria in bambini con sindrome di Down. In: Ce.Pi.M.: Aspetti epidemiologici, genetici, clinici, riabilitativi e sociali della Sindrome di Down. Ce.Pi.M., Genova 1984: 255-263.

Cocchi R.: Presenza di scavengers e incidenza di paralisi cerebrali infantili da prematurita` e basso peso alla nascita in 381 soggetti Down allevati in famiglia. Giorn. Neuropsich. Eta` Evol. 1987, 7: 317-323.

Cocchi R.: The birth as a second breakpoint in the biological balance of Down's syndrome subjects: confirmations and implications. Ital. J. Intellect. Impair. 1990, 3: 179-183.

Cocchi R., Branchesi R.: Is there a causal non-connection between squint and cerebal palsy through prematurity and/or low birthweight in Down syndrome children? Ital. J. Intellect. Impair. 1988, 1: 141-144.

Iivanainen M., Hongell K.: Neurological aspects of mentally retarded persons with chromosome aberration. In: Berg J.M. (ed): Sciene and service in mental retardation. Methuen, London 1986: 52-62.

Kundriavcev T., Schoenberg B.S., Kurland L.T., Groover R.V.: Cerebraì palsy - Survival rates, associate handicaps and distribution by clinical subtype (Rochester 1950-1976)._9 Neurology 1985, 35: 900-903.

Susser M., Sergievsky G.H., Hauser W.A., Kiely G.L., Paneth N., Stein Z.: Quantitative estimates of prenatal and perinatal risk factors for perinatal mortality, cerebral palsy, mental retardation and epilepsy. In: Freeman G.M. (ed): Prenatal and perinatal factors associated with brain disorders. NIHP, Washington D.C., 1985: 359-439. 

 

Stampato Riv. It. Disturbo Intellet. 1990, 3: 327-330.

 

Author's address: Dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia

renatococchi@libero.it

 

Testo in inglese

Sindrome di Down

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