RIDUZIONE DELLE CARATTERISTICHE FACCIALI

NEI DOWN IN FARMACOTERAPIA: 23 ANNI DOPO.

 

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

Riassunto.

Per quanto regolarmente comunicata tramite documentazione filmata o in videotape in almeno 5 congressi internazionali (Dublino, 1982 (2 casi), Vienna, 1983 (10 casi), New Delhi, 1985 (7 casi), Barcellona, 1985 (30 casi) e Parigi, 1986 (35 casi)), la riduzione delle caratteristiche facciali in bambini Down a seguito di terapia con farmaci antistress non trovo' alcun interesse e provoco' attacchi disinformati e offensivi all'autore.

Per tale ragione l'autore non ritorno' su tale risultato e preferi' indagare altri sintomi e il loro miglioramento. Dato pero' che questo risultato viene ottenuto regolarmente, alla fine ha deciso di ricordarlo nel proprio sito Internet. Si ipotizza che la cosiddetta "tipica faccia Down" sia una faccia cushingoide dovuta ad eccessiva attivita' del cortisolo su recettori cortico-steroidei sensibilizzati.

Parole chiave: Sindrome di Down, faccia tipica, farmacoterapia,riduzione, sindrome cushingoide. 

 

Testo in inglese

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Fin dal primo bambino Down da me trattato con farmaci (Cocchi, 1981) al controllo la madre riferi' che il figlio aveva di meno le "tipiche" caratteristiche facciali della trisomia 21. "Sei mesi piu' tardi, alla visita di controllo, la madre mi disse che andava molto meglio, e che anche il suo rendimento scolastico era migliorato. Inoltre mi informo' che c'era chi diceva che la sua faccia era migliorata" (Cocchi, 1993).

E' da ricordare che i miei tentativi di terapia avevano il solo scopo di ridurre la sua facilita' alle malattie infettive respiratorie (MIR), cosa che io avevo gia' ottenuto in bambini depressi (Cocchi, 1981). Solo dopo anni e un certo numero di casi trattati mi resi conto che questa terapia era una terapia antistress. La riduzione della facilita' alle MIR era solo un effetto collaterale, dato che lo stress puo' anche ridurre l'immunita' cellulo-mediata.

Visto che non ero capace di quantificare questo risultato sulle caratteristiche facciali, preferii presentarlo in congressi internazionali come documentazione filmata o in videotape. Cosi' feci a Dublino, 1982 (2 casi), Vienna, 1983 (10 casi), New Delhi, 1985 (7 casi), Barcellona, 1985 (30 casi) e Parigi, 1986 (35 casi). Ne ottenni un riscontro scarso, se non nullo.

Quelli che seguono sono i riassunti di Barcellona e di Parigi.

La riduzione delle caratteristiche facciali nei Down a seguito di farmacoterapia puo' facilitare l'integrazione sociale (Cocchi, 1985) La faccia dei soggetti con sindrome di Down e' un sintomo immediatamente riconoscibile di questa anomalia cromosomica e porta a uno stigma sociale ampiamente diffuso sia per i soggetti stessi che per i genitori. Per diminuire l'impatto sociale di questo comportamento sociale, i genitori e i soggetti Down spesso adottano strategie di evitamento, che sono in particolare la riduzione delle relazioni sociali ma anche interventi di chirurgia estetica. Trenta bambini Down di eta' tra 1 e 10 anni alla prima visita e trattati con una farmacoterapia adattata individualmente, accanto a miglioramenti nelle abilita' cognitive, motorie e sociali, dai 6 mesi di terapia hanno mostrato un evidente riduzione delle caratteristiche facciali "cosi' tipiche" di questi soggetti. Parte del primo e dell'ultimo follow-up filmati sono presentati per documentare questo cambiamento.

Bambini Down trattati con farmacoterapia (Cocchi, 1986)

Dei videotape fatti prima e durante trattamento saranno mostrati per illustrare l'evoluzione di bambini Down trattati con una prescrizione di farmaci adattata individualmente, che agisce principalmente sul GABA e sui circuiti neurochimici collegati.

1. Riduzione delle caratteristiche facciali tipiche della sindrome di Down in 35 bambini Down dopo 6 mesi di terapia, accanto ai miglioramenti delle abilita' cognitive, motorie e sociali. 2. Effetti di 10-24 mesi di terapia con farmaci in 7 bambini Down (tre femmine e quattro maschi) con diagnosi di Disturbo Generalizzato dello Sviluppo secondo i criteri del DSM-III.

Nel 1985 fui il bersaglio di un attacco stampato, molto disinformato in generale, e offensivo nei miei confronti, da parte del comitato scientifico dell'Unidown (Unione delle Associazioni Down Italiane). Potei rispondere solo due anni piu' tardi, facendo appello alla legge sulla stampa, con l'aiuto di un avvocato. A quel che potei osservare allora, il numero della rivista con la mia replica (Cocchi, 1987) parve non avere la medesima diffusione del numero in cui ero stato attaccato.

Questa fu la ragione per cui non ritornai piu' su questo risultato che comunque appare regolarmente in seguito alla terapia che prescrivo nei bambini Down. Non ci sono stati problemi sulle altre mie ricerche, e se ne puo' trovare parte gia' messa in Internet in questo stesso sito.


Riduzione delle caratteristiche facciali nei Down:

Alcune spiegazioni e conferme indipendenti. Spero che nessuno possa pensare che avevo manipolato la documentazione visuale. Primo perche' era quasi impossibile manipolare i documenti filmati, per di piu' girati dai genitori, del tutto coscienti di questo cambiamento facciale. Secondo, perche' i programmi di morphing per computer nel 1983-1986 non erano disponibili.

Ritengo che questa mancanza di accettazione cui andai incontro era semplicemente dovuta ad un errore teorico. Le persone e anche i medici avevano (e la maggioranza ha tuttora) la convinzione che ogni sintomo della sindrome di Down fosse direttamente legato alla anomalia cromosomica, se non altrimenti spiegabile. In base a cio', la cosiddetta tipica faccia "mongoloide" dipende direttamente dalla trisomia 21.

Per contrastare questa convinzione ci sono almeno tre argomenti:

1. Questa caratteristica non e' diffusa in modo uniforme in tutti i soggetti Down. In altri termini, bambini Down con il medesimo tipo di anomalia cromosomica, in particolare la trisomia 21 libera, non mostrano questa caratteristica con la medesima intensita'.

2. Per di piu' puo' capitare che un bambino Down con la forma a mosaico, quindi con solo una parte delle sue cellule con tre cromosomi 21, mostri la "tipica" faccia in maniera piu' marcata che un bambino Down con trisomia 21 libera, dove tutte le cellule hanno un cromosoma 21 in piu'. Molti genitori hanno riferito che secondo i medici il bambino doveva avere una forma a mosaico, dato che la faccia era poco "tipica". Fatta la diagnosi cromosomica, era poi comparsa una trisomia 21 libera, nonostante la faccia scarsamente "tipica".

3. In letteratura ho trovato un articolo dove due ritardati mentali hanno avuto la diagnosi di sindrome di Down solo dopo l'analisi cromosomica (Hobbs, Seabright e Mould, 1977).

Quindi la "tipica" faccia Down puo' non essere presente, e un tale fatto e' un definitivo sostegno della mia ferma convinzione che questa caratteristica non dipenda direttamente dalla anomalia cromosomica. In biologia non c'e' l'eccezione che conferma la regola.

Posso aggiungere un altro punto a questi tre argomenti. Una terapia con farmaci non puo' modificare una caratteristica direttamente legata alla anomalia cromosomica, senza che si modifichi tale anomalia. In effetti, la terapia che prescrivo non ha alcuna azione sulla anomalia, ma agisce modulando le reazioni di stress.

Ritengo che la cosiddetta "tipica faccia Down" sia solo una faccia cushingoide prodotta da una eccessiva attivita' del cortisolo, come reazione da stress, su recettori costicosteroidei ipersensibili. Che tipo di stress nella sindrome di Down, almeno secondo me? Ho scritto cio' in un articolo teorico (Cocchi, 1993).

"Nelle anomalie cromosomiche i metabolismi che normalmente dipendono da due geni, uno per cromosoma, diminuiscono del 50% nelle forme monosomiche.Al contrario, quando c’e’ un cromosoma in piu’, come nella trisomie, quei metabolismi aumentano del 50%. La sindrome di Down e’ anche detta trisomia 21.

La sua caratteristica genetica e’ di avere 3 cromosomi 21 al posto di 2 e quindi, per l’effetto dose di cui si e’ appena parlato, di avere un aumento del 50% di tutti i metabolismi i cui geni di controllo si trovano sul cromosoma 21. In altri termini, se in un individuo normale i due geni uguali, uno per ognuno dei 2 cromosomi 21, controllano un particolare metabolismo al 100%, ognuno di essi ne controlla la meta’, vale a dire il 50%. Se aumenta un cromosoma 21, come avviene nella sindrome di Down, aumentano di uno anche tutti i geni che sono sul cromosoma 21.

Quel particolare metabolismo non viene piu’ controllato da 2 geni, come negli individui normali, ma da 3 geni, e quindi viene aumentato del 50%. Il fatto e’ vero ed e’ stato controllato per i metabolismi attivati dagli enzimi superossido-dismutasi-1, indolo-fenol-ossidasi, fosforibosil-amino-imidazolo sintetasi, che hanno tutti quanti i loro geni di controllo sul cromosoma 21.

Avevo infine trovato l’origine dello stress nei Down. Un aumento del 50% di tutta una serie di metabolismi produce una alterazione omeostatica che da’ uno stress biologico endogeno. Uno stress che parte dall’interno dell’organismo stesso. Questo stress comincia dal concepimento, nella trisomia 21 libera e nelle traslocazioni, e qualche ora dopo, nelle forme a mosaico."

Questo punto di vista giustifica con facilita' i differenti aspetti fenotipici del sintomo "tipica faccia Down", in quanto che le reazioni di stress dipendono anche da una capacita' individuale di far fronte allo stress, una capacita' dovuta a fattori ereditari ed acquisiti. Naturalmente esse dipendono anche dall'intensita' dell'agente stressante o dalla somma degli agenti stressanti.

Due indizi portano a confermare questo.

1. I genitori hanno riferito spesso che il loro figlio Down ha caratteristiche facciali piu' evidenti se stanco, o febbricitante, o sotto terapia con antibiotici, tre condizioni di stress biologico.

2. La cosiddetta "tipica faccia Down" non e' peculiare della sindrome di Down. Ho la documentazione filmata di una faccia simile in un neonato di un mese, senza anomalie cromosomiche, ma nato da un parto lunghissimo e complicato.

A cio' posso aggiungere una deduzione generale dalle premesse sulle terapie antistress con farmaci: Dovevano funzionare anche in altri casi di malattia genetica o cromosomica.

Ho fatto alcuni tentativi di terapie con farmaci in diverse malattie di questo tipo. In questo stesso sito si possono gia' trovare i resoconti di un caso di Sclerosi Tuberosa, un caso di Cri-du-chat e un caso di sindrome di Smith-Magenis. Sto preparando per il prossimo aggiornamento, dei resoconti simili su un caso di sindrome di Aicardi-Goutieres, e su un caso di Distrofia Neuro-assonale.

Anche in questi casi, come nei Down, la terapia con farmaci non ha cancellato le anomalie genetiche o cromosomiche. Le terapie hanno solo migliorato gli aspetti fenotipici che fino ad ora erano stati attribuiti erroneamente alle stesse anomalie, invece che a reazioni ad uno stress metabolico interno. A seguito di queste terapie antistress, ognuno di questi bambini e i suoi genitori stanno avendo una migliore qualita' di vita, il che forse non e' trascurabile.

Conclusioni.

Benche' regolarmente fatta conoscere con film o videotape durante almeno 5 congressi internazionali (Dublino, 1982 (2 casi), Vienna, 1983 (10 casi), New Delhi, 1985 (7 casi), Barcellona, 1985 (30 casi) e Parigi, 1986 (35 casi)), la riduzione delle caratteristiche facciali in bambini Down a seguito di terapia con farmaci antistress non trovo' alcun interesse e provoco' attacchi disinformati e offensivi alla mia persona.

Per questa ragione non ritornai su questo argomento e preferii indagare altri sintomi e altri miglioramenti. Dato pero' che e' un risultato che si ottiene regolarmente, alla fine ho deciso di ricordarlo nel mio sito Internet.

 

Bibliografia.

Cocchi R. Susceptibility to infective respiratory diseases in depressed children. Epidemiological survey of 126 subjects, clinical-therapeutic report of 61 cases. Acta Psychiat. Belg. 1981, 81: 350-365.

Cocchi R. !5 months followups of two Down's syndrome children treated by pharmacotherapy. A 30' VHS videotape presented during the 11th Congress of IACAPAP, Dublin, 1982.

Cocchi R. 12-27 months followups of 10 Down's syndrome children treated by pharmacotherapy. A 70' VHS videotape presented during the 10th World Congress of Psychiatry, Wien, 1983.

Cocchi R. Facial features mitigation in Down children treated by pharmacotherapy. A 60' VHS videotape presented at th 7th World Congress of IASSID, New Delhi, March 24-28, 1985.

Cocchi R. Mitigation of facial features in Down children by pharmacotherapy can facilitate social integration. A 45' Super8 film. Presented during the Vth Mediterranean Congress of Social Psychiatry, Bercelona, 1985. In: Abstracts, Dpto de psiquiatria y Psicologia Medica, Universidad de Barcelona, 1985, pag. 29.

Cocchi R. Down children treated by pharmacotherapy. A videotape presented during the 11th International congress of IACAPAP, Paris (France) 1986. In: Abstracts, Expansion Scientifique Française, 1986, no 10.6.1, pag. 222.

Cocchi R. (Letter of complaint). Sindrome di Down 1987, 4 / no.7: 26.

Cocchi R. Drug therapy in Down's syndrome: A theoretical context. It. J. Intellect. Impair. 1993, 6: 143-154.

Hobbs A, Seabright M., Mould S. Two cases of trisomy 21 and one XXY with atypical clinical features. Hum. Genet. 1977, 38: 239-244.

Unidown Scientific Committee (Giorgio Albertini, neurologo; Massimo Badas, pedagogista; Paolo Berruti, neurologo; Franco Chiappe, neonatologo, Franca Dagna Bricarelli, genetista; Bruno Dallapiccola, genetista; Ennio Del Giudice, pediatra; Franca Felicioli, psicopedagogista; Angiolina Garau, pediatra genetista; Maria Luisa Giovannucci Uzielli, pediatra genetista; Liliana Minoja Zani, neuropsichiatra infantile; Aldo Moretti, psicopedagogista; Alberto Rasore Quartino, pediatra genetista; Vincenzo Reale, pediatra; Valerio Ventruto, genetista): Perche' no alle terapie farmacologiche nella sindrome di Down. Sindrome di Down 1985, 2 / no. 4, 1-3.

 

Pubblicato su Internet il 15 October, 2001. Copyright by Renato Cocchi, 2001.



Corrispondenza. dr. Renato Cocchi, via Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia

renatococchi@libero.it

 

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