PRECURSORI DIRETTI DELL' AC. GLUTAMMICO E DEL GABA
E ABITUDINI ALIMENTARI NEI DOWN:
INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SU 460 SOGGETTI
Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico
Riassunto
Per ipotizzare lo stato
dei neurotrasmettitori cerebrali acido glutammico e GABA, in 460
soggetti Down (187 F + 273 M; eta` alla prima visita fra 3 e 511 mesi, con
media 70,77; distribuzione delle diagnosi cromosomiche sovrapponibile
ai limiti italiani e internazionali) e' stato raccolto il comportamento alimentare
nei confronti dei dolciumi o del brodo di carne o di dado.
Il comportamento del singolo
e` stato classificato secondo una scala a 5 punti con 1 = rifiuto
assoluto e 5 = ricerca attiva dell'alimento in questione. Per i
dolciumi sono state raccolte precise informazioni in 429/460 soggetti
e per il brodo in 403/460.
Per entrambi questi
comportamenti alimentari non sono state notate differenze in funzione
del sesso. Sono state rilevate significative tendenze alla scarsa
appetitivita` e al rifiuto sia per i dolci (p < 0,0005) che per il
brodo (p < 0,01). La cograduazione tra i due comportamenti alimentari
ha dato un tau di Kendall = 0.39.
I due meccanismi di
introduzione alimentare dei precursori dell'acido glutammico (e del GABA)
sembrano pertanto avere una funzione non completamente equivalente,
e corrispondere ad esigenze metaboliche almeno in
parte differenti.
Parole chiave: Ac.glutammico, GABA, precursori, sindrome di Down, dieta.
L'esame del possibile stato
dei neurotrasmetttitori cerebrali acido glutammico e GABA e` uno di
quelli piu` importanti per ipotizzare il presumibile equilibrio o
squilibrio neurochimico complessivo centrale dei soggetti Down.
Gia` in passato (Cocchi, 1987) avevo
accennato a questo passaggio, come uno dei momenti cardine
della indagine diagnostica neurochimica, fatta durante la prima
visita di un soggetto affetto da trisomia 21.
Se si tien conto che:
e` possibile ipotizzare lo
stato cerebrale dell'acido glutammico, e tramite esso, del GABA,
indagando lå abitudini alimentari dei soggetti in esame, per quanto
riguarda gli elementi piu` ricchi di glucosio, di acido glutammico e di
glutammina.
Gli elementi piu` ricchi di queste 3
sostanze sono i dolciumi, per il glucosio, il brodo di carne,
come idrolizzato di glutammina e di acido glutammico, e il brodo di dado,
contenente glutammato monosodico (Cocchi, 1988).
Nella raccolta dei dati clinici durante
la prima visita di soggetti Down, sono state sempre fatte domande a
questo proposito, anche se, nel caso di bambini visti una sola volta,
quando erano molto piccoli, i genitori non hanno saputo dare risposte, e
non c'e` piu` stata l'occasione per richiedere queste informazioni.
La valutazione epidemiologica di
questo comportamento alimentare costituisce lo scopo di questa ricerca.
Materiali e metodi.
Sono state riesaminate le cartelle di
una serie consecutiva, non selezionata di 460 soggetti
Down, personalmente visitati dallo scrivente tra gennaio 1979 e
giugno 1990.
Da esse sono stati estratti i seguenti
dati: sesso, eta` alla prima visita; diagnosi cromosomica, abitudini
alimentari nei confronti dei dolciumi; abitudini alimentari nei
confronti del brodo di carne o di dado.
Queste abitudini, quasi sempre raccolte
durante la prima visita ambulatoriale, erano state codificate con una
scala ad intervalli cosi` strutturata:
1 = rifiuto assoluto;
2 = scarsa appetitivita` (selezionata
per i dolci);
3 = normale appetitivita`;
4 = preferenza decisa;
5 = ricerca attiva di quel cibo;
n.n.= dato non raccolto durante la
prima ed unica visita.
L'analisi statistica e` stata fatta con il
test del Chi Quadrato (con correzione di Yates) per i confronti tra i due
sessi e per il confronto tra la scarsa o accentuata appetitivita` per
i dolci e brodo.
Il tau di Kendall e` servito
per determinare la cograduazione tra i due comportamenti
alimentari (Blalock, 1960).
Risultati.
La suddivisione per sesso dei
460 soggetti Down indagati e` cosi` ripartita:
|
F |
187 Ss |
40.65 % |
|
M |
273 Ss |
59.35 % |
|
Rapporto M/F |
145.99/100 |
|
|
Provenienza da tutte le regioni italiane |
|
|
|
Età media alla prima visita: |
|
|
|
ambito |
3 - 511 mesi |
|
|
media |
70.77 mesi |
+/- 65.83 |
|
Diagnosi cromosomica: |
|
|
|
trisomia 21 libera |
416 Ss |
90.43 % |
|
traslocazioni: |
17 Ss |
3.70 % |
|
mosaicismi: |
19 Ss |
4.13 % |
|
Non nota, solo diagnosi clinica |
8 Ss |
1.74 % |
Tabella 1: Abitudini
alimentari riguardo il consumo di dolci, suddivise per sesso e
totale.
|
Abitudine alimentare |
No. Ss F |
% |
No. Ss M |
% |
No. Ss totale |
% |
|
1. rifiuto assoluto |
23 |
12.30 |
36 |
13.19 |
59 |
12.83 |
|
2. scarsa appetitivita`, con scelta ridotta |
62 |
33.16 |
83 |
29.33 |
145 |
31.52 |
|
3. normale appetitivita` |
52 |
27.81 |
76 |
27.84 |
128 |
27.83 |
|
4. preferenza decisa |
43 |
22.99 |
54 |
19.08 |
97 |
21.09 |
|
5. ricerca attiva |
1 |
0.53 |
9 |
3.18 |
10 |
2.17 |
|
n.n. (dato non raccolto) |
6 |
3.21 |
15 |
5.30 |
21 |
4.57 |
|
Totali |
187 |
100.00 |
273 |
100.00 |
480 |
100.00 |
Differenza per sesso: Chi
Quadrato (esclusi i n.n.) = 4.67, con 4 gl. N.S.
Tabella 2: Abitudini
alimentari riguardo il consumo di brodo, suddivise per sesso e totale
|
Abitudine alimentare |
No. Ss F |
% |
No. Ss M |
% |
No. Ss totale |
% |
|
1. rifiuto assoluto |
31 |
16.58 |
53 |
19.41 |
84 |
18.26 |
|
2. scarsa appetitivita` |
18 |
9.63 |
17 |
6.23 |
35 |
7.61 |
|
3. normale appetitivita` |
88 |
47.06 |
131 |
47.99 |
219 |
47.61 |
|
4. preferenza decisa |
27 |
14.44 |
33 |
12.09 |
60 |
13.04 |
|
5. preferenza molto decisa |
2 |
1.07 |
3 |
1.10 |
5 |
1.09 |
|
n.n. (dato non raccolto) |
21 |
11.23 |
36 |
13.19 |
57 |
12.39 |
|
Totali |
187 |
100.00 |
273 |
100.00 |
480 |
100.00 |
Differenza per sesso: Chi
Quadrato (esclusi i n.n.) = 2,72 con 4 gl. N.S.
Tabella 3: distribuzione
dei comportamenti alimentari, diversi dal normale, per dolci e brodo.
|
Abitudine alimentare |
1 |
2 |
4 |
5 |
|
|
No. Ss |
No. Ss |
No. Ss |
No. Ss |
|
Dolci: F |
23 |
62 |
43 |
1 |
|
Dolci: M |
36 |
83 |
54 |
9 |
|
|
|
|
|
|
|
Brodo: F |
11 |
18 |
27 |
3 |
|
Brodo: M |
53 |
17 |
33 |
3 |
Chi Quadrato per i dolci
(1-2 vs 4-5) = 108,55 con 3 gl e p < 0.0005
Chi Quadrato per il brodo
(1-2 vs 4-5) = 12,77 con 3 gl e 0,005 < p < 0.01
Tabella 4: appetitivita` per il brodo
in rapporto a quella per i dolci (tabella a doppia entrata).
|
No. d'ordine à brodo |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
totali |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
dolci |
|
|
|
|
|
|
|
1 |
21 |
31 |
21 |
9 |
2 |
84 |
|
2 |
7 |
15 |
20 |
13 |
1 |
56 |
|
3 |
17 |
61 |
72 |
50 |
3 |
203 |
|
4 |
9 |
7 |
16 |
20 |
2 |
54 |
|
5 |
0 |
1 |
0 |
4 |
1 |
6 |
|
Totali |
54 |
115 |
129 |
96 |
9 |
403 |
Coefficiente di
cograduazione "tau" di Kendall = 0.39.
Discussione
Stabilito che il campione qui indagato
e` un campione rappresentativo, almeno della popolazione italiana dei
soggetti Down, deve anche essere chiarito che la scarsa appetitivita` per
i dolci comporta quasi sempre una scelta limitata ai gelati e
alla cioccolata.
I due tipi di dolce hanno di sicuro un
valore diverso che puo` essere solo ipotizzato. Si puo` pensare che la
sensazione di freddo del gelato, che attenua il gusto del dolce, abbia
anche un effetto rinfrescante in soggetti che,
abitualmente, sopportano male il caldo (Cocchi, 1989), mentre la
cioccolata quasi certamente e` ricercata per l'azione stimolante della
teobromina (che, come xantina, potrebbe agire sull' AMP ciclico).
Dai risultati scaturiti da
questa indagine epidemiologica si nota che le abitudini alimentari
per dolci e al brodo, come maggiori fonti dietetiche di precursori
dell'acido glutammico e del GABA, ancora una volta sono indipendenti
dalla forma di trisomia 21, e non sono state notate significative
differenze tra maschi e femmine.
All'interno di questa disparita`, se si
esclude dal conto la fascia di normale appetitivita`, del resto uguale nei
due sessi, si nota pero' una netta e significativa tendenza verso la
scarsa appetitivita` o il rifiuto, tendenza piu` accentuata per
l'ingestione di dolci.
Questo fa ipotizzare che, per quanto
riguarda l'acido glutammico derivante attraverso la via del ciclo di
Krebs, ci sia una tendenza al suo eccesso, e quindi una risposta
compensativa di blocco alimentare del suo precursore.
Per l'acido glutammico derivato
invece dalla glutammina, la normale appetitivita` per il brodo nel
47.61 % dei nostri Down fa pensare che l' introduzione alimentare
del precursore sia meno influenzabile.
Esclusi comunque i soggetti con normale
appetitivita`, anche per il brodo c`e`, tra i restanti, una maggiore
tendenza verso la scarsa appetitivita` o verso il rifiuto.
Il calcolo del coefficiente
di cograduazione "tau" di Kendall ci fa vedere che i due
comportamenti alimentari sono abbastanza in rapporto positivo tra di
loro, ma non in maniera decisa. Cio` fa supporre che essi abbiano un
valore metabolico diverso, piu` "normale" quello incentrato
sulla glutammina, e piu` "straordinario" quello che fa perno sul
glucosio.
Questa ipotesi puo` essere avvalorata
dal fatto che la glutammina e` un composto che l'organismo umano e` in
grado di produrre in vari distretti corporei (Meister 1956 e 1959), a
differenza del glucosio che deve derivare da una introduzione
alimentare di glucidi semplici o di altri composti metabolizzabili a
glucidi semplici.
Per quanto riguarda invece i rapporti
tra acido glutammico cerebrale e GABA, un eccesso di GABA nella sinapsi
(Cocchi, Patrucco e Zerbi, 1987) puo` bloccare retroattivamente
l'enzima decarbossilasi dell'acido glutammico (GAD) che sintetizza il GABA
a partire dall'acido glutammico (Loescher, 1980), in presenza
di piridossal-fosfato (Ebadi, 1981). La GAD quindi e` uno
"step limiting" della sintesi del GABA.
D'altra parte e` noto e riscontrato anche l'inverso:
un eccessivo consumo di GABA puo` determinare i comportamenti
alimentari di accresciuta introduzione dei precursori, attivando con
maggiore facilita` quello dell'ingestione di dolci (Cocchi, 1988).
Anche questa via sembra una conferma
che l'aumento della sintesi del GABA a partire dal glucosio sia un intervento
"straordinario" che l'organismo mette in atto dopo che il
compenso fisiologico dovuto ad una maggiore produzione periferica di
glutammina non funzioni a sufficienza.
Del resto, l'uso ospedaliero di
fleboclisi glucosate, come ristorativo aspecifico, si spiega perfettamente
in quest'ottica.
Conclusione.
L'indagine sulle abitudini alimentari
dei soggetti Down per quanto riguarda l'introduzione di precursori
dell'acido glutammico e del GABA puo` essere di notevole rilevanza
per comprendere lo stato di questi due neurotrasmettitori centrali,
almeno in certe zone cerebrali.
La tendenza, nei soggetti Down,
e` verso una normale o scarsa appetitivita` o rifiuto per
il brodo, e ancor piu` per i dolci, cio` che potrebbe indicare
una ridotta necessita` di aumentare la sintesi cerebrale dei
due neurotrasmettitori.
Anche questi due sintomi non
hanno rapporto con la forma della trisomia 21, e in piu` non e`
stata riscontrata una differenza significativa tra i due sessi.
Il fatto che i dolci tendano ad essere
piu` rifiutati del brodo fa pensare che i due
comportamenti alimentari abbiano un valore metabolico differente,
piu` votato a necessita` "straordinarie" quello riguardante i
dolci, e quindi piu` facilmente soggetto ad aumentata o, come nei
nostri casi, a ridotta introduzione di questi cibi.
Bibliografia.
Blalock H,M. jr: Social
statistics. McGrew-Hill, New York, 1960 (trad.ital.: Statistica per
la ricerca sociale. Il Mulino, Bologna 1969).
Cocchi R.: Terapia
farmacologica nella sindrome di Down: inquadramento teorico. In:
Cocchi R., Belacchi C., Cercolani P. (a cura di): Risultati di 8 anni
di terapia farmacologica nella sindrome di Down. GISSTIMMAI, Pesaro
1987: 19-41.
Cocchi R.:
Hypo-A-Gaba-erge Depression bei Kindern. Klinisches Bild und mit
neurochemis-ches Mechanismen Verbundene Symptome. In: Friese H.-J., Trott
G.-E. (hrsg): Depression in Kindheit und in Jugend. Huber, Bern 1988:
126-133.
Cocchi R.: Sensibilita`
alla temperatura ambientale nei soggetti Down: una indagine su 432
casi. Riv. It. Disturbo Intellet. 1989, 2: 195-199.
Cocchi R.: Drug therapy
in self-abuse behavior. Proceedings of the VIIIth World Congress
of Psychiatry. ICS 900. Elsevier, Amsterdam 1990.
Cocchi R., Patrucco M.,
Zerbi F.: Presupposti razionali per l'aggiuntá di una benzodiazepina alle
forme epilettiche non controllate in monoterapia.
Riv. Neurobiologia 1987, 33: 33-48.
Ebadi M.: Regulation and
function of pyridoxal phosphate in CNS. Neurochem. Int. 1981, 3:
181-206.
Fernstrom J.D.: Effects of
the diet on brain neurotramsmitters. Metabolism 1977, 26: 207-213.
Growdon J.H., Wurtman R.G.:
Dietary influences on the synthesis of neurotransmitters in the
brain. Nutr. Rev. 1979, 37: 129-136.
Loescher W.: Effect of
inhibitors of GABA transaminase on the synthesis, binding, uptake
and metabolism of GABA. J. Neurochem. 1980, 34: 1603-1608.
Meister A.: Metabolism
of glutamine. Physiol. Rev. 1956, 36: 103-127.
Maister A.: On the
synthesis and utilisation of glutamine. Harvey Lect. 1969, 63:
139-168.
Ward H.K., Thanki C.M.,
Bradford H.F.: Glutamine and glucose as precursors of transmitter
amino acids: Ex vivo studies. J. Neurochem. 1983, 40: 855-860.
Pubblicato su Riv. It. Disturbo Intellet. 1990, 3: 307-312.
Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via
Rabbeno, 3 42100 Reggio Emilia (Italy).
renatococchi@libero.it
Ritardo mentale
Home Page // Pagina iniziale