NON LEGAME CAUSALE FRA STRABISMO E PARALISI CEREBRALE INFANTILI, DA PREMATURITA` e/o BASSO PESO ALLA NASCITA, NEI SOGGETTI DOWN?

Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico;

Roberta Branchesi, ortottista, assistente di oftalmologia.

Riassunto.

E` stata indagata la relazione tra gli esiti di paralisi cerebrale infantile (PCI) e strabismo in soggetti Down nati prematuri e/o coī basso peso alla nascita.

In un gruppo di 90 individui selezionati secondo i criteri di Susser et al. (1985), con uno o entrambi questi fattori di rischio, non fu riscontrata alcuna forma di PCI, accanto a 26 casi di strabismo.

Per quel che riguarda questi due fattori di rischio e l'esito in PCI, la distribuzione di Poisson ha fatto rilevare che la probabilita` casuale di tale evento e' inferiore a 0.04.

La probabilita` che strabismo e PCI abbiano la medesima causa nei soggetti Down prematuri e/o con basso peso alla nascita non puo` essere calcolata, non essendoci PCI nel nostro campione. Si puo` facilmente supporre che una relazione causale tra questi due esiti sia assai poco probabile

Parole chiave: Sindrome di Down, stress, PCI, prematuritą, basso peso alla nascita. 

 

Sindrome di Down

Ritardo mentale

Testo in inglese

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Lo strabismo congenito viene riscontrato con notevole frequenza nei soggetti affetti da sindrome di Down (trisomia 21), e si va dal 32.84% di Lowe [1] al 27.91% riscontrato da noi [2].

Le sue cause sono sconosciute o solo ipotizzabili, ma la sua grande presenza in affetti da paralisi cerebrali infantili (PCI) - dal 37­60 %, riportati nella revisione del problema fatta da Harcourt [3] al 52.5-62 % secondo ricerche piu` recenti [4-7] - hanno indotto Hugonnier e Hugonnier-Clayette ad affermare che il fattore causale e` il medesimo [8].

Un nostro tentativo di porre in relazione, in soggetti Down, fattori di rischio per le PCI e la presenza o assenza di strabismo ci aveva condotto a risultati inconcludenti [2].

Solo per la prematurita` e/o il basso peso alla nascita, i due piu` importanti possibili fattori causali per le PCI, sono state valutate le percentuali di rischio per l'esito paralitico.

Una delle stime piu` recenti e piu' restrittive e` stata calcolata da Susser e coll. [9] e abbiamo deciso di conformarci ad essa nel programmare questa ricerca.

Susser e coll. [9] dividono questi due fattori di rischio in 5 modi:

- peso < 1501 grammi, per qualsiasi eta` fetale / rischio = 24.4 %;

- peso 1501-2500 grammi, con eta` fetale <= 36 settimane / rischio = 6.2 %;

- peso 1501-2500 grammi, con eta` fetale di [almeno] 37 settimane / rischio = 1.8 %;

- peso 2500 grammi [almeno], con eta`fetale <= 36 settimane / rischio = 1.4 %;

- peso > 2500 grammi ed eta` fetale => 37 settimane (normali) / rischio = 1.0 %.

In un precedente lavoro, uno di noi aveva trovato che nei soggetti Down esiste una minore prevalenza di PCI, come esito di prematurita` e basso peso alla nascita [10].

Questo fatto era stato attribuito ala presenza in eccesso, in questi soggetti, degli enzimi superossido dismutasi e glutatione perossidasi, entrambi scavengers (spazzini) per i radicali liberi dell'ossigeno, che si formano in condizioni di anossia-ischemia, anche in relazione a prematurita` e/o basso peso alla nascita [10].

Fatte queste premesse, e` stata condotta una indagine epidemiologica per vedere se esista un qualche rapporto tra prematurita` e/o basso peso alla nascita, PCI e presenza di strabismo, nei soggetti Down.

Soggetti, materiali e metodi

Tutte le cartelle cliniche di una serie consecutiva, non selezionata di 424 trisomici 21, provenienti da tutte le regioni italiane, e venuti a visita ambulatoriale tra il 1979 e fine settembre 1988, sono state riesaminate.

Sono state estratte quelle di coloro che erano nati prematuri e/o con basso peso alla nascita, seguendo, per la scelta, i criteri di Susser e coll. [9] sopra descritti.

Dei soggetti che avevano le caratteristiche utili per questa ricerca sono stati, inoltre, trascritti: sesso; anno di nascita; diagnosi cromosomica; presenza di PCI, diverse dalla semplice ipotonia; presenza di strabismo, attuale o in passato.

La distribuzione di Poisson e` stata utilizzata per calcolare la probabilita` che il risultato o i risultati siano puramente casuali.

Risultati

Di 424 soggetti, 90 avevano i requisiti corrispondenti ai criteri selettivi adottati.

Si e` trattato di 64 maschi e 26 femmine, con un rapporto maschi/femmine pari a 246.15/100, e tutti nati tra il 1962 e il 1987, con mediana sull'anno 1981.

Le diagnosi cromosomiche hanno mostrato questa distribuzione:

trisomia 21 libera

82 Ss

91.11%

traslocazioni

5 Ss

5.56 %

mosaicismi

3 Ss

3.33 %

Prematurita` e/o basso peso alla nascita sono stati trovati cosi` suddivisi:

 

 

 

< 1501 g

4

4.44 %

1051 - 2500 g e <= 36 sett.

23

25.56 %

1502 - 2500 g e 37 settim.

31

34.44 %

>= 2500 g e <= 36 settim.

32

35.56 %

Totali

90

100.00 %

Presenza di PCI o di strabismo:

PCI = 0 Ss. = 0.00 %;

Strabismo = 26 Ss = 28.98 %;

Tavola 1: Analisi statistica dei risultati per l'esito in PCI.

Fattori di rischio

No di Ss

% di rischio

PCI attese

PCI osservate

p (*)

 

 

 

 

 

 

< 1501 g

4

24.4

0.98

0

 

1051 -2500 g e <= 36 sett.

23

6.2

1.43

0

 

1502 -2500 g e 37 settim.

31

1.8

0.56

0

 

>= 2500 g e <= 36 settim.

32

1.4

0.45

0

 

Totali

90

 

3.42

0

0.327

(*) probabilita' dell'evento casuale secondo la distribuzione di Poisson.

Per quanto riguarda il rapporto, nei soggetti Down tra prematurita` e/o basso peso alla nascita, e PCI la distribuzione di Poisson ha messo in evidenza che ci sono meno del 4 % di probabilita` che si tratti di un risultato dovuto al caso; in altri termini, oltre 96 % di probabilita` che la mancanza d PCI da prematurita` e basso peso alla nascita abbia una causa specifica.

Dato pero` che in questo gruppo di 90 soggetti non sono presenti esiti in PCI, mentre ci sono ben 26 casi di strabismo, non siamo in grado di mettere, in qualche modo, in rapporto statistico questi due fatti, mancando uno dei termini di confronto.

Discussione.

Per quanto attiene ai criteri di selezione per la presenza di PCI, si e` esclusa l'ipotonia perche`, secondo noi, e` un sintomo di disfunzione cerebellare, come gia` altri hanno detto [11].

In riferimento ai risultati, e` interessante notare che la prevalenza di prematurita` e/o basso peso alla nascita e` piu` frequente nei maschi, con un rapporto maschi/femmine di circa 2.5 a 1.

Questo rapporto e` diverso da quello comunemente ritrovato per la trisomia 21, in generale, rapporto che va, per l'Italia, da 1.34 a 1 [12] a 1.36 a 1, nei primi 366 casi di questa medesima serie [13] ed e` molto piu` vicino a quello che abitualmente si incontra in neuropsichiatria infantile.

La distribuzione percentuale delle forme cromosomiche di trisomia 21 corrisponde a quella nota sia in Italia [12-13] che internazionalmente [11; 14-15].

Questo dato, assieme alla provenienza da ogni parte d'Italia indica che, se si esclude l'alterato rapporto maschi/femmine, il nostro campione e` rappresentativo almeno della popolazione italiana degli individui affetti da sindrome di Down.

Anche utilizzando le percentuali di rischio di esito in PCI calcolate da Susser e coll. [9], per la prematurita` e/o il basso peso alla nascita, viene confermato quanto gia` trovato in precedenza [10], sia pur con una evidenza minore. Un bambino Down prematuro e/o con basso peso alla nascita e` meno a rischio di PCI di un bambino non-Down, nato nelle stesse condizioni.

Questo diventa ancor piu` rilevante se si tien conto che piu` del 65 % di questi soggetti aveva sofferto di almeno 2 o 3 di quei disturbi pre-, peri- e neonatali [2] che sono considerati elementi di non ottimalita` e fattori di rischio di PCI [16].

La presenza del 28.89 % di strabismo in soggetti Down nati prematuri e/o con basso peso alla nascita non si discosta molto dal 27.91 % gia` da noi trovato nei primi 215 casi di questa medesima serie [2].

L'assenza di PCI in soggetti Down nati prematuri e/o con basso peso alla nascita (su 424 soggetti costituenti l'intera serie, sono state ritrovate solo 3 PCI di origine post-natale) porta a dedurre che questi due esiti, PCI e strabismo, sono scarsamente correlati tra di loro, se non del tutto indipendenti, almeno in questo sottogruppo di soggetti Down.

Resta da vedere se lo strabismo, in se`, non sia collegabile per altra via, differente dalla anossia-ischemia, alla prematurita` e/o al basso peso alla nascita, o se esso non dipenda da altri fattori, che, per ora, ci sono del tutto ignoti.

Bibliografia

[1] Lowe R.F.: The eyes in mongolism. Brit. J. Ophthalmol. 1949, 33: 131-174.

[2] Cocchi R., Branchesi R.: Strabismo e disturbi pre-, peri-, e neonatali in soggetti affetti da sindrome di Down. Indagine epidemiologica su 215 casi. Rass. Studi Psichiat. 1986, 75: 504-512.

[3] Harcourt B.: Strabismus affecting children with multiple handicaps. Brit. J. Ophthalmol. 1974, 57: 272-280.

[4] Black P.: Visual disorders associated with cerebral palsy. Brit. J. Ophthalmol. 1982, 66: 46-52.

[5] Kalbe U., Berndt K., De Decker W.: Strabismus in cerebral paretic and normal children. Comparison of motoric symptoms. Klin. Monatsbl. Augenheilkd. 1979, 175: 367-374.

[6] Gnad H., Rett A.: Ophthalmological symptoms of infantile cerebral palsy. Wien. Klin. Wochenschr. 1985, 97: 749-752.

[7] O'Malley J., Stark D.J., Manning L., Cowley H.: An ophthalmić review of cerebal palsy in Quennsland 1980. Aust. J. Ophthal. 1981, 9: 91-95.

[8] Hugonnier C., Hugonnier-Clayette S.: Strabismes, heterophories, paralisies oculomotrices. Masson, Paris 1970.

[9] Susser M., Sergievsky G.H., Hauser W.A., Kiely G.L., Paneth N., Stein Z.: Quantitative estimates oę prenatal and perinatal risk factoró for perinatal mortality, cerebral palsy, mental retardation and epilepsy. In: Freeman G.M. (ed): Prenatal and perinatal factors associated with brain disorders. National Institute of Health Publications: Washington D.C., 1985: 359-439.

[10] Cocchi R.: Presenza di scavengers e incidenza di paralisi cerebrali infantili da prematurita` e basso peso alla nascita in 381 soggetti Down allevati in famiglia. Giorn. Neuropsich. Eta` Evol. 1987, 7: 317-323.

[11] Lambert J.L., Rondal G.A.: Le mongolisme. Mardaga, Bruxelles 1979.

[12] Camera G., Mastroiacovo P.: Epidemiologia della sindrome di Down. In: Ce.Pi.M. (ed): Aspetti epidemiologici, genetici, clinici, riabilitativi e sociali della Sindrome di Down. Ce.Pi.M., Genova 1984: 225-230.

[13] Cocchi R., Somenzini G.: Convulsivita` specifica e aspecificį nel soggetto Down non istituzionalizzato. Studio epidemiologico su 366 casi ambulatoriali. L'Ospedale Psichiatrico (Naples) 1986, 54: 53-60.

[14] Hook E.B.: Down Syndrome: Frequency in human population and factors pertinent to variation in rates. In: De La Cruz F.F., Gerald P.S. (eds): Trisomy 21 (Down Syndrome) research perspectives. University Park Press, Baltimore 1981.

[15] Lindsten J., Marsk L., Berglund K., Iselius L., Ryman N., Anneren G., Kjessler B., Mitelman F., Walstroem J., Vejlens L.: Incidence of Down's Syndrome in Sweden during the years 1968-1977. In: Burgio G.R., Fraccaro M., Tiepolo L., Wolf U. (eds): Trisomy 21. Human Genet. 1981 (suppl.2): 195-210.

[16] Kyllerman M., Hagberg G.: Reduced optimality in a Swedish newborn population. Neuropediatrics 1983, 14: 37-42.

 

Pubblicato su Riv. It. Disturbo Intellet. 1988, 1: 161-164.

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia (Italy)

renatococchi@libero.it

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