PARALISI CEREBRALI INFANTILI

IN BAMBINI DOWN: ALTRI DUE CASI

C. CRIVELLI, fisioterapista e psicopedagogista; A. DONATI, psicologa

e R. COCCHI, neurologo, consulente del CIFFRE.

 

(CIFFRE, via D'Azeglio 2, Verona)

 

Riassunto

In una serie consecutiva, non selezionata di 551 soggetti Down allevati in famiglia e provenienti da tutte le regioni italiane sono stati ritrovati solo 5 casi di paralisi cerebrale infantile, di cui 3 sicuramente di origine post-natale, una quasi certamente tale e una e' dubbia. Dopo i 3 casi descritti in precedenza (Cocchi R. Riv. It. Disturbo Intellet. 1990, 3: 327-330), ne vengono estesamente descritti altri 2 casi. La prevalenza delle PCI di questo campione e' di 4 volte maggiore di quanto non avvenga in bambini non-Down, e la prevalenza delle PCI post-natali e' assolutamente straordinaria. Pur non escludendo la possibilita` di paralisi cerebrali infantili da cause pre-, peri- e neo-natali, il presente dato epidemiologico sembra un ulteriore sostegno all'ipotesi che il bambino Down sia protetto, in epoca fetale, alla nascita e nel periodo neo-natale, dall'esito paralitico dell'insulto anossico-ischemico.

Parole chiave: Sindrome di Down, paralisi cerebrali infantili, stress, due casi.


Testo in inglese

Sindrome di Down

Ritardo mentale

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In un articolo precedente uno di noi si era occupato del rapporto tra paralisi cerebrali infantili (PCI) e sindrome di Down (SD) lamentando allora che tale rapporto non aveva avuto tutta l'attenzione che meritava (Cocchi 1990). Indico' che un suo studio approfondito poteva " far maggior luce si alcuni meccanismi ed esiti del danno anossico-ischemico che puo` verificarsi in seguito a disturbi pre-, peri-, neo- e post-natali e i possibili esiti in PCI."

In una prima ricerca epidemiologica (Cocchi, 1987) si era notato che su 381 soggetti Down allevati in famiglia non era presente alcun caso di PCI di prematurita`, basso peso alla nascita o entrambi, i due maggiori fattori di rischio per questa infermita` motoria. In realta` non c`erano PCI di origine pre-, peri- e neo-natale, nonostante i soggetti Down abbiano un'alta incidenza di questi disturbi, e ad essi vengano attribuite almeno il 75 % delle cause di PCI (Susser et al., 1985).

In una successiva ricerca relativa a PCI e strabismo (Cocchi e Branchesi, 1988) su 424 soggetti Down, costituiti dai 381 precedenti + 43 nuovi casi, ancora una volta non si riscontravano PCI, se non 3 di origine post-natale, mentre, solo per la presenza dei due maggiori fattori di rischio prima ricordati ne dovevano essere ritrovate almeno altre 3. Delle 3 PCI in bambini Down citate fu poi data una relazione (Cocchi, 1990).

A distanza di 8 anni si sono aggiunti altri due casi, che verranno qui di seguito descritti portando ad un totale di 5 casi all’interno di una serie consecutiva non selezionata di 551 soggetti Down. Questi due nuovi casi provengono comunque dalla popolazione Down seguita dal CIFFRE, che occupandosi specificamente anche di riabilitazione motoria avrebbe potuto aver piu' facilita' a incontrare soggetti con tale disturbo.

 

Descrizione dei 2 casi

Caso 1: Maschio, nato nel 1989 e affetto da trisomia 21 libera. In gravidanza, problemi di coliche materne con diarrea, vomito per tutta la durata. La mamma fumava 5/10 sigarette al di'. Il bambino era molto piccolo. Parto alla 36a settimana, prime contrazioni, tentativo di fermare il travaglio, dopo due giorni emorragia, il giorno successivo dilatazione, rottura spontanea delle membrane, liquido tinto di meconio, placenta piccola e con parecchi infarti.

Peso alla nascita 1750 g. Primo pianto ritardato di qualche minuto, dopo aspirazione, lievemente cianotico. Riscontrata cardiopatia: DIV perimembranoso. Ospedalizzato in incubatrice e poi in culla termica per 2 mesi e mezzo. Nutrito per sondino per 40 gg con latte materno, quindi biberon di latte artificiale. Alla dimissione pesava 3.500 g. In terapia con digitale dalla nascita. Crisi di cianosi (epilettica?) a circa 1 mese, non si conosce la terapia effettuata. Durante l'ospedalizzazione ha presentato infezione intestinale e focolaio broncopolmonitico entrambi trattati con antibiotici.

Aprile 90 seconda crisi (epilettica?): occhi sbarrati poi all'indietro, rigido, ansima; durata 5 minuti, nessuna terapia. Operato a giugno 90 (1 anno di eta') per la cardiopatia congenita, con chiusura diretta del difetto interventricolare. Follow-up per 5 anni: permane minimo shunt residuo e lieve insufficienza mitralica clinicamente ben tollerata.

Nel novembre 90 inizia una caduta progressiva dei capelli (alopecia areata) e quindi delle sopracciglia e delle ciglia fino ad alopecia completa.

Prima valutazione Equipe CIFRRE nel febbraio 1991, a 1 anno e 8 mesi di eta’. Buona partecipazione all'ambiente: movimenti oculari unificati di ricerca, localizza i suoni nell'ambiente, comprende frasi e semplici comandi. Pronuncia e utilizza alcune parole. Mantiene (ma non ci si mette da solo) la posizione seduta con reazioni di equilibrio laterali, ma ha molta paura a restare seduto da solo anche sul pavimento.

Presenta Babinski positivo bilaterale. Si muove strisciando a terra con movimenti reciproci (schema crociato) e sufficiente coordinazione. Non mantiene la posizione eretta. Afferra con una mano o con l'altra, non usa le due mani insieme, non ha ancora raggiunto la prensione pollico-digitale (sembra migliore la prensione nella mano sinistra, che e' la preferita; da notare che la madre e' mancina).

L'Equipe propone un programma riabilitativo senso-motorio e intellettivo e suggerisce un'alimentazione sana ed equilibrata.

Nel corso del primo anno di trattamento il bambino acquisisce l'andatura carponi su mani e ginocchia che effettua con un buon schema e buona coordinazione senza evidenziare differenze di lato, acquisisce la posizione seduta e quella eretta con appoggio, oltre ai passaggi di posizione da carponi a in ginocchio (ad anche estese) e quindi in posizione eretta (effettuati sempre con appoggio anteriore).

L'evoluzione del linguaggio e' sufficiente, aumenta il numero di parole che utilizza ed ama ripetere parole che non conosce. La capacita' manuale evolve ed inizia la presa a pinza, sempre migliore a sinistra, usa le due mani insieme per staccare, attaccare, e nel tentativo di svitare: la mano sinistra e' sempre in posizione prevalente.

Il riflesso di Babinski diventa negativo a sinistra e permane positivo a destra. In questo periodo ricrescono le ciglia e le sopracciglia.

Nel corso del secondo anno l'evoluzione motoria segna il passo; pur potendo mantenere la posizione eretta per qualche secondo senza appoggio, il bambino manifesta una enorme paura a staccarsi: si irrigidisce, sbarra gli occhi, dice "paura, paura". E' in grado di camminare spingendo il passeggino o un carrello appositamente studiato, evidenziando rigidita' in estensione delle gambe e appoggio prevalente sul piede sinistro. Cerca sempre l'appoggio bilaterale per camminare (sempre due mani e non una sola). Nel cammino il braccio destro tende ad essere piu' rigido del sinistro. L'evoluzione del linguaggio prosegue e il bambino comunica con brevi frasi, migliorando la pronuncia. Usa le due mani insieme in semplici giochi, ma non acquisisce prassie relative all'autonomia. La mano sinistra e' sempre usata in prevalenza. Nel complesso inizia a manifestarsi una importante differenza di lato che non era stata segnalata, ne' era emersa in precedenza.

Nel corso del secondo anno di trattamento viene inserito l'uso dell'NTM - Modulatore della Neurotrasmissione. (Donati e Crivelli 1997). Nel medesimo periodo si assiste ad

una ricrescita a chiazze dei capelli in vari punti del capo, tale ricrescita non e' sta-

bilizzata, infatti i capelli possono cadere dopo un periodo di crescita, per riprendere a crescere in un altro punto del capo.

Solo nel corso del terzo anno di trattamento (4 anni di eta') il bambino acquisisce la deambulazione autonoma che presenta le caratteristiche della deambulazione emiparetica: base allargata, compie il passo con il piede sinistro mentre il destro lo raggiunge senza superarlo, nella fase del passo si ha retropulsione del bacino con lieve recurvato al ginocchio destro, il piede dx e' supino-varo, il braccio destro non presenta swinging e viene mantenuto lievemente flesso al gomito. Permane a lungo, anche dopo aver acquisito la deambulazione autonoma, la paura nel cammino: non cammina da solo in ambienti vasti, non fa le scale da solo, nemmeno attaccato al corrimano.

Nel settembre 93 (eta' 4 anni 3 mesi) inizia la frequenza della Scuola Materna. Emergono alcune difficolta' di relazione con l'insegnante, che vanno aggravandosi nel corso dei 3 anni di frequenza. Il bambino vive con notevole disagio questa esperienza, poiche' si evidenzia la mancanza di fiducia nelle sue potenzialita' cognitive da parte della maestra che non propone attivita' adeguate. Nel complesso e' un periodo di stasi. Non riesce a superare le sue paure, non e' spinto a mettersi in gioco nella relazione con i compagni, dice spesso: Io non sono capace di fare niente.

In questo periodo viene interrotto l'uso dell'NTM. La crescita dei capelli continua a chiazze, con periodi di caduta e periodi di ricrescita.

Nella primavera 95 (eta' 5 anni e 9 mesi) inizia terapia farmacologica secondo le linee operative espresse da uno di noi (Cocchi 1993). Dopo circa 1 anno la ricrescita dei capelli e' completa e questi non cadono quasi piu'. Gradualmente la paura di camminare regredisce. Viene ripreso l'uso dell'NTM. L'intervento cognitivo e' preso in carico da volontari che affiancano la famiglia e in poco piu' di un anno, prima dell'ingresso nella scuola elementare, il bambino e' in grado di riconoscere e nominare tutte le lettere dell'alfabeto, legge alcune sillabe e semplici bisillabi, possiede tutti i prerequisiti logici, topologici e temporali necessari all'apprendimento. Sviluppa un linguaggio sempre piu' ricco e strutturato sintatticamente.

Attualmente (8 anni e 9 mesi) il bambino ha superato tutte le paurenegli spostamenti. La sua deambulazione non si e' modificata in modo sostanziale, ma la funzionalita' motoria globale e' soddisfacente:il bambino corre, tenta di saltare, va in bicicletta con le rotelle. Da qualche tempo si evidenzia una modica spasticita' del tricipite surale dx: allo stiramento passivo la tibio-tarsica supera di poco i 90*.

Dal settembre 1996 frequenta la scuola elementare ed ha iniziato a scrivere con la mano sinistra con scarsa grafia in stampato maiuscolo. E' in previsione l'uso del computer per la scrittura. Le insegnanti hanno saputo integrare nella classe favorendo le relazioni tra compagni. I livelli di apprendimento del bambino sono molto buoni. Il linguaggio ha avuto una evoluzione notevole: la produzione verbale e' semanticamente e sintatticamente corretta, la complessita' delle frasi prodotte e' adeguata alla classe frequentata (2a elementare). Permangono lievi imperfezioni nell'articolazione di alcuni fonemi. Le prassie relative all'autonomia (svestirsi e versirsi, lavarsi, ecc.) non sono state acquisite in modo soddisfacente sia a causa della emiparesi, sia per l'atteggiamento sostitutivo dei famigliari.

Caso 2: Maschio, nato nel 83 e affetto da trisomia 21 libera. Gravidanza: controlli regolari. E' stato programmato il taglio cesareo per bacino stretto. TC alla 38a settimana, dopo che era iniziato il travaglio. Apgar: 7 a 1 min. e 8 a 5 min. Peso alla nascita 2560g. Culla termica per 2 giorni. Allattamento artificiale, suzione lenta. Cardiopatia: difetto interventricolare.

A 6 mesi di eta' si sospetta mancanza del timo; consultato un immunologo che suggerisce di non intervenire per il momento, e eventualmente si prendera' in considerazione una cura cronica con gammaglobuline.

A 9 mesi emiconvulsione destra: ipotizzata convulsione febbrile e somministrato diazepam. Era residuata una leggera paresi destra, dopo due giorni di nuovo emiconvulsione destra. Diagnosi: encefalite virale da herpes simplex trattata con sedativi, antivirali, antibiotici e immunoglobuline per il precedente sospetto di carenza immunologica. Dimesso con esito di emiparesi destra, in terapia con fenobarbital.

Nel periodo successivo il bambino presenta un progressivo deperimento organico (inappetenza con perdita di peso, profonda apatia) che perdura per alcuni mesi e da cui si riprende molto lentamente. Il difetto cardiaco interventricolare si chiude spontaneamente nel corso dei primi due anni di vita.

Prima valutazione dell'Equipe CIFRRE, nel maggio 84 (1 anno e 4 mesi): Strabismo convergente alternante (con prevalenza di strabismo destro), scarsi movimenti oculari, percepisce e localizza i suoni nell'ambiente, ma non risponde al suo nome. Presenta ipopercezione tattile esterocettiva e nocicettiva, scarsa anche la proprioce-zione. Prensione in entrambe le mani, ma dismetrica a destra. Produce suoni in situazione comunicativa, ma non e' presente la lallazione. Motoriamente puo' rotolare da supino a prono, ma il controllo sia del capo che del tronco sono incompleti. Non mantiene la posizione seduta. Ipotonia diffusa, su cui puo' innestarsi ipertonia negli

arti di destra, soprattutto al movimento passivo.

Viene proposto un programma da svolgere a casa con particolare riferimento all'integrazione sensoriale: stimolazioni tattili e propriocettivi, esercizi di oculomozione, alimentazione sana e variata con supplementi vitaminici e minerali.

Nel corso del primo anno di trattamento migliora in modo significativo la percezione tattile. La partecipazione all'ambiente presenta un notevole miglioramento: il bambino comprende piccoli ordini, inizia la lallazione, riconosce immagini e simboli complessi. Permane lo strabismo convergente alternante. Migliora la prensione ed inizia a passarsi gli oggetti da una mano all'altra.

Dal punto di vista motorio inizia ad avanzare strisciando con scarsa coordinazione, si mette in posizione quadrupedica e avanza in tale posizione con scarsa coordinazione, si alza in piedi con appoggio anteriore puntandosi sul piede destro, inizia un cammino laterale con appoggio anteriore.

Nel corso del secondo anno di trattamento continua a maturare l'aspetto sensoriale e di comprensione, usa suoni o sillabe (con il significato di parole), inizia alcune funzioni bimanuali (staccare, svitare), usa il cucchiaio. Motoriamente acquisisce la coordinazione nelle andature primitive (striscio e carponi), la stazione eretta autonoma, il cammino con appoggio.

Raggiunge la deambulazione autonoma intorno ai 4 anni di eta': la base e' allargata, tende a fare il passo con il piede sinistro e a raggiungere con il destro, la gamba destra tende ad essere extraruotata e a volte "butta" di lato il piede destro nel fare il passo, il braccio destro e' leggermente flesso al gomito e tende ad essere piu' rigido,

senza swinging, la spalla destra e' piu' bassa della sinistra.

Nel corso di quegli anni il linguaggio evolve: pronuncia e ripete molte parole con scarsa pronuncia, ma non mette insieme due parole. Riconosce diverse immagini e parole, a volte pronunciandole, a volte indicandole.

E' autonomo nel mangiare da solo con il cucchiaio e la forchetta, ma non nello svestirsi e vestirsi. Usa le due mani per manipolare, lanciare la palla, ecc.

Inizia una frequenza parziale della scuola materna nel settembre 86 (3 anni e 8 mesi) con buon inserimento. La frequenza, in seguito a orario completo, prosegue per 4 anni.

All' inizio del 1987 viene introdotto l'uso dell'NTM - Modulatore della Neurotrasmissione (Donati e Crivelli, 1997). In questi anni si ha una discreta evoluzione delle capacita' cognitive. Il bambino viene stimolato all'uso della mano sinistra nelle attivita' grafiche con scarsi risultati.

Per un anno circa viene proposta un'attivita' specifica per la mano destra che comprende anche il tentativo di uso per il grafismo, ma spesso in tale compito si aiuta con la mano sinistra.

La deambulazione diventa sempre piu' sicura, il piede destro non raggiunge piu' il sinistro nella fase del passo, ma lo supera ed e' sempre meno evidente il basculamento del bacino.

Il braccio destro, invece tende ad essere sempre rigido lungo il corpo, senza swinging. La coordinazione motoria continua a migliorare.

Nel settembre 90 inizia la scuola elementare. Dopo un primo anno molto deludente, il bambino cambia scuola e l'insegnante di sostegno imposta un vasto programma incentrato sulle abilita' grafiche e riesce a diversificare le verifiche degli apprendimenti dalle quali emergono le reali capacita' cognitive del bambino, maggiori di quanto non fosse possibile comprendere dalle limitate capacita' espressive.

Nel novembre 92 E. inizia una terapia farmacologica secondo le linee operative espresse da uno di noi (Cocchi, 1993). Nel corso del 93, le abilita' grafiche migliorano al punto che scrive spontaneamente parole e piccole frasi in stampato maiuscolo, disegna la figura umana e si organizza lo spazio grafico sia sul foglio che sulla lavagna.

Usa la mano sinistra, ma capita a volte che usi la destra per guidare la sinistra. Il linguaggio evolve ed il bambino inizia a mettere insieme due parole, oltre ad aumentare la produzione verbale spontanea.

Attualmente (15 anni) il ragazzo cammina con buon equilibrio evidenziando sempre una zoppia sul lato destro, il braccio destro e' meno rigido lungo il tronco, ma non ha acquisito un vero swinging.

La mano destra viene usata spontaneamente in molte situazioni, da sola o con la sinistra (lanciare e prendere la palla, portare un oggetto, staccare, attaccare, svitare, tirarsi su i pantaloni, ecc.).

Va evidenziato come abbia raggiunto una consapevolezza del proprio corpo e una capacita' di gestire il suo movimento rispetto agli scopi che si prefigge, nonostante le limitazioni date dall'emiparesi e dalla Sindrome di Down.

Le autonomie personali sono sufficienti, anche se non ancora complete, oltre a cio' il ragazzo aiuta nell'apparecchiare, nel riporre la spesa o i vestiti stirati, nello stendere la biancheria.

Comunica con moltissime parole, con coppie di parole e alcune frasi.

Discussione

Dobbiamo subito dire che una ricerca bibliografica sugli ultimi 10 anni di MEDLINE e di PychINFO, e sugli ultimi 12 anni di Dev. Med. Child Neurol. non ha permesso di rintracciare nuove pubblicazioni su questo argomento.

Per i 2 ulteriori casi di PCI qui presentati, entrambi con emiparesi dx, l’origine e’ sicuramente post-natale per il caso 2, indecidibile per il caso 1. Essi sono estratti da una serie consecutiva, non selezionata di 551 soggetti Down allevati in famiglia, e, assieme ai primi 3 casi descritti (Cocchi, 1990) indicano un’incidenza di PCI = 0.90%. Nella tabella 1 vengono riassunte alcune caratteristiche dei 5 casi, finora descritti.

Tabella 1: Riassunto dei dati riferibili a 5 casi di PCI su 551 soggetti Down

Caso

Sesso

Tipo di PCI

Origine

Dove descritto

1

f

emiparesi dx

post-natale

Cocchi 1990

2

f

emiparesi dx

quasi certa post-natale

Cocchi 1990

3

m

emiparesi sn

post-natale

Cocchi, 1990

4

m

emiparesi dx

indecidibile

Crivelli et al, 1998

5

m

emiparesi dx

post-natale

Crivelli et al, 1998

E’ interessante notare che si tratta di 5 emiparesi di cui 4 dx.

Una prevalenza del 0.90 e` quasi 4 volte superiore a quanto riscontrato da Kundriavcev et al., 1985, che, in una statistica riferita ad una serie di circa 28.000 nati vivi [normali] nell'area di Rochester (USA), hanno riscontrato 64 PCI con una incidenza = 0.23 % .

In Finlandia, l'incidenza di PCI nei Down e` stata trovata del 5,1% da Iivanainen e Hongell (1986), su 156 soggetti ricoverati in un istituto specializzato. Pur essendo probabile che il campione finnico non sia rappresentativo, in quanto costituito esclusivamente da una popolazione di Down ricoverati, in ogni caso sta per una accresciuta incidenza di PCI nei Down.

In Italia, su 70 casi visti in 10 anni in un ambiente ospedaliero specializzato, Bertamino (1984) ha trovato 11.4% di "segni lesionali all'esame neurologico" tra cui "spasticita`, ecc".

Anche qui, per quanto la rappresentativita` del campione sia molto discutibile, e le PCI non siano specificamente indicate, non puo` essere negata una tendenza all'aumento dell'incidenza di PCI nei soggetti Down.

Nella ricerca epidemiologica di Kundriavcev et al., 1985, c'e` pero` un altro elemento di notevole interesse. La diagnosi PCI era stata fatta entro il 16mo giorno di nascita, e quindi le 64 PCI erano tutte causate da disturbi intervenuti in epoca pre-, peri- e neo-natale.

Tenuto conto che, secondo Susser et al., 1985, quelle di origine post-natale non assommano a piu` del 5-10 % di tutte le PCI, il dato da noi ritrovato e` vistosamente anomalo, rispetto a quanto avviene nei soggetti normali. In effetti lo e` per 2 ragioni: la gia` notata incidenza, quasi quadruplicata, ma soprattutto la preponderanza dell' origine post-natale (tre casi su cinque sicuri, uno quasi sicuro e uno indecidibile).

Se si prende per buona la distribuzione percentuale indicata da Susser et al., 1985, posti i nostri 4 casi = 10 %, si dovrebbero trovare almeno altre 30 PCI da disturbi pre-, peri- e neo-nattali, quali fattori responsabili del 75 % delle PCI nei soggetti normali. Ammesso che tra i primi 3 casi, nel caso 2 l'evidenza a 8 mesi riguardasse in realta` una PCI non di origine post-natale, gli altri 3 casi, in cui la causa post-natale e` sicura e documentata, sono sempre troppi, e dovremmo avere almeno altri 22 PCI da fattori pre-, peri- e neo-natali.

Il fatto che non sia cosi', nonostante una elevata incidenza di prematurita' e basso peso alla nascita nel ns. campione, (Cocchi e Branchesi 1988) considerati i due fattori di rischio con piu' elevata probabilita' di un esito in PCI, ci fa supporre che ci siano meccanismi di tipo compensativo (Cocchi, 1987; Cocchi et al, 1988).

Come abbiamo supposto nel primo lavoro che uno di noi ha dedicato a questo argomento, esiste pertanto, in maniera innegabile un eccesso di PCI di origine post-natale nei nostri soggetti Down. La cosa potrebbe essere spiegata con la maggiore

capacita` del feto e del neonato Down di contrastare gli esiti negativi dell'anossia e della conseguente azione tossica dei radicali liberi dell'ossigeno (Cocchi et al, 1988), una accresciuta protezione che, gia` dai primi mesi di vita, verrebbe ridotta o perduta, per varie ragioni (Cocchi, 1990).

Se ulteriormente confermato, troveremmo di fronte ad un dato che potrebbe gettare nuova luce sia sulla stessa sindrome di Down, che sui meccanismi eziopatologici delle PCI nei bambini normali.

Bibliografia

Bertamino F.: Rilievi sulla evoluzione psicomotoria in bambini con sindrome di Down. In: Ce.Pi.M.: Aspetti epidemiologici, genetici, clinici, riabilitativi e sociali della Sindrome di Down. Ce.Pi.M., Genova 1984: 255-263.

Cocchi R.: Presenza di scavengers e incidenza di paralisi cerebrali infantili da prematurita` e basso peso alla nascita in 381 soggetti Down allevati in famiglia. Giorn. Neuropsich. Eta` Evol. 1987, 7: 317-323.

Cocchi R.: The birth as a second breakpoint in the biological balance of Down's syndrome subjects: confirmations and implications. It. J. Intellect. Impair. 1990, 3: 179-183.

Cocchi R.: Paralisi cerebrali infantili in bambini Down: Tre casi. Riv. It. Disturbo Intellet. 1990, 3: 327-330.

Cocchi R.: Drug therapy in Down syndrome: A theoretical context. It. J. Intellect. Impair, 1993, 6: 143-154.

Cocchi R., Branchesi R.: Is there a causal non-connection between squint and cerebal palsy through prematurity and/or low birthweight in Down syndrome children? It. J. Intellect. Impair. 1988, 1: 141-144.

Cocchi R., Somenzini G., Zerbi F.: The free radicals hypothesis in causing dementia: High probability refutation in Down’s syndrome subjects. It. J. Intellect. Impair. 1988, 1: 127-132.

Iivanainen M., Hongell K.: Neurological aspects of mentally retarded persons with chromosome aberration. In: Berg J.M. (ed): Sciene and service in mental retardation. Methuen, London 1986: 52-62.

Donati A., Crivelli C.: Valutazione dei miglioramenti cognitivi in pazienti con sindrome di Down dopo trattamento con NTM. Riv. It. Disturbo Intellet. 1997, 10: 85-91

Kundriavcev T., Schoenberg B.S., Kurland L.T., Groover R.V.: Cerebral palsy - Survival rates, associate handicaps and distribution by clinical subtype (Rochester 1950-1976). Neurology 1985, 35: 900-903.

Susser M., Sergievsky G.H., Hauser W.A., Kiely G.L., Paneth N., Stein Z.: Quantitative estimates of prenatal and perinatal risk factors for perinatal mortality, cerebral palsy, mental retardation and epilepsy. In: Freeman G.M. (ed): Prenatal and perinatal factors associated with brain disorders. NIHP, Washington D.C., 1985: 359-439.

Stampato su Riv. It. Disturbo Intellet. 1998, 11: 79-85.

Corrispondenza: dr Chiara CRIVELLI, via M. Della Torre 37
37131 VERONA (ItalY) / email: chia.sci@iol.it

Testo in inglese

Sindrome di Down

Ritardo mentale


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