DIFFICOLTA' DI CONTROLLO DELL' EQUILIBRIO

NEL BAMBINO DOWN (Nota  preliminare)

Renato COCCHI , neurologo e psicologo medico

Riassunto.

Vengono esaminate le possibili ragioni del frequente disturbo  dell'equilibrio nel  bambino Down, individuate prevalentemente in una  disfunzione  cerebellare, responsabile anche dell'ipotonia, in una disfunzione vestibolare specifica,  che si  manifesta anche con la aumentata presenza di nistagmo, e in una  disfunzione delle aree dei nuclei oculo-motori, a cui si deve l'alta incidenza di  strabismo convergente, non refrattivo, riscontrabile in questi soggetti.

Parole chiave: Sindrome di Down, equilibrio, cervelletto.

Testo in inglese

Sindrome di Down

Ritardo mentale

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   I problemi  di controllo dell'equilibrio nel bambino Down  non  sono  mai stati  separati  in maniera specifica dall'insieme delle attitudini  motorie  di questi soggetti.  Nell'ambito di una motricità impacciata e goffa, abbastanza simile a quella dei bambini con ritardo mentale di altra origine, senza lesione motoria, gli aspetti del  controllo  dell'equilibrio dei Down  sembrano  presentare  caratteristiche peculiari e meritevoli di una indagine più precisa.

Facendo seguito a precedenti ricerche epidemiologiche e cliniche gia portate  a termine in quest'ambito, (Cocchi e Branchesi, 1988; Cocchi, 1989; Cocchi, 1990), ed in attesa di un resoconto clinico  sul costante miglioramento dell'equilibrio in  soggetti Down trattati con farmacoterapia, non mi é sembrato fuori di  luogo cominciare a delinearne un quadro di riferimento neurofisiologico e neuropatologico, e riabilitativo in rapporto alla trisomia 21.  

 

Breve richiamo neurofisiologico.

E'  noto  che il mantenimento dell'equilibrio e il risultato di  una  complessa funzionalità  che  trova  nel  vestibolo  la  struttura  cerebrale  di  maggiore importanza. L'apparato  vestibolare  e costituito dai recettori  del  labirinto  membranoso posteriore, dalla componente vestibolare dell'ottavo paio dei nervi cranici  (nervo "acustico"),  dai  nuclei della regione bulbo-protuberanziale  in  rapporto  con esso,  e  dalle  vie che collegano questi nuclei con altri  centri  del  sistema nervoso,  in particolare con il cervelletto, la formazione reticolare, i  nuclei oculo-motori, i motoneuroni spinali, i  recettori  del  labirinto  membranoso vengono  stimolati  dai  movimenti  di accelerazione,  sia rotatoria che lineare, della testa.

Gli impulsi nervosi  che ne  derivano  vengono trasferiti ai quattro nuclei vestibolari, sui  quali  convergono anche  fibre provenienti dal midollo spinale, dalla formazione  reticolare,  dal cervelletto e dalla corteccia cerebrale. Dai  nuclei vestibolari originano fibre che si portano ai nuclei  oculo-motori, ai motoneuroni destinati ai muscoli del capo, del collo, del tronco, degli  arti superiori e inferiori, con la possibilità di influenzare il tono  posturale  di questi muscoli.

Sempre  dai  nuclei  vestibolari  originano  altre  fibre  che  si  portano  al cervelletto; con probabile mediazione della reticolare ascendente questi  nuclei sono in connessione con la corteccia cerebrale parietale. E' pertanto evidente che, in questo intricato sistema di collegamenti,  alterazioni  della  funzionalità del vestibolo, o del cervelletto  o  della  corteccia parietale  (o di più di una di queste strutture), e la causa più  probabile  dei disturbi dell'equilibrio.  

 

I disturbi dell'equilibrio nel bambino Down.  

I disturbi dell'equilibrio nel bambino Down si manifestano con: - base di appoggio allargata nella stazione eretta; - facilità alle cadute nella corsa; - difficoltà e paura nel scendere le scale; - difficoltà e paura nell' apprendere ad usare  in bicicletta, e  difficoltà  a smettere di usare le ruotine posteriori di sostentamento; - paura o panico, se messi in piedi su una superficie oscillante (specie se  ridotta, come il piano della bilancia per la verifica del peso corporeo).    

Se é possibile che i primi tre sintomi, e forse, in parte, anche il quarto, siano comuni  a bambini con insufficienza mentale da causa diversa dalla trisomia  21, ho la netta impressione (da confermare) che la paura delle superfici oscillanti ridotte sia una caratteristica specifica. La  lassità  articolare, lo strabismo, e  il nistagmo,  quando  presenti, potrebbero  aggiungere  un proprio contributo alla  difficoltà  di  mantenimento dell'equilibrio.

Resta comunque da annotare che i disturbi dell'equilibrio non sono presenti  in tutti  i  bambini Down. Felicioli e Moretti, 1984 ritrovano,  su  una  casistica complessivamente  modesta,  una  percentuale  variabile dal 41.4  al  48.9 %  e ritengono che la percentuale minore, riferita a soggetti nati un quinquennio più tardi,  sia  gia  il  frutto  di un più  esteso  e  più  precoce  intervento  di riabilitazione   (neuro)psicomotoria.  Ne deducono che il disturbo non  é stabilizzato, ma "malleabile", fatto che mi trova completamente d'accordo.

Più interessante sarebbe il porsi il problema del perché oltre il 50 % dei bambini Down non abbia disturbi dell'equilibrio. Il rispondere appellandosi  alla diversità  fenotipica  dei soggetti con la medesima anomalia cromosomica  é  una non-risposta, in quanto si limita a dire, con altre parole, che i soggetti Down uguali per la forma di trisomia 21 sono diversi perché sono diversi.  

 

Correlazioni con altri segnali di disfunzione di aree cerebrali connesse con i disturbi dell'equilibrio  

Il  cercare  la  presenza  di altri sintomi patologici  che  siano  segnali  di disfunzionamento di aree cerebrali del complesso sistema che sostiene l'adeguata estrinsecazione  della  capacità di equilibrio, se anche non garantisce  che  si tratti di esiti del medesimo evento, può almeno orientare verso una direzione di ricerca più feconda.  Se, come  é stato detto, si tratta di un sintomo "malleabile", ne  deriva  che dobbiamo pensare ad una disfunzione piuttosto che ad una lesione.

Tralasciando per il momento la ricerca di sintomi della sindrome parietale, che nessuno ha ancora messo in rilievo nella sindrome di Down, l'indagine a livello cerebellare  e delle aree sede dei nuclei dei nervi oculo-motori (mesencefalo  e ponte)  porta subito a riscontri interessanti.  Sono  sintomi  di disfunzione cerebellare l'ipotonia, ritenuta  un  sintomo  di eccitazione,  e la dismetria; entrambi presenti in un certo numero  di  soggetti Down.  

E' un sintomo di disfunzione del ponte e del mesencefalo lo strabismo, presente in circa il 30 %, secondo una nostra ricerca (Cocchi e Branchesi, 1988).  E' un noto sintomo vestibolare il nistagmo, da noi trovato  in poco piu del 6 % dei casi (Cocchi e Branchesi, 1989).  Secondo una esauriente rassegna recente, la sua incidenza nei Down e stata valutata, invece,  tra il 9 e il 22 %.  Il  nistagmo,  in  soggetti  Down e non Down, ha  avuto  beneficio,  fino  alla scomparsa  in  seguito ad un trattamento con farmaci  (Cocchi  e  Branchesi, 1989;  Cocchi e Maniscalco, 1989), e lo stesso e avvenuto per lo  strabismo  nei soggetti  Down  (Cocchi, 1991), ciò che dimostra come anche questi  due  sintomi siano, in qualche modo, "malleabili".  

E' stato affermato che l' ipotonia e la dismetria  beneficino  di  trattamento  riabilitativo (neuro)psicomotorio  (Felicioli  e  Moretti, 1984),  cosa  sulla  quale   sono d'accordo  pur  non  avendo  ancora avuto occasione di  pubblicare  i  dati  che confermano, anche per la via del trattamento con farmaci, questo fatto.  Da tutto ciò si deduce  che appare assai verosimile che i disturbi dell'equilibrio nel bambino Down siano in qualche modo correlabili a disfunzionalità del cervelletto, del vestibolo e delle aree mesencefalo-pontine e che tali disfunzionalità sono  riducibili per varie vie, compresa quella del  trattamento  con farmaci. (vedi PS.)  

 

Conclusione.

 Questa  nota  preliminare sui disturbi dell'equilibrio nel bambino  Down  si  é prefissa di tracciare un quadro di riferimento neurofisiologico, neuropatologico clinico e riabilitativo entro cui situare questi disturbi e le loro  possibilità di trattamento.  E'  stata  indicata, per il momento, la disfunzionalità  di  aree vestibolari, mesencefalo-pontine e cerebellari come possibili responsabili della presenza dei deficit di equilibrio, che almeno  per via riabilitativa, sono asseriti trattabili.  In un successivo lavoro verranno pubblicati i risultati da noi ottenuti, con un trattamento  mediante  farmaci, già dimostratisi efficaci sul nistagmo  e  sullo strabismo.  

PS Dopo la stampa di questo articolo ne ho prodotto altri articoli su questo argomento (anticipazione della deambulazione, uso della bicicletta, lassità articolare) 

 

Bibliografia.

Cocchi  R.:  The  anticipation  of walking in  drug  treated  Down  infants:  A controlled study. It. J. Intellect. Impair. 1989, 2: 15-19.

Cocchi  R.:  Paralisi cerebrali infantili in bambini Down: 3 casi.  Riv.  It. Disturbo Intellet. 1990, 327-330.

Cocchi R.: Drug therapy of squint in Down syndrome subjects. Results  according to the length of drug taking: Report on 125 cases.  It. J. Intellect.  Impair.  1991, 4: 9-14.

Cocchi  R., Branchesi R.: Is there a causal non-connection between  squint  and cerebral  palsy  through  prematuruty and/or low birthweight  in  Down  syndrome children? It. J. Intellect. Impair. 1988, 1: 141-144.

Cocchi  R., Branchesi R.: Il nistagmo nel bambino Down: presenza,  implicazioni ed esiti dopo farmacoterapia. Riv. It. Disturbo Intellet. 1989, 2: 213-217.  

Cocchi  R.,  Maniscalco  M.:  Scomparsa del nistagmo  spontaneo  in  3  bambini cerebropatici trattati con farmaci.  Riv. It. Disturbo Intellet. 1990, 3: 326.  

Felicioli F., Moretti A.: Sviluppo motorio, comunicazionale linguistico ed evoluzioni dei livelli di apprendimento. In: Ce.Pi.M.: Aspetti epidemiologici,  genetici,  clinici,  riabilitativi  e sociali della Sindrome  di  Down.  Ce.Pi.M., Genova 1984: 307-342.

Shapiro  M.B.,  France  T.D.: The ocular features of Down's  syndrome.  Am.  J. Ophthalmol. 1985, 99: 659-663.    

 

Pubblicato su Riv. It. Disturbo Intellet. 1991, 4: 267-270.  

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Mercalli 10,

42100 Reggio Emilia (Italy)

renatococchi@libero.it

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