LA DEPRESSIONE NEL SOGGETTO DOWN:
INDAGINE EPIDEMIOLOGICA E CLINICA SU 510 SOGGETTI

 Renato COCCHI , neurologo e psicologo medico

Testo in inglese

Riassunto

 Dalle  cartelle  cliniche  di una serie consecutiva,  non  selezionata  di  510 soggetti Down, tutti allevati in famiglia, sono state estratte quelle in cui era stato  aggiunto  un  antidepressivo triciclico  o  atipico  alla  farmacoterapia usualmente prescritta a questi soggetti.

 Sono stati cosi' selezionati 45 Ss ( 17 M e 28 F, con rispettive eta' medie  di 15 e di 12 anni) che hanno mostrato sintomi chiaramente depressivi (  tristezza, autosvalutazione,  riduzione delle attivita' di gioco o sociali,  irritabilita', riduzione dell'uso del linguaggio, aggressivita' o autoaggressivita', ecc.)  non controllabili da farmaci come glutammina, carbamazepina,  S-adenosil-l-metionina e  5-idrossitriptofano,  abitualmente  prescritti e noti  per  avere  anche  una attivita' antidepressiva.

 Da notare nei 45 soggetti selezionati l'inversione del rapporto M/F a favore di una  maggiore  incidenza nelle femmine, nelle quali sembra  probabile  anche  un anticipo dell'eta' in cui  sintomi tendono a manifestarsi.

 I  farmaci  antidepressivi  utilizzati   specificamente  stati:  in  prevalenza viloxazina (sempre solo come prima scelta: 38 casi), poi amitriptilina (6 casi); fluoxetina (2 casi), nortriptilina (2 casi), clorimipramina (2 casi), imipramina (1 caso). In 6 casi (5 in terapia con viloxazina e 1 con fluoxetina) c'e'  stata la necessita' di sostituire il farmaco con una altro antidepressivo.

Parole chiave: sindrome di Down, depressione, epidemiologia, stress.

 
Down's syndrome

Depression

Mental retardation

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Per  quanto si sia posta attenzione alla comparsa della depressione  e  al suo  ricono-scimento  negli individui con ritardo mentale, se  si  considerano  i deficit  di linguaggio e di comunicazione di questo gruppo, la loro mancanza  di abilità sociali e di socializzazione, diventa ovvio che tutti  i  contrassegni della  solitudine  sono presenti, e che il ritardato mentale é senza  dubbio  a rischio  di  sviluppare dei disturbi dell’affettività ( Wells  e  Duncan  1980, Matson, 1982; Schloss 1982; Menolascino, 1990).

Dopo  decenni  di studi, non si puo’ avere che scarsi dubbi sul  fatto  che  le persone  con ritardo mentale possono e di fatto soffrono di disturbi  affettivi, anche  se  resta da chiedersi se essi siano suscettibili all’intero  spettro  dei disturbi timici che sono stati ritrovati nella popolazione generale ( Fleisher e Weiler, 1990).

Secondo Dosen,  1990,  la depressione nei bambini con ritardo  mentale  ha  le medesime  base  neurobiologiche  e psicologiche della  depressione  nei  bambini normali.  La malattia puo’ manifestarsi indipendentemente da sesso, eta’  e  QI, anche  se sulla sua comparsa possono influire l’eta’ e il QI, o  questi  possono modificarla.

L’essermi occupato fin dalla fine degli anni 70 di depressione nei soggetti con ritardo  mentale, anche da un punto di vista terapeutico (Cocchi  e  Occhialini, 1981 e 1982) e contemporaneamente di terapia con farmaci nella sindrome di  Down da una lato mi ha reso particolarmente sensibile a questo problema, e dall’altro lato mi ha permesso di raccogliere una casistica personale vasta ed utilizzabile per indagine specifiche.

Materiali e metodi

Sono  state riesaminate le cartelle cliniche appartenenti a 510  soggetti  Down allevati  in  famiglia,  provenienti da tutta Italia  e  costituenti  una  serie continua,  non selezionata, di pazienti visti tra il gennaio 1979 e il 31  marzo 1994.

Da  esse  sono  state escluse le cartelle appartenenti a  soggetti  affetti  da Disturbo Autistico (DSM-III,R: 290.00).

Tra le restanti sono state selezionate le cartelle cliniche dei soggetti in cui risultava essere stato fatto uso di un  antidepressivo triciclico o atipico. Pur trattandosi  di  sostanze  ad azione antidepressiva, non  sono  state  prese  in considerazione terapie effettuate con glutammina, o S-adenosil-l-metionina, o 5-idrossitriptofano,  o carbamazepina o piu’ di uno di questi  farmaci  prescritti contemporaneamente.

Dalle cartelle cosi’ selezionate sono stati raccolti:

 - sesso;

 - diagnosi cromosomica;

 - eta’ alla prima visita (in mesi);

 - eta’  (in mesi) alla  comparsa dei sintomi che hanno portato all’uso  di  un antidepressi-vo specifico;

 - sintomi significativi;

 - terapia in corso al momento della diagnosi di depressione;

 - antidepressivo utilizzato e suo dosaggio giornaliero.

I  dati raccolti sono stati sottoposti a trattamento statistico descrittivo  ed analizzati con i test di significativita’ del Chi Quadrato, quando possibile.

 

Risultati

 Sulla  scorta  dei  criteri selettivi sopra definiti  sono  state  estratte  45 cartelle che rappresentano l'8.82 %  dell'intera serie.

 La  distribuzione  per  sesso  e'  stata: 17 M + 28  F  con  un  rapporto  M/F, rapportato a 100 = 100/165.

 I restanti risultati sono stati raggruppati nelle tabelle 1-9.

 

Tabella 1: distribuzione delle diagnosi cromosomiche.

 

Anomalia cromosomica

 M

%

F

%

totale

%

Trisomia 21 libera

13

76.48

25

89.29

38

84.44

Traslocazioni

0

0.00

2

3.57

1

2.22

Mosaicismi

2

11.76

1

3.57

3

6.67

Non nota

2

11.76

1

3.57

3

6.67

Totali

17

100.00

28

100.00

45

100.00

Chi quadrato = 1.268 con 3 gl; p = 1.00 (le differenze tra  le due distribuzioni sono

 interamente casuali).  

 

 Tabella 2: eta' media alla 1a visita, in mesi, suddivisa per sesso.

 

Età

M

F

media

138.24

87.50

Deviazione standard

108.58

55.52

minimo

23

5

massimo

474

231

 

  Le  vistose  differenze di eta' alla prima visita sono  certamente  casuali  e causate  in  gran  parte dalla presenza di minimi e  soprattutto  massimi  molto diversi, e in grado di avere molto peso nella formazione della media.

        

 Tabella 3: eta' della prescrizione dell'antidepressivo,

              in mesi, suddivisa per sesso.

Età

M

F

media

187.65

140.48

Deviazione standard

89.11

35.54

minimo

103

65

massimo

474

231

 

 Nonostante l'elemento di disturbo statistico costituito da un soggetto di quasi 40 anni tra i maschi, e' assai probabile che l'eta' in cui l'aspetto  depressivo diventa evidente sia comunque anticipata nelle femmine Down.

 

 Tabella 4: sintomi depressivi non controllati dalla terapia in corso

 

sintomo

maschi

femmine

 

No. sogg.

%

No. sogg.

%

Tristezza

10

58.82

18

66.67

Scarso interesse nel gioco o sociale

8

47.06

13

48.15

Irritabilità

8

47.06

8

29.63

Autosvalutazione

7

41.18

8

29.63

Aggressività

6

35.29

3

11.11

Riduzione dell’uso del linguaggio

6

35.29

8

29.63

Pianto immotivato

0

0.00

6

22.22

Pianto da frustrazione

4

23.53

3

11.11

Dispettosità

4

23.53

0

0.00

Depres.ne reattiva (morte del padre)

1

5.88

0

0.00

Enuresi notturna

1

5.88

4

14.81

Gelosia fraterna o sororale

0

0.00

3

11.11

Si strappa ciglia e/o capelli

0

0.00

2

7.41

    Chi Quadrato (solo sugli 8 sintomi comuni): 4.898, con 7 gl,  p = 0.732 N.S.

   

 Non esiste una differenza significativa sulla presenza degli 8 sintomi  comuni. Dei restanti 5, due sono presenti solo nei maschi (dispettosità e depressione reattiva) e tre solo nelle femmine (pianto immotivato, gelosia, tricotillomania).

 

 Tabella 5: maschi: farmaci in corso prima dell'aggiunta dell'antidepressivo.

 

 Farmaco usato

Mg/die (*)

No. sogg.

%

S-adenosil-L-metionina

100

11

64.71

folati

7.5

11

64.71

carbamazepina

100-200

9

52.94

diazepam

1-2.5

8

47.06

piridossina

150

8

47.06

piritinolo

50-100

6

35.29

bromazepam

0.5-1.5

5

29.41

Vit. B1+B6+B12

125+125+mcg500

5

29.41

l-glutammina + pemolina

45+5 – 90+10

5

29.41

l-glutammina

125-250

3

17.65

delorazepam

0.5

2

11.76

polivitaminico (Berocca TM)

 

2

11.76

alfa-tocoferolo

50

2

11.76

piridossina alfachetoglutarato

300

2

11.76

5-idrossitriptofano

50-100

2

11.76

clobazam

10

1

5.88

acetil-carnitina

250

1

5.88

oxazepam

15

1

5.88

clonidina

0.05

1

5.88

naltrexone

50

1

5.88

tioridazina

10

1

5.88

biotina

50

1

5.88

 (*) in molti casi il farmaco era prescritto a giorni alterni, per cui il dosaggio

é stato indicato come se fosse stato prescritto a 1/2 cp o cps x giorno.

                                                                          

 

    Tabella 6: maschi: antidepressivo utilizzato .

 

Farmaco in mg/die

1a scelta

2a scelta

 

No. sogg.

%

No. sogg.

%

Viloxazina 25-100

13 (*)

76.48

 

 

Amitriptilina 10 + perfenazina 2

1

5.88

 

 

Amitriptilina 2-10

1

5.88

1

5.88

Fluoxetina 20

1 (*)

5.88

 

 

Clorimipramina 10

1

5.88

 

 

Nortriptilina 10

 

 

2

11.76

Totali

17

100.00

3

17.74

(*) 2 + 1 sostituzioni dell'antidepressivo.

 

 

 Tabella 7: femmine: farmaci utilizzati subito prima della prescrizione

 dell'antidepressivo.

 

 Farmaco usato

Mg/die (*)

No. sogg.

%

diazepam

1-2.5

17

60.61

carbamazepina

50-200

17

60.61

S-adenosil-L-metionina

100

15

53.57

folati

7.5

15

53.57

l-glutammina

125-375

14

50.00

Vit. B1+B6+B12

125+125+mcg500

13

46.43

piritinolo

50-100

11

39.29

piridossina

150

11

39.29

pidolato di arginina

250

6

21.43

delorazepam

0.5

6

21.43

5-idrossitriptofano

25-100

6

21.43

biotina

50

4

14.29

l-glutammina + pemolina

45+5 – 90+10

4

14.29

glicina (in: Biotassina TM)

500

3

10.71

oxazepam

15

3

10.71

bromazepam

0.5-1.5

3

10.71

polivitaminico (Berocca TM)

 

3

10.71

acetil-carnitina

250

2

7.14

taurina

500

2

7.14

piridossina alfachetoglutarato

300

1

3.57

acido pantotenico

150

1

3.57

alfa-tocoferolo

50

1

3.57

baclofen

5

1

3.57

l-carnitina

500

1

3.57

 (*) in molti casi il farmaco era prescritto a giorni alterni, per cui il dosaggio

 e' stato indicato come se fosse stato prescritto a 1/2 cp o cps x giorno

         

 

 

 Tabella 8: femmine: antidepressivo utilizzato  

 

Farmaco in mg/die

1a scelta

2a scelta

 

No. sogg.

%

No. sogg.

%

Viloxazina 25-100

25 (*)

89.29

 

 

Amitriptilina 10 + perfenazina 2

 

 

1

3.57

Amitriptilina 2-10

2

7.14

 

 

Fluoxetina 20

 

 

1

3.57

Clorimipramina 10

 

 

1

3.57

imipramina

1

3.57

 

 

Totali

28

100.00

3

10.71

(*) 3 sostituzioni dell'antidepressivo.

 

 Tabella 9: Confronto tra i 28 farmaci (in totale) prescritti nella visita precedente

 quella in cui fu prescritto l'antidepressivo.

 

 

M

F

Totale farmaci usati

23

24

Totale farmaci prescritti

87

160

Media farmaci per soggetto

3.78

5.71

Farmaci comuni ai due sessi

19

19

Farmaci usati in un sesso solo

4

5

 

 

Discussione

 Questa  ricerca ha molti limiti. Essa e stata effettuata in soggetti Down  già in  terapia  con farmaci, secondo le linee di guida  descritte  (Cocchi,  1993), alcuni  dei  quali sicuramente antidepressivi (l-glutammina,  carbamazepina,  S-adenosil-l-metionina, 5-idrossitriptofano).

 La selezione che ne é derivata, di certo risulta più ristretta di quella che  si sarebbe potuto ottenere, se sintomi come disturbi del sonno, dell' alimentazione, e dell’alvo (es. stitichezza), e altri ancora  non fossero stati  controllati  o  molto attenuati dalle terapie in corso.

 Se  si  escludono alcuni casi in cui l'antidepressivo é stato  utilizzato  per migliorare il controllo sfinterico notturno, per enuresi primaria o  secondaria, i sintomi ritrovati hanno espressione prevalentemente psichica e in qualche modo  apparentano già questa forma di depressione con quelle dell'adulto.

 Nonostante  ciò,  l'8.82  % di franche depressioni, sull'intera  serie di 510 soggetti Down  é  una percentuale  già  notevole.  A differenza di quanto asserito  per  i  ritardati mentali  in generale (Dosen, 1992), in questo gruppo di depressi Down si ha  una netta prevalenza femminile, ancora più notevole quando l'intera serie  presenta invece l'usuale prevalenza maschile pari a 150/100 circa. Questo dato  apparenta pertanto queste forme depressive con quelle che colpiscono i soggetti normali.

 Per quanto non sia facile un giudizio preciso, sembra comunque probabile che questo tipo  di  sintomi  depressivi  tenda ad anticipare  l'epoca  di  comparsa  nelle femmine,  e  anche questo, se confermato, costituirebbe un  aspetto  ritrovabile nell'epidemiologia dei soggetti normali.

 Non risultano differenze di genere nella distribuzione delle forme cromosomiche e lo stesso dicasi per la maggioranza dei sintomi presentati.

 Sull'origine  di questa depressione, e' probabile che una  componente  reattiva dovuta alla percezione dell'impatto sociale dell'handicap stesso costituisca  un fattore importante, ma non escluderei che la malattia stessa, a causa  del  suo disturbo  metabolico  omeostatico (Cocchi, 1993) possa essere  una  concausa  di notevole forza.

 Per   quanto  riguarda  i  sintomi  presi  in  considerazione,  la   tristezza, l'irritabilità, l'autosvalutazione, l'aggressività o l'autoaggressività  sono già menzionati da Dosen, 1992 come propri dei bambini con un disturbo affettivo maggiore  (DSM-III,  R:  296.22; 296.23). Anche gli  altri  sintomi  sono  stati considerati depressivi da vari autori (Matson, 1983; McGee e Menolascino, 1990).

 Per esistendo in letteratura il riferimento alla depressione nel soggetto  Down (Szymanski  e  Biederman, 1984; Warren, Holroyd e Folstein, 1989)  crediamo  che questa  sia  la prima casistica sufficientemente estesa, riferibile  a  soggetti viventi  i famiglia e per di più derivata dall'esperienza clinica di  un  unico specialista.

 Per la scelta dei farmaci, la prevalenza data alla viloxazina é dovuta a  due caratteristiche di questa sostanza: la sua azione prevalentemente noradrenergica e  la sua capacità di non abbassare la soglia epilettica (Cocchi  e  Occhialini 1981  e  1982). Il fatto che solo 6 casi su 45 abbiano avuto  la  necessità  di ricorso ad una antidepressivo più potente, di solito un triciclico, può essere una  giustificazione  della bontà della scelta.  Come mia abitudine, i dosaggi sono sempre bassi, ma resi più efficaci dalla sinergia derivata dall’uso di più farmaci.

 

Conclusioni

 La ricerca effettuata sulle cartelle cliniche di 510 soggetti Down, tutti visti dal  medesimo specialista, provenienti da tutte le parti d’Italia e  costituenti una  serie consecutiva, non selezionata, ha permesso di individuare 45  soggetti in cui ai farmaci in corso di e’ dovuto aggiungere un antidepressivo  specifico, per controllare sintomi depressivi non presenti in precedenza, e non  modificati dalle farmacoterapie in corso.

 Il  tipo di depressione individuato  ha espressione per lo più psichica,  e  somiglia molto a quella degli individui normali di pari età, con una maggiore prevalenza nel il sesso  femminile, in cui sembra anche mostrarsi un  esordio  in  età  più giovane.

 

Bibliografia

Cocchi  R.:  Drug  therapy in Down syndrome. A theoretical  context.  It.  J. Intellect. Impair. 1993, 6: 143-154.

Cocchi  R.,  Occhialini  O.:  La  viloxazina  come  farmaco  di  scelta   nella depressione  degli epilettici e dei cerebropatici: 13 osservazioni. Rass.  Studi Psichiat. 1981, 70, 1-9 (numerazione estratto).  

Cocchi  R., Occhialini O.: La viloxazina nei bambini cerebropatici con o  senza epilessia.  Rapporto  su  8 casi. In:  Antidepressivi  atipici.  Alternative  ai triciclici nella terapia della depressione. Flaccovio, Palermo 1982: 203-206.

Fleisher M.H., Weiler M.A.: The prevalence  and specific aspects  of depression in retarded individuals. In: Dosen A., Menolascino F.J.: Depression in  mentally retarded children and adults. Logon, Leiden, 1990: 51-61.  

Dosen  A.: Depression in mentally retarded children and adults. In:  Dosen  A., Menolascino  F.J.: Depression in mentally retarded children and  adults.  Logon, Leiden, 1990: 113-127.

Matson J.L.: Depression in the mentally retarded: A review.  Educ. Train. Ment. Retard. 1982, 17: 159-163.

Matson J.L.: Depression in the mentally retarded: Toward a conceptual  analysis of diagnosis. In: Hersen M., Eisler R., Miller P. (eds): Progress in  behavioral modification. Academic Press, New York, 1983.

McGee  J.J., Menolascino F.J.: Depression in persons with  mental  retardation: towards  an existential analysis. In: Dosen A., Menolascino F.J.: Depression  in mentally retarded children and adults. Logon, Leiden, 1990: 95-111.

Menolascino  F.J.: Mental retardation and the risk, nature and type  of  mental illness.  In:  Dosen  A.,  Menolascino F.J.:  Depression  in  mentally  retarded children and adults. Logon, Leiden, 1990: 11-34.

Schloss  P.J.:  Verbal  interaction patterns  of  depressed  and  non-depressed institutionalized mentally retarded adults Appl. Res. Ment. Retard. 1982, 3:  1-12.

Szymanski  L.S., Biederman J.: Depression and anorexia nervosa of persons  with Down syndrome. Am. J. Ment. Defic. 1984, 89: 246-251.

Warren A.C., Holroyd S., Folstein F.: Maior depression in Down syndrome. Br. J. Psychiat.  1989, 155: 202-205.

Wells C.E., Duncan G.W.: Neurology for psychiatrists. Davis, Philadelphia 1980.

 

Pubblicato su Riv. It. Disturbo intellet. 1994, 7: 93-100.

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Mercalli 10,
42100 Reggio Emilia (Italy)
renatococchi@libero.it

 

Testo in inglese


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