VALUTAZIONE DELL'EQUILIBRIO NEL BAMBINO DOWN.

INDAGINE EPIDEMIOLOGICA E CLINICA SU 383 SOGGETTI.

 

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

 Riassunto.

Su 510 soggetti Down, 383 (219 M e 164 F; normale distribuzione delle anomalie cromosomiche; età media alla prima visita 83.53 +/- 71.23 mesi con ambito 6-506 mesi). hanno anche avuto una valutazione dell'equilibrio alla prima visita o 5-7 mesi dopo l'acquisizione della deambulazione autonoma. L'indagine ha mostrato che i disturbi sono più frequenti nei maschi, che l'equilibrio migliora con l'età e, in parte, anche grazie alle terapie riabilitative, ma questo non avviene in tutti i soggetti. In questo campione 19 soggetti (circa il 5 %), visti per la prima volta dopo i 15 anni avevano ancora deficit quali il scendere le scale, la goffaggine della corsa, e il non uso della bicicletta, senza ruote di appoggio.

Parole chiave: Sindrome di Down, equilibrio, prevalenza sessuale, età, terapie riabilitative.

 

Testo in inglese

Sindrome di Down

Ritardo mentale

Sintomi di stress

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In una nota preliminare sui disturbi dell'equilibrio nel bambino  Down (Cocchi, 1991) si  era tracciato un quadro di riferimento neurofisiologico, neuropatologico, clinico e riabilitativo entro cui situare questi disturbi e le loro  possibilità di trattamento.  Era  stata  indicata, in quel momento, la disfunzionalità  di  aree vestibolari, mesencefalo-pontine e cerebellari come possibili responsabili della presenza dei deficit di equilibrio, che almeno  per via riabilitativa, erano stati asseriti come trattabili (Felicioli e Moretti, 1984) .   

 Per conto mio, i problemi  di controllo dell'equilibrio nel bambino Down  non  sono  mai stati  separati  in maniera specifica dall'insieme delle attitudini  motorie  di questi soggetti.  Nell'ambito di una motricità impacciata e goffa, senza lesione motoria, ma abbastanza simile a quella dei bambini con ritardo mentale di altra origine, gli aspetti del  controllo  dell'equilibrio dei Down  sembrano  presentare  caratteristiche peculiari e meritevoli di una indagine più precisa. (Cocchi, 1991).

Solo ora, con in archivio elettronico un campione di 510 soggetti (limite di un vecchio data-base) e avendo indagato questo sintomo durante la prima visita, se il bambino aveva già raggiunto la deambulazione autonoma, o dopo almeno 6 mesi, se l'aveva raggiunta successivamente in corso di terapia con farmaci, ho deciso di affrontare innanzitutto questo aspetto da un punto di vista epidemiologico e clinico.

.

Materiali e metodi

La ricerca e' stata condotta su 510 schede cliniche che si riferiscono ad una serie consecutiva, ma selezionata per escludere la presenza di psicosi, di soggetti Down viventi in famiglia e visti dall'autore, in ambulatorio.

Durante la prima visita, o una visita successiva, è stata controllata la situazione delll'equilibrio, partendo, appunto dal raggiungimento della deambulazione autonoma.

Sono state eliminate le schede appartenenti a soggetti Down autistici o psicotici, in quanto si era visto che la sovrapposizione di una seconda patologia tanto impegnativa poteva incidere su ogni sintomo o comportamento.

Dalle schede rimanenti sono stati trascritti:

- sesso;

- diagnosi cromosomica;

- età alla prima visita;

- età di comparsa della deambulazione autonoma, se precedente alla prima visita, o entro 6 mesi dalla assunzione dei farmaci;

- età di comparsa della deambulazione autonoma dopo almeno 6 mesi di assunzione della farmacoterapia;

- gradazione dell'equilibrio come aspetti prevalenti. Può anticipare un sintomo della condizione successiva, di solito l'andare in bicicletta senza appoggi) o residuare un sintomo della condizione precedente (paura di stare sulla base della bilancia per pesarsi).

(++++) deambulazione autonoma un po' incerta; base di sostentamento allargata; sale e scende le scale a passo semplice con appoggio dell'adulto o del corrimano; non corre, non salta, va in panico se messo in piedi sulla base della bilancia per misurare il peso;

(+++) deambulazione autonoma sicura; base di sostentamento un poco allargata; sale a passo doppio e scende le scale a passo semplice, senza appoggio; corsa goffa; non sa saltare; va in panico se messo in piedi sulla base della bilancia per misurare il peso;

(++) corsa normale o appena un po' goffa, con pendolarismo degli arti superiori; sale e scende le scale a passo doppio; salta da almeno due scalini; va in bicicletta con ruotine di appoggio, non ha problemi a salire sulla base della bilancia;

(+) come (++) ma in più va in bicicletta senza ruotine di appoggio. Disturbo dell'equilibrio quasi assente.

I dati ottenuti sono stati elaborati statisticamente per sesso, anomalia cromosomica, acquisizione della deambulazione autonoma e fasce d'età e valutati, quando possibile, con il test del Chi Quadrato.

Risultati.

I dati dei soggetti cui appartengono le cartelle sono stati riportati nelle tabelle che seguono.

 

Tav. 1. Dati epidemiologici della serie completa.

.

No. soggetti

510

100.00%

Maschi

292

57.25%

Femmine

218

42.57%

Rapporto M/F

 

 133.94%

 

Diagnosi cromosomica

 

 

Trisomia 21 libera

461

90.39%

Mosaicismi

16

3.14%

Traslocazioni

16

3.14%

Solo diagnosi clinica

17

3.33%

 

Eta' media alla 1° visita (in mesi)

  

Ambito

6-510 

Media +/- DS

71.37 +/- 69.71 

 

Come si può vedere dalla tabella 1 il rapporto M/F si discosta ben poco da quanto noto per bambini italiani Down nati vivi. Anche la distribuzione delle diagnosi cromosomiche rientra nell'ambito della variabilità per campioni italiani e internazionali.

Per queste ragioni si deve ritenere il campione qui indagato come rappresentativo almeno della popolazione Down italiana.

 

Tav. 2. Distribuzione per sesso, per diagnosi cromosomica e età nei soggetti in cui é stato valutato l'equilibrio (i non indagati sono i soggetti quasi tutti soggetti visti una sola volta, prima o appena raggiunta la deambulazione autonoma), per cui non erano valutabili.

.

No. soggetti dell'intero campione

510

100.00 %

 

Non indagati

127

24.90 %

Con valutazione dell'equilibrio

383

76.10 %

 

Valutazione dell'equilibrio

383

100.00 %

Maschi

219

57.18 %

Femmine

164

42.82 %

Rapporto M/F

133.54

 

Diagnosi cromosomiche

 

Trisomia 21 libera

347

90.60 %

Traslocazioni

12

3.13 %

Mosaicismi

10

2.61 %

Solo diagnosi clinica

14

3.66 %

 

Età alla prima visita.

 

Media +/- DS (mesi)

83.53 +/- 71.23

Ambito (mesi)

6 - 506

 

Il sintomo e' stato valutato nel 76.10 % dei soggetti con la usuale prevalenza maschile pressoché sovrapponibile a quanto riscontrato alla nascita per bambini italiani da Camera e Mastroiacovo, 1984.

La distribuzione delle anomalie cromosomiche non si discosta da quanto noto per popolazioni Down italiane e internazionali.

L'età media alla prima visita è più alta di quella del campione complessivo, per la non valutazione del sintomo in soggetti quasi tutti visti una sola volta, prima o appena raggiunta la deambulazione autonoma (24.90 %).

 

Tav. 3. Distribuzione per sesso del sintomo "disturbo dell'equilibrio" in funzione della sua gravità.

Gradazione del sintomo

No. di soggetti

%

 

Disturbo marcato (++++)

 

Maschi

49

12.79

Femmine

43

12.23

 

Disturbo moderato (+++)

 

Maschi

110

28.72

Femmine

96

25.07

 

Disturbo leggero (++)

 

Maschi

57

14.88

Femmine

25

6.53

 

Disturbo quasi assente (+)

 

Maschi

3

0.78

Femmine

0

0.00

 

Totali

383

100.00

Chi Quadrato M vs F = 9.120 con 3 gl e p = 0.036.

La distribuzione del sintomo a seconda del sesso é significativamente diversa, in particolare per quel che riguarda il disturbo leggero, in cui si nota una più che doppia prevalenza maschile.

 

Tav. 4. Distribuzione del disturbo dell'equilibrio per fasce d' età in mesi, in relazione alla deambulazione autonoma già acquisita alla prima visita, o anche acquisita entro 5 mesi dall'inizio della terapia con farmaci.

Totale soggetti

248 = 100.00 % con mediana = 65 mesi

 

Età, in mesi

Grado ++++

No. di Ss

%

Grado +++

No. di Ss

%

Grado ++ No di Ss

%

Grado + No. di Ss

%

 

13-24 ( 153 Ss)

134

54.03

15

6.05

4

1.61

0

0.00

25-36 (82 Ss)

19

7.66

52

20.97

11

4.44

0

0.00

37-48 (9 Ss)

3

1.21

5

2.02

1

0.40

0

0.00

49-60 (4 Ss)

1

0.40

2

0.81

1

0.40

0

0.00

 

 

Tav. 5. Distribuzione del disturbo dell'equilibrio per fasce d' età in mesi, in relazione alla deambulazione autonoma acquisita non prima di 6 mesi dall'inizio della terapia con farmaci, e valutato dopo 6-7 mesi dall'inizio della deambulazione autonoma.

Totale soggetti

49 = 100.00 % con mediana = 24 mesi

 

Età, in mesi

Grado ++++

No. di Ss

%

Grado +++

No. di Ss

%

Grado ++ No. di Ss

%

Grado +

No. di Ss

%

 

13-24 ( 30 Ss)

19

38.77

9

18.36

2

4.08

0

0.00

25-36 (17 Ss)

13

26.53

4

8.16

0

0.00

0

0.00

37-48 (2 Ss)

1

2.04

1

2.04

0

0.00

0

0.00

49-60 (0 Ss)

0

0.00

0

0.00

0

0.00

0

0.00

 

La mediana dell'età alla prima visita, molto più elevata nei soggetti già deambulanti, o che lo sono diventati prima di 6 mesi dall'inizio della terapia con farmaci, potrebbe giustificare una più favorevole distribuzione della gradazione dell'equilibrio, che sicuramente è in rapporto con l'età e quindi con la durata di terapie riabilitative. Pertanto una comprensione dell'andamento dell'equilibrio più approssimata, può essere raggiunta valutandone la gradazione in rapporto (in parte corretto) con l'età alla prima visita.

 

Tav. 6. Distribuzione del disturbo dell'equilibrio per fasce d' età in mesi, valutato nei soggetti di età più bassa, almeno 5 mesi dopo l'acquisizione della deambulazione autonoma se l'età alla prima visita era precedente alla deambulazione autonoma, o la seguiva fino a 4 mesi (valutazione a 5 o più mesi dopo l'acquisizione della deambulazione autonoma). Soggetti non in trattamento con farmaci.

Totale soggetti

248 Ss = 100.00 %

 

Età, in mesi

Grado ++++

No. di Ss

%

Grado +++

No. di Ss

%

Grado ++ No. di Ss

%

Grado +

No. di Ss

%

 

13-24 ( 9 Ss)

8

3.23

1

0.40

0

0.00

0

0.00

25-36 (48 Ss)

22

8.87

24

9.68

2

0.81

0

0.00

37-48 (27 Ss)

9

3.63

15

6.05

3

1.21

0

0.00

49-60 (36 Ss)

6

2.42

25

10.08

5

2.02

0

0.00

61-72 (21 Ss)

3

1.21

16

6.45

2

0.81

0

0.00

73-84 (14 Ss)

1

0.40

10

4.03

3

1.21

0

0.00

85-96 (9 Ss)

1

0.40

7

2.82

1

0.40

0

0.00

97-108 (10 Ss)

0

0.00

6

2.42

4

1.61

0

0.00

109-120 (!6 Ss)

2

0.81

8

3.23

6

2.42

0

0.00

121-132 (9 Ss)

0

0.00

5

2.02

4

1.61

0

0.00

133-144 (13 Ss)

1

0.40

5

2.02

7

2.82

0

0.00

145-156 (4 Ss)

0

0.00

1

0.40

3

1.21

0

0.00

157-168 (5 Ss)

0

0.00

3

1.21

2

0.81

0

0.00

169-180 (8 Ss)

0

0.00

4

1.61

3

1.21

1

0.40

181-240 (12 Ss)

0

0.00

10

4.03

2

0.81

0

0.00

241-360 (7 Ss)

0

0.00

3

1.21

4

1.61

0

0.00

Totali

53

21.37

143

57.67

51

20.56

1

0.40

 

Grafico 1.





Come si può vedere dal grafico 1, la condizione più precaria di equilibrio é quella dei primi anni di vita, da 1-2 a 5-6, (> 2%) il che difficilmente potrebbe essere considerato vicino al normale sviluppo motorio.

 

Grafico 2.

 

 

Una condizione più favorevole, ma sempre deficitaria, e' stata ritrovata dagli anni 2-3 fino agli anni 10-11 (> 2%). E' già evidente un ritardo nell'acquisizione dell'equilibrio. Purtroppo anche 13 persone con più di 15 anni (181-360 mesi) sono state ritrovate in questa fase.

 

Grafico 3



 C'é un aumento della condizione di equilibrio meno sfavorevole (> 2%) a partire dagli anni 9-10, ma, almeno per questo campione, il fatto non é lineare. Tra i 12-15 anni meno del 2 % ha raggiunto questa buona situazione. Anche questa fase é stata ritrovata in 6 persone con più di 15 anni (181-360 mesi)

 

Tav. 7. Distribuzione del disturbo dell'equilibrio per fasce d' età in mesi fino a 60 mesi, valutato a 6-7 mesi dopo l'acquisizione della deambulazione autonoma in soggetti in trattamento con farmaci. Quindi: età in mesi della deambulazione autonoma + 6 mesi.

Totale soggetti

49 = 100.00 %

 

Età, in mesi

Grado ++++

No. di Ss

%

Grado +++

No. di Ss

%

Grado ++ No. di Ss

%

Grado +

No. di Ss

%

 

13-24 ( 3 Ss)

2

4.08

1

2.04

0

0.00

0

0.00

25-36 (38 Ss)

26

57.14

12

24.49

0

0.00

0

0.00

37-48 (7 Ss)

4

8.16

1

2.04

2

4.08

0

0.00

49-60 (1 Ss)

1

2.04

0

0.00

0

0.00

0

0.00

Totali

33

64.34

14

28.58

2

4.08

0

0.00

Manca la presenza di soggetti tra i 61 e 72 mesi, che, per questa età, si ritroveranno solo dopo la seconda valutazione a un anno di distanza dalla prima, in corso di trattamento con farmaci. Formeranno l'oggetto di una prossima indagine.

 

Discussione.

Non é facile trovare letteratura su indagini specifiche dei disturbi dell'equilibrio nei Down. Internet (Google) e Medline dal 1960 ad oggi non sono stati d'aiuto.

Felicioli e Moretti, 1984 ritrovarono,  su  una  casistica complessivamente  modesta,  una  percentuale  variabile dal 41.4  al  48.9 %  e ritennero che la percentuale minore, riferita a soggetti nati un quinquennio più tardi,  fosse  già  il  frutto  di un più  esteso  e  più  precoce  intervento  di riabilitazione   (neuro)psicomotoria.  Ne dedussero che il disturbo non  era stabilizzato, ma "malleabile", fatto che ci trovò completamente d'accordo.

In una mia casistica di 16 soggetti Down affetti da mosaicismo, la motricità fu considerata normale in 10 di essi (Cocchi, 1996).

Credo però che questa sia la prima casistica estesa, valutata sia in funzione dell'età cronologica alla prima visita, sia in funzione dell'età di acquisizione della deambulazione autonoma.

A parte una significativa maggiore presenza complessiva dei disturbi dell'equilibrio nei maschi, anche la ricerca qui condotta, può essere discutibile, perché la valutazione alla prima visita implica anche una più estesa esperienza spontanea e un maggiore periodo di riabilitazione neuro-psicomotoria per i soggetti di età più elevata.

Nonostante ciò, dopo i 10 anni ci sono ancora 57 su 248 soggetti (circa il 23%) con disturbi sensibili dell'equilibrio. Questi soggetti hanno fatto poca riabilitazione, o il disturbo non é poi "malleabile" al 100% ?

Inoltre, l'età, di per se stessa, costituisce comunque un grande esercizio o esiste anche una eccessiva paura della perdita di equilibrio, cosa che impedirebbe in molti soggetti il raggiungimento di una condizione pressoché ottimale?

A questa domanda abbiamo tentato, a suo tempo, di dare una risposta, in riferimento all'acquisizione dell'uso della bicicletta.

Su 101 soggetti Down di 10 o più anni l'indagine mostrò che 1. circa il 54 % del campione non andava in bicicletta; 2. tra quelli che ci andavano, circa il 40 % usava ancora le ruotine di sostegno.

L'andare in bicicletta sembrò già allora un'impresa difficile per molti soggetti Down e l'imparare a farlo non corrispondeva del tutto allo sviluppo psicomotorio raggiunto. (Cocchi e Favuto, 1994).

Non é chiaro nemmeno ora se si possa parlare di una paura senza ragione, o se in realtà ci sia un disturbo dei segnali derivanti dai vari recettori implicati nel e /o della loro elaborazione.

 

Conclusione.

L'indagine sui disturbi dell'equilibrio in 383 soggetti Down ha mostrato che esso ha una prevalenza maschile, che migliora con l'età e, in parte, anche grazie alle terapie riabilitative, ma questo non avviene in tutti i soggetti. In questo campione 19 soggetti (circa il 5 %), visti per la prima volta dopo i 15 anni avevano ancora dei deficit in questo campo, quali il scendere le scale, la goffaggine della corsa, e il non uso della bicicletta, senza ruote di appoggio.

 

 

Bibliografia.

Camera G., Mastroiacovo P.: Epidemiologia della sindrome di Down. In. Ce.Pi.M. (ed): Aspetti epidemiologici, genetici, clinici, riabilitativi e sociali della sindrome di Down. Ce.Pi.M., Genova 1984: 225-230

Cocchi R. Forme a mosaico nella sindrome di Down: Indagine su 16 casi. Riv. It. Disturbo Intellet. 1996, 9: 107-116.

Cocchi R.:

Difficolta' di controllo dell' equilibrio nel bambino Down (nota  preliminare). Riv. It. Disturbo Intellet. 1991, 4: 267-270. <www.stress-cocchi.net/Down30-it.htm>.

Cocchi R., Favuto M. Studio sull'uso della bicicletta nei Down di 10 o più anni. Riv. It. Disturbo Intellet. 1994, 7: 193-196

Felicioli F., Moretti A.: Sviluppo motorio, comunicazionale linguistico ed evoluzioni dei livelli di apprendimento. In: Ce.Pi.M.: Aspetti epidemiologici,  genetici,  clinici,  riabilitativi  e sociali della Sindrome  di  Down.  Ce.Pi.M., Genova 1984: 307-342. 

 

Immesso in Internet nell'ottobre 2003. Copyright by Renato Cocchi 2003.

 

Corrispondenza: dr Renato Cocchi, via Mercalli 10

42100 Reggio Emilia.

renatococchi@libero.it

 

Testo in inglese

Sindrome di Down

Ritardo mentale

Sintomi di stress


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