PROTRUSIONE DELLA LINGUA
NEI DOWN. INDAGINE EPIDEMIOLOGICA SU 510 SOGGETTI.
Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico
Riassunto.
In una serie consecutiva di 510 Down,
selezionata con l'esclusione dei soggetti psicotici, 141 soggetti = 27.65 %,
hanno mostrato protrusione della lingua durante la prima visita. Questo gruppo
è composto da 73 M e 66 F, con rapporto M/F = 110.60; normale distribuzione
delle diagnosi cromosomiche; età media alla prima visita = 46.10 +/- 41.59
mesi.
Paragonati con 314 Ss con riportata
assenza di protrusione della lingua, con entrambi i gruppi suddivisi in fasce
dì età di un anno, fino a 20 anni, c'è un'alta correlazione inversa con l'età
(p <0.0009). Tuttavia è stato trovato un soggetto di 22 anni con ancora la
protrusione della lingua.
La protrusione della lingua nei Down é un
sintomo aspecifico, senza rapporti con il cromosoma 21. Probabilmente é un
sintomo di stress metabolico interno con irritabilità del nucleo del nervo
ipoglosso ed eccesso di stimolazione dei muscoli genioglosso e ioglosso, con
ripetizione del movimento di protrusione della lingua, senza apparente scopo.
Parole chiave: Sindrome di Down, lingua,
protrusione, epidemiologia, stress.
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La protrusione della lingua e' un sintomo
frequente nella sindrome di Down, ma non é esclusivo. Come sintomo può anche
essere indotto da farmaci, in corso di terapie antipsicotiche, ma anche antidepressive,
specialmente con l'uso di triciclici. Si ritrova inoltre nello scleredema,
nelle distonie oromandibolari, tra cui la sindrome di Meige. La protrusione
della lingua viene attuata per l'azione dei muscoli genioglosso e ioglosso.
Per quanto la protrusione della lingua in
soggetti con sindrome di Down sia un sintomo ben noto, non ho ritrovato
(ricerca su Google, e su Medline dal 1960, parole chiave: Down syndrome,
tongue, protrusion) alcuna indagine epidemiologica su di esso.
Dato che attrasse subito la mia attenzione
quando cominciai ad occuparmi di queste persone, sono andato a verificarne la
presenza nelle schede cliniche di 510 soggetti Down (Cocchi, 1993)
Materiali e metodi
La ricerca e' stata condotta su 510
schede cliniche che si riferiscono ad una serie consecutiva, ma selezionata per
escludere la presenza di psicosi, riferibile a soggetti Down viventi in
famiglia e visti dall'autore, in ambulatorio. Durante la prima visita è stata
abitualmente annotata la presenza di protrusione della lingua.
Sono state eliminate le schede
appartenenti a soggetti Down autistici o psicotici, in quanto si era visto che
la sovrapposizione di una seconda patologia tanto impegnativa poteva incidere
su ogni sintomo o comportamento.
Dalle schede rimanenti sono stati
trascritti:
- sesso; - diagnosi cromosomica; - età
alla prima visita; - presenza o assenza di protrusione della lingua.
I dati ottenuti sono stati elaborati
statisticamente per sesso, anomalia cromosomica e fasce d'eta' e valutati,
quando possibile, con il test del Chi Quadrato, e con il test di correlazione.
Risultati.
I dati tratti dalle 510 schede cliniche
sono stati riportati nelle tabelle che seguono e nel grafico 1.
Tab. 1: Dati epidemiologici della serie completa.
|
No. soggetti |
510 |
100.00% |
|
Maschi |
292 |
57.25% |
|
Femmine |
218 |
42.57% |
|
Rapporto M/F |
|
133.94% |
|
|
||
|
Diagnosi cromosomica |
|
|
|
Trisomia 21 libera |
461 |
90.39% |
|
Mosaicismi |
16 |
3.14% |
|
Traslocazioni |
16 |
3.14% |
|
Solo diagnosi clinica |
17 |
3.33% |
|
|
||
|
Eta' media alla 1° visita (in mesi) |
|
|
|
Ambito |
6-510 |
|
|
Media +/- DS |
71.37 +/- 69.71 |
|
Come si può vedere dalla tabella 1 il rapporto M/F
si discosta ben poco da quanto noto per bambini italiani Down nati vivi. Anche
la distribuzione delle diagnosi cromosomiche rientra nell'ambito della
variabilità per campioni italiani e internazionali.
Per queste ragioni si deve ritenere il campione
qui indagato come rappresentativo almeno della popolazione Down italiana.
Tab. 2. Distribuzione della prevalenza del
sintomo "protrusione della
lingua" .
|
. |
No. soggetti |
% |
|
Intero campione |
510 |
100.00 |
|
|
||
|
Non indagati (?) |
55 |
10.78 |
|
Evidente presenza del sintomo (+) |
136 |
26.86 |
|
Ridotta presenza del sintomo (+/-) |
5 |
0.78 |
|
Assenza del sintomo (-) |
314 |
61.57 |
La protrusione della lingua é stata riscontrata
nel 27.64 % di soggetti. E' molto improbabile che i soggetti non indagati
(10.78 %) appartenessero al gruppo con sintomo evidente.
Tab. 3: Dati epidemiologici del gruppo di
soggetti con protrusione della lingua.
|
|
No di soggetti |
% |
|
Presenza del sintomo |
141 |
100.00 |
|
Maschi |
74 |
52.48 |
|
Femmine |
67 |
47.52 |
|
Rapporto M/F |
110.45 |
|
|
|
||
|
Diagnosi cromosomiche |
|
|
|
Trisomia 21 libera |
130 |
92.21 |
|
Traslocazioni |
5 |
3.54 |
|
Mosaicismi |
5 |
3.54 |
|
Solo diagnosi clinica |
1 |
0.71 |
|
|
||
|
Età alla prima visita. |
|
|
|
Media +/- DS (mesi) |
46.10 +/- 41.59 |
|
|
Ambito (mesi) |
6-266 |
|
La usuale prevalenza maschile è mantenuta, anche
se nettamente inferiore a quanto riscontrato alla nascita per bambini italiani
da Camera e Mastroiacovo, 1984.
La distribuzione delle anomalie cromosomiche
non si discosta da quanto noto per popolazioni Down italiane e internazionali.
L'età media alla prima visita é molto più
bassa di quella dell'intero campione, e l'ambito di età é più ristretto. Da
notare che il sintomo è stato ritrovato anche in un soggetto con più di 22 anni
(266 mesi).
Tab. 4. Dati epidemiologici del gruppo di soggetti
senza protrusione della lingua.
|
. |
No. di soggetti |
% |
|
Assenza del sintomo |
314 |
100.00 |
|
Maschi |
192 |
61.15 |
|
Femmine |
122 |
38.85 |
|
Rapporto M/F |
157.38 |
|
|
|
||
|
Diagnosi cromosomiche |
|
|
|
Trisomia 21 libera |
282 |
89.81 |
|
Traslocazioni |
9 |
2.87 |
|
Mosaicismi |
8 |
2.55 |
|
Solo diagnosi clinica |
15 |
4.78 |
|
|
||
|
Età alla prima visita. |
|
|
|
Media +/- DS (mesi) |
84.82 +/- 78.72 |
|
|
Ambito (mesi) |
6-510 |
|
La tabella 4 presenta dati di sicuro interesse.
La prevalenza maschile é maggiore della usuale prevalenza e di quella del
campione totale. Se si distribuiscono percentualmente i 15 casi con solo
diagnosi clinica, la distribuzione delle anomalie cromosomiche parallela quanto
noto per campioni italiani e internazionali. L'età media alla prima visita é
quasi il doppio di quella dei soggetti che hanno protrusione della lingua, e lo
stesso vale per la Deviazione Standard. L'ambito di età ha il limite massimo
che si avvicina al doppio del limite massimo ritrovato nei soggetti con
protrusione della lingua.
Tab. 5: Dati epidemiologici del gruppo non
indagato per la protrusione della lingua
|
|
No. di soggetti |
% |
|
Sintomo non indagato |
55 |
100.00 |
|
Maschi |
31 |
56.36 |
|
Femmine |
24 |
43.94 |
|
Rapporto M/F |
129.17 |
|
|
|
||
|
Diagnosi cromosomiche |
|
|
|
Trisomia 21 libera |
48 |
87.28 |
|
Traslocazioni |
3 |
5.45 |
|
Mosaicismi |
3 |
5.45 |
|
Solo diagnosi clinica |
1 |
1.82 |
|
|
||
|
Età alla prima visita. |
|
|
|
Media +/- DS (mesi) |
68.78 +/- 60.98 |
|
|
Ambito (mesi) |
6 - 310 |
|
Il gruppo non indagato ha un ridotto
rapporto M/F più vicino alla normalità e all'intera serie di 510 casi, una
distribuzione delle anomalie cromosomiche che si scosta dalla distribuzione normale
per un modesto deficit delle trisomie 21 libere, e un modesto eccesso di
mosaicismi e di traslocazioni. L'età media alla prima visita é si avvicina a
quella del gruppo con assenza del sintomo. Il limite superiore di età è
intermedio tra quello dei soggetti con protrusione della lingua e quello dei
soggetti senza.
Tab.6: confronto tra percentuali per fasce
d'età, tra il gruppo con presenza di protrusione della lingua e quello con
sicura assenza.
|
Fascia d'età (mesi) |
Con protrusione della lingua |
% |
Senza protrusione della lingua |
% |
|
1-12 |
24 |
17.02 |
29 |
9.24 |
|
13-24 |
29 |
20.56 |
43 |
13.68 |
|
25-36 |
22 |
15.60 |
42 |
13.38 |
|
37-48 |
18 |
12.77 |
15 |
4.78 |
|
49-60 |
12 |
8.51 |
27 |
8.60 |
|
61-72 |
5 |
3.55 |
19 |
6.05 |
|
73-84 |
11 |
7.80 |
10 |
3.18 |
|
85-96 |
3 |
2.13 |
14 |
4.46 |
|
97-108 |
3 |
2.13 |
11 |
3.50 |
|
109-120 |
8 |
5.67 |
22 |
7.01 |
|
121-132 |
2 |
1.42 |
12 |
3.82 |
|
133-144 |
2 |
1.42 |
16 |
5.10 |
|
145-156 |
0 |
0.00 |
10 |
3.18 |
|
157-168 |
0 |
0.00 |
7 |
2.23 |
|
169-180 |
0 |
0.00 |
8 |
2.55 |
|
181-192 |
1 |
0.71 |
9 |
2.87 |
|
193-204 |
0 |
0.00 |
3 |
0.95 |
|
205-216 |
0 |
0.00 |
0 |
0.00 |
|
217-228 |
0 |
0.00 |
1 |
0.32 |
|
229-240 |
0 |
0.00 |
2 |
0.64 |
|
241+ |
1 |
0.71 |
14 |
4.46 |
|
Totali |
141 |
100.00 |
314 |
100.00 |
Chi Quadrato ( con 0 = 0.01
per necessità di calcolo) = 1387.199 con 20 gl e p < 0.0001
Il test di significatività statistica
suggerisce una altissima probabilità che I due gruppi appartengano a due popolazioni
diverse ma é possibile che la protrusione della lingua abbia un qualche
rapporto con l'età. La presenza del sintomo in un caso di età superiore ai 20
anni non disconferma tale possibilità.
Grafico 1

Correlazione : r = -0.856; t = -7.025 ; gl 18 e p
< 0.0009
Esiste in maniera statisticamente molto
significativa una correlazione inversa con l'età. La protrusione della lingua
ha una fortissima tendenza a scomparire con l'età.
Discussione.
Ripeto qui che, per quanto ho potuto
riscontrare, questo é la prima indagine epidemiologica sulla prevalenza della
protrusione della lingua in una coorte di 510 soggetti Down, visti
personalmente.
Primo risultato, già intravisto da altri, é
che la protrusione della lingua non é un sintomo comune nelle persone Down,
anzi lo si ritrova solo un po' più di una su quattro (27.65 %).
Ne consegue che il sintomo non può dipendere
direttamente dalla trisomia 21, altrimenti tutti ne sarebbero colpiti.
Come detto nell'introduzione, non é un
sintomo esclusivo della sindrome di Down, può essere anzi un effetto
collaterale di terapie con neurolettici e antidepressivi triciclici, oltre che
presente nelle distonie oromandibolari.
Per quanto riguarda il sottocampione di
soggetti con protrusione della lingua, si é trovata una riduzione della usuale
prevalenza maschile, che comunque viene mantenuta.
L'età media alla prima visita é molto più
bassa di quella dell'intero campione, e l'ambito di età é più ristretto.
Nel sottocampione senza protrusione della
lingua la prevalenza maschile diventa maggiore di quella dell'intero campione,
e l'età alla prima visita molto più alta, e l'ambito di età si allarga.
La messa a confronto dei due sottocampioni
ha potuto indicare una altissima probabilità statistica che essi appartengano a
due popolazione diverse. In altri termini i soggetti Down con protrusione della
lingua, almeno fintanto che questo sintomo è presente, non sono uguali a quelli
senza protrusione della lingua, anche se con distribuzione di diagnosi
cromosomica quasi certamente sovrapponibile.
L'analisi dell'andamento del sintomo,
evidentissimo fino a 20 anni nel grafico 1, ha mostrato una correlazione
inversa con l'età, statisticamente molto significativa. Il sintomo tende a
scomparire man mano che il bambino cresce. La presenza di un soggetto con più
di 22 anni ed ancora protrusione della lingua sta ad indicare che la
correlazione, per quanto strettissima, non é però assoluta, o almeno non lo é
fino all'età di questo soggetto.
Sull'origine di questo sintomo si possono
solo fare delle ipotesi. Dato che esso compare per l'azione dei muscoli
genioglosso e ioglosso, la cosa più probabile é che entrambi ricevano
stimolazioni involontarie dal nervo ipoglosso, XII nervo cranico bilaterale,
con funzione motoria esclusiva. Esso origina con una serie di radici che
fuoriescono dal bulbo, tra la piramide e il complesso olivare inferiore (Adams
e Victor, 1989).
La protrusione della lingua é uno dei primi
gesti appresi dal bambino di 3-4 settimane di vita, per imitazione (Abravanel e
Sigafoos, 1984). Questo prova che si tratta di una struttura neuromotoria
perfettamente sviluppata e già funzionale. Sembra da escludere che la
protrusione involontaria della lingua sia qualcosa che fa seguito a disturbi
monolaterali della via neuronale, o di uno o entrambi i muscoli genioglosso e
ioglosso. Esistono eventi simili, e il risultato é una paresi monolaterale con
asimmetria della protrusione, ed conseguente atrofia linguale.
La comparsa di protrusione linguale in corso
di terapie con neurolettici o antidepressivi orienta o per una fenomeno di
tossicità o di iperstimolazione, non escludendo l'uno e l'altro insieme. Nel
bambino Down è più probabile che si tratti di iperstimolazione del nucleo del
nervo ipoglosso, con ripetizione involontaria del movimento di protrusione
della lingua.
Per le mie esperienze sullo strabismo in
questi bambini (Cocchi, 1991) non mi sembra un'ipotesi campata in aria.
Conclusioni.
In una serie consecutiva di 510 Down,
selezionata con l'esclusione dei soggetti psicotici, 141 soggetti = 27.65 %,
hanno mostrato protrusione della lingua durante la prima visita.
Il sintomo ha un'alta correlazione inversa
con l'età. Tuttavia è stato trovato un soggetto di 22 anni ancora affetto da
esso.
La protrusione della lingua nei Down é un
sintomo aspecifico, senza rapporti con il cromosoma 21. Probabilmente é un
sintomo di stress metabolico interno con irritabilità del nucleo del nervo
ipoglosso ed eccesso di stimolazione dei muscoli genioglosso e ioglosso, con
ripetizione del movimento di protrusione della lingua, senza apparente scopo.
Bibliografia
Abravanel E, Sigafoos AD. Exploring the
presence of imitation during early infancy. Child Dev. 1984, 55:
381-392.
Adams
RG, Victor M. Principles of Neurology. McGraw-Hill, New York, 1989.
Camera G., Mastroiacovo P.: Epidemiologia
della sindrome di Down. In. Ce.Pi.M. (ed): Aspetti epidemiologici, genetici,
clinici, riabilitativi e sociali della sindrome di Down. Ce.Pi.M., Genova 1984:
225-230.
Cocchi R.: Drug therapy of squint in
Down syndrome subjects. Results according to the length of drug taking: Report
on 125 cases. Ital. J. Intellect. Impair. 1991, 4: 9-14.
<www.stress-cocchi.net/index-it.htm/Symptoms2-it.htm>.
Cocchi R. Forme a mosaico nella
sindrome di Down: indagine su 16 casi. Riv. It. Disturbo Intellet. 1996, 9:
107-116. <www.stress-cocchi.net/index-it.htm/Down23-it.htm>.
Immesso in Internet nell'aprile 2004.
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