PSICOSI NEL BAMBINO DOWN E NEL BAMBINO NORMALE. ANALOGIE E DIFFERENZE.
Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico
Riassunto.
Un gruppo di 40 bambini
Down psicotici (
Key words: Psicosi infantili,
sindrome di Down, stress, epidemiologia, sintomi.
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Scoggin e Patterson (1982) hanno
affermato che la presenza di relativamente tanti individui Down
può aiutarci nella comprensione di malattie che
colpiscano sia questi soggetti che gli individui normali.
Il fatto potrebbe essere vero anche per le psicosi
infantili, la cui incidenza, attorno al 10 % dei
bambini Down, è stata trovata simile in due ricerche condotte in due nazioni
differenti (Gath e Gumley,
1986; Cocchi, 1988).
Con questo breve lavoro mi propongo di
cominciare a paragonare, tra di loro, un gruppo di
bambini Down psicotici con un gruppo di bambini psicotici non Down.
Materiali e metodi
II gruppo di 40 bambini Down psicotici (39 trisomie 21 libere e 1 mosaicismo),
è stato estratto da una serie consecutiva e non selezionata di 389 soggetti
Down di età non superiore ai 15 anni, tutti allevati
in famiglia e tutti visitati personalmente dallo scrivente. Questo gruppo è già
stato descritto altrove (Cocchi, 1988).
Il gruppo di 20 bambini psicotici non Down rappresenta l'intera serie dei bambini psicotici, tutti
allevati in famiglia, e visitati dall'autore dal
Anche per essi è
stata scelta l'età massima di 15 anni alla prima visita, età che è considerata
come limite convenzionale dell'ambito di competenza pediatrica e neuropsichiatrica infantile.
Per entrambi i gruppi sono stati trascritti
i seguenti dati:
- sesso;
- età alla prima visita;
- presenza di prematurità
(meno di 38 settimane di vita fetale), o di basso peso alla nascita (meno di
- anamnesi di convulsioni, epilessia, e/o
elettroencefalogramma alterato;
- presenza di strabismo;
- presenza di bruxismo;
- presenza dei seguenti
sintomi: isolamento sociale, disturbi del linguaggio; stereotipie motorie;
ecolalia; ansia immotivata; affettività disturbata; necessità di costanza
ambientale; disturbi della sensibilità sensoriale; autoaggressività;
evitamento dello sguardo; rituali; altro.
Allucinazioni, delirio, perdita della
capacità di associazione o incoerenza non vennero mai
riscontrati, ne' alla prima visita, ne' ai successivi controlli.
Per entrambi i gruppi la
diagnosi è stata fatta, per quanto possibile, in accordo con il DSM-III.
I due gruppi sono stati paragonati fra di loro, per quel che riguarda ogni caratteristica
indagata e l'analisi statistica è stata fatta con il test del Chi Quadrato.
Risultati.
I risultati sono esposti nella
tabella 1 (caratteristiche epidemiologiehe e cllniche aspecifiche), nella
tabella 2 (diagnosi) e nella tabella 3 (sintomi psicotici).
Tabella 1: caratteristiche epidemiologiche e cllniche aspecifiche.
|
Parametro |
Gruppo Down |
% |
Gruppo non-Down |
% |
|
No. soggetti |
40 |
100.00 |
20 |
100.00 |
|
Maschi |
26 |
65.00 |
11 |
55.00 |
|
Femmine |
14 |
35.00 |
9 |
45.00 |
|
Rapporto M/F |
185.71 |
|
122.22 |
|
|
Età alla 1a visita (Media + DS in anni) |
7 + 3.5 |
|
7 + 3.7 |
|
|
Prematurità |
6 |
15.00 |
2 |
10.00 |
|
Basso peso alla nascita |
1 |
2.5 |
2 |
10.00 |
|
Prematurità + basso peso |
4 |
10.00 |
0 |
0.00 |
|
Prevalenza di strabismo |
15 |
37.5 |
5 |
20.00 |
|
Prevalenza di bruxismo |
29 |
72.50 |
13 |
65.00 |
|
Prevalenza di convulsioni,epilessia e/o EEG alterato |
5 |
12.50 |
5 |
25.00 |
Chi Quadrato = 9.7842 NS
Tabella 2; confronto tra le diagnosi in accordo con il
DSM-III.
|
Diagnosi |
Gruppo Down |
% |
Gruppo non-Down |
% |
|
Autismo infantile |
12 |
30.00 |
7 |
35.00 |
|
Disordine Diffuso dello Sviluppo |
5 |
12.50 |
6 |
30.00 |
|
Disordine Diffuso Atipico dello Sviluppo |
2 |
5.00 |
7 |
35.00 |
|
Non decidibile (*) |
21 |
52.00 |
0 |
0.00 |
(*) vedi discussione.
Tabella 3: sintomi psicotici rilevati.
|
Sintomo |
Gruppo Down |
% |
Gruppo non-Down |
% |
|
Isolamento sociale |
40 |
100.00 |
20 |
100.00 |
|
Disturbi del linguaggio esclusa: ecolalia(*) |
40 |
100.00 |
20 |
100.00 |
|
Stereotipie motorie |
40 |
100.00 |
20 |
100.00 |
|
Autoaggressività |
21 |
52.50 |
11 |
55.00 |
|
Affettività disturbata |
18 |
45.00 |
9 |
45.00 |
|
Evitamento dello sguardo |
18 |
45.00 |
12 |
60.00 |
|
Ecolalia |
17 |
42.50 |
8 |
40.00 |
|
Ansia immotivata |
16 |
40.00 |
12 |
60.00 |
|
Necessità di costanza ambientale |
14 |
35.00 |
9 |
45.00 |
|
Disturbi della sensibilità sensoriale |
11 |
27.50 |
14 |
70 |
|
rituali |
2 |
5.00 |
4 |
20.00 |
|
Aggressività |
0 |
0.00 |
7 |
35.00 |
(*) Un soggetto con linguaggio tipico
della psicopatia autistica di Asperger.
Chi Quadrato = 19,7432 per
11 gradi di libertà, p < 0.05.
Discussione.
Vari sono i punti che meritano un
approfondimento in questo confronto.
Mentre sono abbastanza certo
della rappresentatività del campione dei soggetti Down psicotici,
desunto da un'ampia casistica (Cocchi, 1988) non si può dire altrettanto del
campione dei bambini psicotici non-Down.
Almeno 2 sono le ragioni
che inducono a dubitare; la consistenza numerica inferiore e il rapporto
maschi/femmine assolutamente meno sbilanciato a favore dei maschi, in netto
contrasto con quanto è riportato nella letteratura, anche recente (Lotter, 1966; Brask, 1967; Lotter, 1967; Burd, Fisher e Kerbeshian, 1987).
E' pertanto possibile che la non
significatività statistica delle differenze delle caratteristiche
epidemiologiche e cllniche aspecifiche
sia un dato non generaiizzabile.
Non risulta
comunque che i sintomi psicotici differiscano a seconda del sesso, per cui, a
questo proposito, non ci dovrebbe essere il rischio di trarre conclusioni
errate, per errata selezione del campione.
Riferendoci ancora ai dati epidemiologici, è
da notare la diversa prevalenz di prematurità
e/o basso peso alla nascita, più alta nei soggetti Down,
anche non psicotici (Cocchi, 1987).
L'interesse verso l'indagine di questi
fattori di rischio, per tentare di spiegare una possibile causa organica,
precisa e identificabile, delle psicosi infantili, sta aumentando (DeMyer, Hingtgen e Jackson, 1981; Ritvo e Freeman, 1984; Lelord et al., 1986; Mason-Brothers
et al., 1987).
E' pensabile che la maggiore incidenza
questi fattori di rischio nei soggetti Down, accanto ad una incidenza
così alta di psicosi infantili sia un elemento da non sottovalutare.
La presenza di strabismo,
come segno di sofferenza cerebrale, è stata ritrovata maggiore nei soggetti
Down psicotici, mentre è pressoché uguale, nei due gruppi, Quella di bruxismo, è un segno di stress in atto (Morse, 1982; Cocchi
e Lamma, 1987; Lamma, 1987;
Lamma e Cocchi, 1988).
Per quanto riguarda le diagnosi in accordo con
il DSM-III, è capitato anche qui quello di cui si lamentano Burd,
Fisher e Kerbeshian (1987).
La diagnosi di Disordine Diffuso Atipico
dello Sviluppo, fatta perché l'inizio dei sintomi prima di 30 mesi impedisce di
utilizzare quella di Disordine Diffuso dello Sviluppo Infantile, che sarebbe altrimenti quella giusta, è un ripiego del tutto
insoddisfacente.
L'elevato numero di diagnosi " non
decidibili1', nel gruppo dei bambini Down psicotici, è dovuto
alla circostanza che i genitori di questi ultimi, a differenza dei genitori dei
bambini psicotici non-Down, non hanno saputo precisare l'inizio della comparsa
di sintomi psicotica.
E' probabile che le minori aspettative nei confronti di un figlio Down abbiano indotto
a credere, per un certo tempo, che alcuni sintomi particolari fossero propri
della sindrome di Down, e non segnali di sviluppo psicotico.
Si sarebbero potuti includere tutti questi
casi nella diagnosi di Disordine Diffuso Atipico dello Sviluppo, ma una tale
scelta sarebbe stata ancor più discutibile.
Infine, in
riferimento ai sintomi psicotici, se, in parte, essi sono sovrapponibili, ma la
diversa prevalenza dell'ansia immotivata, della necessità di costanza
ambientale, dei disturbi della sensibilità sensoriale, dei rituali, ma,
soprattutto, dell'aggressività è ciò che ha portato a una significatività
statistica. Si deve aggiungere che è stato aggregato alle stereotipie, lo
strappare la carta, ritrovato in 5 bambini psicotici non-Down e, se non mi sono
sbagliato, in nessuno dei Down. Potrebbe essere un
altro elemento differenziale.
Personalmente ho la convinzione che si
tratti di un sintomo più avvicinabile alle condotte aggressive che alle
stereotipie vere e proprie.
D'altra parte la presenza di
aggressività nei bambini non Down e la sua possibile assenza nei bambini
Down richiederebbe anch'essa una spiegazione, se confermata, e il dire che non
è nel carattere del bambino Down l'essere aggressivo, per quanto possa essere
vero, è tuttalpiù una constatazione, ma non una
spiegazione.
Conclusioni.
Il confronto tra bambini psicotici Down e non-Down è di certo una delle strategie investigative
per comprendere meglio l'origine e lo sviluppo morboso delle psicosi
nel1'infanzia.
La diversa prevalenza di sintomi come la
necessità di costanza ambientale, i disturbi della sensibilità sensoriale, i
rituali e l'aggressività, se confermati da altre ricerche, potrebbero già
essere d'aiuto, in una prospettiva di interpretazione neuropsicologica.
Bibliografia
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Brask B.H.; Thè need for hospital beds for
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Stampato in italiano in Riv. It. Disturbo Intellet. 1988, 1: 89-95.
Immesso in internet il 25 maggio 2005. Copyright
by Renato Cocchi, 2005.
Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno. 3
42100 Reggio Emilia
renatococchi@libero.it
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