ABITUDINI EVACUATIVE IN DOWN TRATTATI CON FARMACI:

UNA INDAGINE SU 209 SOGGETTI.

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico

 

Riassunto

Le cartelle cliniche di 209 soggetti Down trattati con farmaci, tutti visti dall'autore, sono state riesaminate per quel che riguarda le abitudini evacuative riscontrate al momento della prima visita e all'ultimo controllo disponibile.

Il campione e' cosi' distribuito: 118 M + 91 F; M/F = 129.67/100; anomalie cromosomiche: trisomia 21 libera = 89.48%; mosaicismi = 3.35% , traslocazioni = 2.39%, non nota = 4.78%. L'eta' media alla prima visita e' stata di 71.21 mesi; l' eta' media all'ultimo controllo di 130.16 mesi; la durata media della terapia con farmaci di 59.57 mesi.

Considerate come prevalenza, le abitudini evacuative sono cosi' variate tra l'inizio della terapia e l'ultimo controllo (.001): normali, dal 70.81% all'87.55%; stitichezza atonica, dal 13.40% al 3.83%; stitichezza spastica, dal 6.22% al 3.83%; diarrea dall' 1.91% allo 0.96%; celiachia, dallo 0.96% a 0.00%; forme miste, dal 6.70% al 3.83%.

Il miglioramento della funzione intestinale e’ stato considerato come mediato dalla riduzione delle malattie respiratorie, e quindi dalla riduzione dell’uso di antibiotici, dal miglioramento dell’attivita’ motoria, dall’accresciuta introduzione di fibre alimentari, per aumentato consumo di verdura e frutta, e dall’aumento della soglia emotiva, tutti effetti delle terapie con farmaci nei Down, verificati in precedenti ricerche.

Parole chiave: sindrome di Down, evacuazione, farmacoterapia, stress.

 

Testo in inglese

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Il modo in cui usualmente i soggetti Down svuotano l'intestino sembra non aver avuto alcun interesse da parte dei ricercatori. Si tratta di un fatto singolare dato che spesso apporta disturbi ricorrenti ai soggetti stessi e ai genitori. Forse la ragione di cio' e' la scarsa comprensione del rapporto tra modalita' evacuative e benessere generale.

Di per se stesso, come una persona svuota l'intestino in un particolare momento del suo ciclo biologico puo' informarci almeno sui meccanismi colinergici periferici. In altri termini, stitichezza atonica o spastica sono viste come stati opposti delle funzioni colinergiche intestinali, con funzionalita' ridotta o eccessiva.

Come in tutti gli altri soggetti affetti da ritardo mentale, queste persone mostrano piu' disturbi degli altri in molte funzioni vegetative. Avendo quasi sempre chiesto informazioni sulle abitudini evacuative dei Down, fin dalla prima visita, mi son trovato una grande quantita' di dati a questo proposito.

Dopo una prima indagine epidemiologica sulle abitudini evacuative di 492 Down rilevate alla prima visita, mi propongo ora di valutare come sono variate tali abitudini dopo terapia con farmaci.

Materiali e metodi

Sono state riesaminate le cartelle cliniche di una serie consecutiva non selezionata di 538 soggetti con sindrome di Down allevati in famiglia, tutti visti personalmente tra il gennaio 1979 e il gennaio 1997.

Da tale serie sono stati esclusi tutti soggetti affetti anche da autismo, perche' il sovrapporsi della patologia psicotica poteva aggiungere variabili il cui peso non ha ancora avuto una valutazione adeguata.

Di quel che restava sono state conservate le cartelle dei soggetti che hanno avuto almeno in controllo dopo aver iniziato una farmacoterapia.

Tra queste sono state conservate solo quelle in cui sia alla prima visita che al controllo erano state indagate le abitudini evacuative intestinali.

Dalle cartelle cosi' selezionate sono stati raccolti:

- sesso

- diagnosi cromosomica;

- eta' (in mesi) alla prima visita;

- eta' (in mesi) all'ultimo controllo;

- abitudini evacuative intestinali alla prima visita e all'ultimo controllo.

Su tali abitudini sono stati interrogati i genitori, o gli accompagnatori e/o lo stesso soggetto, se in grado di dare risposte precise. Questa informazione, quando presente, e' sempre stata raccolta in maniera molto particolareggiata, in quanto era ritenuta utile, ad esempio, per comprendere la prevalenza del tono parasimpatico viscerale.

Di per se stesso, come una persona svuota l'intestino in un particolare momento del suo ciclo biologico puo' informarci almeno sui meccanismi colinergici periferici. In altri termini, stitichezza atonica o spastica sono viste come stati opposti delle funzioni colinergiche intestinali, con funzionalita' ridotta o eccessiva.

Tra i farmaci prescritti, pur con scelta individualizzata, erano sempre presenti una benzodiazepina e la piridossina, spesso la glutammina, spesso la carbamzepina, abbastanza spesso i tetraidrofolati e la s-adenosil-l-metionina (Cocchi, 1993).

I dati cosi' raccolti sono stati valutati statisticamente con il test del Chi Quadrato.

Risultati

Solo 209 cartelle, di altrettanti soggetti Down, corrispondevano ai requisiti prefissati. I soggetti di riferimento avevano le caratteristiche epidemiologiche riportate nella tabella 1.

Tab. 1: Dati epidemiologici del campione.

No di Ss.

 

209

100.00%

di cui F

91

93.51%

M

118

56.46%

Rapporto M/F

129.67/100

 

Diagnosi cromosomica

 

 

Trisomia 21 libera

187

89.48%

Mosaicismi

7

3.35%

Traslocationi

5

2.39%

Solo diagnosi clinica

10

4.78%

Eta' alla prima visita: Ambito, in mesi

4-510

 

Media +/- DS

71.21+/-79.02

 

Eta' all'ultimo controllo: Ambito, in mesi

8-627

 

Media +/- DS

130.16 +/- 93.58

 

Durata di terapia con farmaci: Ambito, in mesi

 

 

Media +/- DS

59.57 +/- 45.98

 

La proporzione M/F e la distribuzione delle anomalie cromosomiche (dopo attribuzione proporzionale delle diagnosi soltanto cliniche) inducono a ritenere questo campione come rappresentativo della popolazione generale dei Down italiani. 

Tab. 2. Distribuzione delle abitudini evacuative intestinali prima e dopo terapia con farmaci.

 

Abitudine evacuativa

1a visita

%

Ultimo

controllo

%

Normale

80

38.28

168

80.38

Normale, con rara stitichezza atonica

23

11.00

11

5.26

Normale, con rara stitichezza spastica

15

7.18

6

2.87

Normale, con rara diarrea

23

11.00

6

2.87

Normale con rara stitichezza atonica o spastica

1

0.48

0

0.00

Normale con rara stitichezza atonica o diarrea

1

0.48

0

0.00

Normale con rara stitichezza spastica o diarrea

5

2.39

0

0.00

Stitichezza atonica

20

9.57

7

3.35

Stitichezza atonica molto serrata

4

1.91

0

0.00

Stitichezza serrata atonica o spastica

1

0.48

0

0.00

Stitichezza atonica o rara diarrea

2

0.96

0

0.00

Stitichezza atonica o spastica

6

2.87

0

0.00

Stitichezza atonica o spastica o rara diarrea

3

1.43

0

0.00

Stitichezza atonica, raramente spastica o rara diarrea

1

0.48

0

0.00

Stitichezza atonica, o raramente spastica

1

0.48

1

0.48

Stitichezza atonica o diarrea

1

0.48

0

0.00

Stitichezza spastica

11

5.26

8

3.83

Stitichezza molto spastica

1

0.48

0

0.00

Stitichezza spastica o rara diarrea

1

0.48

0

0.00

Stitichezza spastica o diarrea

1

0.48

0

0.00

Diarrea

4

1.91

2

0.96

Sindrome celiaca

2

0.96

0

0.00

Chi Quadrato = 102180.269 con 21 gl e p < .0009

Come si puo' vedere, si e' ottenuto un miglioramento significativo delle abitudini evacuative, con un notevole aumento delle condizioni di assoluta normalita', che e' passata dal 38% all'80%. 

  Tab. 3. Distribuzione delle abitudini evacuative intestinali prima e dopo terapia con farmaci, raggruppate per prevalenza.

 

Abitudine evacuativa prevalente

1a visita

%

Ultimo

controllo

%

Normale

148

70.81

183

87.55

Stitichezza atonica

28

13.40

8

3.83

Stitichezza spastica

13

6.2

8

3.83

Diarrea

4

1.91

2

0.96

Sindrome celiaca

2

0.96

0

0.0

Forme miste

14

6.70

8

3.83

Totali

209

100.00

209

100.0

Chi Quadrato = 20.306, con 5 gl e p = .001

Anche se raggruppate per prevalenza, e quindi in maniera piu' grossolana, le abitudini evacuative dopo farmacoterapia risultano ancora migliorate in maniera molto significativa.

Discussione.

Questa e' la seconda indagine, su questo stesso argomento, essendo la prima di carattere epidemiologico in generale (Cocchi, 1996). Per quanto fossi intenzionato a raccogliere informazioni sulle funzioni evacuative intestinali di tutti i soggetti Down venuti a visita o a controllo dopo un periodo di farmacoterapia, di fatto solo 209 soggetti costituiscono il campione indagato. Anche in questo caso comunque, i dati raccolti possono dare un quadro che aggiunge nuove informazioni su questo aspetto che spesso preoccupa i familiari.

Come gia' scritto in precedenza, la letteratura offre scarsi apporti a questo argomento.

Sulla malattia celiaca, di cui ho trovato un secondo caso diagnosticato come tale, Simila & Kekkonen, 1990 hanno trovato una prevalenza di 8 casi su 1000 nati vivi. In questo gruppo di Down trattati con farmaci e' successa una cosa molto curiosa, che per ora riferisco come tale. Nei due soggetti Down cosi' diagnosticati, e gia' a dieta, le caratteristiche cosiddette "celiache" dell'evacuazione sono scomparse, ed e' anche ripresa una alimentazione normale. Mi riprometto, in futuro, di ritornare su questo argomento, al quale ho gia' cominciato ad avvicinarmi facendo una rassegna critica delle teoria dell'eccesso di oppioidi, alla luce degli scritti di Reichelt in proposito (Cocchi, 1996). Ho il dubbio che nei due casi qui riferiti la celiachia fosse una diagnosi un po' forzata.

Considerando l'attuale campione come rappresentativo, e' stato riscontrato un miglioramento significativo dopo farmacoterapia sia se si considerano le abitudini evacuative valutate in maniera analitica (tab. 2) sia che la valutazione venga fatta su raggruppamenti per prevalenza (tab. 3).

Come detto in precedenza, per spiegare le abitudini evacuative nei Down non trattati con farmaci, dobbiamo osservare molti fattori, spesso comuni alla popolazione generale della medesima eta'.

Dobbiamo ricordare l'attivita' fisica ridotta, il rifiuto di mangiare verdura cotta o cruda, e frutta, la necessita' di terapie antibiotiche, le cosiddette reazioni psicosomatiche. Tutti questi fattori sono ritenuti piu' pronunciati nei Down, con universale consenso almeno per quel che si riferisce di solito alla ridotta attivita' fisica e al grande uso di antibiotici. Per quanto riguarda il rifiuto di mangiare verdura e frutta, come sintomo di stress denominato iponeofagia, ho fatto delle indagini sia in Down non trattati, che in Down trattati con farmaci antistress (Cocchi, 1994 & 1995).

La soglia emotiva piu' bassa, comune a tutti i ritardati mentali puo' essere la causa di un aumento delle reazioni psicosomatiche, anche intestinali. E' facile pensare che le modalita' evacuative riflettano anche le funzioni colinergiche intestinali, con bassa intensita' nella stitichezza atonica, e alta intensita' nella stitichezza spastica e nella diarrea non infettiva.

Il trattamento con farmaci agisce riducendo la facilita' alle malattie infettive (Cocchi, 1987), migliorando l'attivita' motoria (Cocchi, 1989; Cocchi e Favuto, 1993; 1995), migliorando la scelta alimentare con aumento delle fibre vegetali, per aumentato consumo di verdura cotta e cruda, e di frutta (Cocchi, 1995) e alzando la soglia emotiva per la costante presenza di una benzodiazepina nella prescrizione terapeutica (Cocchi, 1993).

E' interessante notare che all'inizio questo campione aveva gia' circa il 70% di abitudini evacuative prevalentemente normali. Nel campione piu' esteso della nostra ricerca precedente, che comprendeva anche tutti i soggetti indagati ora, tale percentuale si aggirava sul 50% (Cocchi, 1996)..

Il fatto sembra un contraddizione, ma credo che abbia invece una spiegazione precisa. La maggior parte dei genitori ritornati a controllo sono quelli che dopo 3-4 mesi di terapia, iniziata sempre a dosaggio piu' basso, hanno osservato dei miglioramenti, per cui sono stati motivati a continuare. In questa maniera potrebbero essersi selezionati dei soggetti rispondenti, e quindi piu' facilmente trattabili.

C'e' pero' una variabile che merita una indagine piu' approfondita, ed e' quella dell'influenza dell'eta' sulle abitudini evacuative dei Down. Per quanto essa fosse gia' stata condotta nella ricerca precedente (Cocchi, 1996), credo che un paragone tra la condizione dei soggetti trattati e quelli non trattati possa avvenire solo prendendo in considerazione soggetti non trattati di pari eta'.

Ho gia' programmato una ulteriore indagine avente tale obbiettivo.

Conclusione

L'indagine sulle abitudini evacuative di 209 soggetti Down trattati con farmaci per un periodo medio pari a quasi 6 anni ha fatto vedere una significativa variazione delle stesse, sia nella valutazione analitica che in quella per abitudine prevalente. La terapia farmacologica ha agito favorevolmente su vari fattori (facilita' alle malattie da raffreddamento, e necessita' di terapie antibiotiche; incompleto sviluppo della motricita'; riduzione della scelta alimentare; riduzione della soglia emotiva), tutti in grado di interferire negativamente con l’attivita’ evacuativa intestinale.

Bibliografia

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Cocchi R.: Food habits in drug treated Downs of 10 years or more. Ital. J. Intellect. Impair. 1995, 8: 147-161.

Cocchi R.: Toilet habits in Downs: A survey on 492 subjects. It. J. Intellect. Impair. 1996, 9: 13-25.

Cocchi R.: On gluten free and casein free diet in autism and the opioids' excess theory: Another perspective. It. J. Intellect. Impair. 1996, 9: 139-152.

Cocchi R., Favuto M.: Miglioramenti motori dopo 3-8 mesi di trattamento con farmaci, nei Down. Riv. Ital. Disturbo Intellet. 1993, 6: 251-258.

Cocchi R., Favuto M.: Study on bike riding in Downs aged 10 or more and treated by drug therapy. It. J. Intellect. Impair. 1995, 8: 31-36.

Smila S., Kekkonen J.: Coexistence of celiac disease and Down syndrome. Am. J. Ment. Retard. 1990, 95: 120-122.

 

Stampato in Riv. It. Disturbo Intellet. 1997, 10: 53-57.

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia (Italy)

renatococchi@libero.it

 

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