DEFICIT DI CONCENTRAZIONE E RITARDO ACCADEMICO

IN UNA STUDENTESSA UNIVERSITARIA

CON CARATTERISTICHE NEUROPSICHIATRICHE PARTICOLARI.

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico

(Altri 5 articoli su questo argomento)

Riassunto.

Una studentessa universitaria di 37 anni, con psicosi ciclica di tipo maniacale in terapia con litio, crisi distruttive e aggressive verso i familiari (EEG positivo per pregressa sofferenza cerebrale) e difficoltà di concentrazione da pensiero intrusivo, con imponente ritardo negli studi, ha avuto un terapia con litio più adeguata, ma antiepilettica, antidepressiva e antistress a basso dosaggio.

A parte il miglioramento generale e la nettissima riduzione degli episodi distruttivi e aggressivi, si é ridotto il pensiero intrusivo e é migliorata la concentrazione. In 17 mesi ha sostenuto 10 esami con voti migliori che in precedenza e si é laureata. Lo stress, prevalentemente di origine interna, sembra essere stato l'elemento comune che sosteneva questo groviglio di disturbi neuropsichiatrici.

Parole chiave: interruzione degli studi, concentrazione, memoria, stress, epilessia, psicosi ciclica, farmacoterapia.

 

Testo in inglese 

Disturbi dell'attenzione e della concentrazione

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Dopo aver riferito 7 casi di difficoltà negli studi con loro ripresa a seguito di terapia con farmaci (Cocchi 1994; Cocchi, 2003), e 4 casi di interruzione degli studi con evoluzione psicotica (Cocchi, 1995), una persona, messa in terapia ma poi persa di vista dopo il primo controllo, ha comunicato per telefono la notizia della laurea, a distanza di circa 20 mesi dalla prima visita.

Poiché si trattava di un soggetto con caratteristiche neuropsichiatriche particolari, ho voluto qui descriverlo perché permette un maggiore affinamento della casistica precedente nell'ambito delle reazioni di stress.

Il caso.

17 maggio 2001. F, di 37 anni alla prima visita. Studentessa di Farmacia, in un piccola università del Centro Italia. Assume litio da un po' di anni, come fa la sorella. Ha avuto un episodio maniacale. Ritiene che il litio l'aiuti a studiare. Si sente perseguitata. Diventa molto reattiva con episodi di aggressività verso le cose. Durante simili episodi, che si verificano di frequente, ha aggredito anche il fidanzato.

Tende a spendere denaro senza una vera ragione per far questo. Afferma di pensare troppo e di non controllare il flusso dei pensieri (pensiero intrusivo). Fa fatica a concentrarsi e a studiare. Ha interrotto l'università per quattro anni poi l'ha ripresa. Le mancano 10 esami alla laurea. In famiglia non credono che riesca a completare gli studi.

Soffre il caldo, é ipotesa, le piacciono i dolci, ha avuto un periodo di anoressia. Abitualmente dorme bene. Sono presenti spunti depressivi, anche reattivi alle difficoltà di studio. Al test "Qual'é il contrario di rosso?" risponde: Bianco. Ha comportamenti in contrario.

Ritiene di non aver avuto problemi embrionali o fatali, né al momento della nascita, che é stata a termine con parto spontaneo, e peso nella norma. A scuola andava meglio in italiano. Ricorda che verso i 4-5 anni tendeva ad isolarsi e non giocava con i coetanei.

Alla terapia in corso di carbolitio 450 mg al giorno, si aggiungono (a dosi giornaliere, per via orale): Carbamazepina 200 mg; amitriptilina 6 mg e oxazepam 15 mg.

19 ottobre 2001. Primo controllo. Nel periodo estivo é stata benino. Ha passato l'estate in famiglia, nell'Italia del Sud, ma é riuscita a litigare sia con la sorella che con la madre. Ha avuto meno crisi di aggressività verso oggetti e persone, però le crisi sono state più violente.

Il pensiero intrusivo è diminuito fin dal primo mese. La concentrazione é migliorata e ha sostenuto due esami pesanti, tra cui fisiologia, con buoni voti. La ripresa della capacità di studio e' stata palese a circa due mesi dalla terapia. Non l'aveva messa alla prova prima, perché in periodo di vacanze estive.

Dorme meglio. Ha delle fitte al capo che sembrano segnali di stress. Ha momenti di euforia in periodo premestruale. Soffre sempre il caldo e tende sempre all'ipotensione. Continua a mangiare dolci. Riesce a fare attività fisica. Chiesto un EEG perché si sospetta che le crisi di aggressività siano un equivalente epilettico.

Forse meno comportamenti in contrario. Dice che é come se in lei ci fossero due persone, una positiva e una negativa.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Carbolitio 600 mg, carbamazepina 400 mg (a seguito del referto EEG), amitriptilina 10 mg.

09 gennaio 2004 (informazioni telefoniche): Ha sempre fatto la terapia. Nell'ottobre scorso si é laureata con 90/110, a 39 anni e 8 mesi. In 17 mesi ha sostenuto 10 esami più la tesi di laurea, con votazioni superiori a quelle ottenute negli esami precedenti. Un professore universitario della facoltà, che la conosceva bene, si è meravigliato della brillante ripresa degli studi. Intende fare il lavoro per cui ha studiato.

Le crisi distruttive e aggressive sono diventate rarissime. Il tono dell'umore é molto migliorato. Sopporta meglio il caldo. La pressione arteriosa si é regolarizzata. Ora afferma che delle sue due personalità prevale quella positiva. Ha molto meno pensieri intrusivi, e, se compaiono, riesce a dirigere il pensiero su contenuti scelti da lei.

Dice che le idee persecutorie sono scomparse. Sta facendo la praticante in una farmacia comunale.

 

Discussione.

Gli aspetti particolari di questo caso sono almeno tre:

- una psicosi ciclica, prevalentemente maniacale, con un episodio franco in passato ed una tendenza all'euforia in periodo premestruale;

- un disturbo bioelettrico cerebrale da pregressa sofferenza cerebrale, con positività EEGrafica e crisi di aggressività considerabili come equivalenti epilettici.

- una dominanza emisferica cerebrale almeno instabile.

A ciò si deve aggiungere un deficit di concentrazione con difficoltà di studio, interruzione dell'università per 4 anni, e sua ripresa con le medesime difficoltà.

La psicosi ciclica era l'unica caratteristica trattata con farmaci (litio) al momento della prima visita. Quasi certamente c'é una familiarità in questa malattia, perché anche la sorella assume litio e il padre aveva variazioni cicliche di questo tipo. Le idee persecutorie non erano state ritenute meritevoli di trattamento specifico.

La positività EEGrafica del disturbo bioelettrico cerebrale é stata la conferma del sospetto che le crisi di aggressività trovassero in esso la propria base. La carbamazepina, anche antimaniacale, oltre che antiepilettico, ha permesso di ridurre molto la frequenza di questi episodi.

Il disturbo della dominanza emisferica é sostanziato dalla risposta Bianco (il contrario di Nero, usuale risposta dei depressi), dai comportamenti in contrario e dalla confessione delle doppia personalità, negativa e positiva. E' anche possibile che le idee persecutorie riflettano un prevalenza emotiva dell'emisfero destro.

Il disturbo della concentrazione sembra essere in stretto rapporto con il pensiero intrusivo, che blocca il passaggio della memoria a breve termine alla memoria di lavoro prima e a quella a lungo termine poi. Negli studenti la difficoltà di studiare diventa il suo sintomo evidente, mentre in altre persone con pensiero intrusivo, il disturbo ad esso collegato é la dimenticanza di cose recenti. Il meccanismo di impedimento della memoria é comunque il medesimo.

Il pensiero intrusivo é un disturbo della mobilità del pensiero, e può essere fluttuante, o focalizzato su una particolare tematica, spesso riguardante la propria salute o quella di una persona cara.

Le persone interrogate a questo proposito affermano di aver "la testa ingombra di pensieri" e che il loro cervello "é come un mulino che macina senza fermarsi". Alcune di esse sono certe che il cervello non smette di pensare anche durante il sonno.

E' difficile dare una spiegazione di questo fenomeno, ma é possibile che sia un meccanismo compensativo, con lo scopo di consumare un eccesso distrettuale di energia (dovuta a neurotrasmettitori eccitatori?).

Ricorda un fenomeno molto simile - la necessità di numerare oggetti senza scopo apparente -, anche se quest'ultima é riferibile, con ogni probabilità, ad un distretto cerebrale diverso.

L'elemento comune a questo insieme di fenomeni potrebbero essere le reazioni allo stress o agli stress, specie interni: psicosi ciclica, disturbo bioelettrico cerebrale, oscillazione della dominanza emisferica, sindrome premestruale, depressività di fondo. Non si devono escludere gli stress esterni che possono sommarsi ai primi.

Perché si producano reazioni di stress occorre superare la soglia individuale di tolleranza che ha basi costituzionali, ma é anche variabile nel tempo. Le persone anziane diventano più sensibili agli stress.

Questo indica che le terapie antistress dovranno essere sempre individualizzate e adattate dopo un primo periodo di saggio.

La terapia prescritta, che ha agito come antimaniacale (litio e carbamazepine), antepilettica (carbamazpina e oxazepam) antidepressiva (amitriptilina e oxazepam) antistress (oxazepam, amitriptilina e carbamazepina) da un lato ha ridotto le cause interne di stress e dall'altro ne ha innalzato la soglia di reazione.

A distanza di circa 20 mesi i risultati possono essere considerati rilevanti e meritevoli di essere conosciuti.

(Altri 4 articoli su questo argomento)

 

Bibliografia.

Cocchi R. Problems of attention and concentration leading to interruption of studying by high school and University students: A report of 4 cases. It. J. Intellect. Impair. 1994, 7: 29-38.

Cocchi R. Scientific college dropouts and the risk for psychotic outcome: Four male cases. It. J. Intellect. Impair. 1995:, 8: 37-43.

Cocchi R. The trouble of the concentration, and stop studying in three university students. Relief after antistress drug therapy. Posted on Internet on July 2003.<www.stress-cocchi.net/Droping3.htm>

 

Immesso in Internet nel gennaio 2004. Copyright by Renato Cocchi, 2004.

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia

renatococchi@libero.it

 

Testo in inglese 

Disturbi dell'attenzione e della concentrazione

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