UN ALTRO CASO DI DISTURBO DELL'ATTENZIONE
E DELLA CONCENTRAZIONE IN UN UOMO CON IN CORSO UN DOTTORATO DI RICERCA.
Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.
(Altri sei articoli sull'argomento).
Riassunto.
Viene riportata la storia clinica e
terapeutica di un uomo di 32 anni, con in corso un dottorato di ricerca.. Alla
prima visita erano presenti pensiero parassitario, mancanza di concentrazione,
una fragilità alle risposte di stress, e una depressione evidente, ma
sottovalutata. In 6 mesi e mezzo di terapia antistress e antidepressiva ha
ridotto il pensiero parassitario, ha ripreso la capacità concentrazione, non è
più depresso, è più socievole e ha migliorato positivamente dei tratti della
sua personalità.
Parole chiave: Pensiero intrusivo,
concentrazione, depressione, stress, personalità, uomo, farmacoterapia,
risultati.
Disturbi dell'attenzione e della concentrazione
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Tra i nuovi casi di disturbo dell'attenzione
e della concentrazione da me trattati, se ne è presentato uno diverso, perché
non più in ritardo o in blocco degli esami del corso di laurea. Si tratta di un
laureato che ha in corso un dottorato di ricerca. Il contato è avvenuto tramite
internet, e ho ritenuto di doverlo riferire, riportando anche la corrispondenza
per email.
Il caso.
Ottobre 2004, per email. Da ieri sono
riuscito a dare per la prima volta il nome ad un problema che mi assilla da
tempo. Mi chiamo N. ho 32 anni sono un dottorando dell'Università di C. Da
diversi anni ho grandissimi problemi nel mantenere l'attenzione per più di
qualche minuto, unito a molti altri problemi legati ad un pensiero estremamente
vagante. Tutto ciò mi ha creato un ritardo incredibile negli studi.
Ho letto per caso un articolo su un
giornale non scientifico, ho fatto una breve ricerca su internet e ho
incontrato il suo nome e alcune delle sue ricerche.
Mi piacerebbe capire se nel mio malessere
è possibile rintracciare i termini di una malattia, quindi curabile o è
soltanto un tratto caratteriale fatto di pigrizia e varie incapacità quindi
cosa da tenermi caramente.
La mia richiesta è: Qui a C. esiste
qualche suo collega che utilizza il suo stesso approccio a questi malesseri? Se
cosi dovesse essere potrebbe indirizzarmi? N.
Risposta per email: Le notizie che lei mi
da sono troppo poche, ma direi proprio che ha un disturbo dell'attenzione e
della concentrazione. Per quanto ne so in Italia sono ancora l'unico ad
occuparmi di questo problema, che ha sempre alcune caratteristiche
personalizzate. Nessun medico mi ha mai chiesto informazioni, meno che mai
dalla sua città.
I miei articoli su questo argomento in
internet sono 5, e l'ultimo riguarda uno studente della sua regione. RC
Ottobre 2004, altra risposta per email.
..... 1. Con persone che abitano
sotto Roma, tutto diventa più difficile, per cui tendo a scoraggiarli.
In media comunque (veda ultimo articolo,
in cui l'interessato era uno della sua regione, ma universitario nel nord)
almeno tre incontri sono necessari, di cui il secondo entro 1-2 mesi dalla
prima visita.
Non ho doti magiche. Faccio una ipotesi
di lavoro per la persona vista la prima volta, la correggo, se necessario, o la
integro, alla visita di controllo, e la verifico dopo 4-5 mesi dalla prima
visita. 2. Un EEG recente può essere utile, ma non indispensabile. ..... RC
Inizio dicembre 2004, prima visita. Maschio,
di 32 anni, ricercatore all'Università di C. Ha un disturbo dell'attenzione e della
concentrazione. Dice che il disturbo cominciò, o divenne evidente, al terzo
anno di università, dopo la morte del padre, circa 10 anni fa, manifestandosi
come difficoltà a dare esami. Ha impiegato 4 anni per preparare la tesi di
laurea.
Sintomi depressivi: Ha momenti in cui si sente avvilito. Al test: Qual'à
il contrario del colore Rosso? risponde Nero. Sta meglio di pomeriggio. E'
sempre stato un bambino riservato.
Problemi di dominanza emisferica: Ha pensiero parassitario. Ha un disturbo dell'attenzione
e della concentrazione. Tende a fare brutti sogni. Ha momenti in cui non riesce
a prendere decisioni. Non emergenza di pensieri cattivi nei confronti di
persone a cui vuole bene.
Sintomi di stress: Soffre il caldo. Goloso di dolci, e in particolare
di cioccolato. Normale gradimento per il brodo di carne o di dado. Mangia molta
carne. Non gradisce latte e derivati, mentre, in passato, consumava molto
latte. Non capelli grassi.
Dorme normalmente, perde saliva nel sonno,
non ha crampi muscolari notturni, si sveglia stanco. Raramente fa colazione. Ha
rare coliche e diarree. Non ha sensazioni di sbandamento, ma, forse, sensazioni
di svenimento.
Ha senso di oppressione mediastinica, e nodo
alla gola. Ha astenie improvvise, senza ragione. Ha rare dislalie, ma gli
sembra, a volte, di faticare a trovare la parola giusta. Se si emoziona, ha
iperidrosi palmare. Non ha bisogno di urinare spesso. In certi periodi ha
bisogno di bere molta acqua. Ha giornate di pallore con le occhiaie.
Altro: Riferisce di aver avuto un parto normale, che al primo anno di vita
piangeva senza ragione, non prendeva malattie da raffreddamento. A scuola,
andava meglio in Italiano
Terapia di prova (a dosi giornaliere per via
orale): Glutammina 250 mg; piridossina 75 mg; Carbamazepina 200 mg;
amitriptilina 10 mg + perfenazina 2 mg, oxazepam 15 mg successivamente
sostituito con bromazepam 0.5 mg.
Dicembre 2004, per email. Sono passate
due settimane dal nostro incontro e dall'inizio della cura, come mi ha detto
lei ho sostituito l'oxazepam (introvabile) con il bromazepam. la cura va bene,
tranne la prima settimana in cui ho avvertito un po' di sonnolenza poi nessun
altro fastidio. Comincio a vedere qualche piccolo cambiamento: una necessità di
ordine che prima, pur avendo, non riuscivo assolutamente a portare a termine;
in generale comincio a prestare maggiore attenzione, non dimentico le cose.
Per quanto riguarda l'argomento
studio-lettura, riesco ad avere un'autonomia di circa un'ora, un'ora e mezza,
periodo in cui sono perfettamente concentrato, tranne le normali distrazioni,
ma non più pensieri disturbanti. Superato questo momento "sbrocco" di
nuovo, quindi riesco a fare un reale confronto tra lo stato di malessere e la
condizione naturale. anche la necessità di dolci si è decisamente ridimensionata,
restando qualche piccolo attacco tardoserale e niente più. N.
Dicembre 2004, risposta per email. Bene!
Più o meno, i tempi per cominciare ad avvertire qualche cambiamento sono
questi, anche se ogni organismo fa poi quel che gli pare. Quando potremo fare
un controllo di tutti i sintomi, riusciremo a capire se c'è ancora qualche
produttore di stress interno non trattato. RC
Dicembre, 2005, per email. Ho fissato la
visita con la sua segretaria la fine di gennaio!
La cura va bene, anche se negli ultimi
giorni alcune cose sono un po' ritornate: la distrazione, certa ossessione per
il dolce, ma nel complesso le cose vanno bene! Una cosa evidente è il mio
novello senso dell'ordine, riesco a fare ordine attorno a me, cosa che prima mi
era impossibile. Del resto parleremo durante la visita. N.
Fine gennaio 2005, primo controllo dopo 56
giorni di farmacoterapia. Migliorata l'attenzione e la concentrazione. E' molto
più ordinato.
E' migliorato. Non più bolo esofageo, meno
astenie improvvise, forse meno iperidrosi palmare emotiva. Ha avuto minori
momenti di indecisione. Si è sentito meno avvilito, ma ora lo è un po' in
maniera reattiva, per il tanto lavoro tralasciato. Forse beve meno acqua. Ha
meno giornate di pallore con occhiaie.
Nei rapporti sociali sembra meno rigido.
Parla di più. Nessuno gli ha detto di trovarlo diverso.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere
per via orale): Glutammina 125 mg; Glicerofosforiletanolamina 250 mg:
Carbamazepina 300 mg; bromazepam 7.5 mg.
Febbraio 2005, per email. Questa volta
sento il bisogno di scrivere un po' prima perché ho notato dei piccoli
problemi.
1) ho degli strani buchi di memoria, cioè
mi capita di avere la sensazione che una tal parola sia completamente scomparsa
dalla mia mente, per qualche secondo c'è una sorta di buio; ciò accade con
parole semplici, di uso comune tipo "catenaccio" e simili. Mi si
inceppa la memoria e non riesco a ricordare la parola. il problema è che capita
spesso.
2) l'umore è pessimo, proprio nero nero!
Una specie di pesantezza d'animo. Il risveglio è lento, non mi va di uscire dal
letto, e sono gia di cattivo umore sin dalla mattina, con un seguito da
pensieri sgradevoli. Le altre cose vanno bene:-) Mi è diminuita la voglia di
dolce, ect ect N.
Maggio 2005, per email. A causa di un
impegno (cambio casa e vado a vivere da solo) sono costretto a prorogare la mia
venuta a B....penso ai primi di giugno.
Come mi aveva detto lei le scrivo un po'
come è andata la cura in questi mesi. La cura è la stessa che mi ha prescritto
a gennaio. Nella prima settimana ha registrato quello strano caso di
inceppamento delle parole, una specie di buco della memoria...poi lentamente
superato. Si ripresenta qualche volta, ma molto più raramente, e solitamente il
giorno in cui assumo il nuovo farmaco che alterno con la glutammina.
Per il resto tutto è andato bene, meno
confusione, un maggior grado di concentrazione, anche se negli ultimi tempi
sono stato di nuovo preda di attacchi di golosità per i dolci, e di aumentata
distrazione. Mi ritorna quell'impellente esigenza di alzarmi e fare altro. C'è
poi una cosa strana che mi è capitata durante questo lungo periodo, ed è una
sorta di assuefazione alla cura. Procedevo in modo automatico senza più stare
attento alla cura e alle sue azioni su di me. mi sono risvegliato soltanto
nelle ultime settimane.
Il problema del risveglio mattutino è
rimasto...La mattina appena sveglio mi sento come se risalissi da un fosso
profondo, faccio fatica a riprendere contatto con la realtà...chiaramente nei primi
minuti post risveglio. Il pomeriggio rimane sempre il momento migliore per le
attività.
N.
Metà giugno 2005, secondo controllo dopo
oltre 6 mesi di terapia.
Ha avuto un piccola regressione primaverile,
per cui la concentrazione si è ridotta a periodi di mezze ore. Poi si deve
alzare e muoversi. Complessivamente non va male. Per un certo periodo aveva
perso l'abitudine all'ordine. Il lavoro continua ad andare bene, e ha ridotto
il lavoro arretrato. In famiglia lo trovano migliorato e hanno considerato
positivamente la sua uscita di casa per vivere da solo. Dimostra una
personalità più decisa.
Si sente meno stanco. Ha il dubbio che la
Glicerofosforiletanolamina tenda a bloccare la memoria lessicale. Ridotta
ulteriormente l'iperidrosi emotiva. Non ha più avuto momenti di avvilimento. Ho
meno giornate di pallore con le occhiaie. Beve meno acqua. E' più facilitato
nei rapporti sociali. Varie persone lo hanno trovato diverso. Non gli cadono
più i capelli.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere
per via orale): Sospesa Glicerofosforiletanolamina; Glutammina 125 mg;
S-adenosil-l-metionina 100 mg: Carbamazepina 300 mg; Bromazepam 7.5 mg.
Discussione.
Il non aver più avuto la necessità di dare
esami, non ha slegato il rapporto tra disturbo dell'attenzione e della
concentrazione e impegno intellettivo. Sicuramente il fatto è stato vissuto in
maniera meno drammatica, anche se è stato chiaramente individuato e messo in
rapporto con le difficoltà che erano intervenute durante il corso di laurea.
Pur nell' ambito di una fragilità di risposte allo stress, l'aspetto depressivo
era prevalente (risposta di Nero al test "Qual'è il contrario del colore
Rosso?).
A parte il pensiero parassitario, i disturbi
della dominanza emisferica erano modesti. Forse l'indecisione, come sintomo del
continuo rovesciamento di giudizio. Appena scelta una cosa, l'altra diventa più
giusta e così via, con un meccanismo che deve essere forzato, altrimenti
diventa senza fine.
Il cambiamento di stagione, molto sentito in
questa primavera in tanti pazienti, ha portato ad un piccolo regresso sia sulla
capacità di concentrazione il cui tempo si è ridotto, sia sulla ritrovata
tendenza all'ordine. E' questo un sintomo molto strano e che necessita di un
ulteriore comprensione. Nel mio testo sulle depressioni infantili (Cocchi,1985)
l'avevo considerato un segnale di depressività. Ignoro se abbia lo stesso
valore anche nell'adulto.
Come effetto "collaterale" della
terapia in corso, c'è stato anche un miglioramento di tratti della personalità,
cosa riconosciuta da più di una persona. Anche qui ci sarebbero dei lunghi
discorsi da fare sul concetto attuale di personalità, forse inquinato da
spiegazioni psicologistiche. Non è il primo caso in cui questo avviene a
pazienti da me trattati con farmaci (Cocchi, 2004; Cocchi 2004; Cocchi 2005).
Bibliografia.
Cocchi R. Le depressioni infantili. In-
Cocchi R. Strutture e dinamiche psicopatologiche in età evolutiva. Montefeltro,
Urbino 1985: 163-183. <www.stress-cocchi.net/Depres2-it.htm>
Cocchi R. Problems of attention and
concentration leading to interruption of studying by high school and University
students: A report of 4 cases. It. J. Intellect. Impair. 1994, 7: 29-38.
Traduzione italiana in <www.stress-cocchi.net/Droping1-it.htm>
Cocchi R. Scientific college dropouts
and the risk for psychotic outcome: Four male cases. It. J. Intellect. Impair.
1995, 8: 37-43. Traduzione italiana in
<www.stress-cocchi.net/Droping2-it.htm>
Cocchi R. Disturbi della
concentrazione, e blocco dello studio in tre studenti universitari. Risoluzione
dopo terapia antistress. Luglio
2003.<www.stress-cocchi.net/Droping3-it.htm>
Cocchi R. Deficit di concentrazione e ritardo accademico in una
studentessa universitaria con caratteristiche neuropsichiatriche particolari.
Gennaio 2004.<www.stress-cocchi.net/Droping4-it.htm>.
Cocchi R. Un nuovo caso di blocco
dello studio da deficit di concentrazione in uno studente universitario.
risoluzione con terapia antistress. Luglio
2004.<www.stress-cocchi.net/Droping5-it.htm>
Cocchi R. Una depressione atipica con EEG
alterato (depressione epilettica?) e suo netto miglioramento con terapia
antiepilettica e antistress. 2004
<www.stress-cocchi.net/Depression6-it.htm>.
Cocchi R. Un secondo caso di depressione
atipica ricorrente con EEG alterato (depressione epilettica?) in un soggetto di
27 anni. 2004 <www.stress-cocchi.net/Depression7-it.htm>.
Cocchi R. Un terzo caso di depressione
atipica ricorrente con EEG alterato (probabile depressione epilettica) in una
ragazza di 22 anni alla prima visita. 2005 <www.stress-cocchi.net/Depression8-it.htm>.
Immesso in Internet nel giugno 2005. Copyright by Renato Cocchi, 2005.
Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via
Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia
renatococchi@aliceposta.it
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