GLUTAMMINA COME AMINO
ACIDO CHIAVE NELLA PROMOZIONE DELL'IMMUNITA' CELLULO-MEDIATA: 20 ANNI DI ESPERIENZA CLINICA.
Renato COCCHI, neurologo e psicologo
medico
Riassunto
Bambini normali e con sindrome di Down
con facilita' alle malattie infettive respiratorie hanno avuto un trattamento
favorevole con farmaci GABAergici. Le indagin hanno mostrato che lo stress
intacca la resistenza dell'ospite alle infezioni tramite cambiamenti della
immuno-competenza mediate per via neuroendocrina. Avvine la medesima cosa per
qualsiasi tipo di stress, anche stress metabolici interni dovuti ad una
anomalia cromosomica, come avviene nella sindrome di Down.
Data l'azione immunosoppressiva dello
stress tramite l'intacco delle vie GABAergiche e la conseguente iperincrezione
o iperattivita' cortisolica, e' stata spiegata la base razionale per combattere
tale facilita' con farmaco, uno dei quali e' la glutammina. Questa sostanza e'
anche implicata direttamente nella nucleogenesi di cellulle a rapida
proliferazione , e contribuisce ad una piu' grande produzione di globuli
bianchi.
Parole chiave: Glutammina,
immunità cellulo-mediata, Sindrome di Down, stress, malattie infettive
respiratorie, nucleogenesi,
farmacoterapia.
Fin dallo studio pionieristico nei
bambini depressi (Cocchi, 1981) normali e con sindrome di Down con facilita'
alle malattie infettive respiratorie (MIR) hanno avuto risultati favorevoli con
un trattamento di farmaci GABAergici (Cocchi, 1998a; 1998b). Quest'effetto
immuno-protettivo nei bambini Down si manifesta prima che si riduca la
facilita' alle MIR in funzione dell'eta' (Cocchi 1997, 1998a).
Forme gravissime di facilita' alle MIR
cessano nell'intervallo tra gli 8 e i 10 anni nei soggetti trattati, ma vero i
14-16 anni in quelli non trattati. Le forme gravi in soggetti non trattati sono
ancora il 10% dopo i 16 anni, mentre sono solo il 5% nei soggetti trattati con
farmaci.
Lo stress metabolico, nei soggetti Down,
puo' essere correlato con "l'effetto-dose" del terzo cromosoma 21
(Cocchi, 1994). Le ricerche hanno mostrato che lo stress riduce la resistenza
dell'ospite alle infezioni tramite modificazioni neuro-endocrine
dell'immuno-competenza (Boyce et al., 1995). Avviene sempre lo stesso per ogni
tipo di stress di origine interna, o esterna o interna ed esterna
contemporaneamente. Il blocco adrenergico, negli uomini, migliora anche le
risposte cellulari immunitarie, altrimenti depresse dal cosiddetto stress
mentale, un comprensibile tipo di stress interno. (Bachen et al.,1995).
Dato l'azione immuno-soppressiva dello
stress tramite lo squilibrio GABAergico (Horger e Roth, 1995) e la successiva
iperincrezione o iperattivita' cortisolica (Dhabhar et al., 1996; Haessig et
al., 1996; Dantzer, 1997; Friedman e Irwin, 1997), la giustificazione razionale
del trattamento per combattere con farmaci tale facilita' alle MIR puo' essere
spiegata come segue.
Il trattamento di base si serve di
farmaci GABAergici come la glutammina, precursore del GABA per la via
dell'acido glutammico (Laake et al., 1995; Shupliakov et al., 1997), la
piridossina come cofattore di tutte le decarbossilasi compresa
E una benzodiazepina a basso dosaggio
come sensibilizzatore del recettore GABAergico di tipo A e potente agente
antistress. (Bruni et al., 1980; Viukari, 1983; Schoch et al., 1985).
Nei bambini di 1-14 anni si puo' fare la
seguente prescrizione:
- glutammina: 125-500 mg al giorno (non
dopo le 14);
- piridossina 75-150 mg al giorno;
- diazepam 1-3 mg dopo cena (nei bambini
piccoli meglio oxazepam 5-8 mg, sempre alla sera..
Queste tre sostanze lavorano in maniera
sinergica e possono ripristinare la via glutammato-GABA messa in squilibrio
dallo stesso stress. L'uso di una benzodiazepina ha lo scopo di rendere di
nuovo sensibili i recettori GABAergici di tipo A, che sono il primo punto
metabolico su cui agisce lo stress. Senza fare questo potremmo indurre solo la
crescita del glutammato con effetti pericolosi.
L'uso serale della benzodiazepina e' la
via migliore per il recupero del sonno (Viukari, 1983) spesso disturbato
dall'eccesso di stimolazione adrenergica. Inoltre cosi' si possono evitare gli
effetti collaterali di sedazione e di rilassamento muscolare.
D'altra parte la l-glutammina e'
direttamente implicata nella nucleogenesi delle cellule in rapida
proliferazione (Gismondo et al., 1998).Per l'esattezza essa e' la donatrice
degli atomi di azoto 3 e 9 dell'anello purinico (Stryer, 1988). In questo modo
contribuisce ad una migliore produzione di leucociti (Heberer et al., 1996;
Newsholme & Calder 1997; Yoo, et al., 1997).
Una esperienza aneddotica personale, non
ancora pubblicata suggerisce fortemente l'uso di questa terapia antistress
anche negli HIV+. Puo' far aumentare la produzione dei globuli bianchi sia per
riduzione dello stress metabolico dovuto alla malattia stessa sia favorendo la
nucleogenesi.
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Presentato in inglese al 6th International Congress on Amino acids, Bonn
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Immesso in Internet nel settembre 2001. Copyright by Renato Cocchi, 2001,
Corrispondenza: dr. Renato COCCHI, via Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia
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