TERAPIA CON FARMACI ANTISTRESS DI SINTOMI FENOTIPICI IN UN BAMBINO CON PARTICOLARI ANOMALIE CROMOSOMICHE (TRASLOCAZIONE SBILANCIATA 16-17 E PARZIALE TRISOMIA 17) (aggiornato a marzo 2006).

 

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

Riassunto.

Un bambino di due anni e 10 mesi, affetto da anomalia cromosomica 16-17 definita come "Traslocazione sbilanciata coinvolgente un cromosoma 16 con ritenzione del telomero specifico 16q e parziale trisomia del braccio lungo di un cromosoma 17 a specifici punti di rottura", è stato portato a visita per una eventuale farmacoterapia. Erano presenti ritardo mentale (QI = 56, a 28 mesi), ritardo del linguaggio, goffaggine motoria specie nella motricità fine. Non erano presenti segni dismorfici al volto e al corpo, ma un ritardo della crescita. La presenza di sintomi di stress ha permesso di impostare una terapia antistress, che sta agendo favorevolmente sul linguaggio, sulla motricità, sull'attenzione, sul sonno e sull'alimentazione.

Key words: Cromosoma 16; cromosoma 17; anomalie cromosomiche; crescita peso-altezza; ritardo mentale; ritardo motorio; ritardo del linguaggio; attenzione; stress; sintomi fenotipici, scialorrea, farmacoterapia; glutammina; piridossina; oxazepam; carbamazepina.

 

 Testo in inglese

Modulazione con farmaci delle risposte di stress.

Anomalie genetiche e cromosomiche

Ritardo mentale

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E' stato portato a consultazione per una eventuale terapia un bambino con una particolare diagnosi di anomalia cromosomica riguardante i cromosomi 16-17. In accordo con quanto asserito nella pagina indice del mio sito <www.stress-cocchi.net/index-it.htm> informai i genitori che "la modulazione delle risposte di stress può dare un qualche sollievo a qualsiasi malattia (per le basi teoriche, vedi <Speculation4-it.htm> e <Speculation5-it.htm>) anche a quelle genetiche o cromosomiche come la Sindrome di Down; o Altre anomalie genetiche o cromosomiche."

Aggiunsi che non avevo mai trattato una cromosomopatia interessante i cromosomi 16-17, e che la terapia antistress che proponevo avrebbe solo modificato alcuni sintomi secondari (detti anche fenotipici), lasciando inalterati quelli direttamente dipendenti dalla anomalia cromosomica stessa.

Personalmente, per qual bambino, non sapevo quali sintomi si sarebbero modificati e quali no, proprio perché quello era il primo caso da me affrontato.

Avrei impostato una terapia personalizzata sulla base dei sintomi che potevo rilevare, sintomi rimandanti al funzionamento di neurotrasmettitori cerebrali e periferici, sui quali si poteva agire.

A distanza di 4 mesi dall'inizio della terapia ho pensato che un resoconto nel tempo di questa esperienza poteva essere di sicuro interesse.

 

Il caso.

Settembre 2004, prima visita. Bambino di due anni e dieci mesi, con diagnosi cromosomica così definita:

46,XY .ish der(16) t(16,17)(q24.3;q25)(wcp16+,wcp17+,Tel16q+,Tel17q+).

E' stata descritta come "Traslocazione sbilanciata coinvolgente un cromosoma 16 con ritenzione del telomero specifico 16q e parziale trisomia del braccio lungo di un cromosoma 17 ai punti di rottura sopraindicati".

La relazione delle indagini effettuata in un centro specializzato lombardo e inviata al medico curante era così strutturata.

Maschio, terzogenito, nato da gravidanza con decorso normale, con ventricoli allargati già notati ai controlli ecografici in epoca fetale. Parto in trentottesima settimana, con taglio cesareo per rottura precoce delle membrane e alterazione del battito cardiaco fetale. Peso alla nascita = 3680 gr, lunghezza = 51 cm, circonferenza cranica = 35 cm, indici Apgar = 8 (1') e 9 (5').

Alla nascita furono rilevati edemi agli arti inferiori, regrediti spontaneamente prima dei due anni.

Le ecografie cerebrali successive hanno confermato la situazione di allargamento dei ventricoli e possibili esiti di emorragia subependimale sotto il pavimento del ventricolo laterale di sinistra.

 

All'esame emocromocitometrico, a 28 mesi, è risultata una "marcata microcitosi, ipocromia e poichilocitosi dei globuli rossi".

 EEG con componente "irritativa" prevalente sull'emisfero di sinistra, visibile nelle prime fasi del sonno;

 RMN, ha confermato la dilatazione ventricolare non idrocefalica, ai limiti inferiori della norma;

 Potenziali evocati visivi nella norma.

 

Livello cognitivo all'età di 28 mesi, secondo la scala Griffiths:

Scala locomotoria = 68;

Scala del comportamento sociale = 61;

Scala udito linguaggio = 45;

Scala coordinamento occhio-mano = 53;

Scala performance 52;

Scala di ragionamento pratico (non applicabile).

Età mentale = 16 mesi con QI = 56.

 All'età di 28 mesi esame neurologico nella norma; deambulazione autonoma su base allargata, e piatto valgismo bilaterale dei piedi.

 Per il ritardo psicomotorio intervento, è stato trattato precocemente con fisiochinesiterapia, e in seguito, terapia psicomotoria, con discreti risultati.

 

Resoconto della prima visita, a 34 mesi di età. Presenti ipersalivazione, ritardo del linguaggio (dice alcune parole, non corrette nella pronuncia), ritardo mentale e goffaggine motoria specie nella motricità fine. Dopo la nascita fu riscontrata una lieve ipertonia muscolare, che si è normalizzata da sola. Ha raggiunto la deambulazione autonoma a 24 mesi. Lateralizzato a dx, per la mano. Tendenzialmente ipercinetico.

Al primo anno di vita mangiava poco, dormiva molto, era stitico atonico, non ha avuto facilità alle malattie da raffreddamento, ha sempre pianto poco, era tendenzialmente pallido.

Secondo la madre, "in certi momenti sembra in un mondo tutto suo". Non sono però evidenti sintomi o tratti autistici. Non presenti rocking, aggressività, autoaggressività, evitamento dello sguardo, intolleranza alle situazioni nuove, altre stereotipie motorie. Tendenzialmente affettuoso, specie con la madre.

Piccolino per l'età, con facies normale, senza macchie di decolorazione (white spots) sul corpo.

Sintomi di stress: Normale tolleranza per la luce, il rumore. Meno per la confusione, anche se non lo dà molto a vedere. Non parestesie cutanee. Presente, ma non sempre visibile, un lieve strabismo convergente. Masticazione normale, non bruxismo. Gradisce i cibi salati e scarsamente quelli dolci. Normale preferenza alimentare per latte e derivati. Gli piacciono la coca-cola e il caffè. Al mattino non ha fame subito. Stitico atonico. Indifferente a caldo e freddo, non prende facilmente malattie da raffreddamento. Non è iperidrosico. Ha giornate di pallore, con le occhiaie. Dorme con i genitori e si sveglia spesso. Al mattino, qualche volta ha il pene in erezione.

Si riconosce allo specchio. Riconosce la sorella, e i suoi amici. E' attento a chi entra dal cancello, che saluta. Non sempre comprende gli ordini semplici.

Terapia di prova (dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125 mg; Piridossina 75 mg; oxazepam 2.5 mg.

 

Fine ottobre 2004, primo controllo dopo 42 giorni di terapia. I genitori dicono che va meglio. Il linguaggio è migliorato nel lessico, nella pronuncia, ma non lo usa di più e non ha raggiunto la frase di due parole. Canterella di continuo. Forse capisce di più gli ordini semplici. L'ipersalivazione è invariata. E' più presente, cosa confermata anche dalle terapista della psicomotricità. Attualmente segue di più con lo sguardo. Comprende di più e sta più attento. Ha avuto meno giornate con le occhiaie. Dorme ancora con i genitori, e si sveglia meno volte durante la notte. Si ferma di più a giocare. Al mattino, sembra aver fame prima. L'intestino è un po' più regolato. Sopporta meglio la confusione. E' diventato un po' oppositivo. Lo strabismo e' sempre meno evidente. Il latte e i derivati gli piacciono molto.

Variazione terapeutica (dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 187.5 mg; oxazepam 4 mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 50 mg.

 

Gennaio 2005, secondo controllo dopo 4 mesi di terapia con farmaci. Sta migliorando. E' più sereno e tranquillo. E' più attento e più presente. Il vocabolario è aumentato, ma comprensione non molto. Ha cominciato a chiedere alcune cose. Adopera qualche frase di due parole. Canterella tantissimo. Sta molto attento quando si parla.

Di salute è stato bene, come suo solito. Ha sempre problemi di equilibrio. E' più agile quando è fermo. Ha più iniziative volontarie. Ora sale le scale in piedi, tenendosi al corrimano. Si blocca nel scendere. Potrebbe non aver acquisito la visione stereoscopica della profondità, perché si ferma anche di fronte a una striscia sul pavimento. Sembra che non capisca se è in piano o c'è uno scalino.

E' colorito in volto. Ora va avanti con il triciclo, mentre prima lo spingeva solo all'indietro. Alterna ipercinesia e passività motoria. Il miglioramento è stato visto da tante persone. Sopporta di più la confusione. Dorme ancora con i genitori; se viene messo nel suo lettino si sveglia, ma ha meno bisogno di dormire al pomeriggio. E' meno stitico. Più disponibile ad accettare cibi nuovi. Ha meno ipersalivazione. Percepisce di più il caldo, se si avvicina ad un oggetto caldo.

Terapia non variata.

 

Terza decade di aprile 2005, terzo controllo dopo 7 mesi di terapia con farmaci. Va meglio. Più sereno e tranquillo.

Linguaggio: Usa parole nuove, e parla di più, ma non sempre con parole appropriate. Chiede le cose con una parola sola, raramente fa una frase di due parole. E' nella fase del NO. La comprensione è aumentata. Ha una memoria buona per le sequenze verbali. Comincia ad eseguire qualche ordine semplice.

Motricità: La motricità è migliorata, è meno goffa, scende meglio le scale, corre, cosa che prima non faceva, non salta. Meno problemi di equilibrio, e ha ridotto il poligono di base (tiene i piedi più stretti). L'uso delle mani è migliorato, chiude il tappo delle bottiglie, sfoglia le riviste, usa bene il cucchiaio, riesce a bere, prendendo il bicchiere. Se nel terreno c'è un linea di contrasto scura su chiaro, tende a fermarsi. Usa poco il triciclo, in cui si spinge in avanti con i piedi. Accende e spegne le luci e usa il telecomando.

Salute fisica: Di salute è stato bene. Se sta male è più pallido. Ora dorme nel suo letto, ma vuole la madre in camera. Al pomeriggio non ha più bisogno di dormire. Raramente stitico. Non controlla gli sfinteri. Perde ancora saliva, ma non tutti i giorni. Cresciuto in altezza. Lo strabismo convergente è ulteriormente ridotto.

Alimentazione: Al mattino non chiede subito di mangiare. Normale gradimento per il latte e i latticini. Preferisce i cibi salati, in particolare la pasta. Dopo aver finito di mangiare, non vuole più il suo piatto.

Altro: Sopporta di più la confusione. Ora sopporta male il volume alto del l'audio televisivo, reso tale per l'uso inadeguato del telecomando. Frequenta la scuola materna, in cui lo trovano migliorato. L'attenzione è più prolungata. Ha qualche momento in cui sembra assente, però non gli sfugge quello che avviene intorno. Per la madre si fissa con lo sguardo e non ascolta. Tende a rompere la carta. Non più affettuoso del solito

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 250 mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 100 mg; bromazepam 0.5 mg.

 

Seconda decade di settembre 2005, quarto controllo dopo un anno di terapia con farmaci. Secondo i genitori, è ulteriormente migliorato.

Linguaggio: Parla di più. Alcune cose le nomina correttamente. La comprensione è modesta, anche se aumentata. Eseguisce una maggiore quantità di ordini semplici. Usa qualche frase di due parole in più. Mostra rotacismo.

Motricità: E' migliorata, è meno goffa, e corre in maniera più sciolta. Sale le scale ad un gradino per volta, tenendosi al corrimano. Ora scende anche da solo, allo stesso modo. Non salta. E' meno insistente nell'accendere e spegnere le luci, e nell'uso del telecomando. Meno disturbo all'illusione di profondità. L'uso del triciclo non è migliorato. Riesce a stare più tranquillo perché meno ipercinetico. Anche nel sonno si muove di meno.

 Salute fisica: Di salute è stato bene. E' cresciuto in altezza e come peso corporeo. Trattiene molto l'urina. Lo strabismo è più ridotto e si vede solo quando è stanco. Sbava ancora meno. Nel sonno, dorme 3-4 ore in camera sua, poi si sveglia e va a cercare i genitori e si infila nel letto grande. E' un po' stitico, di tipo spastico. Sbava molto di meno, con periodi di assenza del sintomo.

 Alimentazione: Al mattino non vorrebbe mangiare subito. Ha aumentato la scelta alimentare, con prosciutto e arrosto di carne.

Altro: Frequenta la scuola materna. Al rientro dopo le vacanze estive, gli insegnanti lo hanno trovato migliorato. Comincia a giocare in maniera più costruttiva. La tolleranza alla confusione non è migliorata.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125 mg; S-adenosil-l-metionina 100 mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 100 mg; bromazepam 0.575 mg.

 

Prima decade di marzo 2006, quinto controllo, dopo 18 mesi di terapia con farmaci. Secondo i genitori ha fatto qualche progresso.

Linguaggio: La comprensione è migliorata e sono aumentati gli ordini semplici che esegue. Non capisce ancora gli ordini doppi. Anche la terapista della riabilitazione e la logopedista notano di più le difficoltà di comprensione. Comunque sta attento ai discorsi che avvengono in sua presenza e interviene a tono ripetendone una o due parole. Usa frasi di 3 parole. Sono diminuiti i comportamenti ripetitivi di slogan pubblicitari. Ancora rotacismo fisiologico.

Motricità: A momenti mostra ancora un po' di iperattività motoria inconcludente, però riesce a star seduto davanti alla televisione. E' più attento e gli piacciono gli spettacoli di quiz. Apre e chiude le porte, accende e spegne le luci con insistenza ridotta. Conosce bene la casa. Migliorata sia la motricità grossa che quella fine. La prensione pollico-digitale è sicura. Strabismo visibile solo se molto stanco.

Salute fisica: Complessivamente ottima. In sei mesi ha avuto un solo episodio febbrile di intensità modesta e di corta durata. Attualmente è stitico di tipo atonico. Il colorito delle guance è intensificato. Dorme tutta la notte, dalle nove di sera, alle 7.15 del mattino, quando viene svegliato. L'enuresi notturna è saltuaria. Dorme mezz'ora anche al pomeriggio. Cresciuto un po' in altezza e di peso. Non è grasso. Il GH è ancora sottodosato. E' stata vista, con una certa frequenza, l'erezione del pene al mattino. Tende ad avere ancora mani e piedi freddi.

Alimentazione: Tende sempre a preferire cibi saporiti, ma ora mangia anche cose dolci, una tarta ripiena di marmellata, o cioccolato al latte. Non ha particolare avidità per latte e latticini. Al mattino, e talvolta anche alla sera non vorrebbe mangiare, e occorre un po' insistere. A pranzo invece, alla scuola materna, non si accontenta della sua razione, e porta via il cibo dal patto dei compagni.

Emotività: E' un bambino sereno, molto affettuoso, ma ancora maggiormente legato alla madre.

Altro: Cominciata la relazione con l'oggetto e gioca da solo. Ha cominciato a guardarsi allo specchio, e i riconosce. Alla scuola materna dà il meglio se è in un gruppo ridotto, due o tre persone, oltre l'adulto. Se si è in numero maggiore, la confusione lo blocca. Comunque ascolta di più.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Amantadina 50 mg.

 

Discussione.

Dopo questi dodici mesi di terapia si possono fare alcune considerazioni.

C'è innanzitutto la conferma che anche questa cromosomopatia ha sintomi fenotipici che rispondono ad una terapia di modulazione delle risposte di stress (sonno, ipersalivazione, ipercinesia, ecc.). Il linguaggio sta migliorando, e al bambino interessa perfezionarlo. Sembra però che ci sia una inversione rispetto all'usuale miglior comprensione che produzione verbale. L'iponeofagia (difficoltà o rifiuto di assaggiare cibi nuovi) sta riducendosi.

Altro sintomo importante, questa possibile difficoltà a riconoscere la profondità. Non sembra essere un sintomo direttamente dipendente dalla cromosomopatia, in quanto sta progressivamente scomparendo.

Le anomalie del cromosoma 16 sembrano molto variabili con sintomi anche differenti (vedi: Genes, Locations and Genetic Disorders on Chromosome 16. <gdb.wehi.edu.au/gdbreports/Chr.16.omim.html>)

In questo bambino non c'è nulla di dismorfico particolarmente evidente, o rilevato da una osservazione più accurata. Il ritardo mentale non è un sintomo specifico e non sappiamo il peso che ha avuto l'emorragia subependimale, i cui esiti cerebrali nell'emisfero sinistro sono stati rilevati dalla ecografia.

Il linguaggio appare in via di miglioramento, anche se con maggiore difficoltà per l'aspetto recettivo.

In qualche maniera, ma potrebbe essere un discorso azzardato, sembra che la complessità dell'anomalia cromosomica abbia trovato un qualche compenso interno, da cui questo aspetto di difficile evidenza a prima vista.

La presenza di alcuni sintomi di stress, conseguenti sia alla cromosomopatia che alla pregressa emorragia subependimale, da cui la componente "irritativa" a sinistra, nell'EEG, e forse anche al disturbo di parto, hanno permesso di impostare una terapia antistress che sta dando qualche risultato.

Solo il proseguimento della farmacoterapia impostata, e le sua variazioni adattate alle risposte del bambino, permetteranno di chiarire meglio questa situazione psicopatologica.

 

Immesso in internet il 28 febbraio 2005. Copyright by Renato Cocchi, 2005.

 

Corrispondenza: Dr Renato COCCHI, via  Rabbino,3

42100 Reggio Emilia

renatococchi@aliceposta.it

 

 Testo in inglese

Modulazione con farmaci delle risposte di stress.

Anomalie genetiche e cromosomiche

Ritardo mentale

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