QUINDICI MESI DI FARMACOTERAPIA PALLIATIVA, CON ANCHE SOLFATO DI MANGANESE, IN DUE FRATELLI CON DISTROFIA NEURO-ASSONALE DI HALLERVORDEN-SPATZ (Aggiornamento a luglio 2003).

 

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico

 

Riassunto.

In due fratelli, M e F, di 21 e 15 anni, entrambi affetti da distrofia neuro-assonale, di Hallervorden-Spatz é stata tentata una terapia palliativa agente sulle risposte di stress,di cui erano presenti vari sintomi. 
Il risultato fin qui raggiunto, dopo quindici mesi di terapia con aggiunta di solfato di manganese, é stato molto diverso. La ragazza, che ha abbandonato subito il manganese, ha aumentato gli aspetti distonici e ha perduto il linguaggio. Nel fratello ci sono stati sensibili miglioramenti. 

 Parole chiave: Hallervorden-Spatz,stress,terapia palliativa,farmaci, manganese.

Testo in inglese

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 Mi fu chiesto se una terapia anti-stress come abitualmente prescrivevo avrebbe potuto portare un qualche sollievo a due fratelli rispettivamente di 21 e di 15 anni, al momento della prima visita, affetti entrambi da distrofia neuro-assonale nella forma di Hallervorden-Spatz.

 Chiarito subito che non avrei potuto incidere sul destino dei due ragazzi, chiesi alla madre, trattata con successo per una brutta forma depressiva, se erano presenti un certo numero di sintomi che ritenevo e ritengo sintomi di stress.

Questo sulla scorta dei criteri da me precedentemente indicati (index-it):

1. Ogni modificazione biologico-metabolica interna capace di alterare l'omeostasi può causare reazioni di stress.

2. Ogni malattia può avere sintomi di stress, come sintomi d'accompagno, accanto ai sintomi diretti e specifici di quella malattia stessa.

3. La modulazione delle risposte di stress puo' dare un qualche sollievo a qualsiasi malattia, anche a quelle genetiche o cromosomiche (Sindrome di Down ; Altre anomalie genetiche o cromosomiche).

se fossero stati presenti dei sintomi di stress si sarebbe potuto tentare una modulazione delle risposte di stress.  Avendo ricevuto conferma della presenza di più di un sintomo di stress in entrambi, decisi di accettarli a visita, per impostare una terapia antistress.

 A distanza di sette mesi, con una farmacoterapia problematica e impostata  per approssimazioni successive, ho deciso di darne un primo resoconto.

 

Breve richiamo neuropatologico e clinico.

 La distrofia neuroassonale o malattia di Hallervorden-Spatz e' un disordine del movimento da degenerazione cerebrale su base genetica di tipo autosomico-recessivo.

 Il  gene responasabile e' stato di recente indicato come PANK2, che si trova sul cromosoma  20. Esso e' il corrispettivo  della kinasi dell'acido pantotenico che e' essenziale per la sintesi del coenzima A, a partire dall'acido pantotenico o vit. B5  (Zhou et al., 2001).  A sua volta il coenzima A e' indispensabile per la sintesi degli acidi grassi e per il metabolismo energetico. Il deficit di kinasi dell'acido pantotenico porta ad una accumulo di cisteina nei gangli della base, e pertanto ad un accumulo di ferro in queste aree cerebrali (Gordon, 2002).

La malattia e' associata a segni di disfunzione extra-piramidale, come corrispettivo di accumulo di ferro nel globo pallido e nella parte reticolata della sostanza negra, e a deterioramento mentale.

 La ciclizzazione redox dei complessi contenenti ferro,  citrato ferroso e emoglobina, aumenta i radicali liberi idrossilici,  la perossidazione lipidica,  la distrofia assonale, e per stress ossidativo, la necrosi o la morte apoptotica delle cellule nervose. Sembra anche presente un eccesso (overflow) di attivazione dopaminergica, responsabile della disfunzione psicomotoria (Chiueh, 2001).

 La distrofia assonale può essere messa in rilievo con la biopsia del nervo surale, mentre la RMN mostra una ipodensità pallidale bilaterale, uguale a quelle che si riscontra nella forma infantile (Simonati et al., 1999).

 Dal punto di vista clinico sono stati notati, oltre al progressivo deterioramento cognitivo, distonia, coreoatetosi, rigidità muscolare. Nel 33% dei casi compare spasticità, dalla paraparesi  alla tetraparesi spastica con movimenti mioclonici, e mutismo acinetico (Wakabayashi et al., 2000).

 Disartria, ritardo mentale, smorfie facciali, disfasia e deficit visivo dovuto ad atrofia ottica sono meno frequenti (Physician's Guide to Rare Diseases, 2nd edition).

 L'impegno del secondo motoneurone può essere un sintomo a manifestazione precoce (Vaher et al., 2001). E' stata riportata autoaggressività con ulcerazioni delle labbra e della lingua, iniziata durante periodi di intensi spasmi oro-facciali (Sheehy et al., 1999).

L'esordio della malattia può essere di simil-psichiatrico, a tipo schizofrenia (Gouider-Khouja et al., 2000).

 All'EEG sono presenti, nella forma infantile, ritmi ad alta frequenza e ad alto voltaggio (Nardocci et al., 1999; Rodriguez Costa,  2001). Non sono stato in grado di ritrovare il corrispettivo in età adulta, anche se ho ragioni per credere che non cambi di molto.

 Maschi e femmine sono colpiti in eguale numero.

La durata della malattia può variare dai 15 ai 20 anni, con progressione inesorabile ed esito infausto (Hickman et al., 2001).

 Al momento esistono solo terapie palliative, mediche e chirurgiche, con obiettivo principale la distonia (Bruscoli et al., 1998; Sheehy et al., 1999).

 Non ho trovato indicazioni terapeutiche volte a ridurre i sintomi dello stress endogeno.

 

Casistica.

 Paziente  F, di quasi 16 anni, affetta da distrofia neuro-assonale di Hallervorden-Spatz (diagnosi effettuata da un istituto neurologico lombardo). Attualmente in carrozzella.

 

06.04.2002:  Ha crampi notturni, per cui si sveglia 5-10 volte per notte, e sveglia la madre che deve soccorrerla. Stitichezza atonica. Mani e piedi freddi. Golosissima di dolci, in particolare di cioccolato. Sopporta male la confusione. Sta peggio al pomeriggio. Tende a stancarsi. Al mattino ha fame subito. Golosa di pasta asciutta. Non sa se le piace il brodo. Non ha piaghe da decubito. Ha capelli grassi. Ha più bisogno di dormire del fratello. Non digrigna i denti. Urina più spesso del fratello. Pelosa in viso. Beve se ha sete e lo chiede.

Si tenta terapia (dosi giornaliere): S-adenosil-L-metionina  (SAMe) 200 mg; piridossina 75 mg; baclofen 15 mg; carbamazepina 200 mg; bromazepam + propantelina bromuro 1.5 + 15 mg.

 

 01.06.2002: Di notte dorme (e fa dormire la madre). Ha avuto crampi 3-4 notti per settimana. Meno stitica. La temperatura delle mani e dei piedi più regolata. Golosa come prima. A scuola: secondo l'assistente va un pò meglio, mentre l'insegnante di sostegno non vede miglioramenti. Con la nuova assistente si trova bene. Non dorme più di pomeriggio. Fa meno fatica a masticare, ha più appetito, e mangia più velocemente. I capelli sono meno grassi. Urina sempre molto. Non differenze sul ciclo mestruale. Usa il linguaggio come prima (con fatica). Dopo un po' che parla si fa capire meglio. Ha assunto solo 100 mg di carbamazepina, perché con la dose doppia le tremava il labbro. 

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere): glutammina 125 mg; SAMe 100 mg; carbamazepina 150 mg; nimodipina 30 mg.

 

 09.11.2002: Qualche crampo notturno, tra mezzanotte e le due del mattino, una volta per settimana. La carbamazepina era stata sospesa perché le dava dei tremiti (mioclonie?) alla bocca. Lo stesso faceva la nimodipina, sia pur a tempi più lunghi. C'é un peggioramento dell'articolazione del linguaggio: tende a mantenere la bocca serrata. Il tronco tende a piegarsi verso sn. Invariate le altre acquisizioni.

Terapia attuale (dosi giornaliere): oxcarbamazepina 150 mg; glutammina 187.5 mg; SAMe 200 mg; baclofen 15 mg; bromazepam + propantelina bromuro 1.5+15 mg.

 

 05.07.2003. Il solfato di manganese è stato subito sospeso, perché la madre ha attribuito ad esso un aumento delle distonie. Anche l'oxcarabamzepina è stata sospesa, perché aumentava le mioclonie, e sostituita con valoproato 300mg al giorno.Le distonie hanno subito una accelerazione, per cui è più rigida, specie alla faccia e alla bocca, per cui fa fatica a mangiare, e a deglutire. E' calata di peso: Ha perduto il linguaggio. Ora fa un lamento vocalico quasi continuo, che prima non faceva. Se cambia il tempo, si sveglia di notte. Non dorme al pomeriggio. Attualmente in carrozzella.

Variazione terapeutica (dosi giornaliere).: Glutammina 250 mg, baclofen 20 mg; solfato di manganese 25 mg. 

 

Paziente M, di quasi 21 anni, affetto da distrofia neuro-assonale di Hallervorden-Spatz (diagnosi  supposta a Pavia verso i 5 anni e confermata a 11 anni da un istituto neurologico lombardo). I primi sintomi distonici si erano manifestati verso i 15 mesi di vita, dopo una affezione broncopolmonare e relativa terapia antibiotica.

Attualmente in carrozzella.

 

 06.04.02: Se non gli interessa quel che si vuole fargli fare, tende a piegarsi su se stesso, in avanti. Ipertonico in flessione, con torace carenato. Ha sempre le mani rigide. Ha crampi (??) al piede sinistro.

Soffre il freddo (mani e piedi freddi), ma con improvvise vampate di calore (hot flashes). Iperidrosico. Ha spesso piaghe da decubito a causa dei tutori. Ha capelli grassi, con forfora. Da qualche mese ha rigurgiti. Beve molto. Stitichezza spastica. Sopporta male rumore e confusione. Reagisce male alle vaccinazioni antinfluenzali e alle cure antibiotiche. In passato ha avuto crisi epilettiche, per cui assume 250 mg di valproato al dì.

Golosissimo di dolci. Non assume brodo. Di notte dorme.

Terapia prescritta (dosi giornaliere): Valproato 250 mg; glutammina 125 mg; vit. C 1000 mg; piridossina 150 mg; carbamazepina 200 mg --> 100 mg; baclofen 15 mg; diazepam 2 mg.

 

 01.06.2002: La carbamazepina gli bloccava la minzione anche a dosaggio di 100 mg, anche sostituita da oxcarbamazepina 150 mg. Anche a basso dosaggio sopravvenivano mioclonie alle labbra e al mento. per cui anche l'oxcarbamazepina é stata sospesa. Ha sempre le mani rigide. Ha crampi al piede sinistro. Ora ha i piedi gonfi. In certi giorni e' incapace di estendere il dorso. E' diventato lento nel masticare. Beve sempre tanto. Meno vampate di calore, meno iperidrosi. L'ipertono in flessione degli arti é invariato. Il rigurgito e' aumentato, ma l'alvo e' meno spastico. Sopporta male rumore e confusione. Goloso come prima per i dolci. Il sonno é buono come prima. Forse migliorato il carattere, é meno impaziente.

Variazione terapeutica: valproato 300 mg.

 

 09.11.2002: Ha mioclonie all'arto inferiore sinistro. Si sposta con la sedia a rotelle. Cerca di fare qualcosa. La mani presentano iperestensione delle falangi. Non acquisizioni particolari rispetto al controllo precedente. Sente molto il tempo. Continue grimaces. Ha una vocalizzazione lamentosa di fondo.

Variazione terapeutica (dosi giornaliere): glutammina 180 mg; piridossina 75 mg; valproato 300 mg; baclofen 15 mg; diazepam 2 mg; bromazepan + propantelina bromuro 1.5 + 15 mg.

 

05.07.2003: da oltre quattro mesi assume anche solfato di manganese in soluzione acquosa, circa  100 mg al giorno. Reagisce meglio.

Mangia meglio, deglutisce meglio, con intestino più regolato, ma sempre stitico atonico. Non più grimaces. Al centro diurno che frequenta dicono che è più attivo, e lo si vede nel dipingere. Molto meno lamentoso. Ha sparmi ai piedi e alle gambe (un po' aumentati) Ridotta l'iperstensione delle falangi. Ora dorme meglio e fa un'ora e mezzo di sonno al pomeriggio, Qualche volta si sveglia di notte. Più sereno, migliorato il tono dell'umore, Ora tende la varismo. Sono aumentate le eruzioni cutanee.

 Variazione terapeutica (dosi giornaliere):Baclofen 20 mg.

 

Discussione.

Una discussione su questo tentativo di terapia palliativa in due soggetti, affetti da distrofia neuro-assonale nella forma di Hallervorden-Spatz richiede il richiamo di quanto di comune e quanto di diverso tra i due.  Trattandosi di fratello e sorella, si deve supporre che il resto del patrimonio genetico, escluso ovviamente il cromosoma Y, sia molto più simile di quello di due estranei.

 La durata della malattia conclamata, e quindi la sua maggiore gravità, e' decisamente diversa: di almeno 19 anni per il ragazzo, di non più di 14 anni per la ragazza.  La presenza di sintomi di stress (Cocchi 1988, 1989, 1990) é di nuovo molto diversa. Nella ragazza questi sono sintomi di stress: crampi notturni, stitichezza atonica, mani e piedi freddi, golosità per i dolci, in particolare di cioccolato, ridotta soglia di tolleranza per la confusione, lo star  peggio al pomeriggio, astenia, fame immediata al mattino, capelli grassi, necessità di dormire.

  Nel fratello sono stati ritrovati questi sintomi aspecifici di stress: freddolosità (mani e piedi freddi), ma con improvvise vampate di calore (hot flashes). Ipersudorazione. Stitichezza spastica. Scarsa tolleranza a rumore e confusione. Reazioni anormali alle vaccinazioni antinfluenzali e alle cure antibiotiche. Golosità per i dolci.

 Nessuno di questi sintomi, naturalmente, è specifico della distrofia neuro-assonale di Hallervorden-Spatz e si ritrovano tutti anche  in altre malattie, specie in forme di depressione.

 Le basi per una terapia antistress c'erano in entrambi, ma ben diverso e' stato il risultato fin qui raggiunto, inizialmente abbastanza buono nella sorella, molto modesto nel fratello.

 La carbamazepina e la oxcarbamazepina nel fratello, solo la carbamazepina, nella sorella, utilizzate come farmaci antidistonici, non sono state sopportate nemmeno a dosaggi minimi, con il risultato di mioclonie alle labbra e al mento in entrambi.  Stranamente, nella sorella questo effetto collaterale viene fuori anche con nimodipina, sia pur con tempi più lunghi. Sicuramente, se le caratteristiche EEG fossero quelle riscontrate nell'infanzia (Nardocci et al., 1999; Rodriguez Costa,  2001), un farmaco rallentante come il valproato sarebbe più indicato, farmaco che il ragazzo aveva e ha mantenuto in terapia.  Come antispastico, in entrambi é stato utilizzato il baclofen per l'ipertono muscolare, ancora a basso dosaggio, e la propantelina bromuro per l' ipertono parasimpatico. Come farmaci antistress agenti su glutammato e GABA  ho usato glutammina, vit.B6, bromazepam e diazepam.   

L'introduzione del solfato di manganese come chelante del ferro (Chiueh, 2001, Direttiva CEE 2001; Recepimento direttiva 2001/15/CE, 2003), mantenuto solo dal ragazzo, sembra aver permesso in quest'ultimo uno sblocco che ha dato miglioramenti di molti sintomi, probabilmente permettendo agli altri farmaci prescritti di funzionare meglio. La cosa è doppiamente interessante, perché era il più grave dei due, anche in relazione alla maggiore età.

Nella sorella c'è stato un aumento degli aspetti distonici, come previsto corso della malattia, e nessun miglioramento negli ultimi 8 mesi. Spiegare la differenza di risultati non è facile. I miglioramenti ottenuti dal fratello dopo introduzione di manganese, se conseguenti, aprirebbero uno spiraglio di notevole interesse.

 

Bibliografia.

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Recepimento direttiva 2001/15/CE sulle sostanze che possono essere aggiunte a scopi nutrizionali specifici ai prodotti destinati ad una alimentazione particolare. DL 14 febbraio 2003 n.31, pubblicato sulla G.U. n. 47 del 26 febbraio 2003.

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  Prima pubblicazione su Internet, dicembre 2002. Copyright by Renato Cocchi, 2002.             

 

Corrispondenza: dr. Renato Cocchi, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia (Italy)                                

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