DEPRESSIONE
INFANTILE
Renato COCCHI, neurologo e
psicologo medico.
Riassunto.
Essa e` nota per intaccare i meccanismi cognitivi necessari per
l'apprendimento (attenzione, concentrazione, memoria, mobilita` del pensiero,
ecc.) e puo` avere una origine somatica remota (specie da disturbi pre-, peri-
e neo-natali) o recente, o psicologica recente. Tende ad essere accompagnata
anche da una quota di depressione aggiuntiva, che ha sempre origine
psicologico-relazionale ed e` secondaria e conseguente alla prima.
Solo la comprensione di queste variabili puo` permettere un intervento
che abbia maggiori probabilita` di essere completo, e non temporaneo o parziale.
Parole chiave: depressione infantile, disturbi cognitivi, difficoltā
scolastiche, stress.
Se si escludono i soggetti con gravi
difficolta` di apprendimento in presenza di lesioni evidenti del cervello
(insufficienza mentale in portatori di
paralisi cerebrali infantili, di epilessia, o di alterazioni cromosomiche, o
genetiche non rimediabili), o di lesioni accertate o presupponibili per storia
patologica e per severita` del deficit intellettivo e sociale (insufficienza
mentale isolata, che, per definizione, presuppone sempre una pregressa lesione,
anche se non attualmente dimostrabile), la frequenza alla scuola dell'obbligo
puo` mettere in luce, in un bambino apparentemente sano, difficolta` di
apprendimento che possono avere origine recente, o remota.
In quest'ultimo caso, esse possono non essersi manifestate negli anni di
scuola materna, anche perche` in questo tipo di scuola l'aspetto
educativo-cognitivo e' meno formale e meno pressante.
Da un punto di vista cognitivo la PIM veniva caratterizzata dal contrasto
tra uno scadente apprendimento scolastico e capacita' pratiche normali, (ancor
piu` rimarcabili nel destino post-scolastico) e da un QI maggiore di 70 (limite
superiore dell'ambito della insufficienza mentale lieve) e minore di 90 (limite
inferiore dell'ambito della normalita` intellettiva).
Il disturbo dell'apprendimento, in casi consimili, puo` essere imputato a fattori
estrinseci (ambientali: extra- o intra-scolastici) o intrinseci (fisici e/o
psicologici), non corrispondenti comunque ad una lesione cerebrale.
Attualmente, l'evoluzione delle conoscenze in quest'ambito ha portato ad un
allargamento del concetto di PIM, potendo quest`ultima essere presente anche in
soggetti con IM.
Nell'esame delle possibili cause di disturbi dell'apprendimento,
cominceremo dal dato finale comune. In
corso di difficolta` di apprendimento e` quasi sempre presente anche una
depressione psicologica secondaria, che, in quanto tale, contribuisce ad
inceppare ulteriormente i meccanismi cognitivi necessari (attenzione,
concentrazione, memoria, mobilita` del pensiero, possibilita` di utilizzare
meccanismi integrativi di secondo e terzo ordine, ecc.), gia' resi
disfunzionali dalla causa primaria.
La depressione secondaria trae origine dalla consapevolezza acquisita delle
proprie difficolta` di apprendimento, aggravando, per questa via, una
situazione cognitiva gia` di per se
compromessa.
n ogni caso, questa componente e` la piu` facile da trattare con mezzi
semplici (incoraggiamento e messa in risalto dei successi piuttosto che degli
errori; se possibile e necessaria, impostazione di metodi di studio piu`
efficienti), con risultati significativi sia nella PIM pura, che in quella che
si aggiunge alla IM [3].
Nella IM, che per
definizione e` lesionale, miglioramenti di QI non possono che essere ricondotti
alla riduzione della quota di PIM coesistente [2].
Fattori estrinseci:
a - di tipo socio-culturale. Sono riconducibili ad una certa
disparita' di livello delle prestazioni intellettive date da soggetti
appartenenti a contesti culturali diversi. Ogni individuo assimila la cultura
del gruppo d'origine e di conseguenza, se deve adattarsi ad un nuovo contesto
culturale, puo` incontrare delle difficolta` nell'adeguarsi a schemi nuovi. E' assai probabile che questo tipo di
fattori riemergeranno nella scolarizzazione dei figli degli immigrati
provenienti da nazioni extra-europee ed entrati in massa in Italia in tempi
recenti.
b - di tipo socio-economico e familiare. Sono costituiti da lunghe assenze
dei genitori, dalla necessita` di lavoro materno (per cui i figli sono, per
parte della giornata, lasciati a se stessi), da disaccordo tra i genitori, da
errori educativi pre-scolastici, da richieste o aspettative eccessive, da parte
dei familiari, in ordine al successo scolastico del figlio, dall'essere
l'ultimo nato di una numerosa fratria [2].
c - fattori inerenti alla strutture e alle dinamiche scolastiche. Possono agire sia per via somatica (con
aumento della faticabilita` fisica) che per via psicologico-relazionale (per
il disturbato rapporto con l'insegnante
o con i compagni), e ci limiteremo ad elencarli: lontananza dalla sede
scolastica, classe numerosa, aule insufficienti o inadatte, doppi o tripli
turni, pluriclassi, caroselli degli insegnanti, personalita` disarmonica
dell'insegnante, emarginazione nel gruppo dei pari, ecc.[10].
Tutti i fattori estrinseci, almeno presi uno per uno, dovrebbero
essere considerati piu` propriamente delle concause, in grado di esprimere una
loro influenza negativa in presenza di una fragilita` del bambino [4].
Fattori intrinseci:
d - condizioni fisiche: disturbi sensoriali e del linguaggio, deficit
motori, crisi convulsive, uso protratto di anconvulsivanti che inibiscono le
capacita` di apprendimento, malattie debilitanti, iponutrizione [9].
A questi eventi devono aggiungersi una serie di cause post-natali, tra cui
traumi cranici ed esiti di meningiti o encefaliti, gli uni e le altre superati
senza che siano residuati disturbi neurologici obbiettivabili; pertosse e le
lunghe terapie con antibiotici, il cui effetti depressogeni sul cervello non
possono piu` essere ignorati.
In definitiva si tratta di cause in grado di produrre una depressione
infantile di origine somatica, che, da un punto di vista psichico, oltre al
disturbo dell'apprendimento, si manifesta tendenzialmente o con l'inibizione
emotiva o con la reattivita` cosiddetta "caratteriale" [9].
In quest'ambito devono
ancora essere ricordate:
-
o, infine, semplicemente un
ritardo di maturazione intellettiva, con sviluppo piu` lento della norma, e con
acquisizione di un ritardo intellettivo rispetto ai coetanei.
La
depressione come momento unificante.
Se per depressione non intendiamo solamente la "caduta del
tono dell'umore", che, specie nell'infanzia, puo` anche mancare, ma, in
termini neuropatologici, una ridotta funzionalita` di aree, o strutture o
meccanismi neuronali, allora con questo termine possiamo indicare un elemento
unificante per comprendere tutti i disturbi cognitivi su base disfunzionale,
tra cui anche quelli dovuti ad una depressione infantile intesa in senso
psicologico-relazionale.
Esclusa la depressione
psicologica secondaria, da acquisita consapevolezza delle proprie difficolta`
scolastiche, devono comunque essere ricordati 4 fatti:
-
il disturbo cognitivo sembra accompagnare solo i 2/3 delle
depressioni infantili manifeste;
-
lo stesso puo` essere
l'unico segno evidente di una depressione infantile di origine somatica, remota
o recente;
-
l'attuale stato depressivo (in senso largo) puo` essere frutto di
piu` fattori causali, ognuno dei quali di per se stesso e` insufficiente a
produrre la condizione depressiva, che e` dovuta invece alla loro sommazione.
-
la presenza di una componente psicologica non deve portare
immediatamente alla conclusione che il disturbo dell'apprendimento ha SOLO
origini psicologiche, perche` la stessa puo` essere, oltre che primaria (nel
qual caso la diagnosi sarebbe esatta), anche solo concomitante con una causa
somatica o infine solamente una componente reattiva secondaria, dovuta
all'acquisita consapevolezza delle proprie difficolta` scolastiche. Quest'ultima puo` essere riscontrata anche in
soggetti IM in cui determina una propria quota di peggioramento delle
prestazioni intellettive.
I disturbi dell'apprendimento scolastico in un bambino esente da
disturbi neurologici evidenti o presupponibili e da disturbi sensoriali sono
spiegabili con una disfunzionalita` neuronale su base depressiva, in senso
largo, tale da inceppare i meccanismi cognitivi necessari per l'apprendimento.
La conoscenza delle possibili cause somatiche e psicologiche,
remote o recenti, primarie e secondarie, spesso compresenti in vario numero, costringe
ad una ricerca anamnestica accurata, ed indica la strada per un intervento
mirato e piu` completo.
Bibliografia.
[1] Cocchi R., Tornati A.: Alcuni rilievi
sul concetto e sul fenomeno di pseudoinsufficienza mentale. Rass. Studi
Psichiat. 1975, 64: 546-556.
[2] Cocchi R.: La pseudoinsufficienza mentale. In: Strutture e dinamiche
neuropsicopatologiche in eta` evolutiva. Montefeltro, Urbino 1985.
[4]
Cocchi R.: Il disadattamento scolastico. In: Strutture e dinamiche
neuropsicopatologiche in eta` evolutiva. Montefeltro, Urbino 1985.
[6] Cocchi R.: Prime esperienze sull'uso
di una associazione a bassī dosaggio di amitriptilina + perfenazina nella
terapia del disadattamento scolastico. Rass. Studi Psichiat. 1974, 63: 862-870.
[9] Cocchi R.: Le depressioni infantili. In: Strutture e dinamichå
neuropsicopatologiche in eta` evolutiva. Montefeltro, Urbino 1985.
[10] Cocchi R., Tornati A., Cocchi Cercolani P.: Depressione e
disadattamento nella scuola dell'obbligo. Tentativo di analisi
intedisciplinare. Note Riv. Psichiat. 1973, 66: 321-360.
Stampata su Riv. It.
Disturbo Intellet. 1990, 3: 155-158.
renatococchi@libero.it