Aprile, dolce dormire.
Dr Renato Cocchi.
Questo é un proverbio singolare. Nessuno
degli altri proverbi dedicati ai mesi riguarda una funzione neurofisiologica,
ma solitamente problemi di botanica o di agricoltura, o di stagione.
O "aprile, dolce dormire" é un
proverbio insensato, e risponde solo alla necessità di una assonanza (i-e) in
funzione mnemonica o ha una suo senso profondo.
Personalmente propendo per la seconda
ipotesi, anche perché nessuno degli altri proverbi mensili é insensato.
Quello che scriverò qui riguarda l'Italia e
lo svolgersi delle stagioni in essa. E' possibile che si tratti di una fenomeno
locale, ma é anche possibile che si tratti di una fenomeno generale, magari
spostato in avanti (in maggio) per altri paesi europei a maggiore latitudine
nord.
E' anche possibile che lo si ritrovi
nell'emisfero australe, spostato di 6 mesi. Non ho conoscenze precise a questo
proposito, ma se ci fosse un proverbio simile in primavera, per altri paesi,
ciò avvalorerebbe la descrizione sintomatica di un fenomeno molto curioso.
Il cambiamento della stagione determina uno
stress, che, in primavera, é di solito uno stress con perdita di energia (le
"forme asteniche primaverili".
Come tutti gli stress, esso agisce sulla via
retroattiva GABA-glutammato.
L'organismo in maniera non razionalmente
conscia tenta due tipi di compensazioni:
- aumento della produzione muscolare della
glutammina a spese dell'ATP, da cui l'astenia;
- la riduzione del consumo di glutammato,
riducendo il lavoro delle afferenze sensoriali, che adottano questo
neurotrasmettitore per inviare informazioni. Riducendo il consumo di
glutammato, se ne ha di più per la sua trasformazione in GABA. Il sonno permette
appunto di ridurre il lavoro delle afferenze sensoriali.
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