ORSI POLARI ERMAFRODITI
DA INQUINAMENTO PRODOTTO DALL'UOMO.
dr Renato Cocchi.
In due
precedenti note <www.stress-cocchi.net/News7.htm>e
<www.stress-cocchi.net/News21-it.htm> sulla
presenza dell'omosessualità negli animali e sulla sua possibile origine, ho
espresso l'opinione che lo stress, di qualsiasi origine, possa interferire con
la differenziazione sessuale nell'embrione.
Per i
pesci del Potomac inquinato, il fatto poteva essere ancora discutibile perché
la fecondazione avviene al di fuori del corpo (vedi: <www.stress-cocchi.net/News21-it.htm>).
Per gli
orsi polari, in cui secondo recenti estese ricerche riportate in dicembre 2005
su Environmental Science and Technology, l'inquinamento sembra essere la
causa diretta di un aumento dell'ermafroditismo ben al di là dell'incidenza
notata in passato, l'ipotesi dello stress metabolico comincia a diventare
sempre più probabile. E' stata attirata l'attenzione sui polibromodifenili, che
in laboratorio sarebbero in grado di agire negativamente anche sulle ghiandole
sessuali dei topi.
E'
possibile che la differenziazione sessuale avvenga per linee indipendenti e
parallele, per cui la linea che non giunge a maturazione potrebbe portare a
differenti esiti sul comportamento sessuale dell'animale così nato.
Forse i
polibromodifenili agiscano quindi su una linea precisa di questa
differenziazione, sia specificamente, sia per stress metabolico interno, dando
origine ad un maggiore incidenza dello stesso difetto di sviluppo sessuale, che
peraltro non era sconosciuto anche in passato.
Negli
orsi polari comportamenti omosessuali sono noti, come riportato in
Bruce
Bagemihl: Biological exuberance. Animal homosexuality and natural diversity.
St. Martin's Press 2000 (USA). L'aumento dell'ermafroditismo
femminile è però un fatto nuovo, e preoccupante.
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