L'USO DELLA CRUSCA, COME
COADIUVANTE NELLA STITICHEZZA, ERA GIÀ NOTO AI ROMANI DEL PRIMO SECOLO DOPO
CRISTO.
Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico.
Parole chiave: stitichezza,
atonica, spastica, crusca, emolliente, pane integrale,Petronio,Satiricon.
Durante la famosa cena di Trimalcione,
descritta nel Satyricon, di Petronio, nel primo secolo dopo Cristo, Abinna, un
costruttore di monumenti funebri, parla di una cena a cui aveva appena
partecipato.
Nel descriverla, racconta testualmente:
...et panem autopyrum de suo sibi, quem ego malo quam candidum; <nam> et
vires facit, et cum mea re causa facio, non ploro [66,3].
Tradotto in italiano: "... e pane
integrale fatto in casa, che io preferisco a quello bianco, perché rinforza, e
quando faccio i miei bisogni, non mi scendono le lacrime.".
In queste due righe ci sono già due notizie
interessanti: 1. Abinna era stitico; 2. Tra il popolo, la crusca di grano era
già conosciuta come emolliente, vale a dire: facilitante della defecazione.
Nel De re medica di Celsio, una
enciclopedia medica del medesimo periodo, il dato non risulta. Quindi doveva
trattarsi di una acquisizione della cultura popolare, non ancora recepita dalla
medicina ufficiale, ma ben nota proprio perché già riportata anche da Petronio,
raffinatissimo intellettuale.
Che tipo di stitichezza aveva Abinna, atonica
o spastica?
Per una stitichezza di tipo atonico
(difficoltà di progressione della materia fecale, per ridotta forza delle
contrazioni intestinali, da cui espulsione di un malloppo grosso) ci starebbe
il fatto che la crusca rinforza ("vires facit").
Per una stitichezza di tipo spastico
(spezzettamento e appallottolamento della materia fecale, per eccesso di
contrazioni dei muscoli intestinali, con sconvolgimento della normale
progressione del transito e talvolta, "feci caprine") ci sta invece la
fuoruscita delle lacrime durante lo sforzo evacuativo.
Il che farebbe pensare a un ipertono
parasimpatico e/o a un eccesso di acetilcolina periferica, neurotrasmettitore
del sistema parasimpatico.
Secondo me è più probabile questa seconda ipotesi,
che corrisponde anche ad un deficit di acetilcolina cerebrale, con conseguenti
disturbi della memoria, ammessi dallo stesso Abinna: "... nam tam bonae
memoriae sum, ut frequenter nomen meum obliviscar." [66,2]
Traduzione:" ... infatti ho una memoria
così buona, che spesso dimentico anche il mio nome".
Resta il fatto della crusca di grano che
"rinforza", e forse non funziona solo come fibra emolliente.
Notizie e domande.
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