OVERDOSE, QUALCHE STUPIDITA' MEDICA, E MITRIDATE RE DEL PONTO.

Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico.

Parole chiave: Overdose, droga, resistenza, morte, carcerato, scarcerazione, indulto, stupidità medica, assuefazione, disassuefazione, mitridatismo, Mitridate.

Testo in inglese. 

A seguito del recente indulto italiano, dalle carceri sono usciti anche ex tossicodipendenti. Qualcuno di essi ha voluto subito riprovare a riprendere droga, ed è morto per la cosiddetta "overdose".

"Overdose" è un termine molto ambiguo e viene inteso, anche da medici e giornalisti, come assunzione di dosi in grado di creare un effetto eccessivo o mortale. Per cui - altra stupidità diffusa - la "overdose" sarebbe il risultato di una dose "tagliata male". Subito dopo un decesso di questo tipo c'è anche una ricerca della polizia dello spacciatore che fornisce droga "mal tagliata", per imputarlo.

Evidentemente la logica fa difetto, o il buon senso è deficitario.

Per avere un effetto eccessivo, tale da provocare una morte per overdose, lo spacciatore non usa sostanze tossiche. Il bicarbonato o altre innocue polveri bianche sono le scelte comuni. Si avrebbe "overdose" solo se la percentuale di droga, nella dose fornita al consumatore, fosse molto più elevata dell'usuale. Ne consegue che lo spacciatore, così facendo, rinuncia ad un guadagno ulteriore e rischia di perdere il cliente. Ma lo spacciatore non è scemo.

Questa spiegazione, del tutto assurda, parte dall'idea errata che, in ogni caso, è la variazione della causa, come quantità in eccesso, che provoca l'effetto di "overdose". Nessuno sembra tener in conto della riduzione della resistenza fisica individuale. L'ex tossicodipendente uscito di prigione disintossicato, non ha più la resistenza che aveva subito prima di essere arrestato, ma, presso a poco, quella del momento in cui aveva cominciato a drogarsi. Il contrario vorrebbe voler dire non conoscere il fenomeno della assuefazione e della disassuefazione fisica.

Se la prima dose dopo la dimissione del carcere, corrisponde per quantità a quella che la persona usava subito prima di essere arrestato, avremo sì una "overdose", ma non da quantità eccessiva introdotta perché "mal tagliata" (stupidità anche detta da medici), ma da ridotta resistenza fisica. Il fenomeno è un mitridatismo alla rovescia.

Mitridate (Mithridathes rex Ponticus), da cui il nome del fenomeno biologico, aumentava pian piano la dose dei veleni che assumeva volontariamente, per abituare (assuefare) il proprio organismo ad eventuali veleni più potenti, somministratigli a sua insaputa.

Nel tossicodipendente l'assuefazione non è però volontaria.

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