PREVENZIONE DELLA SARS - Lettera alla dr Gro Harlem Brundtland, Direttore Generale della Organizzazione Mondiale della Sanità.

Dr Renato Cocchi

 

Signora Gro Harlem Brundtland, Direttore Generale dell'OMS

le sue parole, pronunciate a Roma, rappresentano un inutile e sbagliato terrorismo sanitario. Sembra che i colpiti da SARS stiano morendo come le mosche. Invece l'evidenza dimostra il contrario, e per una mortalità attuale quasi del 6%, c'è il 94% delle persone che ha difese per scampare la malattia. Per cui, a differenza di quello che Lei ha detto, o i santi Cosma e Damiano ci proteggono, o le difese contro la SARS ci sono.

Non è una questione di punti di vista come quello sul famoso bicchiere riempito a metà. Qui siamo a 94% contro 6%. Per cui l'organismo umano, nella stragrande maggioranza dei casi, si difenda dal virus. E questo é un grossolano errore medico, inaspettato da parte della direttrice dell'OMS

E' chiaro che non si tratta di difese specifiche. L'organismo non ha pregressi anticorpi perché questo virus è del tutto nuovo.

Funziona invece l'immunità aspecifica cellulo-mediata, quella che fa perno su quella frazione dei globuli bianchi detta frazione linfocitaria.

Se ci vogliamo rifare ai computer, essa funziona come il programma detto "Firewall", che è un aspecifico programma contro i virus elettronici. E' un programma che non protegge al 100%, ma dà una bella protezione, proprio come la nostra immunità aspecifica contro i virus veri.

Lei mi dirà: Sì, però anche se sono solo il 6%, sono comunque tanti a morirne. Vero, e se questa percentuale potesse essere ridotta sarebbe meglio.

Ora i casi sono due: o il virus sceglie a caso chi deve morire, o muoiono i più fragili. Sul Giornale di ieri, 24 aprile, tra i suggerimenti per la prevenzione, il quinto consiglia di non mettersi in situazioni di stress, generali, o locali (il fumare per i polmoni).

La cosa e' giusta, perché lo stress abbassa le difese immunitarie aspecifiche.

Non occorre che io ricordi a lei che ogni malattia e' sempre un compromesso tra una capacità di offesa (il coronavirus, nel nostro caso) e una capacità di difesa (qui, l'immunità cellulo-mediata, dato che abbiamo a che fare con una infezione). Se è più forte la prima, avremo la malattia mortale, se è più forte la seconda, avremo la guarigione.

Oggi, può non esserci ancora nessuna capacità di controllare il virus, con antibiotici o con un vaccino specifico - ed é quello che ha detto lei, come direttrice dell'OMS - ma si può evitare di compromettere l'immunità cellulo-mediata (suggerimento di prevenzione generale) o si può addirittura rinforzare proprio quella immunità.

Questa affermazione non dovrebbe sorprendere, perché in passato e' stato fatto esattamente questo per la tubercolosi, già considerata malattia che non perdonava.

In epoca pre-sulfamidica e pre-antibiotica, non c'erano i mezzi per uccidere il batterio della TBC, e il vaccino approntato era solo preventivo.

A malattia conclamata si agì sulla resistenza individuale, con l'uso dei sanatori. Sole, aria pura, igiene, dieta adeguata, tranquillità (evitamento dello stress) diedero risultati notevoli. E' chiaro che non andava sempre bene, - la medicina non è una scienza esatta ma una scienza statistica -, però i risultati positivi furono tanti.

Poi vennero prima i sulfamidici poi gli antibiotici, entrambi più efficaci, che spostarono il punto di applicazione della terapia dall'aumento della resistenza individuale alla scomparsa del batterio. Tra l'altro, costavano molto meno, per cui i sanatori decaddero e vennero chiusi.

Questa grande lezione medica e' stata dimenticata anche da lei, ma non è che fosse sbagliata. Oggi siamo in grado di fare meglio, in maniera più precisa, e a costi piuttosto bassi. Si può aumentare la produzione dei globuli bianchi, compresa la frazione linfocitaria.

Se nel mio lavoro pionieristico del 1981, (Cocchi R. Susceptibility to infective respiratory diseases in depressed children. Epidemiological survey of 126 subjects, clinical therapeutic report of 61 cases. Acta psychiat. Belg. 1981,81:350-365; vedi: www.truehope.com/disorders/depression/3_1_6_4_52.asp) ero arrivato al dato clinico, ma avevo anche messo in luce il ruolo della glutammina, uno dei farmaci di cui mi servivo, come donatore di atomi per la costruzione di proteine e acidi nucleici.

Come risulta dallo Stryer ( Stryer L. Biochemistry. Freeman and Co., New York 1988. Esiste traduzione italiana, edita a Padova) testo di studio per l'università, la glutammina e' il donatore esclusivo degli atomi 3 e 9 del nucleo purinico, la glicina dell'atomo 7, il tetraidrofolato degli atomi 2 e 8 e l'aspartato dell'atomo 1.

Il nucleo purinico è alla base degli acidi nucleici e quindi anche del nucleo dei globuli bianchi, che sono quelli di cui abbiamo bisogno. Già la glutammina funziona molto bene da sola, nell'aumentare la produzione dei globuli bianchi, e non solo per mia esperienza ultraventennale (vedi www.stress-cocchi.org/immunity-.htm, e specificamente www.stress-cocchi.org/Drugs5-it.htm e www.stress-cocchi.org/Immunity2-it.htm con molta bibliografia al riguardo)

Se si credesse che si tratta di una esperienza aneddotica, al VI Congresso internazionale sugli amino acidi (Bonn, 1999) c'era proprio una sessione sugli effetti immuno modulatori degli aminoacidi, a cui ho partecipato, e le capacità immuno modulatorie della glutammina hanno ricevuto anche lì tante conferme sperimentali (riassunti in www.stress-cocchi.org/Drugs2-it.htm).

Se lei volesse avere ulteriori prove, con il motore di ricerca Google cerchi "glutamine,immunity" o su Medscape, cerchi su Medline con le stesse due parole chiave.

Questo per dire che le informazioni ci sono, solo che per il momento non sono ancora di moda, - nel mio caso, non lo sono mai state fin dal 1981 -, per cui non girano.

Per quanto riguarda L' Italia la glutammina è regolarmente in commercio, ma anche i tetraidrofolati e la glicina, per cui, se si vuole, si può già fare prevenzione aumentando l'immunità apecifica cellulo-mediata. Sono 3 sostanze che si prendono per bocca.

Per tutte queste ragioni lei signora Gro Harlem Brundtland direttrice del WHO ha dato una informazione scientificamente parziale ma terroristica.

Con i migliori saluti

Renato Cocchi

Neurologo e psicologo medico

Via Mercalli 10 - 42100 Reggio Emilia

 

email: renatococchi@libero.it

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