UN CASO DI
ANOSMIA-IPEROSMIA CON IPOAGEUSIA, DA PROBABILE STRESS, MIGLIORATA A SEGUITO DI
UNA FARMACOTERAPIA ANTISTRESS.
(Altri 10 casi descritti)
Viene presentato il resoconto di un caso di anosmia-iperosmia con
parziale ageusia in una paziente medico di 44 anni. Il disturbo insorse
improvvisamente e fu scatenato dall'odore di idrocarburi. E' stato affrontato
con una terapia antistress-antidepressiva a basso dosaggio, agente sul GABA,
sulla serotonina, sulla dopamina e sull'acido glutammico. Il recupero del gusto
e dell'odorato, gia' iniziato a distanza di un mese, si e' consolidato durante
18 mesi di terapia, con residuo di episodiche sensazioni iperosmiche. Non e'
chiaro se tale recupero sia stabilizzato, o sia tale in relazione ad un
equilibrio temporaneo, mantenuto per un certo periodo anche dopo la sospensione
dei farmaci.
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Il numero delle opinioni mediche basate sull'esperienza, in riferimento ai
disordini dell'odorato e del gusto, e' in continua crescita negli ultimi anni.
Tuttavia, una rassegna dei problemi specifici e dei risultati di queste
opinioni non sono stati pubblicati, fino ad ora. (Delank, Nieschalk, Schmal e
Stoll, 1999).
Per anosmia si deve far riferimento a ogni tipo di alterazione quantitativa
del senso dell'odorato. Si tratta di un sintomo che puo' essere indotto da piu'
fattori causali. La classificazione delle anosmie e' basata sulla diagnosi
delle differenti cause. Cio' implicitamente include considerazioni eziologiche
e topografiche.
Gil-Carcedo, Gil-Carcedo, Vallejo e Ortega, 1999, hanno stabilito 3 gruppi
principali sulla scorta del sito della lesione causale: di conduzione,
sensoneurali e miste. In aggiunta, per le anosmie sensoneurali, fanno
distinzione tra le epiteliali, e le centrali.
Per quanto riguarda le riniti allergiche, sembra esserci un continuum di
durata e di gravita' della perdita olfattiva che va di pari passo con l'aumento
della gravita' della malattia sinusale e nasale. Come risultato dell'aumento di
frequenza di infezioni respiratorie associate con la rinite allergica, questi
pazienti rischiano danni all'epitelio olfattivo. (Apter, Gent e Frank, 1999). Secondo Klimek, Muttray, Moll, Konietzko e Mann (1999), i disturbi
dell'odorato sono nella medicina del lavoro e nella medicina dell'ambiente.
Nella medicina del lavoro, l'importanza di sostanze tossiche per l'olfatto
puo' essere ipotizzata nei lavoratori meccanici e chimici, nella saldatura e
nella disinfezione. In effetti, indennizzi per disfunzioni olfattorie vengono
richiesti dopo traumi (64 %), esposizione professionale a tossici (23 %)
operazioni chirurgiche nasali (8 %), e laringectomia(5 %).
Naturalmente, ci possono essere alcuni individui che fingono una
perdita totale dell'odorato, ma sembra che l'Olfactory Confusion Matrix (OCM)
sia uno strumento efficace per separare la malafede dall'anosmia (Kurtz, White,
Hornung, e Belknap, 1999).
La perdita del senso dell'odorato era spesso accompagnata da parosmie
disturbanti nel 50% dei soggetti. (Bonfils, Corre' e Biacabe, 1999).
In un caso l'anosmia era ancora presente dopo 13 mesi dalla sospensione
dell'interferone (Kraus e Vitezic, 2000. Interessante ancora e' quanto
riportato tra le variazioni del senso dell'olfatto. Se la perdita dell'odorato
e' spesso accompagnata da un 50% di parosmie disturbanti (Bonfils Corre' e
Biacabe, 1999), psicotici al primo episodio hanno avuto una ipersensibilita'
all'acetato di isoamile e all'androstenone, le due sostanze usate come test
(Sirota, Davidson, Mosheva, Benhatov, Zohar, e Gross-Isseroff, 1999).
La diagnosi di anosmia puo' essere fatta con il The Alcohol Sniff Test (70%
di alcol isopropilico), anche nei bambini, l'1-2% dei quali, negli Stati Uniti,
ne sono colpiti. (Davidson,
Freed, Healy e Murphy , 1998.)
Il trattamento della malattia causativa puo' far riprendere la
funzione dell'odorato.
Sull'approccio psicologico insistono anche Koch-Gromus, e Schmeling-Kludas,
2000, come misura terapeutica a lato dell'intervento medico. Nella letteratura
da me consultata, non risultano riferimenti alla relazione tra anosmia e
stress.
Il caso.
Femmina, di 44 anni al momento della prima visita. E' sempre stata un po'
ipersensibile agli odori. Quello che segue e' una relazione scritta da lei
stessa.
La terapia di prova con carbamazepina 100 mg, bromazepam 1.5 mg e un
composto di amitriptilina 10 mg + perfenazina 2 mg vengono aggiunte glutammina
125 mg e piridossina 150 mg, il tutto a dosi giornaliere.
11.12.2000: Si sente in modo diverso. Ritiene ora di essere solamente
iperosmica. Ha sentito per un mese l'odore del legno e della gomma (plastica?),
ma ora percepisce entrambi in maniera meno intensa. Ha sensazioni di disgusto
per i profumi che le persone mettono addosso, ma anche questo si sta
attenuando. Ha riacquistato il senso del gusto.
A proposito del senso del gusto, riferisce di aver avuto quasi con certezza
una iniziale fase di ipersensibilita' ("ipergustativa"), seguita poi
da una fase di iposensibilita' ("ipogustativa"). E' stata meno
attenta a questo senso perche' quello dell'odorato la preoccupava molto di
piu'.
E' riuscita a controllarli con domperidone, e bicarbonato + succo di limone
(citrato di sodio). Ha fatto anche alcune applicazioni di agopuntura. Le
vertigini stanno calando. Erano sempre in relazione con movimenti bruschi del
capo che interessavano sempre il centro dell'equilibrio (labirinto).
Nei tempi successivi la paziente e il medico si vedono in maniera informale.
I sintomi progressivamente migliorano e resta inteso che, in ogni caso, la
terapia verra' protratta per un tempo totale di almeno 18 mesi.
25.03.2002: Ultimo controllo prima di sospendere la terapia. Ha avuto un
graduale e lento miglioramento. Meno disturbata dai profumi usati da terze
persone. Ha riacquistato tutti gli odori.
Gli danno ancora fastidio gli odori dei farmaci escreti con sudore e urine:
Era predisposta a sentire odori di mandorle, melone e cipolla nelle urine e nel
sudore.
Discussione.
Non e' facile classificare il tipo di anosmia qui descritto, secondo i
criteri di Gil-Carcedo, Gil-Carcedo, Vallejo e Ortega, 1999. Tenuto conto
dell'esordio, della mancanza di cause periferiche definite e dei buoni
risultati ottenuti a seguito di una terapia anti-stress, ci sembra che la cosa
piu' adatta sia la cornice di riferimento delle anosmie sensoneurali, varieta'
centrale, idiopatica.
Da ultimo, il trattamento non ha avuto alcun supporto psicoterapico,
nonostante questo sia ritenuto un elemento indispensabile del dispositivo
terapeutico (Koch-Gromus, e Schmeling-Kludas, 2000.
Si puo' addirittura pensare che esso riguardi cellule deputate
specificamente alla elaborazione degli stimoli degli idrocarburi alifatici. Il
dato potrebbe essere confermato sia dalla affermazione della paziente di aver
sempre avuto una particolare sensibilita' agli odori, in generale sia dalla
iperensibilita' agli odori dei detergenti, che sono dei derivati degli
idrocarburi.
L'associazione con l'iposmia costituisce una sindrome idiopatica descritta
da Henkin et al., 1971, o un esito parainfluenzale (Henkin et al, 1975).
Nel nostro caso l'ipogeusia lamentata trova sicuramente nell'anosmia o nella
parosmia una sua causa, ma non sappiamo se sia esauriente, non avendo la
paziente fatto test specifici per il senso del gusto.
E' stato messo in discussione se esista un tale fenomeno. La cosa piu'
probabile e' che esso esista, come esiste per i suoni, e per le luci. In
attacchi emicranici e' stata trovata una sensibilita' abnorme per tutti e tre
questi sensi (Adams e Victor, 1989).
Per chi ha avuto contatti con bambini autistici, in tanti di essi
l'ipersensibilita' ai suoni sembra un elemento indiscutibile, confermata dal
fatto che il bambino tende a limitarne l'ingresso chiudendo il padiglione
auricolare con le mani.
Sensazioni di ipersensibilita' del gusto per l'amaro o per l'acido sono
state descritte in certi pazienti tumorali (Adams e Victor, 1989).
La terapia antistress e antidepressiva a basso dosaggio posta in atto, come
saggio in un primo tempo, con azione sui recettori A e B del GABA, sulla
serotonina e sulla dopamina, aveva gia' mostrato una sua efficacia nel giro di
un mese. In quel momento fu integrata in modo di agire anche sulla GAD con la
piridossina e sulla neoproduzione di acido glutammico e quindi di GABA con la
glutammina.
Un sicuro legame tra disturbi dell'odorato e stress, in questa paziente, e'
dato dalla affermazione che i disturbi iperosmici aumentano in periodo
premestruale, i sintomi della cui sindrome non sono specifici, e sono stati da
me indicati come sintomi di stress (Cocchi, 1998).
Si deve annotare inoltre che il recupero dell'odorato e' passato attraverso
una fase di iperosmia, tappa intermedia comune al periodo della sua parziale
perdita. E' assai probabile che questa catena sensoriale -
normalita'-iperfunzione-ipofunzione/perdita e possibile ritorno - non sia una
fatto individuale di questa paziente, e non sia specifica per l'odorato, e che
essa possa essere influenzata, come e' avvenuto in questo caso, da farmaci.
Si tratta comunque di una considerazione altamente speculativa, che
necessita di molte altre conferme, al di la' di quella positiva parziale in
soggetti depressivo-nevrotici con ipersensibilita' al rumore.
Conclusioni.
Il recupero del gusto e dell'odorato, gia' iniziato a distanza di un mese,
si e' consolidato durante 18 mesi di terapia, con residuo di episodiche
sensazioni iperosmiche. Non e' chiaro se tale recupero sia stabilizzato, o sia
tale in relazione ad un equilibrio temporaneo, mantenuto per un certo periodo
anche dopo la sospensione dei farmaci.
Bibliografia.
Adams RG, Victor
M. Principles of Neurology. McGraw-Hill, New York, 1989.
Apter AJ; Gent JF;
Frank ME. Fluctuating olfactory sensitivity and distorted odor perception in
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Cocquyt VF; Van
Belle SJ. Anosmia associated with alpha-interferon treatment. Ann Oncol 1994, 5: 863.
Delank KW; Nieschalk M; Schmal F; Stoll W.
Besonderheiten in der Begutachtung von Riech- und Schmeckstorungen.
Laryngorhinootologie 1999, 78: 365-372.
Henkin
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Koch-Gromus U; Schmeling-Kludas C.
Psychoosmologie an der Jahrtausendwende: Von der "nasalen
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Zum 60. Geburtstag von Herrn Prof. Dr. Michael v. Rad. Psychother Psychosom Med
Psychol 2000, 50: 259-270.
Kraus I; Vitezic D
Anosmia induced with alpha interferon in a patient with chronic hepatitis C.
Int J Clin Pharmacol Ther 2000, 38:360-361.
42100 Reggio Emilia.
renatococchi@libero.it
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