UN QUARTO CASO DI ANOSMIA, CON CACOSMIA E AGEUSIA, TRATTATO CON TERAPIA ANTISTRESS E ANTIDEPRESSIVA.

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

(Altri 10 casi descritti) 

 

Riassunto.

Viene riferito il caso di una donna di 53 anni, già depressa, ipertesa, cefalgica, e con facilità alle risposte cardiache vagali, che dopo un episodio influenzale ha presentato successivamente anosmia, ageusia, e cacosmia.

I primi 2 mesi di terapia con farmaci antistress e antidepressivi hanno permesso la scomparsa della cacosmia, la riduzione dell'ageusia, la riduzione delle risposte vagotoniche, e un miglioramento modesto del sonno.

 

Parole chiave: Anosmia, cacosmia, ageusia, depressione, vagotonia, stress, farmacoterapia.

 

Anosmia e ageusia

Modulazione con farmaci delle reazioni di stress

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Verrà qui dato il resoconto di un nuovo caso di anosmia, con cacosmia e ageusia, con caratteristiche un po' particolari. Quello che segue é anche il risultato dei primi mesi di terapia, prevalentemente antistress, che sarà progressivamente aggiornato.

 

Il caso.

F., di 53 anni, madre di due figli, che si é presentata in ambulatorio lamentando anosmia, cacosmia e ageusia, insorte dopo un episodio infuenzale.

Marzo 2004, visita iniziale. Anosmica da circa una anno. Se n'é accorta esattamente nel marzo 2003, cui è seguita nell'aprile 2003 la disgeusia. Nell'estate scorsa é comparsa ageusia, e nell'agosto 2003 la cacosmia. Non sente più gli odori, ad esempio del caffè, del cioccolato, dei biscotti dolci. Il borotalco le dà nausea anche se non lo vede, ma il figlio l'ha usato. Tanti altri odori risultano falsati e sgradevolissimi. Durante le gravidanze, oltre 25 anni fa, aveva avuto sia ipersensibilità a certi odori (iperosmia) che repulsione (cacosmia).

L'anosmia è stata indagata con esami all'apparato nasale, risultati negativi, come é risultata negativa una RMN al cervello. Un trattamento con prednisone per una settimana non ha dato alcun esito.

Disturbi di dominanza emisferica: Tende a fare brutti sogni. Ha un pensiero intrusivo fluttuante che dura anche di notte,

Sintomi depressivi e di stress: Attualmente é ipertesa, in terapia; tende alle risposte vagotoniche, con riduzione del polso a 42 battiti per minuto, ma non ha né pollachiuria né dolori colici con o senza diarrea. Il sonno é gravemente disturbato con insonnia iniziale, frequenti risvegli e risveglio mattutino anticipato. Per addormentarsi usa iperstimolazione uditiva (televisione accesa). Non sbava nel sonno, non ha bruxismo notturno, ma ha crampi notturni frequenti. Non si alza stanca, se riesce a dormire qualche ora verso le 7-8 del mattino. Ha fame appena alzata. Non mangia più dolci, in particolare la cioccolata. Le piace il brodo di carne o di dado, che non la disgusta. Non intolleranze a luci, rumori e confusione. Non serrato dentale di giorno. Non ha rilevato differenze tra mattino e pomeriggio, non ha sensazioni di sbandamento, né di svenimento. Ha brevi episodi tachicardici. Ha oppressione mediastinica, ma non bolo esofageo. Non iperidrosi palmare o ascellare. Ha astenie improvvise. Dislalica.

I suoi capelli sono normali, Ultimamente digerisce male. Ha cefalee frontali improvvise con diffusione centrocefalica, fotofobia e nausea. Non sintomi di tremore interno, né tremore esterno. Tende a stare in casa, e si sente abulica, per cui fa con fatica le faccende.

I sintomi somatici e depressivi sono stati curati con levosulpiride, retinolo+tocoferolo, venlafaxina, fluoxetina e s-adenosil-l-metionina, senza miglioramenti apprezzabili. Attualmente assume lorazepam 0.5 mg alla sera.

In passato ha avuto vertigini, astenia della mano destra, per cui non riusciva a trattenere gli oggetti, che le cadevano. Ritiene di essere una persona sensibile, più per quel che vede che per quel che ode.

Terapia iniziale (a dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125 mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 200 mg; lorazepam 1 mg; mianserina 24 mg.

 

Maggio 2004, primo controllo dopo due mesi di terapia. Va meglio. Scomparsa la cacosmia, ma é ancora anosmica. Per quanto riguarda i sapori, non distingue in maniera precisa al di fuori del "piacevole-spiacevole", però ora ha ripreso a mangiare dolci e a bere caffè, mentre due mesi fa non poteva farlo. Il borotalco continua a darle fastidio.

Il pensiero intrusivo non si é modificato. Continua a far brutti sogni.

Meno ipertesa, la frequenza cardiaca é ritornata sui 70 battiti per minuto. Ha problemi con il marito, per cui alla depressione già presente, ha aggiunto una quota notevole di depressione reattiva. Non fa che piangere. Si addormenta meglio, e si sveglia del tutto verso le 5 del mattino. Se non ha riposato abbastanza, tende a riprendere un po' di sonno verso le 8 del mattino. Continua a tenere la televisione accesa per addormentarsi di sera. Sono scomparsi i crampi notturni. Ora ha un lieve tremore alle mani, di tipo emotivo. Meno tachicardica. Aumentata l'oppressione mediastinica. Digerisce meglio. Non più cefalee, non più astenie improvvise. Sono aumentate le dislalie e i problemi di memoria nella scelta delle parole. Ancora abulica.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Mianserina 30 mg; clorimipramina 10 mg.

 

Discussione.

Un caso difficile per gli aspetti depressivi preminenti e di lunga data, recentemente aggravati per problemi di coppia.

A distanza di due mesi dall'inizio della terapia, l'anosmia non è variata, ma é scomparsa la cacosmia. Anche il disturbo del gusto sembra si stia modificando. Si sono ridotte le risposte vagotoniche, prevalentemente cardiache. Il sonno é ancora disturbato, ma in via di miglioramento per il suo mantenimento. L'insonnia iniziale, di tipo depressivo, persiste. E' scomparsa la cefalea.

Ancora una volta si conferma che al di là di un sintomo comune, l'anosmia, ogni organismo reagisce complessivamente secondo proprie modalità, per cui sarà sempre difficile impostare una terapia standardizzata valida per tutti.

Può infine essere interessante notare quel che é avvenuto per la cacosmia, ultimo sintomo a comparire e primo a cedere. La cacosmia é una percezione distorta (una illusione) o é l'equivalente di una allucinazione vera e propria? Nel primo caso dovrebbe precedere l'anosmia, cosa che non é avvenuta. Nel secondo caso, ci si deve chiedere perché l'organismo avrebbe necessità di costruirsi delle allucinazioni (dei sogni odorosi?). E' questo forse un meccanismo di compenso volto a rifornire di stimoli le aree cerebrali che altrimenti potrebbero diventare atrofiche, da non uso? E da che memoria verrebbero prelevati dei ricordi odorosi da inviare a queste aree?

Trattandosi di cacosmia, si deve pensare che la memoria implicata sia quella delle percezioni odorose sgradevoli, o quella che ha registrato il contrario delle percezioni odorose gradevoli. Se é un meccanismo di compenso, la sua minore necessità di essere posto in atto fa presupporre che arrivino stimoli da altra parte, dall'esterno quindi. Per cui anche l'anosmia starebbe cominciando a cedere, sia pure in un modo che non ha ancora raggiunto la consapevolezza del soggetto.

Si tratta di un groviglio di problemi che qui vengono solo accennati, e che richiederanno attenzione e discernimento per poter essere compresi. Di sicuro c'é questo. Non sono eventi che avvengono per caso, e non hanno a che fare con supposti paradossi, tipica razionalizzazione della nostra ignoranza.

 

 (Altri nove casi descritti) 

 

Bibliografia

Cocchi R. Un caso di anosmia-iperosmia con ipoageusia, da probabile stress, migliorata a seguito di una farmacoterapia antistress. Giugno 2002. <www-stress-cocchi.org/index.it.htm/Other1-it.htm>

  Cocchi R. Un secondo caso di iperosmia-anosmia con ipoageusia, migliorato a seguito di una farmacoterapia antistress. Dicembre 2003 (Aggiornato a marzo 2004). <www-stress-cocchi.org/index.it.htm/Other8-it.htm>

 Cocchi R . Un terzo caso di anosmia-iperosmia con ipogeusia, a seguito di stress e possibile infezione virale, migliorata con una farmacoterapia antistress. Dicembre 2003. (Aggiornato a marzo 2004). <www-stress-cocchi.org/index.it.htm/Other7-it.htm>

 

Immesso su Internet nel maggio 2004. Copyright by Renato Cocchi, 2004.

 

Corrispondenza: dr Renato Cocchi, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia

renatococchi@libero.it

 

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