DISLESSIA E DISORTOGRAFIA
IN UN RAGAZZO DI QUASI SEDICI ANNI CON RITARDO MENTALE E RITARDO SCOLASTICO,
TRATTATO CON FARMACI ANTISTRESS: RESOCONTO DEI PRIMI 22 MESI DI TERAPIA.
Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico.
Riassunto.
Viene riportato il caso di un ragazzo di 15;9
anni, con insufficienza mentale di grado lieve-medio, ritardo scolastico,
dislessia e disortografia. Una terapia con farmaci antistress durata già 22
mesi ha fatto probabilmente scomparire del tutto la disortografia, e ha ridotto
decisamente la dislessia. Oltre che migliorata la motricità, anche certi
aspetti comportamentali e cognitivi del ragazzo stanno modificandosi
positivamente, sia pur con le difficoltà che ha comportato una farmacoterapia
individualizzata.
Parole chiave: Dislessia, disortografia,
insufficienza mentale, depressione, stress, farmacoterapia.
Personalmente, sono convinto che la dislessia,
e la dis(orto)grafia quando l'accompagna, siano semplicemente sintomi di
difficoltà comunicative tra i due emisferi cerebrali. Come tali, possono essere
trovati in condizioni psicopatologiche diverse. Nel primo caso da me riferito
(Cocchi, 1990) concomitava una depressione infantile, nel secondo in cui la
dislessia era intermittente (Cocchi, 2004) c'era una depressione atipica in
soggetto adulto. in questo terzo caso un ritardo mentale é la condizione di
base. In un quarto caso, in terapia, ma non ancora riferito, c'é una sindrome
da deficit dell'attenzione con ipercinesia.
Una terapia con farmaci del disturbo
principale può essere molto difficile, se non impossibile, come nel caso qui di
seguito riportato, per l'intersecarsi di diverse variabili negative. Val
comunque sempre la pena di provare, perché qualche risultato lo si ottiene
sempre, per riduzione delle risposte di stress che la condizione morbosa
produce sempre, come stress interno. Questo approccio é indipendente dal
trattamento delle reazioni psicologiche secondarie, che spesso sono affrontate
con psicoterapia.
Il caso.
M, di 15;9 anni al momento della prima
visita Frequenta il primo anno di un istituto professionale per il
giardinaggio, come scuola più facile. Ben sviluppato, alto oltre 170 cm.
Gennaio 2003: Prima visita.
E' stato adottato all'età di sei anni,
provenendo da una famiglia con gravi difficoltà economiche e socio-relazionali.
Era piccolo per l'età e denutrito. Ha sempre avuto difficoltà scolastiche, con
presenza annuale dell'insegnante di sostegno. Gli é stato fatto ripetere un
anno di scuola, con l'intento di fargli recuperare il ritardo, che si è invece
mantenuto.
Attualmente é dislessico, in forma tipica,
con qualche sostituzione semantica, frequenti trasposizioni di lettere e
qualche confusione tra lettere graficamente simili, ma con diverso orientamento
spaziale. La disortografia consiste in uso disordinato dello spazio in cui
scrive, lettere di diversa grandezza e molti errori ortografici. Tende a
scrivere in stampato maiuscolo.
E' evidente un ritardo mentale che sembra al
confine tra lieve e medio, quasi certamente di tipo deficitario, con tendenza
al pensiero concreto. Ha molta difficoltà a capire i nessi logici, che ha
bisogno gli siano spiegati a lungo, caso per caso. Tende a generalizzare
impropriamente.
Un po' scorbutico e facilmente irritabile,
specie in famiglia, per cui riesce difficile fargli un rimprovero. Fa fatica a
ricordare, e se si insiste, si blocca del tutto. E' stato balbuziente. Dice di
non aver la testa vuota, ma piena di pensieri. Parla spesso da solo. Tende all'
ipertono muscolare, ed é più rigido verso sera. Al mattino riesce di più
intellettivamente. Tira al dolce, specie al cioccolato. Non particolare
preferenza per il brodo di carne. Normale gradimento per latte e formaggi. Fa
colazione presto. Tende a mangiare molto, anche fuori pasto. Forse soffre più
il caldo. Trattiene l'urina. Molto rallentato anche da un punto di vista
motorio, e un po' goffo. Non andrebbe mai a letto, fa fatica ad addormentarsi
ma poi dorme bene, non sonnambulismo, né pavor nocturnus, non parla nel sonno,
non bruxismo ma si succhia la lingua. E' molto pauroso. E' impacciato nei
rapporti interpersonali. Sceglie compagni più piccoli per giocare.
Non si hanno notizie su complicanze
gestazionali, o di parto, anche se appaiono probabili.
Terapia iniziale (a dosi giornaliere, per
via orale): Glutammina 250 mg; piridossina 150 mg; carbamazepina 50 mg;
amitriptilina 6 mg; oxazepam 5 mg.
Febbraio 2003: Primo controllo a distanza di
un mese.
Non ha avuto effetti collaterali da farmaci,
nemmeno sonnolenza iniziale. E' un po' più tranquillo, meno irritabile, più
disposto ad ascoltare le ragioni degli altri. Nei movimenti é più sciolto. A
casa, prende il libro in mano e ci studia. A scuola c'é un rifiuto.
Scrive meglio, utilizzando meglio lo spazio
del foglio, con l'altezza delle lettere meno discorde. Ha anche letto meglio.
Forse ricorda in maniera diversa. Dice che
ha sempre la testa piena di pensieri. Ancora titubante. Continua a parlare da
solo. Meno ipertono muscolare verso sera. Fa ancora fatica ad addormentarsi.
Pronuncia in maniera più chiara.
Nei rapporti interpersonali é meno rigido,
anche in casa, ma sceglie sempre compagni più piccoli per il gioco. Ora ha una
sorellina, che é stata anche lei adottata. L'appetito é più controllato, e
cerca meno dolci.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Carbamazepina 200 mg; amitriptilina 10 mg.
Aprile 2003, dopo 3 mesi di terapia.
L' amitriptilina é ritornata a 6 mg, perché
dava intontimento al mattino. La carbamazepina é stata sospesa perché è
comparsa allergia cutanea di tipo eczematoso-foruncoloide. Purtroppo la
sospensione della carbamazepina si é subito fatta sentire. Attualmente é molto
aggressivo e usa le mani contro i genitori. Fa di nuovo fatica ad
addormentarsi: Non fa le ore prescritte di scuola professionale. Cerca di più
dolci e formaggi. Motoriamente più sciolto, va in bicicletta. Gioca con
compagni più piccoli. Se ci sono ospiti in famiglia, tende a rinchiudersi in
camera.
I genitori sono sfiduciati.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Sospeso oxazepam. Nimodipina 30 mg; niaprazina 30 mg; diazepam
2 mg.
Settembre 2003, dopo otto mesi di terapia.
Studia meglio. Molto meno insicuro, ma in
maniera incosciente. D'estate non ha fatto nulla di scolastico, se non
obbligato. Ancora aggressivo. Si addormenta meglio. Sempre più Bastian
Contrario. Ha avuto un episodio pantoclastico fuori , per cui é stato
accompagnato a casa dai vigili. Si é spaventato molto. Un controllo EEG ha
mostrato una moderata attività theta, specie in in aree temporali dx.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Nimodipina 60 mg.
Aprile 2004, dopo quindici mesi di terapia.
Legge meglio, anche se anticipa delle
lettere, quando vuole fare in fretta. Disortografia limitata ad errori
ortografici, ma comunque diminuita. Scrive in stampato maiuscolo, ma con
lettere regolari in righe allineate. Frequenta sempre la scuola professionale.
Ha una attenzione limitata.
Adesso si addormenta bene, anche se non
andrebbe mai a letto. I genitori hanno notato che se non prende la terapia
prescritta, si vede subito perché si comporta peggio.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Clonidina 0.075 mg; amantadina 50 mg.
Giugno 2004, dopo 17 mesi di terapia.
La nuova variazione terapeutica é stata un
disastro imputabile probabilmente ad una ipersensibilità all'amantadina, che é
stata sospesa dopo 15 giorni, e sono stati aggiunti altri 2 mg di diazepam alla
sera. Era diventato aggressivo, fastidioso, oppositivo, molto più Bastian
Contrario, sempre in movimento e impulsivo. I genitori erano francamente
spaventati perché non riuscivano più a gestirlo.
Passato questo periodo disastroso, ora é più
tranquillo, meno irritabile, meno fastidioso, meno impulsivo e più riflessivo.
Legge meglio, più sciolto. A volte, non controllandosi, anticipa ancora una
lettera per un'altra. Scrive più correttamente, facendo meno errori di
ortografia. Se é più stanco, fa più errori. Al mattino, appena si alza, parla
di più. In certi momenti diventa iterativo, rifacendo la stessa domanda a cui
si é data risposta poco prima.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Amitriptilina 10 mg, oxcarbamazepina 150 mg.
Ottobre 2004, dopo 22 mesi di terapia.
Globalmente, va un po' meglio. Ha meno
scatti d'ira, è ancora un po' geloso della sorella, e in prima battuta,
tenderebbe a rimandare tutto quello che non è una scelta autonoma. E' più
disponibile ad accettare di discutere suoi eventuali deficit o comportamenti
inadeguati. La scorsa estate ha fatto l'animatore al CREST (un campo estivo)
con buoni risultati e ha fatto da baby-sitter alla sorellina, altrettanto bene.
Ha chiesto di entrare negli scout. Tende ad essere ripetitivo, se sotto stress.
Abitualmente non gradisce leggere, anche se è ancor meno dislessico. Ancora un
po' disortografico (tralascia le lettere doppie, non sempre rispetta maiuscole
e minuscole).
Con la psicologa che lo segue, tenta di
parlare di più e di mantenere viva la conversazione. Ha comportamenti
feticistici. Meno Bastian contrario ed accetta di più di essere ripreso. Tende
a non fare i compiti a casa. Ha sempre difficoltà a conoscere l'orologio e a
maneggiare il denaro. Mangia di più.
Terapia in corso (a dosi giornaliere, per
via orale): Oxcarbamazepina 300 mg; Glutammina 125 mg; piridossina 75 mg;
amitriptilina 10 mg; Diazepam 5 mg.
Discussione.
E' indubbio che tentare di mettere in
terapia un soggetto con insufficienza mentale, con dislessia, e dopo lo
sviluppo sessuale, non é una impresa semplice e si può andare incontro a
sorprese, come di fatto é avvenuto in questo caso. Due sono stati i momenti
inaspettati, la intolleranza allergica alla carbamazepina, prima sostituita con
la nimodipina, e ora con oxcarbamazepina. Poi c'é stata la sorpresa della
amantadina introdotta per agire sul deficit di attenzione. La fase di grande
eccitamento psicomotorio conseguito non può che essere collegabile con una
ipersensibilità individuale, tenuto conto che il dosaggio era stato volutamente
basso.
Sembra comunque che qualcosa stia
migliorando - la goffaggine motoria, ad esempio - e sarà certamente la quota di
pseudoinsufficienza mentale adesa alla insufficienza mentale, quella che potrà
ridursi.
Altro discorso riguarda invece la dislessia
e la disortografia. Per quest'ultima é difficile dire se sia ancora presente,
tenuto conto che l'elemento residuo, gli errori di ortografia, sta
progressivamente calando, come se si trattasse del recupero di un mancato
apprendimento.
Per la dislessia, non superata del tutto, e'
rimasto l'errore di anticipare una lettera per un'altra, ma anche questo
ridotto. L'aumento di questo errore in condizioni di stanchezza o quando si
vuol leggere in fretta conferma che ci può essere un legame con lo stress.
Questo spiegherebbe la compresenza di dislessia in condizioni
neuropsichiatriche diverse. Esiste dislessia pura? Non sono in grado di dare
una risposta a questa domanda, anche se non lo escluderei a priori. Almeno un
altro caso, già in terapia, ci aiuterà a capire meglio quello che, secondo me,
é solo un sintomo, e non una sindrome a se stante.
Bibliografia.
Cocchi R. Pseudo-insufficienza
mentale nell' insufficienza mentale: una cornice di riferimento. Riv. It. Disturbo Intellet. 1992, 5: 175-179.
Cocchi R. Un caso di dislessia in età
scolare, trattato con farmaci per 44 mesi. Riv. It. Disturbo Intellet.
1990, 3: 159-165.
Cocchi R. Dislessia intermittente in
un giovane adulto con insonnia iniziale, dislalie e cefalea. Risultati di un
trattamento con farmaci antistress e antidepressivi. Febbraio
2004<www.stress-cocchi.net/index-it.htm/Other9-it.htm>
Immesso in Internet nel giugno 2004. Copyright by Renato Cocchi 2004.
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