LA NICTURIA (O NOCTURIA) IN PERSONE ANZIANE SENZA PROBLEMI URINARI PERIFERICI PUO' ESSERE RIDOTTA O ABOLITA CON UNA FARMACOTERAPIA ANTISTRESS? RAPPORTO PRELIMINARE SU 7 CASI TRATTATI CON TERAPIA ANTIDEPRESSIVA-ANTISTRESS.

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

(Altri casi di risoluzione della nicturia con farmaci antistress) 

 

Sommario.

In 7 pazienti (5 F e 2 M; età media 68 anni alla prima visita, con ambito da 57 a 79 anni) tutti affetti da nicturia si è visto che modulando con farmaci le risposte di stress, la nicturia è scomparsa, considerando normale un risveglio per notte. In quattro casi su sette il sonno non ha più avuto alcuna interruzione. La nicturia è un disturbo dell'anziano, da iperstimolazione notturna parasimpaticotonica di origine cerebrale, probabilmente legato a stress da invecchiamento. A sua volta essa determina un aumento della condizione di stress, già per alterazione del ritmo sonno-veglia. Per questa via aumenta la frequenza di cadute, talvolta con lesioni, e induce minore vitalità durante il giorno.

Parole-chiave: Anziano, nicturia, stress, risveglio notturno, cadute, lesioni, vitalità, farmacoterapia.

 

Testo in inglese

Sintomi di stress

Altri

Modulazione con farmaci delle reazioni di stress

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Di recente, da parte di un collega medico, è stata attirata la mia attenzione sul fatto che la moglie anziana con depressione e tinnitus, in corso di terapia antidepressiva-antistress da me prescritta, aveva eliminato la necessità di alzarsi molte volte di notte, per andare ad urinare (caso no.5).

Una specifica domanda ad altre persone anziane di recente venute a visita di controllo tra novembre e dicembre 2004, ha permesso di rintracciarne altri 6 casi

 

Introduzione.

La nicturia (o nocturia) è il bisogno eccessivo di urinare di notte (almeno due risvegli per questo scopo), in particolare in persone anziane, ma non colpisce tutti quelli della stessa età (Weiss e Blaivas, 2000).

Di recente è stato particolarmente indagato in situazioni extrafamiliari, case di riposo o ospedali, specie in relazione alle cadute e ai possibili traumi susseguenti.

Nelle case di riposo per anziani i residenti hanno un significativo rischio di cadere anche in relazione alla nicturia (Hui-Chi, 2004).

A seguito di una indagine ospedaliera durata 13 settimane, si è visto che la metà delle cadute erano collegate a necessità di evacuazione, ed erano le più comuni in pazienti con oltre 65 anni. Le cadute da necessità evacuativa hanno maggior rischio di determinare susseguenti lesioni (Hitcho e coll., 2004).

In una indagine durata 3 anni, la maggioranza delle cadute in ospedale (73.5%) è capitata nelle stanze di degenza, un altro 20% sul pavimento tra la stanza e il bagno, o nel bagno (Von Renteln-Kruse e Krause, 2004)

Resta il fatto che dal 20% al 50% delle cadute in ospedale o in case di riposo sono dovute a necessità evacuative, specie di urina durante la notte, con rischio di traumi anche gravi.

Varie sono le condizioni che favoriscono questi incidenti. La pollachiuria (necessità di urinare più di 8 volte al giorno) e l'affrettarsi al bagno per urgenza di urinare, durante la notte, sono tra le prime, ma a esse si aggiunge la nicturia, come risveglio per necessità di svuotare la vescica due o più volte per notte.

E' un problema, specie nella sua presentazione notturna, che si è tentato di risolvere con farmaci agenti sul detrusore della vescica (antidepressivi triciclici a basso dosaggio, o ossibutinina cloridrato, o tolterodina tatrato), o con desmopressina acetato, analogo sintetico dell'ormone antidiuretico naturale.

Nella casistica qui presentata, tutti i pazienti vivevano ancora in famiglia.

 

Casistica.

1. F, 77 anni alla prima visita, affetta da psicosi ciclica non familiare, insorta post-partum da circa 45 anni. Aprile 2004: Vista in fase depressiva, in trattamento con carbolitio 300 mg, fluoxetina 20 mg, triazolam 0.125 mg.

Si sveglia 2-3 volte per notte per urinare.

Ultimo controllo: Inizio dicembre 2004: da 8 giorni è passata in fase maniacale.

Al momento del viraggio verso l'euforia, aveva in corso terapia con Carbolitium 300 mg; carbamazepina 200 mg, clomipramina 25 mg, oxazepam 15 mg, clotiapina 10 mg, clonidina 0.075 mg, amantadina 50 mg.

Da mesi 0-1 episodi di nicturia.

 

2. M, 57 anni alla prima visita, con esiti di ictus cerebrale all'emisfero di destro, con paralisi all'arto superiore sn e paresi all'arto inferiore sn.

Visto nel luglio 2003 per dolore continuativo alla spalla sn, riducibile solo con antidolorifici e non con agopuntura. Si ipotizza dolore talamico. Deve alzarsi 2-3 volte per notte per urinare. Terapia prescritta (a dosi giornaliere, per via orale) Glutammina 125 mg; SAMe 100 mg; piridossina 150 mg; carbamazepina 200 mg; creatina 2000 mg; clomipramina 20 mg; bromazepam 1 mg.

Terza decade di novembre 2004: ultimo controllo. In corso terapia con Amitriptilina + perfenazina 25 + 2 mg; Glutammina 62.5 mg; SAMe 100 mg; Creatina 2000 mg; Carbamazepina 300 mg; bromazepam 1 mg. Di notte dorme, con almeno 6 ore e mezzo di sonno continuato. Non deve più alzarsi per urinare.

 

3. F, 63 anni alla prima visita, con problemi agli occhi, depressione ansiosa atipica. Vista nella prima decade del settembre 2004, aveva in corso 2 mg al giorno di lorazepam. Si addormentava tardi e si svegliava presto, verso le 5 del mattino. Si alzava due volte per notte per andare in bagno. Messa in terapia con Glutammina 125 mg; Piridossina 75 mg; Carbamazepina 100 mg; Amitriptilina 6 mg; Lorazepam 0.5 mg.

Prima decade di dicembre, controllo dopo 3 mesi di terapia, variata portando l'amitriptilina a 10 mg. Non ha più bisogno di alzarsi di notte per urinare.

 

4. F, di 76 anni alla prima visita nel gennaio 1996, vedova, madre dell'autore, viveva sola da 12 anni, visitata settimanalmente dai figli. Soffre di depressione senile con ricadute 2-3 volte all'anno, perché smette di curarsi non appena sta bene. Attualmente è andata a vivere con la figlia, che si impegna per il controllo della assunzione dei farmaci. In cura con amitriptilina 16.50 mg + clordiazepossido 8.50 mg. Quando interrompe la terapia, deve alzarsi 4-5 volte per notte per urinare. In terapia si alza 1-2 volte per notte.

Ultimo controllo, nel novembre 2004, assenti segni di demenza. Dopo 8 anni di terapia, attualmente con glutammina 125, amitriptilina 12.5mg + clordiazepossido 5 mg, lorazepam 1.25 mg: polivitaminico con sali minerali 1 volta per settimana, non ha più avuto ricadute depressive e da almeno 6-7 anni non ha più necessità di alzarsi di notte per urinare.

 

5. F, di 66 anni, moglie di un medico, venuta a visita nella 3 decade del settembre 2004. Soffre di tinnitus intermittente, cominciato 5 mesi prima. Depressa e ansiosa, oltre che scarsamente disponibile all'uso di psicofarmaci. Assume 0.167 mg delorazepam e 150 mg piridossina, con nessun risultato. Dorme male anche perché si alza ogni mezz'ora per urinare. Il marito medico ha controllato la quantità notturna di urina, che è arrivata anche a 2,800 litri complessivi.

Prescritta terapia di glutammina 125 mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 100 mg; amitriptilina 10 mg; delorazepam 0.334 mg.

Ultima decade di dicembre 2004, dopo 98 giorni di terapia. Molto migliorata l'ansia e la depressione, invariato o leggermente diminuito il tinnitus. Al controllo precedente, la carbamazepina era stata portata a 200 mg. Dorme bene e non ha più bisogno di alzarsi di notte per urinare.

 

6. M, 57 anni alla prima visita in seconda decade di settembre 2004 per vertigini soggettive, irritabilità e deficit di memoria. Si deve svegliare almeno 3 volte per notte per urinare. Già in terapia con fluoxetina cloridrato e triazolam e levopropionilcarnitina. Prescritto (a dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125 mg; 5-idrossitriptofano 50 mg; piridossina 75 mg; amitriptilina 6 mg; oxazepam 7.5 mg.

Secondo controllo in seconda decade di dicembre 2004, con la stessa terapia in corso. Nicturia: 0-1 episodio per notte.

 

7. F, di 79 anni alla prima visita, venuta per depressione ansiosa senile e reattiva, con astenia. Si sveglia 3-4 volte per notte per andare in bagno ad urinare.

Terapia iniziale: Glicina 150 mg (in Biotassina TM), Vit B1-B6-B12 125mg + 125 mg + 0.5 mg, amitriptilina + perfenazina 10 mg + 2 mg, delorazepam 0.5 mg.

Seconda decade di dicembre 2004, secondo controllo, con sostituzione della glicina con la glutammina 250 mg, dopo il primo controllo. Episodi di nicturia 0-1 per notte.

 

Tab. 1: Riassunto dei farmaci (dosi giornaliere, per via orale) e risultati.

Farmaco

Dosaggio mg

No.pazienti

Glutammina

62.75-250

6

Piridossina

75-150

4

Carbamazepina

100-300

4

Amitriptilina

6-25

5

Clomipramina

10-25

2

Perfenazina

2

2

Oxazepam

7.5-15

2

Lorazepam

0.5-1.25

2

Delorazepam

0.334

2

Bromazepam

1 mg

1

Clordiazepossido

5-8.5

1

Carbolitium

300

1

Amantadina

50

1

Clotiapina

10

1

Clonidina

0.075

1

S-adenosil-l-metionina

100

1

Creatina

2000

1

5-idrossi-triptofano

50

1

Glicina (in Biotassina (R)

150

1

Vit. B1+B6+B12

125+125+0.5

1

   

Totale farmaci

20 // Media per persona: 5.7

  

Risultati sulla nicturia

Scomparsa

7 su 7 = 100%

Risveglio notturno

Scomparso

4 su 7 = 57.14 %

La nicturia non è più presente in 7 casi su 7 e in 4 casi su 7 non c'è più alcuna necessità di alzarsi per urinare. La combinazione dei farmaci è stata individualizzata.

 

Discussione.

Già dal titolo sembrerebbe esclusa, come problema urinario periferico, la cosiddetta "vescica instabile" non perché non ci sia una instabilità della vescica, ma perché, secondo me, non è un problema primario. Anch'essa potrebbe essere il risultato di una stimolazione parasimpaticotonica fluttuante a partenza cerebrale, come reazione di stress. Per l'enuresi notturna l'implicazione cerebrale non è un dato nuovo (Von Gontard et al, 2001), ma enuresi notturna e nicturia non sono lo stesso disturbo urinario.

Nessun paziente, del resto, aveva accennato ad una diagnosi simile durante la prima visita.

In secondo luogo il risultato non è stato cercato, ma è stato riferito incidentalmente la prima volta da un collega medico, particolarmente sensibilizzato al disturbo della moglie. Poi è stato indagato in maniera sistematica in pazienti venuti a controllo tra novembre e dicembre 2004. Questa è la ragione del resoconto, aneddotico, di questi primi 7 casi.

Il fatto che cinque casi su sette, riguardino donne, per ora non vuol dire nulla. Non permette di affermare, infatti, che si tratti di una prevalenza specifica del sintomo nel sesso femminile. Potrebbe essere semplicemente dovuto alla maggior facilità delle donne, anche anziane, di avere patologie depressive, o essere un dato del tutto casuale.

In ognuno di questi sette pazienti è stato prescritto almeno un antidepressivo triciclico, a volte sostituendo l'antidepressivo assunto in precedenza. L'azione anticolinergica (antispastica) periferica dell'antidepressivo triciclico può aver contribuito al migliorato controllo dello svuotamento della vescica, per azione sul muscolo detrusore. Personalmente, per questi casi, non sono certo dell'efficacia di tale azione, come del resto noto dalla letteratura sull'argomento (Pontari, 1997).

Altri antispastici utilizzati includono l'ossibutinina come inibitore dell'acetilcolina e il tartrato di di tolterodina, come antagonista del recettore acetilcolinergico muscarinico (Anderson, 2002). Nessuno di essi è stato utilizzato con questi pazienti.

Diversa l'azione indotta dalla desmopressina acetato, analogo sintetico dell'ormone antidiuretico naturale, sulla nicturia. Riducendo l'increzione urinaria, riduce il riempimento vescicale e lo stimolo allo svuotamento (Asplund et al, 1999; Mattiasson et al., 2002; Lose et al., 2003, Rembratt, Andersson e Norgaard, 2003). In questo modo permette intervalli di sonno più lunghi e riduce lo stress da sonno interrotto, che si ripercuote sulla vita e sull'attività diurna (Kobelt, Borgstrom, e Mattiasson, 2003). Nessuno di questi pazienti lo aveva utilizzato.

Avendo agito sulla depressione, con i triciclici, il 5-drissitriptofano, e la s-adenosil-l-metionina, e sullo stress con le benzodiazepine, la glutammina, la piridossina e la carbamazepina, il risultato sullo stress è stato sicuramente più completo e ha trovato, come effetto non cercato, la riduzione entro i limiti della normalità, o la scomparsa dei risvegli per nicturia.

 

Conclusioni.

La nicturia, come risveglio per necessità di urinare, è un disturbo dell'anziano, probabilmente legato a stress da invecchiamento. A sua volta esso determina un aumento della condizione di stress, per alterazione del ritmo sonno-veglia. Per questa via aumenta la frequenza di cadute, anche con lesioni, e minore vitalità di giorno.

Nei 7 casi presentati si è visto che modulando con farmaci le risposte di stress, la nicturia è scomparsa, considerando normale un risveglio notturno. In quattro casi su sette non c'è più stato alcun risveglio notturno.

 

(Altri casi di risoluzione della nicturia con farmaci antistress) 

 

Bibliografia.

Andersson, K.E. The pharmacological treatment of nocturia. BJU Int., 2002, 90 Suppl 3: 25-27.

Asplund R, , Sundberg B, Bengtsson P. Oral desmopressin for nocturnal polyuria in elderly subjects: a double-blind, placebo-controlled randomized exploratory study. BJU Int 1999, 83: 591-595.

Hitcho EB, Krauss MJ, Birge S, Claiborne Dunagan W, Fischer I, Johnson S, Nast PA, Costantinou E, Fraser VJ. Characteristics and circumstances of falls in a hospital setting: a prospective study. Journal of General Internal Medicine, 2004, 19::732-739.

Hui-Chi H. A checklist for assessing the risk of falls among the elderly. Journal of Nursing Research; 2004,12:131-142.

Kobelt G, Borgstrom F, Mattiasson A. Productivity, vitality and utility in a group of healthy professionally active individuals with nocturia. BJU Int., 2003 91: 190-195.

Lose G, Lalos O, Freeman RM, van Kerrebroeck P and The Nocturia Study Group. Efficacy of desmopressin (Minirino(r)) in the treatment of nocturia. A double-blind placebo-controlled study in women. Am J Obstet Gynecol., 2003, 189: 1106-1113.

Mattiasson A, Abrams P, Van Kerrebroeck P, Walter S, Weiss J. Efficacy of desmopressin in the treatment of nocturia: a double-blind placebo-controlled study in men. BJU Int. 2002, 89: 855-862.

Pontari, M. Interstitial Cystitis Update. Infect Urol 1997,10:75-79.

Rembratt A, Andersson K-E, Norgaard JP. Desmopressin in elderly patients with nocturia: short-term safety and effects on urine output, sleep and voiding Patterns. BJU Int., 2003, 91: 642-646.

Von Gontard A, Schmelzer D, Seifen S, Pukrop R. Central nervous system involvement in nocturnal enuresis: evidence of general neuromotor delay and specific brainstem dysfunction. J Urol., 2001, 166: 2448-2451.

Von Renteln-Kruse W, Krause T. Fall events in geriatric hospital inpatients. Results of prospective recording over a 3 year period. Gerontology and Geriatrics. 2004, 3: :9-14.

Weiss, JP, Blaivas JG. Nocturia. J Urol., 2000, 163: 5-12.

 

 Immesso in Internet il 21 dicembre 2004. Copyright by Renato Cocchi, 2004.

 

Corrispondenza: Dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia

renatococchi@libero.it

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