VERTIGINI SOGGETTIVE IN UN UOMO DI 66 ANNI E LORO SCOMPARSA CON TERAPIA ANTIDEPRESSIVA-ANTISTRESS.

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

Riassunto.

In un uomo di 66 anni sofferente da 2 mesi di vertigini soggettive da causa sconosciuta, senza implicazione cerebellare, la presenza di sintomi di stress e di depressione mascherata ha condotto alla prescrizione di una farmacoterapia antidepressiva-antistress (amitriptilina, oxazepam, glutammina, piridossina) a basso dosaggio, con scomparsa delle vertigini dopo 3 mesi di assunzione, nel quadro di un miglioramento generale.

Viene fatta l'ipotesi che le vertigini soggettive possano essere un sintomo aspecifico di reazione di stress.

Parole chiave: Vertigini soggettive, sintomo aspecifico, cervelletto, stress, depressione, farmacoterapia, amitriptilina, oxazepam, glutammina, piridossina.

 

Testo in inglese

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Modulazione con farmaci delle reazioni di stress

Sintomi di stress

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E' arrivata a consultazione una persona anziana che lamentava vertigini soggettive da oltre due mesi. Il caso è stato trattato con terapia antidepressiva-antisptress per 3 mesi. Aveva in corso una terapia antiipertensiva con furosemide, che viene indicato come una delle possibili cause di vertigine oggettiva. Il furosemide non è stato sospeso, almeno per ora, ma il paziente è stato avvertito del rischio dell'insorgenza di vertigini oggettive, e ha continuato la terapia da me prescritta. Ho voluto riportarne la storia perché essa si presta ad alcune considerazioni su un sintomo elusivo e sfuggente come quello delle vertigini soggettive.

 

Breve informazione sulle vertigini soggettive.

La vertigine non è una malattia, ma un sintomo, e si riferisce ad un disturbo dell'equilibrio come sensazione di rotazione ambientale (vertigine oggettiva) o di sbandamento o di movimento rotativo parziale del corpo (vertigine soggettiva). Si parla anche di vertigine, secondo me non sempre propriamente, a proposito di sensazioni di capogiro, stordimento, mancamento, instabilità.

Le vertigini soggettive hanno insorgenza subdola e intensità ridotta, durata continua o subcontinua, di solito senza sintomi neurovegetativi, senza disturbi dell'udito, ma con possibili sintomi neurologici dovuti alla malattia cerebrale causale, se c'è.

Possono essere il risultato di un disturbo primario del sistema vestibolare centrale, vale a dire nervo vestibolare, tronco encefalico, cervelletto, aree del cervello che sono implicate nel controllo della coordinazione, dell'equilibrio, del movimento, della pressione arteriosa e della coscienza. Ci sono disturbi vestibolari centrali, spesso secondari ad altre affezioni, che possono causare vertigini soggettive. Essi sono stati riscontrati in corso di:

- malattie del sistema nervoso centrale, come ictus o emorragia;

- tumori del sistema vestibolare centrale, in particolare il neurinoma acustico;

- emicrania, in cui il 30-50% delle persone soffre anche di vertigine;

- sclerosi multipla, con la demielinizzazione del tronco encefalico o del cervelletto;

- alterazioni del ritmo cardiaco con bradicardia o tachicardia;

- ipotensione ortostatica, nei diabetici, nella disidratazione e nell'anemia;

- malattie sistemiche che colpiscono reni o tiroide.

In un certo numero di soggetti la causa della vertigine soggettiva è del tutto sconosciuta.

 

Il caso.

M, di 66 anni alla prima visita, sposato, con figli adulti, lavora nel commercio.

Seconda decade di settembre 2004: Lamenta vertigini soggettive da almeno due mesi, irritabilità ("nervosismo") e deficit di memoria. Non ha sensazioni di svenimento.

All'esame neurologico obbiettivo non si segnalano alterazioni, non sono presenti disturbi della funzione cerebellare, cammina in maniera normale.

Non risultano malattie sistemiche, ad esclusione di ipertensione essenziale, per cui assume furosemide, una compressa da 25 mg al giorno. PA 90-130, con polso 71 battiti per minuto.

Dorme discretamente e sogna molto. Non parla nel sonno, e raramente perde saliva mentre dorme. Ha una figlia che si è separata dal marito, e questo lo disturba. Non si ritiene depresso. Sta meglio se è impegnato a far qualcosa. Ha la testa con tanti pensieri, ma questo non gli dà fastidio. Sopporta male il rumore e la confusione. Indifferente a caldo e freddo. Al mattino ha fame subito. Tende a mangiare dolci, senza preferenze. Gradisce il brodo di carne. Non mangia latte. Non cefalgico, lo è stato in passato. Alvo regolare. Non dislalico, ma a volte fatica a trovare la parola giusta. Ha astenie improvvise, senza ragione.

Raramente ha tachicardia, talvolta fame d'aria, non senso di oppressione mediastinica, non nodo alla gola. Spesso avverte un raspino in gola. I suoi capelli sono grassi. Ha qualche difficoltà a mantenere l'erezione.

Terapia di prova (a dosi giornaliere, per via orale): Amitriptilina 6 mg; glutammina 125 mg; 5-idrossitriptofano 50 mg; piridossina 75 mg; oxazepam 7.5 mg.

 

Seconda decade di Ottobre 2004, primo controllo a distanza di 35 giorni.

Sta meglio, si sente più tranquillo. All'inizio ha avuto un po' di nausea. Quasi scomparse le vertigini. E' ancora presente il deficit di memoria, ma ricorda un po' di più. Migliorata l'erezione. La testa è sempre affollata di pensieri. Ha sopportato di più il rumore e la confusione. Non sa se ha avuto più facilità a trovare le parole giuste, perché non ci ha sfatto attenzione. Non ha più avuto astenie improvvise. Forse ha avuto meno il raspino in gola. Esce di più per il suo lavoro. Il sonno è migliorato e non ha più bisogno di dormire al pomeriggio.

Nessuna variazione di terapia.

 

Seconda decade di Dicembre 2004, secondo controllo a 97 giorni dall'inizio della terapia.

Sta meglio. Le vertigini sono scomparse. In casa non è più irritabile, lo è ancora un po' in ufficio. Ultimamente ha avuto un episodio di rialzo della pressione arteriosa. La memoria sembra migliorata e fa meno fatica a trovare le parole giuste. La testa è meno affollata di pensieri. E' sempre un po' puntiglioso. Non ha più avuto bisogno di dormire al pomeriggio, e di notte dorme bene. Si svegliava 2-3 volte per urinare (nicturia), mentre ora va in bagno solo al mattino. Non più astenie improvvise. Molto ridotti la fame d'aria e il raspino in gola. Non esce di più di casa, al di fuori del lavoro. Vita sessuale invariata.

Variazione terapeutica ( a dosi giornaliere, per via orale): Amitriptilina 8 mg; oxazepam 15 mg.

 

Discussione.

Innanzitutto le vertigini sono scomparse, è meno irritabile (meno "nervoso") e ha migliorato la memoria. Erano le tre ragioni per cui era venuto a visita. Come dato positivo collaterale, la nicturia è scomparsa, ottavo caso che si aggiunge agli altri sette specificamente riportati in precedenza (Cocchi, 2004). Anche qui la terapia antidepressiva-antistress ha ottenuto un simile miglioramento in tre mesi.

Nonostante il paziente l'avesse negata, c'era una base depressiva, sia probabilmente legata all'età, che reattiva alle vicende coniugali della figlia, che si esprimeva con irritabilità e una tendenza all'isolamento sociale.

Il disturbo dell'erezione ha consigliato di essere cauti con l'antidepressivo triciclico, usato a bassissimo dosaggio. Anche così, all'interno di una politerapia ad azione sinergica, agente su glutammato e GABA, esso ha funzionato.

Non è chiaro se la condizione cerebrale di glutammato e GABA fosse: 1. in prevalenza deficit sul recettore GABAergico di tipo A, quindi ridotta inibizione GABAergica di tipo A; 2. o, almeno per certe aree cerebrali, anche un aumento di inibizione GABAergica di tipo B e retroattivo aumento del glutammato.

Ci sono molti elementi che indirizzano nella direzione della prima ipotesi.

Di fatto c'erano due sintomi compensatori indicanti il bisogno di aumentare la sintesi di questi due neurotrasmettitori. L'accresciuta introduzione alimentare di dolci porta ad una accresciuta destinazione di glucosio sul ciclo di Krebs, una delle due vie per aumentare la produzione del glutammato e del GABA, suo derivato.

L'altro era quello delle astenie improvvise, come da massiccia richiesta di glutammina, l'altro precursore di glutammato e GABA, prodotta in fretta nel muscolo a spese dell'APT.

A favore della seconda ipotesi ci starebbe solo l'affollamento di pensieri, peraltro controllato. E' un sintomo di iperfunzione glutammergica localizzata?

Potrebbe però starci anche come reazione compensativa ad un deficit glutammergico e questo potrebbe spiegare la mancanza di perdita di controllo del disturbo, pur nell'eccesso di pensieri.

Contro ci stanno 1. Raramente il paziente perde saliva mentre dorme; 2. è indifferente a caldo e freddo; 3. al mattino ha fame subito; 4. gradisce il brodo di carne, che è un idrolizzato con glutammina e acido glutammico; 4. ha capelli grassi (deficit periferico di vit. B6, per aumentato consumo centrale? Come piridossal-fosfato la vit.B6 è il cofattore di almeno 60 reazioni cerebrali. Tra queste è il cofattore di tutte le decarbossilasi, compresa, ovviamente quella dell'acido glutammico (GAD) per la sua trasformazione in GABA).

Potrebbero starci anche il deficit di memoria e la difficoltà della scelta lessicale che sono migliorati con la terapia in corso (criterio ex-juvantibus).

L'intacco del percorso inverso GABA-glutammato è espressione dello stress. In questo caso la sua alterazione sembra essere limitata al deficit di inibizione A GABAergica per deficitaria sintesi di GABA.

Sono farmaci antistress la glutammina, la vitamina B6 e l'oxazepam, quest'ultimo tale come tutte le benzodiazepine. (Per lo stress e la terapia antistress, vedi Cocchi R., 1999)

Occorre ora ritornare alle vertigini soggettive.

Dobbiamo ricordare che sono un sintomo aspecifico, non sempre in correlazione con cause morbose conosciute. In questo paziente non si ha a che fare con sensazioni di svenimento, espressamente negate, e che non sono necessariamente vertigini soggettive.

Mancando la presenza di sintomi cerebellari oggettivi all'esame neurologico, sembra che, in questo paziente, si possa escludere il cervelletto come sede morbosa implicata, per cui resterebbero nervo vestibolare e tronco encefalico.

Non ci sono cause morbose conosciute nell'anamnesi ma ci sono sicuramente depressione e stress, anche se non pesanti.

Per quanto sia stato suggerito al paziente di far attenzione perché il furosemide potrebbe portare allo sviluppo di vertigini oggettive, di fatto non sono stato in grado di trovare letteratura che confermi un passaggio in questa direzione a partire da vertigini soggettive. Non credo comunque che sia impossibile.

Le vertigini sono scomparse con terapia antidepressiva-antistress, quindi, sempre ex-juvantibus, si può ipotizzare un qualche legame con lo stress che si manifesta sempre e soltanto con sintomi aspecifici di reazione dell'organismo.

Naturalmente, si tratta di una ipotesi che necessita di sostanziose verifiche e conferme.

 

Conclusioni.

In un uomo di 66 anni sofferente da 2 mesi di vertigini soggettive da causa sconosciuta, la presenza di sintomi di stress e di depressione mascherata ha condotto alla prescrizione di una terapia antidepressiva-antistress a basso dosaggio, con scomparsa delle vertigini dopo 3 mesi di terapia nel quadro di un miglioramento generale.

Viene fatta l'ipotesi che le vertigini soggettive possano essere un sintomo aspecifico di reazione di stress.

 

Bibliografia.

Cocchi R. La nicturia (o nocturia) in persone anziane senza problemi urinari periferici puo' essere ridotta o abolita con una farmacoterapia antistress? Rapporto preliminare su 7 casi trattati con terapia antidepressiva, antistress. 2004 <www.stress-cocchi.net/Other15-it.htm>

Cocchi R. Terapia con farmaci del bruxismo, come modulazione delle risposte di stress. Riv. It. Disturbo Intellet. 1999, 12: 59-69. <www.stress-cocchi.net/Drugs3-it.htm>

 

Immesso in Internet il 15 Gennaio 2005. Copyright by Renato Cocchi, 2005.

 

Corrispondenza: Dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia

renatococchi@libero.it

 

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