"COME UNA MASCHERA CHE PREME SUL
VOLTO". SU UN PARTICOLARE SINTOMO TRA GLI ESITI STABILIZZATI DI PARALISI
DEL NERVO FACCIALE.
Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico.
(Altri 3 testi sulla paralisi del nervo facciale)
Riassunto.
Viene descritto come esito stabilizzato
di una paralisi del nervo facciale la sensazione bilaterale "come di una
maschera che preme sul volto".
Si fanno delle ipotesi su una sua
possibile comprensione.
Key words: Nervo facciale, paralisi,
esiti stabilizzati, parestesia, "come una maschera che preme sul
volto".
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All'inizio di una farmacoterapia per una
depressione atipica, in una donna di 54 anni, è ricomparso un sintomo
particolare, "l'impressione come di una maschera che preme sul
volto". Questo è la definizione del sintomo data dalla stessa paziente. Il
medesimo sintomo era già stato riportato da un'altra ragazza con esiti
cosiddetti "stabilizzati" di paralisi del facciale.
Pertanto, ho chiesto alla nuova paziente se
aveva avuto in passato una paralisi del nervo facciale, avendone la conferma.
Ho voluto riportarlo in questa breve nota,
non avendone trovato menzione nella letteratura consultata (Medline e il motore
di ricerca Google).
Il caso.
F, di 54 anni, sposata, e impiegata.
Inizio del febbraio 2005. Da oltre 2 anni è
depressa e ansiosa, in cura con triazolam 0.50 mg e clorimipramina 75 mg (dosi
giornaliere, per via orale). Per quasi due anni è stata bene, ma ora è ricaduta
nonostante la terapia in corso.
Riporta di aver ridotto a metà la dose del
triazolam, perché le dava intontimento, ma le è ritornata ansia e paura, ed è
ricomparso un sintomo particolare "come l'impressione di una maschera che
le preme sul volto", comprese le orecchie. Ritiene che si tratti di un
sintomo depressivo, ma, ad una mia precisa domanda, risponde di aver avuto una
paralisi del nervo facciale a destra, 12 anni prima. All'esame esterno, non ci
sono altri segni di esiti stabilizzati di tale paralisi, ma una lieve
parestesia se si tocca il volto, sia a destra che a sinistra.
Discussione.
L'idea di un rapporto tra questo sintomo e
una pregressa paralisi periferica del nervo facciale, mi è venuto perché la
paziente precedente aveva usato quasi le stesse parole, scritte da lei stessa.
"L'unico problema sul facciale è che ho ancora quella sensazione di
costrizione sul viso, come se avessi una maschera che preme sul mio
volto". (Cocchi, 2004).
Tra i due casi ci sono alcune differenze.
Mentre sembra che nel caso precedente il sintomo, che è bilaterale, potesse
provenire da una paralisi bilaterale del nervo facciale, anche se di diversa
intensità, in questo secondo caso la paralisi del facciale era solo a destra.
Nella prima paziente il sintomo era ricomparso a circa 3 anni dalla paralisi
iniziale, in questo secondo caso siamo a 12 anni di distanza.
Quasi certamente in entrambi i casi, anche
se non chiarissimamente nel primo dei due, il sintomo è fluttuante e ricompare
in situazione di depressione, o forse sarebbe meglio dire di stress.
Il fatto che il sintomo sia bilaterale anche
quando la paralisi è stata monolaterale, permette ipotesi interpretative
differenti.
Si può pensare che in realtà, all'esordio,
non ci sia una paralisi monolaterale esclusiva e ben definita, ma in realtà che
anche l'altra emifaccia sia sempre implicata sia pur in maniera subclinica.
Contro questa ipotesi ci sta il fatto che il sintomo non è descritto, e che
nell'esame obbiettivo in stato acuto si fanno sempre confronti tra le due parti
del viso.
L'impressione di "una maschera che
preme sul viso" è solo un sintomo residuale, un esito stabilizzato. Strano
che non sia stato descritto, o che almeno io non sia stato in grado di trovarne
una descrizione. L'averlo ritrovato a 12 anni di distanza in una persona che
non aveva apparentemente altri sintomi residuali stabilizzati fa comunque
pensare ad una instabilità dei nuclei del nervo facciale, a livello del ponte e
del bulbo del cervello.
Trattandosi di un sintomo sensitivo e non
motorio, il nucleo interessato potrebbe essere il nucleo del fascicolo
solitario che è già bulbare, ma non risulta (Adams e Victor, 1989) che esso
raccolga la sensibilità della cute del volto, una sensibilità, tra l'altro, in
cui è evocata una sensazione di pressione.
Altro elemento curioso è la bilateralità del
sintomo. C'è da qualche parte, una specie doppia innervazione, come per la
componente motoria del nucleo del nervo facciale che controlla la parte
superiore del volto, e che riceve un imput corticale bilaterale? O si tratta di
un fenomeno di mirroring conseguente ad una instabilità cellulare del
nucleo sensitivo (quale?) interessato dalla paralisi sopranucleare, con
tendenza alla ripetizione della instabilità nel nucleo del lato opposto?
Questi sono alcuni dei problemi che questo
sintomo singolare mette in conto e sui quali, per ora si possono fare solo
delle ipotesi.
Bibliografia.
Adams RD, Victor M.
Principles of Neurology. McGraw-Ill, New york 1989 (Trad. Italiana: McGraw-Ill
Libri Italia, Milano 1992.
Cocchi R. Una ragazza
con esiti di paresi bilaterale periferica del nervo facciale da neurite
erpetica e trattata con terapia antistress (aggiornamento a dicembre
2004)..<www.stress-cocchi.net/Other12-it.htm>
Inserito in Internet il 20 febbraio 2005.
Copyright by Renato Cocchi, 2005.
Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia
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