UN CASO DI CACOSMIA-FANTOSMIA INTERMITTENTE, SENZA ANOSMIA, O IPEROSMIA, DATANTE DA 14 ANNI, IN UN UOMO DI 40 ANNI.

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

Altri 10 casi di disturbi dell'odorato.

 

Riassunto.

Viene riportato un caso puro di cacosmia-fantosmia intermittente, senza anosmia, iperosmia e ageusia, datante da 14 anni, in un uomo di 40 anni, scatenata senza apparente ragione o da forte stimolo olfattivo, e con sua scomparsa durante il sonno. E' stata tentata una terapia volta a migliorare presumibili deficit o eccessi neurochimici cerebrali, durata 33 giorni, non essendosi più il paziente presentato a controllo. La descrizione accurata del caso ha permesso di tentarne una possibile spiegazione neuropatologica.

Parole chiave: Cacosmia, intermittenza, sonno, uomo, glutammato, farmacoterapia, ipotesi causale.

 

Testo in inglese

Modulazione con farmaci delle reazioni di stress

Anosmia, iperosmia ecc.

Depressione e stress

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E' capitato alla mia osservazione un caso puro di cacosmia-fantosmia intermittente, senza anosmia, iperosmia e ageusia, datante da 14 anni, in un uomo di 40 anni. Vista l'eccezionalità della situazione morbosa e di così lunga durata, da me inizialmente trattata con farmacoterapia, che non è stata proseguita, ne ho fatto comunque la storia qui di seguito.

Il caso.

M, di 40 anni alla prima visita, impiegato nel settore terziario privato.

Così fu descritta dalla fidanzata medico, alla richiesta di una visita per posta elettronica.

"Da circa 14 anni soffre di una fastidiosissima cacosmia. Stiamo insieme da ormai molti anni e ho potuto constatare che al primo stimolo olfattivo intenso o comunque ritenuto tale da lui, gli scatta la crisi. Questa consiste nell'avvertire degli odori sgradevoli inesistenti oppure odori esistenti ma grandemente modificati sempre in senso sgradevole. La crisi continua fino a che non va a letto e termina con il sonno notturno. Salvo riprendere al primo stimolo del mattino successivo, cosa che di solito avviene molto presto.

In verità negli ultimi tempi ha trovato un modo per interrompere la crisi fino al successivo stimolo. In pratica, si piega su se stesso come per toccarsi con le mani le punte dei piedi e fa una espirazione forzata a glottide chiusa per qualche secondo. Tipo, per intenderci, una manovra di Valsalva. Si comprende bene come questa manovra, in quella posizione, aumenti in modo pericoloso la pressione endocranica e ripeterla 5-10 volte al giorno non è salutare. Prova ne sia il fatto che dopo averglielo predetto per molto tempo, circa una settimana fa gli è venuto un ematoma sottopalpebrale destro che molto lentamente si sta riassorbendo. Da quel giorno gli ho vietato assolutamente di ripetere la manovra.

Conseguenza di tutto ciò è che la crisi arriva al mattino e le dura tutto il giorno. Può immaginare quanto possa essere psicologicamente invalidante questa situazione anche sul posto di lavoro.

Dietro consiglio di un Professore canadese, contattato via Internet, specialista nel campo e di cui adesso mi sfugge il nome abbiamo provato il gabapentin ma senza alcun beneficio. Abbiamo richiesto ed eseguito dei test olfattivi in USA che hanno solo messo in evidenza lievissime anomalie. Una TAC eseguita anni addietro non ha mostrato nulla di rilevante a carico dell'encefalo."

Giugno 2004: Prima visita; uomo con cacosmia iniziata 14 anni fa. Dice che le può durare anche tutto il giorno. In realtà nel sonno la cacosmia si interrompe, ma può riprendere anche al mattino presto e durare fino al successivo addormentamento. Può conseguire alla percezione di un odore, che viene distorto o iniziare senza alcuno stimolo olfattivo. Non sono presenti anosmia, iperosmia e ageusia. L'odore dei cibi, però, specie del caffè, può scatenare l'attacco cacosmico.

Non c'è progressione nella cacosmia. Se la "crisi" comincia, comincia già al massimo livello di intensità. La lunga durata in ore porta ad escludere che sia un fenomeno epilettico o epilettoide. Negli EEG eseguiti non é mai stato trovato nulla di anormale.

Attualmente frequenta una palestra, di sera, ma il fare esercizio fisico non interrompe l'episodio cacosmico in corso, né ha modificato la frequenza degli attacchi. Se dorme poco, la crisi non passa. Su consiglio di uno specialista canadese ha assunto 200 mg al giorno di gabapentin, senza alcun risultato. Quando gli capitano attacchi di cefalea emicranica, con sede alternante, a volte si ha una attenuazione. La stimolazione odorosa (gas di scarico, sali da bagno, fumo di sigaretta, caffé, profumi da toilette) o quando si soffia il naso, sono elementi scatenanti. Al test: Qual'è il contrario del colore Rosso? risponde: Nero (?). La domanda l'ha messo a disagio perché non ha obbedito subito alle consegne. Rimproverato in proposito, si é emozionato e gli si è scatenato una attacco (ore 12 e 20 circa), che oggi non aveva ancora avuto. Ha momenti disforici.

Viaggiare in automobile e comunque con qualsiasi mezzo di locomozione non modifica il quadro. La frequenza di episodi non varia. Anche l'attività sessuale non modifica la crisi in corso, ma difficilmente scatena la crisi, se non c'è.

Non risultano problemi di gravidanza e di parto, che é stato a termine, con peso alla nascita di 3600 grammi. Nel primo anno di vita non ci sono stati sintomi o comportamenti che possano far pensare ad una qualche sofferenza cerebrale. Nega traumi cranici. E' sempre stato un bambino sereno. Andava meglio in matematica. Sopporta bene luce, rumore e confusione. Soffre il freddo. Capelli normali. Non pensiero intrusivo, ma tende al "pensiero negativo", in realtà é apprensivo (vede sempre il bicchiere riempito a metà, come mezzo vuoto). Non conta senza ragione, non sbava nel sonno, non parla nel sonno, non crampi muscolari notturni, raro bruxismo, non si alza stanco. Deve far colazione subito. Gradisce normalmente dolci e brodo di carne. Non assume latte, ma latticini in misura normale. Un po' sofistico nella scelta dei i cibi.

Non serrato dentale. Non arrossamenti degli occhi. Non sensazioni di sbandamento o di svenimento. Se si emoziona diventa tachicardico. Ha iperidrosi palmare e ascellare. Lamenta oppressione mediastinica e bolo esofageo. Ha coliche improvvise di notte, verso le 4-5 del mattino. Non giorni di pallore o occhiaie, non astenie improvvise. Non ipertono muscolare al mattino. Non é irritabile. Non ci sono variazioni stagionali, se non, forse, in inverno. Non presenta alcun sintomo di psicosi schizofrenica.

Terapia iniziale (a dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125 mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 100 mg; oxazepam 7.5 mg; diidroergotossina 1.7 mg.

 

Inizio luglio 2004 (comunicazione telefonica): Forse qualche cosa si sta muovendo, nella direzione di un esordio giornaliero più tardivo della cacosmia.

Variazione terapeuica: Oxazepam 15 mg.

 

Fine luglio 2004: Primo controllo dopo un mese di terapia. Nessun risultato sulla cacosmia/fantosmia. I tempi di apparizione del disturbo non sono cambiati, e avvengono tra le 7 e le 14. Solo una volta il disturbo é insorto alle 20, ma questo era già avvenuto in passato. Non ha avuto tachicardia, oppressione mediastinica, bolo esofageo, ma tante coliche, sia di notte sia di giorno. Ha fatto un brutto sogno. E' un periodo in cui é disturbato emotivamente per cause inerenti al lavoro. Non modifiche dei capelli. Non variazioni degli aspetti depressivi.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Sospese piridossina, oxazepam, diidroergotossina. Si prescrive Glutammina 375 mg; carbamazepina 200 mg; bromazepam 0.75 mg.

Il paziente non è più tornato al controllo e si deve supporre che la terapia sia stata fatta solo per 33 giorni.

 

Discussione.

Con il termine generale di disosmia si intende una distorsione o una perversione del senso dell'odorato. Può intervenire con iposmia o come fenomeno solitario. Disosmia è quindi il termine generale, che include la cacosmia, la fantosmia e l'eterosmia.

Da come é stato riferito e qui descritto, sembrerebbe che in questa persona si debba pensare ad un doppio fenomeno, a volte una illusione (distorsione olfattiva o cacosmia) e a volte una allucinazione (irrealtà olfattiva, l'equivalente di un "sogno" in ambito olfattivo o fantosmia).

Escluso un problema olfattivo periferico, non trovato e perché in alcuni momenti l'odorato funziona perfettamente, ed escluso l'esito di un trauma cranico, perché trauma cranico non c'è stato, il fatto che la distorsione dell'odorato scompare durante il sonno prolungato ha indirizzato verso un disturbo funzionale.

La sua lunga persistenza durante il giorno, una volta insorto, ha portato parimenti ad escludere che si trattasse di un qualche equivalente epilettico.

In precedenti EEG non era mai stato notato alcunché di anomalo. Pensare comunque ad una strana forma epilettica non era assurdo, per almeno due ragioni. La prima è quella dell'esordio improvviso del fenomeno, che parte subito a livello massimo.

La seconda é che in certe forme di epilessia del lobo temporale di destra è stata trovata una alterazione del senso dell'odorato, anche come aura precedente l'accesso. (Kohler et al. 2001; Chen, Shih, Yen, et al. 2003).

Si doveva scartare subito anche l'ipotesi di un tumore cerebrale, non compatibile con la lunga durata (14 anni) del disturbo olfattivo, senza aggravamento dei sintomi o insorgenza di sintomi nuovi. Da escludere altresì una psicosi schizofrenica (Kohler et al. 2001) perché il paziente ha una personalità e dei comportamenti del tutto normali.

Una componente di alterata circolazione cerebrale é sembrata probabile tenendo conto della manovra di aumento della pressione endocranica di cui il paziente aveva "scoperto" da solo l'efficacia soppressiva immediata, una specie di manovra di Valsalva, a detta della fidanzata medico.

Da ultimo si poteva ammettere anche un qualche rapporto con lo stress. Durante la visita, a seguito di una stress emotivo (un rimprovero per non aver rispettato un ordine), è cominciato l'episodio cacosmico del giorno, assente fino a quel momento.

Fu fatta una prima ipotesi, complessa e verificabile difficilmente. Per possibili ragioni circolatorie, la regione corticale olfattiva dell'emisfero dx veniva bloccata, talvolta anche seguito di uno stimolo odoroso intenso e perciò stressante, ma non necessariamente. Una alterazione circolatoria congenita, del resto possibile (Toone, 1978), di piccole arteriole locali, poteva essere il substrato di questo fenomeno. Soppressa la percezione positiva normale, e creatosi uno stato di deprivazione sensoriale olfattiva (Schulman, Richlin e Weinstein, 1967; Ziskind, Augsburg, 1967; Santoni, 1971), l'area corticale olfattiva di dx poteva assumere la percezione negativa rievocata come unica valida, per mantenersi attiva e, forse, evitare una atrofia. E' un meccanismo in parte noto (Cocchi, 2003 ), anche se non é mai stato invocato per la cacosmia.

Per avere una allucinazione olfattiva, naturalmente occorre che ci siano dei ricordi nella "memoria olfattoria", che hanno richiesto del tempo per sedimentarsi, per permetterne poi una rievocazione.

In questa situazione comunque é la componente negativa (il cattivo odore) che si sostituisce alla normale percezione olfattiva. E' difficile distinguere con sicurezza tra cacosmia e fantosmia.

Questa comunque era una ipotesi esplicativa grossolana che doveva essere integrata da molti altri dati, per poter essere ritenuta abbastanza valida.

Un primo approccio terapeutico agente su stress e circolazione cerebrale non ha dato alcun risultato.

Ne é stato tentato un secondo, ipotizzando che ci fosse un deficit lacunare di glutammato, come neurotrasmettitore delle vie afferenti, e quindi anche di quelle olfattorie (Berkowicz, Trombley, e Shepherd, 1994; Duvoisin, Zhang e Ramonell, 1995). La scomparsa della cacosmia durante il sonno, in cui c'è un risparmio di glutammato per ridotta funzione delle vie afferenti, non contrasta con questa ipotesi. Una volta soppressa la percezione olfattiva, l'interpretazione di quanto consegue, rimane la stessa.

Questa seconda ipotesi non è stata mai verificata perché il paziente non si è presentato a visita di controllo. D'altra parte l'idea di agire migliorando la resistenza individuale (non in maniera omeopatica o comunque "alternativa") ha scarso seguito nella medicina italiana ufficiale.

 Altri nove casi di disturbi dell'odorato.

Bibliografia.

Berkowicz, D.A., Trombley, P.Q. and Shepherd, G.M. Evidence for glutamate as the olfactory receptor cell neurotransmitter. J. Neurophysiol. 1994, 71, 2557-61.

Chen C, Shih YH, Yen DJ, et al. Olfactory auras in patients with temporal lobe epilepsy. Epilepsia (United States), 2003, 44: 257-260

Cocchi R. La sindrome dell'arto fantasma: sogno o allucinazione in aree cerebrali deprivate di afferenze somato-sensoriali? 2003 <www.stress-cocchi.net/News14-it.htm>

Duvoisin RM, Zhang C and Ramonell K: A novel metabotropic glutamate receptor expressed in the retina and olfactory bulb. J. Neurosci. 1995, 15, 3075-3083.

Kohler CG, Moberg PJ, Gur RE, O'Connor MJ, Sperling MR, Doty RL. Olfactory dysfunction in schizophrenia and temporal lobe epilepsy. Neuropsychiatry Neuropsychol Behav Neurol. 2001, 14: 83-68.

Schulman CA, Richlin M, Weinstein S. Hallucinations and disturbances of affect, cognition, and physical state as a function of sensory deprivation. Percept Mot Skills (United States), 1967, 25: 1001-1024

Santoni C. Effetti psicologici della deprivazione sensoriale. Minerva Med. 1971, 62: 1282-1287.

Toone BK. Psychomotor seizures, arterio-venous malformation and the olfactory reference syndrome. A case report. Acta Psychiatr Scand. 1978, 58: 61-66.

Ziskind E, Augsburg T. Hallucinations insensory deprivation. (Method or madness?). Dis Nerv Syst (United States), Nov 1967, 28(11): 721-726.

 

Immesso in Internet il 28 luglio 2005. Copyright by Renato Cocchi, 2005.

 

Corrispondenza: dr. Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia

email: renatococchi@libero.it

 

Testo in inglese

Modulazione con farmaci delle reazioni di stress

Anosmia, iperosmia ecc.

Depressione e stress

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