SCIALORREA COME SINTOMO "ISOLATO" IN DUE PERSONE, E SUO TRATTAMENTO CON TERAPIA PREVALENTEMENTE ANTISTRESS. (Aggiornato)

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

(Altri due testi su questo argomento).

 

Riassunto.

Viene presentato un primo resoconto dei risultati, a medio termine, di una terapia antistress in due uomini, uno di 37 e uno di 28 anni, in cui la scialorrea compariva come grave disturbo isolato, e non secondario ( meglio: terziario?) ad altre malattie note per averlo come sintomo collaterale.

Come risposta aspecifica di stress, la scialorrea si trova in molte malattie, e completamente diverse. Può ridursi a seguito di terapia con farmaci antistress, come era stato visto in soggetti Down (Cocchi 2004b) e come si sta vedendo in questi due casi, che sono quasi certamente i primi trattati in questo modo.

Si suppone che la scialorrea sia dovuta al fatto che lo stress può determinare uno squilibrio gabaergico-glutammergico ipotalamico, con iperfunzione delle vie ipotalamiche di controllo dei nuclei vagali, specie il nucleo ambiguo, (che dà origine anche al nervo glossofaringeo), che sarebbero così iperstimolati.

Keywords: Scialorrea, stress, sintomo, isolato, adulti, maschi, due, farmacoterapia, antistress, risultato, positivo, resoconto, primo.

 

Testo in inglese

Altro

Modulazione con farmaci delle reazioni di stress

Sintomi di stress

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Dopo aver riferito della scialorrea nei soggetti down, sia come epidemiologia che come risultato a distanza di una terapia antistress, non programmata per il controllo di questo sintomo (Cocchi 2004a; Cocchi 2004b), sono capitati alla mia osservazione due soggetti, affetti da questa patologia, come sintomo prevalente, se non esclusivo. Entrambi erano molto disturbati dalla perdita di saliva (vedi, in seguito, le loro email di contatto).

Non avevo dato loro alcuna certezza, perché non avevo mai affrontato specificamente questo problema. Il risultato positivo, nei Down, era stato un qualcosa "in più", a distanza di alcuni mesi dall'inizio di una terapia antistress individualizzata, anche se in essi si sono visti molti risultati favorevoli.

Di entrambi questi casi ho voluto dare comunicazione in questo articolo.

 

Breve riassunto delle conoscenze attuali e personali sulla scialorrea.

Riposto qui di seguito, quanto detto allora come introduzione alla prima ricerca. "la scialorrea, o perdita eccessiva di saliva, è un sintomo in molte persone con malattie del tutto diverse quali: paralisi cerebrale infantile; paralisi dei nervi cranici VII, IX e XII; autismo ed altri disordini generalizzati dello sviluppo; ritardo mentale; infarto cerebrale; sclerosi laterale amiotrofica; sindrome di down; malattie del motoneurone; morbo di Parkinson; paralisi soprabulbare congenita; trauma cranico; encefalite; intossicazione da metalli pesanti; morbo di Graves (un ipertiroidismo); rabbia; malattia da reflusso esofageo; ostruzione nasale e/o faringea; esiti di resezioni chirurgiche massive di strutture della cavità orale, della faringe e del sottofaringe.

Tra l'altro, é un sintomo che può anche essere indotto da farmaci, in corso di terapie antipsicotiche.

Lo sbavare disturba anche l'integrazione sociale, e l'isolamento é frequente, perché la saliva sporca mobili, tappeti, giocattoli, vestiti propri o di altri (compagni, fratelli, genitori, nonni, e assistenti).

La produzione di saliva si deve alle ghiandole salivari maggiori e minori, la cui secrezione é sotto il controllo del sistema nervoso parasimpatico. La perdita eccessiva di saliva è una condizione che può indurre problemi igienici e psicosociali di notevole portata.(Cocchi 2004a).

Per quanto il problema dell'ipersalivazione con perdita di saliva in soggetti con sindrome di Down fosse un dato ben noto, non esisteva, a mia conoscenza (ricerca su Google, e su Medline dal 1960 parole chiave: sialorrhea, oversalivation, drooling, Down syndrome) una indagine epidemiologica su questo sintomo, e tuttora, quella da me fatta (Cocchi 2004a) è l'unica in questa speciale popolazione.

L'ipersalivazione con perdita di saliva é un sintomo aspecifico che si trova in soggetti con malattie completamente dsiverse (Cocchi, 2004a).

Benchè presente nei bambini Down in circa il 20% di essi (Cocchi 2004a), la scialorrea non può essere quindi un sintomo che dipende direttamente dalla anomalia cromosomica 21, altrimenti tutti i Down ne sarebbero affetti. In più, per esperienza personale, si trova anche in altre anomalie cromosomiche o genetiche (vedi in seguito).

Pur tendendo a scomparire nei Down, con l'aumento dell'età, è un dato di comune evidenza che alcune persone anziane cominciano a perdere saliva di giorno, senza averlo mai fatto in passato.

In una ricerca precedente ritenevo probabile che la scialorrea fosse un sintomo di stress metabolico interno, con iperattivazione distrettuale parasimpaticotonica a partenza cerebrale (Cocchi, 2004a).

Nella seconda ricerca (Cocchi 2004b) ho confermato questa prima ipotesi, anche se il legame mi è sembrato più complesso.

La terapia prevalentemente antistress da me instaurata, pur avendo significativamente determinato la scomparsa del sintomo in oltre il 96% dei soggetti così trattati, é fallita in due casi.

Questa eccezione ricorda, per analogia, l'andamento dell'enuresi notturna, che nella quasi totalità dei casi scompare con la pubertà, ma tale esito non é sempre così favorevole. L'essere enuretico notturno é stato causa di inidoneità al servizio militare di leva, in italia, perché altrimenti chi ne era affetto diventava lo zimbello di tutti i commilitoni, con gravi ripercussioni psicologico-relazionali.

Sia la scialorrea che l'enuresi possono ricomparire, o comparire ex novo nell'età senile.

Per una terapia con farmaci, altri hanno tentato la via degli anticolinergici, stante la prevalenza parasimpaticotonica del sintomo, avendo il parasimpatico, come neurotrasmettitore, l'acetilcolina.

I più studiati sono stati la benztropina, la saltropina, il glicopirrolato, e la scopolamina. La loro efficacia sul sintomo é molto variabile e imprevedibile, e non supera il 45% dei soggetti così trattati. Il farmaco anticolinergico agisce inibendo la secrezione della saliva tramite blocco reversibile dei recettori colinergici di controllo. Sono stati riportatii effetti collaterali quali bocca secca, dilatazione della pupilla, visione offuscata, ritenzione urinaria, stitichezza, confusione mentale e disorientamento, con necessità interrompere la terapia (Ieung e Kao, 1999).

Non esiste letteratura sui rapporti tra scialorrea e stress, se non per il fatto che essa produce stress secondario di tipo psicologico. La terapia antistress qui impostata non era stata indirizzata specificamente alla scialorrea, e si basava, per i Down, su quanto esposto in Cocchi, 1993, e, in generale, sulle basi teoriche rese esplicite in Cocchi 2003.

Oltre che sulla scialorrea nella sindrome di Down, la terapia antistress ha agito favorevolmente sulla scialorrea in casi di sindrome del Cri-du-chat (Cocchi 2001), sindrome di Aicardi-Goutieres (Cocchi, 2002), trisomia parziale del cromosoma 22 (Cocchi, 2003), gangliosidosi del GM1 (Cocchi 2003), su un ritardo mentale con microgiria, di cui non fu dimostrata una qualche base genetica.(Cocchi. 2002), e su un forma tipica di autismo infantile (Cocchi, 2005).

La scialorrea potrebbe essere dovuta al fatto che lo stress può determinare uno squilibrio gabaergico-glutammergico ipotalamico, con iperfunzione delle vie ipotalamiche di controllo dei nuclei vagali, specie il nucleo ambiguo (comune origine anche del nervo glossofaringeo), che sarebbero così iperstimolati. Una terapia antistress è sembrata, almeno in gran parte, in grado di riportare questo meccanismo ad un funzionamento migliore, nei soggetti Down (Cocchi, 2004b.)

 

Casistica personale.

Paziente 1, per email: ... Mi chiamo ...., Ho letto su internet il suo studio riguardo la scialorrea e le scrivo in quanto soffro di scialorrea acuta da circa 12 anni.

Ho 37 anni, sono una persona normale e conduco una vita normale. L'anno scorso ho scoperto di essere celiaco, adesso sono a dieta. Altro mio disturbo è la nicturia.

Per quanto riguarda la scialorrea negli ultimi anni si è aggravata tanto da impedirmi di parlare e quindi mi sta condizionando nei rapporti sociali.

Sono andato a farmi visitare da tutti gli specialisti possibili : neurologo, otorino, gastroenterologo, maxillofacciale e immunologo.

Ho fatto tutte le analisi prescritte ma è tutto normale.

Il neurologo ha provato a darmi dei farmaci che avrebbero dovuto provocare come controindicazione la secchezza delle fauci (alprazolam, amitriptilina [il nome commerciale dei due farmaci è stato modificato nel nome della sostanza-base. R.C.]), Ma non ebbi alcun risultato.

Siccome ormai questo disturbo è talmente grave che letteralmente mi impedisce di parlare alla gente guardandola in viso, ho preso la drastica decisione di irradiare le ghiandole salivari.

Il primario del reparto apposito dr .... Dell'ospedale regionale di .... (città in cui vivo) nell'ultima visita che ho fatto, mi ha detto che si può fare ma devo essere consapevole che corro il rischio che in futuro possa venirmi il cancro il quella regione. Sono disposto ugualmente a eseguire il trattamento.

Sono qui a chiederle gentilmente, prima di eseguire il trattamento se lei conosce una cura alternativa o le possibili cause di questo problema.

La ringrazio infinitamente dell'attenzione dedicatami e del suo prezioso tempo per rispondermi.

 

Secondi dieci giorni del giugno 2005, prima consultazione. Uomo, di 37 anni, sposato, lavora come rappresentante di commercio.

Ha scialorrea continua, ma non di notte. Il disturbo è comparso 12 anni fa, con tutte le implicazioni e conseguenze descritte nella email di primo contatto.

Tanto più perché fa un lavoro in continuo contato verbale con il singolo interlocutore. Nessuno dei tanti specialisti consultati ne ha individuato il punto di partenza, se la scialorrea fosse un sintomo secondario da causa nota. Ugualmente nessuno è stato in grado di impostare una qualche terapia vantaggiosa.

Viene avvertito che non ho mai trattato questo sintomo come tale, e quel che ho ottenuto nei down è stato un risultato collaterale. Pertanto so che esso è aspecifico ed ha a che fare con le reazioni di stress, ma non ne conosco i tempi di risposta ad una eventuale terapia antistress.

Sintomi di stress: soffre il caldo. E' golosissimo di dolci, in particolare di quelli con la crema di latte. Normale l'appetitività per il brodo di carne. Dice che è celiaco [??]. Non ha intolleranze alla luce, al rumore e alla confusione. Non sensazioni di svenimento. Ha capelli secchi. Ha sudorazione ascellare emotiva. Deve alzarsi di notte almeno 2 volte per andare in bagno ad urinare.

Tende a muoversi molto nel sonno. In certo giorni ha dislalie. Non ha eccesso di sbadigli. Raramente ha cefalee. Tende a sognare situazioni disastrose, ma non sempre si risveglia.

Possibili disturbi di dominanza emisferica: possibile pensiero intrusivo. Ha difficoltà di concentrazione. Non è una persona indecisa. Forse conta oggetti senza ragione.

Sintomi depressivi: al test "qual'è il contrario del colore rosso? Risponde nero, ma nega di essere depresso. Non cerca latte o derivati. Al pomeriggio è più attivo. Nega di essere un bevitore di vino o altri alcolici. Non ha necessità del rapporto sessuale per addormentarsi.

Altro: a scuola, fin verso i 12 anni, era molto agitato e anche ora è un iperattivo. Al primo anni di vita piangeva molto e dormiva poco.

Terapia di prova (a dosi giornaliere, per via orale): glutammina 125 mg; amantadina 50 mg; piridossina 75 mg; nortriptilina 10 mg; carbamazepina 100 mg; oxazepam 7.5 mg.

 

Primi 10 giorni di settembre 2005, primo controllo dopo 84 giorni di terapia. Un esame EEG è stato refertato nella norma.

Va meglio, saliva di meno e ritiene che se all'inizio la sua scialorrea era pari a 100, ora la valuta 70 (migliorata del 30 %). L'effetto della terapia si sente fin verso le 5-6 del pomeriggio. Se è sotto stress, riprende a ipersalivare prima. Non dorme come prima e forse dorme un po' meglio, e non ha sonnolenza al mattino.

Forse meno brutti sogni. Si muove nel sonno come prima. Non ha la testa più sgombra dai pensieri, che forse non aveva [improbabile, perché il disturbo della concentrazione porta ad ipotizzare il contrario. RC.]. Le difficoltà di memoria non sono migliorate. Non sono state notate variazioni sulla eventuale depressività. Non modificato il consumo di dolci. Al pomeriggio è sempre più attivo. Iperidrosi ascellare come prima. Il lavoro non ha subito variazioni. Usa vestirsi con colori più vivaci. Le dislalie non sono diminuite. Forse ha più cefalea, diffusa.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): carbamazepina 200 mg; oxazepam 15 mg.

 

Terza decade di gennaio 2006: Secondo controllo dopo 6 mesi di terapia con farmaci. Secondo lui, la salivazione eccessiva è diminuita del 30-40%. Non fa più brutti sogni. Nel lavoro è più disinvolto, ma ha sempre bisogno di mettersi le mani davanti alla bocca. Ha ancora problemi di pensieri parassitari fluttuanti e di mancanza di concentrazione. Ultimamente il sonno è più agitato, ha risvegli con due episodi di nicturia. La cefalea è invariata. Ancora dislalie, come al precedente controllo. L'iperidrisi ascellare non è cambiata. Sempre iperattivo. La qualità del lavoro è migliorata.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale) sospesa nortriptilina e 100 mg di carbamazepina. Si prescrive amitriptilina 10 mg a e valpromide 300 mg.

 

Paziente 2, per email: .... Le scrivo da .... Ho 28 anni e circa da 3 la qualità della mia vita in generale è molto calata o meglio la mia vita è diventata un disastro per colpa di questa dannatissima scialorrea che involontariamente mi salta fuori sempre in qualsiasi ambiente e con tutti a parte con i miei genitori.

Sto addirittura perdendo il posto di lavoro. ... In un anno sono stato da tutti praticamente, ovvero omeopati psicologi psichiatri otorini neurologi. Ho speso tantissimi soldi, e da circa un mese prendo ansiolitici e anticolinergici ma il problema alla sera mi si ripresenta puntualmente. Provo notevole disagio e indescrivibili difficoltà nei rapporti interpersonali. ...

 

Terza decade del giugno 2005, prima consultazione. Uomo, di 28 anni, celibe. Lavora in una fabbrica di scarpe. Pesa 80 kg, nonostante una vita sportiva attiva.

Da tre anni ha scialorrea, non controllabile. Si manifesta come emissione evidente di goccioline di saliva ("spallinamento") diretta verso le persone che gli stanno vicino. Il sintomo non compare in presenza dei genitori o di parenti stretti, mentre questo avviene con estranei o sconosciuti, o anche amici. L'ipersalivazione non appare di intensità differente tra mattino e pomeriggio. Non perde saliva durante il sonno, Ritiene che questo disturbo abbia una base emotiva.

Sintomi di stress : Soffre il caldo. Non accresciuta introduzione alimentare di dolci, brodo di carne, latte e derivati. Attualmente non dorme bene, si sveglia una volta per notte. Qualche volta ha parlato nel sonno, non ha mai sofferto di crampi muscolari notturni.

Non sa se ha bruxismo notturno. Si accorge di serrato dentale di giorno. Non ha intolleranze alla luce, al rumore, o alla confusione. Al mattino, usa la sveglia per destarsi. Spesso si alza stanco, come se non avesse mai avuto forza. Ha fame subito. Tende a mangiare molto.

Se si arrabbia, tende a non manifestarlo, ma ha periodi in cui ha bisogno di dire bestemmie, o parolacce, apparentemente senza ragione. Ha capelli grassi. Soffre di iperidrosi palmare emotiva. Frequenti coliche e diarree. Raro arrossamento agli occhi, senza ragione. Non ha oppressione mediastinica, ma in passato nodo alla gola. Ha fame d'aria. Ha sensazioni di sbandamento e sensazioni di svenimento.

Problemi di dominanza emisferica: Al test "Qual'è il contrario del colore Rosso" risponde "Verde": E' stato un Bastian Contrario. Non ha completato gli studi della scuola superiore, perché aveva problemi di concentrazione. Ha pensiero intrusivo, ora più saltuario. Ha improvvisamente pensieri cattivi nei confronti di persone a cui vuole bene. Tende a fare brutti sogni. Tende ad una visione negativa del mondo.

Elementi di depressività: Da parte del padre, viene da una famiglia con predisposizione alla depressione. Da ragazzino era un compagnone. Non lamenta cefalea, ma ha la testa tonta. Accusa spesso tachicardia. Ha momenti di panico. Ha avuto idee di suicidio. Ha in corso terapia con perfenazina, orfenadrina e paroxetina, che gli danno problemi di ejaculazione precoce, e anche disturbi dell'erezione. L'ipersalivazione gli ha indotto disturbi psicologici secondari (vedi email di primo contatto).

Altro: In passato ha fatto uso saltuario di cannabis indica e di 3,4-metilen-diossi-metamfetamina, o MDMA, derivato dalla metamfetamina (Extasy). Giocava a calcio, con buona tecnica.

Fattori di rischio in gravidanza e al parto e loro esiti: Non minacce di aborto. Nato a termine, con parto prolungato, con peso alla nascita di 3250 grammi. Non ha avuto cianosi, né ittero patologico. né difficoltà respiratorie. Ha avuto 24 ore di coma alla prima settimana di vita. Un nuovo coma di 6 mesi sempre nello stesso anno. Ha avuto gastroenteriti al primo anno di vita, perché non tollerava il latte materno. Non è stato un bambino ipercinetico.

Terapia di prova (a dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 100 mg; diazepam 2 mg; paroxetina 10 mg.

 

Primi 10 giorni di agosto del 2005, primo controllo dopo 35 giorni di farmacoterapia.

Per quel che riguarda l'ipersalivazione, ha l'impressione che ci sia una diminuzione quantitativa del liquido espulso dalla bocca.

La sua condizione di benessere generale, secondo lui, non è cambiata. Dorme un po' meglio, non ha più risvegli notturni, non fa più brutti sogni, ma al mattino si sente più stanco [??]. Fa fatica ad alzarsi. Non si sente con minore tensione addominale. La testa resta tonta, come prima. Il serrato dentale è diminuito. Mangia tanto, come prima di questa terapia. Meno coliche e diarree, meno bruciore agli occhi.

Il livello di irritabilità, con periodi di bestemmie e parolacce, non si è modificato. Permangono le sensazioni di sbandamento, ma sono scomparse quelle di svenimento. Ancora presente tachicardia, ma non più fame d'aria. Meno momenti di panico. Ha capelli grassi come prima, e non è diminuita l'iperidrosi palmare. Dopo 6 giorni di cura non ha più avuto disturbi di erezione ed eiaculazione precoce.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Sospesa la paroxetina. Si prescrive amitriptilina + perfenazina 20 mg + 4 mg; Carbamazepina 200 mg; glutammina 250 mg; diazepam 4 mg.

 

Secondi dieci giorni dell'ottobre 2005, secondo controllo, dopo 110 giorni di farmacoterapia. Va meglio: La scialorrea, giudicata pari a 100 all'inizio della terapia, ora la valuta pari a 65. Non c'è differenza tra mattino e pomeriggio. Richiestone, dice che nessuno si è accorto del risultato positivo, poi ammette che lo hanno visto sia la fidanzata e che qualche compagno di lavoro. Migliorato il rapporto con il lavoro, in cui dimostra più personalità e più grinta. Il pensiero intrusivo è diminuito, ed è si è ridotta l'emergenza di pensieri cattivi nei confronti di persone a cui vuole bene. Non modificata l'eccessiva alimentazione. Ora pesa 88 kg, e ne è molto preoccupato.

Dice che si alza stanco come prima. Gli cadono i capelli, per dermatite seborroica. Ha ancora bisogno di urlare e bestemmiare. Sono ancora presenti idee di suicidio. Dorme bene, e sogna di più, con sogni più vividi. Ha ancora sensazioni di sbandamento, ma meno tachicardia. E' meno depresso, e attribuisce questo fatto alla riduzione della scialorrea, e quindi della relativa depressione secondaria. Il serrato dentale è ritornato come prima, specie verso sera. Non più bruciore agli occhi. I momenti di panico sono ripresi. Ridotte ulteriormente le coliche e le diarree. Se beve caffè dopo aver fatto pranzo o cena, ha una azione lassativa.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Sospeso amitriptilina + perfenazina; si prescrive: Glutammina 125 mg; piridossina 150 mg; clomipramina 10 mg; nortriptilina 10 mg; carbamazepina 300 mg.

 

Seconda decade del febbraio 2006, terzo controllo. Secondo lui va peggio. Non saliva di più, ma nemmeno di meno. Dice cje l'ipersalivazione è al 65% di quello che era all'inizio. Afferma di fare più fatica a parlare con gli altri, e questo come al precedente controllo.

Con la clomipramina si sente più stimolato, più disinvolto. Sente che, internamente, vorrebbe reagire se gli fanno un torto, ma si controlla. Con le persone con cui non saliva, si sente più sciolto, ma non con le persone in presenza delle quali ipersaliva. Nel luogo di lavoro va leggermente meglio, e saliva un po' di meno. In questo periodo risente meno del giudizio degli altri, o di quello che pensa che gli altri pensino di lui. Vorrebbe star meglio, anche con gli amici, con i quali ipersaliva ancora. Si sente non interamente accettato da quando ha cominciato a salivare.

Normale l'attività sessuale. E' calato di 4 kg, dal controllo precedente e ora pesa 84 kg. Gli cadono meno i capelli, ma ha più prurito al capo. Il sebo capillare è aumentato. Non diminuito il bisogno di urlare o di bestemmiare. Dorme bene, sogna molto, ma fa sogni di disgrazie. Le sensazioni di sbandamento sono diminuite, mentre la tachicardia è invariata. Ritiene di essere depresso come prima [in realtà sorride molto di più, fatto confermato dalla fidanzata, presente alla visita. RC].

Il serrato dentale è aumentato, mentre è diminuita l'iperidrosi alle mani, che è quasi scomparsa. Il bruciore agli occhi è diminuito. Le sensazioni di panico sono meno intense. Aumentate le coliche e diarree, ma si è un po' ridotto lo stimolo evacuativo che segue il bere caffè (anche decaffeinato!) dopo il pasto di mezzogiorno.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Carbamazepina 100 mg; valpromide 300 mg; diazepam 6 mg.

 

Seconda decade di maggio 2006, quarto controllo. Ha sospeso la valpromide a fine aprile, perché, secondo lui, non dava risultati. Sta ingrassando ancora. Dice che l'ipersalivazione è stazionaria. Ora gli vien da raschiare e gli dà fastidio alla gola.

Nell'ambiente di lavoro si è trovato meglio [quindi lì saliva meno. RC], mentre con gli amici l'ipersalivazione non è diminuita. Ora sente di più il problema della difficoltà a comunicare, che quello della scialorrea [???].

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Sospesa valpromide; si prescrive amantadina 100 mg; S-adenosil-L-metionina 200 mg.

 

Discussione.

La storia iniziale, di questi due pazienti, ha bisogno, per essere compresa, di qualche premessa. Nonostante la mia esperienza con farmaci antistress in persone Down, e in altri soggetti, i risultati positivi sulla scialorrea erano sempre stati un effetto "collaterale" di quelle terapie.

Quando mi fu richiesto un intervento specifico per la scialorrea, che appariva come un sintomo isolato e non secondario ad altre malattie note, chiarii ai due pazienti che non avevo mai trattato questo sintomo in quanto tale. Per cui non sapevo se esso poteva essere riferito allo stress, come pensavo, nel qual caso avevo una idea su quali farmaci scegliere, in base alle risposte individuali di stress. Per di più non sapevo quali dosi avrei dovuto usare, e quali presumibilmente sarebbero stati i tempi di risposta. I sintomi di stress di riferimento potevano essere individuati. Per le dosi, avrei tenuto una condotta cautelativa, e i tempi di risposta, sarebbero stati tutti da scoprire.

La situazione di entrambi i pazienti era sentita come disperata ( e, in uno di essi, il proposito di farsi irradiare le ghiandole salivari la dice lunga, a questo proposito), per cui accettarono di fare le cavie.

Come mi aspettavo, sintomi di stress ne sono stati trovati in abbondanza, anche se in maniera differente nei due pazienti. In questi due casi la scialorrea sarebbe secondaria alla condizione di stress, e quella che si ritrova in tante malattie diverse, sarebbe pertanto terziaria, per la sequenza: malattia --> reazioni di stress --> scialorrea. Che ogni malattia determini anche sintomi di stress è uno degli assunti di questo sito (vedi le linee di guida in <www.stress-cocchi.net/index-it.htm). La diversità dei sintomi di stress, ha portato ad una diversa scelta dei farmaci per le terapie di prova, impostata sulla presenza o assenza di qualcuno di questi sintomi. Il dosaggio è stato sempre modesto, ma nonostante ciò qualche risultato si era già manifestato al tempo del primo controllo. Anche se i controlli sono stati fatti in tempi diversi, dalla informazione telefonica, in questi due pazienti, i tempi di miglioramento sono stati tra 35 e circa 50 giorni.

Entrambi i pazienti avevano una componente depressiva, che, nel secondo di essi non era solo secondaria al disturbo psicologico indotto dalla scialorrea.

I tempi di risoluzione del disturbo sono ancora tutti da scoprire, e anche al momento della eventuale scomparsa del disturbo, non sapremo ancora se è stata fatta una terapia sostitutiva, tipo quella per l'ipertensione essenziale, tanto per capirci, o una terapia curativa.

 

Conclusioni.

Quello qui presentato è il primo resoconto dei risultati, a breve termine, di una terapia antistress in due uomini, uno di 37 e uno di 28 anni, in cui la scialorrea compariva come grave disturbo isolato, e non secondario (meglio: terziario?) ad altre malattie note per esserne accompagnate.

Come sintomo aspecifico di stress, la scialorrea si trova in molte malattie e completamente diverse. Può ridursi a seguito di terapia con farmaci antistress, come era stato visto in soggetti Down (Cocchi 2004b) e come si sta vedendo in questi due casi, che sono quasi certamente i primi trattati in questo modo.

Si suppone che la scialorrea sia dovuta al fatto che lo stress può determinare uno squilibrio gabaergico-glutammergico ipotalamico, con iperfunzione delle vie ipotalamiche di controllo dei nuclei vagali, specie il nucleo ambiguo, (che dà origine anche al nervo glossofaringeo) che sarebbero così iperstimolati.

 

Bibliografia.

Cocchi R. Drug therapy in Down's syndrome: A theoretical context . It. J. Intellect. Impair. 1993, 6: 143-154.

Cocchi R. Primi mesi di farmacoterapia in un caso di sindrome di Cri-du-chat. November 2001.<www.stress-cocchi.net/genetics3-it.htm>

Cocchi R. Terapia con farmaci in una sindrome di Aicardi-Goutieres: Resoconto di 51 mesi di trattamento Aprile 2002. <www.stress-cocchi.net/Genetics5-it.htm>.

Cocchi R.. Un bambino flaccido con microgiria e ritardo mentale. Resoconto dei primi 19 mesi di trattamento con farmaci. Giugno 2002. <www.stress-cocchi.net/mentret4-it.htm>

Cocchi R Ventisette mesi di farmacoterapia antistress in un caso di trisomia parziale del cromosoma 22. Aprile 2003. <www.stress-cocchi.net/genetics7-it.htm>

Cocchi R. Trattamento con farmaci antistress di una gangliosidosi GM1, di probabile tipo intermedio giovanile-adulto. Luglio 2003. <www.stress-cocchi.net/genetics9-it.htm>

Cocchi R. La scialorrea (o perdita di saliva) nei Down. Indagine epidemiologica su 510 soggetti. Gennaio 2004a <www.stress-cocchi.net/Down38-it.htm>

Cocchi R. Occorrera' recuperare la nozione clinica di "terreno individuale"? Lo Spallanzani. 2003, 17: 19-22. <www.stress-cocchi.net/Speculation4-it.htm>

Cocchi R. Scialorrea (perdita di saliva) nei Down dopo trattamento con farmaci prevalentemente antistress. Marzo 2004b,<www.stress-cocchi.net/Down40-it.htm>.

Cocchi R. Farmacoterapia in un bambino autistico di 7 anni alla prima visita: la storia aggiornata del caso. Maggio 2005 <www.stress-cocchi.net/Autism15-it.htm>

Leung AKC., Kao CP. Drooling in children. Pediatrics and Child Health 1999, 4: 405-411.

 

Immesso su Internet nell'ottobre 2005. Copyright by Renato Cocchi 2005.

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia

renatococchi@libero,it

 

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