UN ALTRO CASO DI
ANOSMIA, IPEROSMIA, CACOSMIA, AGEUSIA E DISGEUSIA IN UNA DONNA DI 41 ANNI ALLA
PRIMA CONSULTAZIONE, E TRATTATA CON FARMACI ANTIDEPRESSIVI E ANTISTRESS.
Renato COCCHI, neurologo e
psicologo medico.
Riassunto.
Viene descritta la storia clinica di una paziente di 41
anni che aveva perduto gusto e odorato da quattro mesi, in seguito ad una
terapia con antibiotici. Erano anche presenti sintomi depresivi
e sintomi di stress.
La terapia instaurata, prevalentemente
antidepressiva e antistress, inizialmente non ha dato risultati sul gusto e
sull'odorato, pur avendo cominciato subito a migliorare depresività
e reazioni di stress.
A distanza di 13 mesi la paziente ritiene
di aver recuperato il gusto al 99% e l'odorato al 90%.
Parole chiave: Anosmia, ageusia, iperosmia, cacosmia, donna,
stress, depressione, antibiotici, recupero, farmacoterapia,
antidepressiva, antistress.
Modulazione con farmaci delle reazioni di stress
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All'inizio del 2005 è venuta a visita una
donna di 41 anni, che lamentava disturbi dell'odorato e del gusto. E' arrivata
a visita a seguito di ricerche su internet. Trattandosi di un caso con un una storia breve e un esito molto buono nel giro di poco
più di un anno, ho voluto darne resoconto, perché ha avuto un corso che mi è
sembrato singolare.
Il caso.
Donna di 41 anni al momento della prima
consultazione, sposata, con un figlio, ancora con ciclo mestruale facilitato da
cerotto ormonale, vive in una città dell'Italia centrale.
Seconda decade del gennaio 2005, prima
visita.
Disturbi dell'odorato e del gusto: Dice di avere disturbi dell'odorato (anosmia) da
quattro mesi, comparsi in corso di una terapia con
antibiotici. In passato era particolarmente sensibile agli odori (iperosmica). C'è stato inizialmente un passaggio di tipo iposmico, e non ha avuto, né ha attualmente
cacosmia. Si è accorta che in contemporanea ha
cominciato a sentire meno i sapori (ipogeusia),
arrivando a una alterazione sgradevole degli stessi (disgeusia), fino alla loro perdita (ageusia).
Sintomi di stress: Soffre il freddo: Tende a mangiare dolci, in
particolare cioccolato. Tende a
far colazione tardi. Al mattino, quando si sveglia, ha
la sensazione di avere ancora il cibo nello stomaco. Stitica. Dorme male, si sveglia verso le sei del mattino. Ha 1-2
episodi di nicturia per notte, e fa fatica a riprendere il sonno. Non parla nel
sonno. Non fa brutti sogni. Raramente perde saliva
durante il sonno. Non sopravvengono crampi muscolari notturni. Al mattino si
alza stanca, come se avesse lavorato tutta la notte, e si sente un po' confusa.
Pensa troppo. Le viene di contare oggetti senza ragione. Ha astenie improvvise.
Durante le mestruazioni ha cefalea nucale,
e cefalea frontale con prevalenza a sinistra. Se in
condizioni di stress, ha oppressione mediastinica,
con frequente ha nodo alla gola. Qualche volta ha fame d'aria. Le danno fastidio il rumore e la confusione.
Depressività: Piange
facilmente. Al test "Qual'è
il contrario del colore Rosso?" risponde: Nero. Mangia con piacere latte e
derivati. Va a letto verso le 22.30-23, e si addormenta bene. Al pomeriggio si
sente meglio. E' sempre stata una persona emotivamente sensibile. La
tachicardia capita di rado. Se si emoziona, non presenta iperidrosi,
ma rossore al volto. E' sempre stata isolata e riservata. Tende a stare
in casa.
Antecedenti: E' nata da parto prolungato, indotto con farmaci. Ha
avuto a lungo la crosta lattea. Ha avuto problemi di infezioni
ricorrenti alle tonsille, ma non dal primo anno di vita. A scuola andava meglio
in italiano.
Altro: Ha disturbi alla colecisti. Non ha sensazioni di sbandamento
ma ne ha di svenimento. Non soffre di coliche. Non è dislalica
e non ha difficoltà a trovare le parole giuste.
Terapia si prova (a dosi
giornaliere, per via orale): Glutammina 62.5 mg; S-adenosil-l-metionina 100 mg; Piridossina
75 mg; Amitriptilina 10 mg; Bromazepam
0.7 mg; Carbamazepina 100 mg.
Seconda decade di marzo
2005, primo controllo.
Chiestole che risultato
ha avuto, afferma di essere invariata. Non è iperosmica ma è comparsa cacosmia. Come prima ha disgeusia,
ma sente qualche sapore (ipogeusia). Il sonno è più
profondo e nei primi tempi era più riposata. In questo
periodo è più stanca. La sensazione di freddo non si è modificata. Attualmente mangia meno cose dolci. Al mattino anticipa la
colazione, per prendere le medicine a stomaco pieno. Non ha più la sensazione
che il cibo le resti sullo stomaco. La stitichezza è
scomparsa. Non ha più episodi di nicturia. Va a letto un po'
più tardi. Non ha più perso saliva durante il
sonno.
Al mattino, quando si alza, si sente meno astenica, e mentalmente più lucida. Ha meno pensiero
intrusivo, e meno bisogno di contare oggetti senza ragione. Il pianto è quasi
scomparso. Ha ancora momenti di intolleranza ai rumori
e alla confusione, ma meno. Sta un po' meglio anche in
mattinata. Sono scomparse le sensazioni di svenimento e le astenie improvvise.
Le cefalee si sono attenuate. Meno sensibile. L'oppressione
mediastinica è ridotta e il bolo esofageo è
scomparso, come anche la fame d'aria. Forse reagisce meno con rossore al volto.
Socialmente, è sempre isolata e riservata come prima. Esce un po' di più, ma da
sola. Non è variata la possibilità di trovare le parole giuste.
[Come per altri pazienti, il giudizio iniziale non
corrisponde più al giudizio finale, dopo il controllo dell'andamento dei vari
sintomi.]
Variazione terapeutica a
dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125 mg; S-adenosil-l-metionina 100 mg; Piridossina
75 mg; Amitriptilina 10 mg; Bromazepam
1 mg; Carbamazepina 100 mg.
Seconda decade di luglio
2005, secondo controllo.
E' stata bene fino a metà giugno. Ha avuto un regressione senza ragioni apparenti. Aveva ricominciato a
sentire vari odori, profumi, della carne cotta alla brace, dei fiori, dei
tigli. Ora li ha perduti di nuovo.
Variazione terapeutica a
dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125 mg; S-adenosil-l-metionina 100 mg; Piridossina
75 mg; Amitriptilina 10 mg; Bromazepam
1 mg; Carbamazepina 200 mg.
Seconda decade di febbraio
2006, terzo controllo, dopo 13 mesi di farmacoterapia.
Molto contenta e incredula. Non più depressa.
Ha recuperato al 99% il gusto; solo il caffè qualche volta sa un po' di bruciaticcio e l'uovo ha
un sapore distante, che tende un po' a quello dell'uovo marcio. Per il resto,
nessuna disgeusia. Per quel che
riguarda l'odorato, migliorata al 90%. L'odore del gas di cucina è
sgradevole. Ha recuperato anche l'odore dell'urina e delle feci, anche proprie,
ma si tratta di cattivi odori, non usuali (disosmici).
Dorme meglio, con un sonno meno leggero. Scomparsa la cefalea
del periodo mestruale.
Vorrebbe interrompere la cura, ma viene consigliata di arrivare almeno a 18 mesi, per
stabilizzare i risultati. La terapia è invariata.
Discussione.
Quattro elementi di questo caso sono
sicuramente interessanti. 1. Prima della perdita dell'odorato era un persona di per se molto sensibile agli odori, fatto che è
stato riferito anche da altri soggetti trattati. (Cocchi,
2002; Cocchi, 2004b; Cocchi, 2004c; Cocchi, 2004d; Cocchi, 2004e; Cocchi 2005b;
2. La perdita dell'odorato e successivamente del gusto
è intervenuta in corso di una terapia con antibiotici. 3. La cacosmia non era presente alla prima consultazione ed è stata
riferita solo al primo controllo. Di fatto non può essere considerata un
sintomo autonomo (Cocchi, 2005b). 4. Il recupero del
gusto è stato precedente e più esteso di quello dell'odorato, ciò che è il rovescio del punto 2.
La risposta di Nero al test "Qual'è il contrario del colore
Rosso?" è una tipica risposta depressiva, l'equivalente del modo di dire
popolare "Oggi vedo tutto nero" (Cocchi, 2005a).
Altro punto da sottolineare
è che la terapia su odorato e gusto inizialmente non aveva funzionato o, un
breve periodo di parziale recupero era poi stato seguito da una completa
regressione durante i primi 6 mesi di assunzione dei farmaci. Il fatto che nel
frattempo una serie di altri sintomi, di stress, e di depressività abbiano cominciato a migliorare fin dal primo
controllo, non era stato considerato rilevante da questa paziente. Solo facendo
domande specifiche si è potuto appurare che c'erano miglioramenti.
Questo significa che non necessariamente c'è
un recupero immediato di gusto e odorato, a seguito della farmacoterapia.
I risultati positivi, in questa paziente sono arrivati
dopo 6 mesi.
A giudizio della stessa paziente, all'ultimo
controllo, 13 mesi dall'inizio del trattamento, il recupero del gusto è stato
giudicato pari al 99 % contro 90 % per l'odorato.
Bibliografia.
Cocchi R. Un caso di anosmia-iperosmia con ipoageusia, da probabile stress,
migliorata a seguito di una farmacoterapia
antistress, 2002 <www.stress-cocchi.net/Other1-it.htm>..
Cocchi R. Un secondo caso di
iperosmia-anosmia con ipoageusia, migliorato a
seguito di una farmacoterapia antistress. (Aggiornato a marzo 2004). 2003c
<www.stress-cocchi.net/Other8-it.htm>.
Cocchi R. Un terzo caso di
anosmia-iperosmia con ipogeusia,
a seguito di stress e possibile infezione virale, migliorata con una farmacoterapia antistress. (Aggiornato
a giugno 2005). 2004a <www.stress-cocchi.net/Other7-it.htm>.
Cocchi R. Un quarto caso di
anosmia, con cacosmia e ageusia, trattato con
terapia antistress e antidepressiva. 2004b <www.stress-cocchi.net/Other10-it.htm>.
Cocchi R. Iperosmia
in una donna con depressione atipica. sua scomparsa
con il miglioramento della depressione. (Aggiornato e
concluso nel gennaio 2005). 2004c <www.stress-cocchi.net/Other13-it.htm>.
Cocchi R. Iperosmia
e cefalea accessuale da
stimolo olfattivo intenso in un uomo di 35 anni. Approccio con farmaci
antiepilettici e antistress. 2004d
<www.stress-cocchi.net/Other14-it.htm>.
Cocchi R. Un caso di
depressione malinconica con iposmia, cacosmia, ageusia e tinnitus.
Sua evoluzione con terapia antistress e antidepressiva. 2004e
<www.stress-cocchi.net/Depression5-it.htm>.
Cocchi R. Anosmia, cacosmia e disgeusia, con
precedente vertigine parossistica posizionale benigna, in una donna trattata
con terapia antidepressiva e
antistress. Luglio 2005b <www.stress-cocchi.net/Other20-it.htm>.
Cocchi R.
Risposta "Bianco" al
test "Qual'e' il
contrario di Rosso?" e pregresso comportamento di "Bastian Contrario". Indagine sulle cartelle raccolte
negli anni 2003-2004. Marzo 2005a <www.reversebrain.net/Domin16-it.htm>
Cocchi R. Un caso di cacosmia-fantosmia intermittente, senza anosmia, o iperosmia, datante da 14 anni, in un uomo di 40 anni.
Luglio 2005b
<www.stress-cocchi.net/Other21-it.htm>.
Immesso in internet nel marzo 2006. Copyright by Renato Cocchi, 2006.
Corrispondenza: dr
Renato COCCHI, via Rabbeno,
3
42100
Reggio
Emilia
renatococchi@libero,it
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