ANCORA ANOSMIA, IPEROSMIA, CACOSMIA,
AGEUSIA E DISGEUSIA IN DUE DONNE, TRATTATE CON QUALCHE DIFFICOLTA' CON FARMACI
ANTIDEPRESSIVI E ANTISTRESS. (Aggiornato
a ottobre 2006).
Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.
Riassunto.
Viene descritta la storia clinica di due
pazienti di 67 e 50 anni alla prima consultazione, con disturbi dell'odorato e
del gusto, in un caso dopo terapia per bronchite cronica ostruttiva, e
nell'altro caso dopo due anni da un trauma cranico con due mesi e mezzo di
coma. Erano anche presenti sintomi depressivi e sintomi di stress.
La terapia instaurata, prevalentemente
antidepressiva e antistress, inizialmente ha dato risultati modesti specie
nella persona post-traumatica, anche per le oggettive difficoltà di tornare a
visita di controllo, così da permettere le modifiche della terapia.
A distanza di oltre un anno, in entrambi
i casi il recupero dell'odorato e del gusto è in corso, sia pur più lento per
la paziente post-traumatica.
Parole chiave: Anosmia, ageusia,
iperosmia, cacosmia, disgeusia, donne, stress, BCO, trauma cranico, depressione,
antibiotici, cortisonici, risultati, farmacoterapia, antidepressivi,
antistress.
Modulazione con farmaci delle reazioni di stress
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.
I due casi clinici di disturbo dell'odorato
e del gusto, che verranno qui di seguito riportati, sono accomunati dalla
caratteristica di una iniziale modesta o scarsa risposta alle terapie
prescritte alla prima visita. Entrambi riferibili a donne, in tutti due c'era
una oggettiva difficoltà a tornare a visita di controllo con una frequenza
maggiore di quella che ho potuto avere. Per ciò le variazioni terapeutiche
adattative hanno avuto tempi più lunghi. E' anche possibile che sia l'una che
l'altra, avessero una struttura neuropatologica particolare, e sicuramente
questo è vero per la paziente post-traumatica, primo caso da me affrontato con
questa storia pregressa. Probabilmente anche una terapia cronica con
cortisonici, nell'altro caso, potrebbe avere avuto un suo peso come fattore
causale.
Il caso 1.
Donna di 67 anni al momento della prima
visita.
Terza decade del giugno 2005. Riferisce di essere
stata totalmente anosmica e ageusica in seguito di terapia antibiotica e
cortisonica per Bronchite Cronica Ostruttiva (BCO), comparsa circa due anni
prima. Anche attualmente è obbligata spesso ad utilizzare uno spray nasale con
cortisone. Prima della BCO era iperosmica per profumi di uso personale.
Inizialmente sentiva poco l'odore del caffè e alterato quello del fumo di
sigaretta. Dopo qualche tempo ha ricominciato a sentire l'odore dei gas di
scarico.
Nel frattempo ha recuperato, sempre alterati
sgradevolmente, gli odori dei detersivi e della schiuma da bagno. Il basilico,
il rosmarino e la menta hanno odori insopportabili (cacosmia). Il caffè non ha
il proprio odore, come pure l'ammoniaca, mentre la varecchina è sentita in
maniera normale.
Quasi tutti i cibi sono percepiti come
disgustosi; Il sapore della carne è alterato ma non disgustoso, mentre se la
carne è ai ferri disgusta e odora sgradevolmente; per il pollo allo spiedo,
dipende dalle erbe aromatiche con cui è stato condito. Il capretto mangiato a
Pasqua era buono, e comincia ad apprezzare di nuovo il prosciutto crudo. Del
prosciutto cotto sente un sapore chimico (glutammato?) Tra i formaggi sopporta
di più il gorgonzola, mentre gli altri hanno un insopportabile sapore di
caseina. Mangia pizza alla siciliana (pomodori, pasta d'acciughe, olive,
capperi, origano) ma non ne sente i sapori. Lo stoccafisso alla sanremese ha
pochissimo sapore, mentre trova gustosa la carne al carpaccio. Il latte ha
sapore normale. Trova insopportabili succhi di frutta, chinotto, tamarindo,
agrumi (aranci, limoni e mandarini).
Non ha mai notato iperosmia, nemmeno in
periodo premestruale, quando aveva ancora il ciclo.
La RMN del cervello era stata refertata come
negativa.
Sintomi di stress: Abitualmente soffre il freddo. Ora gradisce un po' i
dolci, che però sanno di grasso. Dorme bene. Talvolta perde saliva nel sonno, e
soffre di crampi muscolari notturni. Non fa brutti sogni. Non parla nel sonno.
Ha bruxismo notturno, ma non serrato dentale diurno. Raramente ha dolori colici
e diarrea. Non ha astenie improvvise senza ragione. Non ha sensazioni di
sbandamento, né sensazioni di svenimento. Sopporta male il rumore. Ora non
trova differenze di benessere tra mattino e pomeriggio. Lamenta qualcosa del
tipo della Sindrome delle Gambe Senza Riposo. Non soffre di pollachiuria e la
nicturia varia da 0 a 2 episodi.
Problemi di dominanza emisferica: Al test "qual'è il contrario del colore
Rosso" risponde: Bianco. E' sempre stata un Bastian Contrario. Al mattino
è un po' "negativista". Non sa se pensa troppo. Non le insorgono
sentimenti cattivi nei confronti di persone a cui vuole bene. Talvolta conta
oggetti, senza ragione.
Problemi di parto e comportamento nel
primo anno di vita: Per quanto le fu
detto, al primo anno di vita rifiutava il latte materno, aveva frequenti
gastroenteriti, oltre a nausea, vomito e acetonemia. Di notte non ha mai perso
il sonno. Era molto pallida. Non piangeva senza evidente ragione.
Depressione: A volte si sente avvilita, ma non piange. Ha
appetitività normale per latte, mentre è sempre stata ghiotta di formaggio. Non
è cefalgica, e non si sente con la testa tonta. Non soffre di tachicardia, non
di oppressione mediastinica, né di nodo alla gola. Fino all'età dello sviluppo
sessuale era timida, riservata e taciturna.
Altro: A scuola, andava meglio in Italiano. Ha vampate di calore, da
menopausa. Talvolta iperidrosi palmare. Rare amnesie, non dislalie. In passato,
e tuttora, è sempre stata una iperattiva, con un particolare impegno per la
precisione.
Terapia di prova (a dosi giornaliere, per
via orale): Glutammina 125 mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 100 mg;
amitriptilina 12 mg; bromazepam 0.5 mg.
Terza decade di luglio 2005: Primo
controllo. Dice che va meglio perché ha meno disgeusia e cacosmia. Ora sente il
sapore del pomodoro crudo e del gelato. Ora ha ripreso a mangiare anche la
carne grigliata. Non mangia di più i formaggi. Gusta di più la marmellata.
Talvolta, risente il gusto dell'aceto.
Persistono: L'odore diverso del caffè, del
basilico, del rosmarino, della menta. Sente di più l'odore delle cipolle
soffritte. Non sente ancora l'odore dell'urina (anche quella dei gatti) e delle
feci. Migliorato, a tratti, l'odore della pizza.
Si sente stressata. Sono diminuiti i crampi
notturni. Conta oggetti come prima. Non modificate le vampate di calore. Non si
è sentita più sgonfia. Ha un episodio di nicturia per notte. Fuma se si sente
lo stomaco pieno. E' preoccupata per ragioni esterne.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Bromazepam 0.7 mg.
Prima decade di giugno 2006: Secondo
controllo. Dice di andare abbastanza bene. Per il gusto, ritiene di sentire
almeno 30% di sapori normali. Sono ben distinguibili il sapore della pizza
napoletana, del prosciutto crudo. Sempre disgustosi quelli dell'origano e del
basilico. Buono il sapore del caffè. Riesce a mangiare in maniera abbastanza
variata. Gli asparagi e i carciofi non hanno alcun sapore. Nel risotto alla
milanese non sente lo zafferano. Ora ha ripreso a mangiare il gelato. Della carne
percepisce il sapore al 30-40%. Se va al mercato, sente un odore della frutta,
ma aspecifico di vegetazione. Ha ripreso a mangiare le arance, ma non i
mandarini. Il limone ha un sapore sgradevole.
Meno cacosmia. Risente odori che si
trasformano in sapori: cipolle, aglio, sedano, carota, così pure il profumo del
brodo quando fa il bollito. Se fa la pizza, sente il profumo della pasta
lievitata, ma non quello della pizza cotta. Sente meglio il profumo del talco,
anche se ancora un po' alterato. Sente bene l'odore del bagno-schiuma e delle
sue saponette inglesi. Sente l'odore dei detersivi. Le nuove fragranze moderne
le danno ancora fastidio, mentre sopporta bene l'acqua di colonia J.M.Farina.
Ancora assente l'odore dell'urina e delle feci. Sente l'odore ascellare non
coperto da deodorante.
Dorme bene. Ha un episodio di nicturia per
notte. Meno crampi notturni.
Di tanto in tanto ha diarree improvvise.
Scomparsa la Sindrome delle Gambe Senza Riposo. Non si è sgonfiata. Le hanno
diagnosticato una ernia iatale. Ha avuto delle difficoltà nel seguire una
ristrutturazione edilizia. Sono migliorati i rapporti interpersonali.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Carbamazepina 200 mg.
Il caso 2.
Donna di 50 anni alla prima visita.
Prima decade di aprile 2005. Da due anni
soffre di anosmia, disgeusia e cacosmia comparse due anni dopo aver avuto un
trauma cranico, con 2 mesi e mezzo di coma. Tende a collegare i due eventi con
un rapporto di causa ed effetto [???]. Non è mai stata iperosmica né aveva
notato ipersensibilità agli odori in periodo premestruale.
Disturbi di stress: Qualche intolleranza a luce, rumore e confusione. Ha
giornate in cui appaiono fenomeni dislalici. Ha sensazioni di sbandamento, ma non
sensazioni di svenimento. Dice che pensa molto. In passato ha sofferto di
coliche, mentre ora l'alvo è regolare. Ha un ipertono muscolare al mattino.
Qualche volta conta oggetti, senza ragione.
Ha spesso iperidrosi palmare emotiva e dolori ossei al mattino. Non ha acufeni,
non ha vertigini.
Problemi di dominanza emisferica: Al test "Qual è il contrario del colore
Rosso?" risponde Bianco, che poi modifica come Nero. Non ha mai avuto
comportamenti di Bastian Contrario. Non ha insorgenza di pensieri cattivi nei
confronti di persone a cui vuole bene.
Depressione: Probabilmente mascherata. Non oppressione
mediastinica, non bolo esofageo, non fame d'aria, non pollachiuria. Non ha
bruciori di stomaco. Il lavoro le dà soddisfazione.
Terapia di prova (a dosi giornaliere, per
via orale): Glutammina 125 mg; piridossina 75 mg; amitriptilina 10 mg +
perfenazina 2 mg; carbamazepina 100 mg; bromazepam 0.6 mg.
Seconda decade di maggio 2005, primo
controllo. Inizialmente era migliorata, per tre settimane, ma dopo un disturbo
emotivo familiare, dice di essere totalmente regredita. C'era stato prima un
miglioramento del gusto, poi anche dell'olfatto. E' tornata cacosmica come
prima. L'addormentamento serale è anticipato, e dorme meglio. I dolori ossei
del mattino non sono cambiati, si stanca di meno ed è meno astenica. Meno
abulica. Sopporta meglio luce, rumore e confusione. La sensazione di
sbandamento è scomparsa. Le capita meno di contare oggetti senza ragione. Meno
iperidrosi palmare. Non più ipertono muscolare al mattino.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Glutammina 250 mg; carbamazepina 200 mg; bromazepam 0.9 mg.
Prima decade di maggio 2006, secondo
controllo. Qualcosa è migliorata. Non è più disgeusica ma ageusica per tutti i
cibi. Meno cacosmica, per un certo periodo la disturbava la spazzatura, mentre
ora ha un odore normale. Per qualche attimo sente l'odore della sigaretta.
Sente l'odore dei profumi ma non li
distingue, come pure avviene per il sapone e per il dentifricio. Non sente l'odore
del caffè, dell'urina e delle feci, dei gas di scarico delle automobili, della
carne arrostita.
Ha passato un brutto inverno; piangeva,
perché non ha ancora accettato la perdita del marito. Ha avuto sensazioni
dereali. In casa ha ripreso a fare le faccende. Il lavoro va bene. Dice che ora
ha la testa meno ingombra di pensieri. E' meno distratta e più attiva. Dorme di
più. Ha sospeso di sua iniziativa la benzodiazepina, perché "dormiva
bene" [???]. Non più dolori ossei al mattino.
Molto ridotto il contare oggetti senza
ragione. L'iperidrosi palmare è quasi scomparsa. Si addormenta bene. Due
episodi nicturici per notte. Ha cambiato facies, e la mimica è più distesa.
Tende a dimenticare facilmente. Ha recuperato la sequenza per preparare e
cucinare il ragù. Parla più facilmente, anche se non sempre trova subito la
parola giusta.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Oxazepam 15 mg; carbamazepina 300 mg; 5-idrossi-triptofano 50
mg; glutammina 125 mg; S-adenosil-l-metionina 100 mg; piridossina 75 mg;
amitriptilina 10 mg + perfenazina 2 mg.
Prima decade di ottobre 2006, terzo
controllo. Dice di essere un po' migliorata. Risente l'odore di urina e feci.
Sente l'odore del bucato sporco. I sapori non sarebbero variati. IL tonno non
ha odore e sapore.
Durante il lavoro in ospedale, non sa se
percepisce l'odore dell'alcol denaturato. Caffè: nessun odore e sapore. Per
strada, non sente l'odore dei gas di scarico. Non più cacosmia. Sente l'odore
dei profumi da toeletta, ma non li distingue. Per qualche attimo sente l'odore
del fumo della sigaretta. Non sente l'odore di carne arrostita. Sentiti, ma non
distinguibili, gli odori del sapone e del dentifricio. Ha perso di nuovo il
sapore del ragù.
Si sente meno depressa. Riesce a fare
qualche faccenda di casa. In tensione per un adenoma tiroideo
("freddo"). Si sente la testa più sgombra di pensieri. Nel lavoro è
presente e attiva. Meno astenica al mattino. Non ritornati i dolori ossei.
Conta ancora di meno. Ridotta ulteriormente
l'iperidrosi palmare. La nicturia è molto rara. La facies è più distesa: le
persone che conosce la trovano meglio e le dicono che è ringiovanita. Dice di
dimenticare di meno. Migliorata la capacità di espressione verbale. Ha ripreso
a guidare l'auto, con l'aiuto della figlia, ma ora guida da sola, e riesce a
stare attenta ai cartelli stradali. E' diventata emotivamente ipersensibile.
Sente i capelli più forti e più sani. Cura di più il proprio aspetto fisico.
Dice di essere ritornata un po' a vivere. Variazione terapeutica (a dosi
giornaliere, per via orale): Sospeso oxazepam, si prescrive bromazepam 0.75 mg.
Discussione.
In entrambi i casi, a differenza del caso
precedente (Cocchi, 2006) c'è stato un rallentamento nel risultato della
terapia, o per caratteristiche specifiche, o per la difficoltà di venire per i
controlli, o per l'una e altra causa, molto probabile nel soggetto
post-traumatico.
Prima della perdita dell'odorato solo una
delle due donne era particolarmente sensibile agli odori (profumi da toeletta).
E nessuna delle due lo era in periodo premestruale, fatto che è stato riferito
da altri soggetti trattati. (Cocchi, 2002; Cocchi, 2004b; Cocchi, 2004c;
Cocchi, 2004d; Cocchi, 2004e; Cocchi 2005b; Cocchi, 2006).
La perdita dell'odorato e successivamente
del gusto è intervenuta in corso di una terapia con antibiotici e cortisonici,
nel primo caso; dopo due anni da un trauma cranico, nel secondo caso.
Un possibile rapporto di causa ed effetto,
nel secondo caso, non è da considerare completamente assurdo, anche se la distanza
di tempo tra i due eventi, sui due anni, è sicuramente molto lunga. Se "ha
recuperato la sequenza per preparare e cucinare il ragù. Parla più facilmente,
anche se non sempre trova subito la parola giusta" vuol dire che il trauma
cranico aveva lasciato esiti neuropsicologici negativi precisi, che possono
essere considerati segnali di una aumentata fragilità. Su di essa la perdita
dell'odorato e del gusto possono essersi inseriti come effetto ulteriore, sia
pure a distanza considerata abitualmente priva di qualsiasi rapporto.
La cacosmia era presente in entrambe alla
prima consultazione. Di fatto qui non può essere considerata un sintomo
autonomo (Cocchi, 2005b), ma un segno di gravità. La risposta di Bianco in
entrambi i casi al test "Qual'è il contrario del colore Rosso?" è una
tipica risposta da disturbo della dominanza emisferica, come contrario di Nero
(Cocchi, 2005a). Nel secondo caso, la correzione con Nero della primitiva
risposta, conferma il rapporto neuropsicologico tra i due colori, ma anche la
possibile depressività mascherata, poi esplosa, in corso di terapia, nonostante
l'assunzione dell'antidepressivo.
Altro punto da sottolineare è che la terapia
su odorato e gusto, nella paziente post-traumatica, inizialmente aveva dato una
buona risposta, poi seguita da una completa regressione a causa di uno stress
psicologico-relazionale.
Resta comunque il fatto che ogni caso è un
caso a sé, e risulta difficile, almeno per ora, tentare di delineare una
qualche linea di guida, volta a facilitarne un approccio meno individuale.
Bibliografia.
Cocchi R. Un caso di anosmia-iperosmia con
ipoageusia, da probabile stress, migliorata a seguito di una farmacoterapia
antistress, 2002 <www.stress-cocchi.net/Other1-it.htm>..
Cocchi R. Un secondo caso di iperosmia-anosmia
con ipoageusia, migliorato a seguito di una farmacoterapia antistress.
(Aggiornato a marzo 2004). 2003c <www.stress-cocchi.net/Other8-it.htm>.
Cocchi R. Un terzo caso di anosmia-iperosmia
con ipogeusia, a seguito di stress e possibile infezione virale, migliorata con
una farmacoterapia antistress. (Aggiornato a giugno 2005). 2004a
<www.stress-cocchi.net/Other7-it.htm>.
Cocchi R. Un quarto caso di anosmia, con
cacosmia e ageusia, trattato con terapia antistress e antidepressiva. 2004b
<www.stress-cocchi.net/Other10-it.htm>.
Cocchi R. Iperosmia in una donna con
depressione atipica. sua scomparsa con il miglioramento della depressione.
(Aggiornato e concluso nel gennaio 2005). 2004c
<www.stress-cocchi.net/Other13-it.htm>.
Cocchi R. Iperosmia e cefalea accessuale da
stimolo olfattivo intenso in un uomo di 35 anni. Approccio con farmaci
antiepilettici e antistress. 2004d
<www.stress-cocchi.net/Other14-it.htm>.
Cocchi R. Un caso di depressione malinconica
con iposmia, cacosmia, ageusia e tinnitus. Sua evoluzione con terapia
antistress e antidepressiva. 2004e
<www.stress-cocchi.net/Depression5-it.htm>.
Cocchi R. Anosmia, cacosmia e disgeusia, con
precedente vertigine parossistica posizionale benigna, in una donna trattata
con terapia antidepressiva e antistress. Luglio 2005b
<www.stress-cocchi.net/Other20-it.htm>.
Cocchi R. Risposta "Bianco" al
test "Qual'e' il contrario di Rosso?" e pregresso comportamento di
"Bastian Contrario". Indagine sulle cartelle raccolte negli anni
2003-2004. Marzo 2005a <www.reversebrain.net/Domin16-it.htm>
Cocchi R. Un caso di cacosmia-fantosmia
intermittente, senza anosmia, o iperosmia, datante da 14 anni, in un uomo di 40
anni. Luglio 2005b <www.stress-cocchi.net/Other21-it.htm>.
Cocchi R. Un altro caso di anosmia, iperosmia,
cacosmia, ageusia e disgeusia in una donna di 41 anni alla prima consultazione,
e trattata con farmaci antidepressivi e antistress. Marzo 2006
<www.stress-cocchi.net/Other23-it.htm>.
Immesso in internet nel luglio 2006. Copyright by Renato Cocchi, 2006.
Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia
renatococchi@libero.it
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