ESITI STABILIZZATI DI
PARALISI IDIOPATICA DEL NERVO FACCIALE (PARALISI DI BELL) E STRESS: TENTATIVO
DI FARMACOTERAPIA ANTISTRESS DURATA 10 MESI.
Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.
(Altri 3 articoli su questo argomento)
Riassunto
Viene riportato il risultato di 10 mesi
di farmacoterapia antistress e neurotrofica su esiti stabilizzati di paralisi
idiopatica del nervo facciale a sn (paralisi di Bell) insorta due anni prima in
una donna di 48 anni.
La terapia aveva migliorato 12 sintomi su
tredici (dei quali, uno scomparso, l'iperacusia.). Sei mesi dopo la sospensione
del trattamento l'unico sintomo che ha continuato a migliorare e' stata la
capacità di gonfiare la gota.
Parole chiave: nervo facciale, palalisi,
esiti, stress, farmacoterapia.
Testo in inglese
Modulazione con farmaci delle reazioni di stress
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La paralisi idiopatica del nervo facciale (o paralisi di Bell) esordisce all'improvviso o nel termine di poche ore, senza una causa apparente. Essa corrisponde a circa il 75% di tutte le paralisi perfiriche del nevo facciale. C'è una predominanza di casi in inverno (31.38%) e in autunno (30.13%), statisticamente significativa (Gonçalvel-Cohelo et al., 1997).
Secondo Danielides et al, 2001, non c'è invece alcuna differenza significativa per il periodo freddo o semi-freddo dell'anno, per la stagionalità e per la distribuzione mensile
Campbell & Brundage, 2002 hanno affermato di nuovo che sia il clima che
la stagione sono fattori indipendenti e predittivi di rischio della paralisi di
Bell.
L'evoluzione naturale della paralisi di Bell
è favorevole, e l' 84 % mostra una guarigione soddisfacente senza trattamento
alcuno, tuttavia un 16 % soffre di sequele che vanno dal grado moderato al
grave.
La prognosi della paralisi di Bell è
generalmente molto buona. Con o senza terapia la maggior parte dei pazienti
comincia a stare significativamente meglio entro due settimane, e circa un 80 %
guarisce completamente entro tre mesi. In alcuni, comunque, i sintomi possono
durare più a lungo. In pochi casi, i sintomi possono stabilizzarsi in maniera
definitiva.
La prognosi è in funzione del grado di
paresi, dell'età del paziente, e del periodo in cui sono comparsi i primi segni
di guarigione (Jabor & Gianoli, 1996)
Lo stato della paralisi del nervo facciale
dovrebbe essere monitorato tramite ripetuti esami elettrici, preferibilmente
con EnoG (Moore, 1990).
Non ho trovato informazioni precise su cosa
succeda a chi ha avuto un esito sfavorevole, e la conclusione che certi sintomi
non scompaiono più sembra, per ora, l'unica accettata.
Alcuni elementi, però (forma idiopatica, età
del soggetto (Jabor & Gianoli, 1996), prevalenza femminile
(Gonçalvel-Cohelo et al., 1997), possibile azione del freddo (Gonçalvel-Cohelo
et al., 1997; Campbell & Brundage, 2002), rapporto con malattie virali
delle alte vie respiratorie (Gonçalvel-Cohelo et al., 1997; Campbell &
Brundage, 2002), sia grande maggioranza di guarigioni senza alcun trattamento,
ma non totalità di guarigioni complete) mi hanno indotto a pensare che ci potesse
essere un qualche rapporto con una fragilità individuale e quindi con reazioni
di stress (Cocchi, 2003).
Qui di seguito verrà descritto un primo caso
di soggetto con esiti stabilizzati di paralisi idiopatica del nervo facciale,
trattato per 10 mesi (terapia interrotta dalla paziente).
Il caso.
Donna, di 48 anni alla prima visita. Due
anni prima ha avuto una paralisi idiopatica monolaterale del nervo facciale
(paralisi di Bell) che ha implicato l'emifaccia sn. La paralisi e' stata
collegata a una diminuzione della temperatura (elemento scatenate). Della
terapia in fase acuta ricorda il cortisone, ma forse ha fatto anche aciclovir.
Sono residuati vari sintomi, perlomeno fastidiosi.
Attualmente (novembre 2001) lamenta:
- episodi di dolore retroauricolare;
- iperacusia ("dolore interno") ai
rumori;
- difficoltà a corrugare la fronte;
- difficoltà ad alzare le sopracciglia;
- rima palpebrale stretta a sn;
- piega naso-labiale più profonda;
- dolore al punto di uscita delle radici del
nervo facciale;
- lieve caduta della rima buccale a sn;
- lieve ageusia della parte anteriore della
lingua (riscontrata all'esame neurologico, ma non percepita);
- clonie del labbro inferiore;
- difficoltà a gonfiare la guancia sn.
La primitiva implicazione del nervo facciale
sembrerebbe essere stata al di sotto del ganglio genicolato ma al di sopra
della anastomosi con la corda del timpano.
Altre informazioni anamnestiche e cliniche:
Nata da parto prolungato con cordone ombelicale avvolto attorno al collo, forse
prematura. Personalità molto selettiva, fin da piccola, nei rapporti con i pari
d'età. Non sente il freddo, anche se tende ad aver le mani fredde. Aveva
capacità per la matematica. Tendenza ai cibi dolci, ma non cioccolata.
Iperattiva. Ciclo mestruale regolare di 28 giorni, con sindrome premestruale.
Nistagmo non refrattivo, a scosse lente, battente a sn. Episodi di cefalea
nucale, specie durante il periodo premestruale. Testa ingombra di pensieri. Si
accorge di contare oggetti senza necessità. Test :"Dimmi il contrario di
Rosso" con risposta: Nero.
Terapia: Glutammina 250 mg; piridossina 150
mg; biotina 5 mg; amitriptilina 10 mg; carbamazepina 100 mg; bromazepam 0.75
mg.
Controllo, 3 mesi e mezzo dopo terapia: Va
meglio. Migliorato la funzionalità dei muscoli mimici. Diminuite le clonie al
labbro inferiore. Migliorata la corrugazione della fronte, ma non l'alzarsi
delle sopracciglia. Minore asimmetria della rima buccale, quando sorride.
Ancora differenza nell'apertura delle palpebre. Ancora dolore: all'ala del naso
a sn, come per l'angolo interno del sopracciglio, meno al punto mentoniero.
Invariato il nistagmo a scosse lente che batte a sn. Invariata l'ageusia.
Gonfia un po' di più la gota sn, ma sempre poco. Ancora dolore retroauricolare,
ma meno frequente. Testa sempre ingombra di pensieri. Conta oggetti, come
prima. Sindrome premestruale immodificata, cefalea nucale, legata al ciclo
mestruale, invariata. Ha ricominciato a far brutti sogni con contenuto di
impotenza.
Variazione terapeutica: sospesa piridossina;
si prescrive tiamina 125 mg + piridossina 125 mg + cianocobalamina 500 mcg.
Controllo telefonico a 16 mesi dalla prima
visita. Ha sospeso la terapia dopo 10 mesi perché preoccupata dal dover
prendere dei farmaci. Ritiene di aver migliorato la motricità facciale del 15%.
Ridotto il dolore, che però è in relazione con il variare del tempo
atmosferico, della fatica e dello stress.
I sintomi controllati e le loro variazioni
sono raccolti nella tab. 1.
Tab. 1 Situazione dei sintomi a fine terapia
e sei mesi dopo la sua interruzione.
|
Sintomo |
Valutazione a fine terapia |
Valutaz. 6 mesi dopo fine terapia |
|
Episodi di dolore retroauricolare sn; |
Ridotti |
Invariati |
|
Iperacusia al rumore |
Scomparso |
Scomparso |
|
Corrugamento della fronte |
Migliorato |
Invariato |
|
Difficoltà ad alzare le sopracciglia |
Migliorata |
Invariato |
|
Rima palpebrale stretta a sn |
Più aperta |
Invariata |
|
Dolore al punto sopraccigliare sn |
Ridotto |
Invariato |
|
Dolore al punto naso-genieno |
Ridotto |
Invariato |
|
Dolore al punto mentoniero |
Ridotto |
Invariato |
|
Piega naso-geniena affossata |
Meno evidente |
Invariata |
|
Rima buccale cadente a sn |
Migliorata |
Invariata |
|
Ageusia del 1/3 anteriore della lingua |
Non sa valutare |
Non sa valutare |
|
Clonie al labbro inferiore |
Ridotte |
Invariate |
|
Difficoltà a gonfiare la gota sn |
Migliorato |
Migliorato (*) |
(*) ora riesce di nuovo a
fishiettare
Discussione.
Innanzitutto notiamo che il soggetto colpito
é una donna, nel quinto decennio di vita, e l'elemento scatenante è stato una
diminuzione di temperatura. Quindi una situazione molto tipica.
Come elementi di fragilità personale
ritroviamo una nascita da parto prolungato e complicato, un nistagmo non refrattivo,
e una personalità con difficoltà di rapporto con i pari, fin da piccola. Alla
prima visita erano sintomi di ridotta capacità di risposta allo stress: la
sindrome premestruale e la relativa cefalea nucale, la testa ingombra di
pensieri, e la necessità di contare oggetti, senza apparente bisogno.
La risposta Nero al test: Dimmi il contrario
di Rosso fa pensare ad una depressività di fondo.
La terapia impostata, prevalentemente
antistress, ha agito prevalentemente sul GABA, sia migliorandone la sintesi
(glutammina e piridossina), sia inibendo i suoi B recettori (carbamazepina) che
attivando i suoi A recettori (benzodiazepina).
Biotina, tiamina, e cianocobalamina, oltre
alla piridossina, sono stati usati come farmaci neurotrofici, l'amitriptilina
come antidepressivo e come antidolorifico ( inibizione discendente a partire
dal rafe)..
L'andamento dei sintomi come riportato nella
tab. 1 indica che la terapia aveva indubbiamente ottenuto qualche risultato su
12 sintomi su 13 (di uno la paziente non era in grado di dar risposta),
migliorando il quadro complessivo del 15%, a detta della paziente stessa.
A distanza di 6 mesi dalla sospensione della
terapia solo la capacità di gonfiare la gota sn, fino al punto di poter
riprendere a fischiettare e' ulteriormente migliorata.
I rimanenti dieci sintomi ancora presenti
non sono più variati. Il miglioramento in corso di terapia appare
verosimilmente dipendente dalla stessa, in quanto si e' fermato, in 10 sugli
undici sintomi sicuramente ancora presenti, dopo la sua interruzione.
Come esige ogni terapia antistress, anche
questa era stata adattata individualmente, proprio perché le reazioni di
risposta allo stress dipendono da fattori individuali, genetici e acquisiti.
Indubbiamente un caso singolo, per sua
natura, e' sempre aneddotico, ma è bene ricordare che esiste sempre il paziente
zero. E' questo potrebbe essere il paziente zero del rapporto tra esiti
stabilizzati (o, presunti tali) di paralisi idiopatica del facciale e terapie
antistress.
(Un altro caso trattato con farmaci antistress)
Bibliografia
Campbell KE; Brundage JF. Effects of
climate, latitude, and season on the incidence of Bell's palsy in the US Armed Forces,
October 1997 to September 1999. Am J Epidemiol 2002 Jul 1;156(1):32-39.
Cocchi R. Occorrerà recuperare la nozione
clinica di "terreno individuale"? agosto 2003
<www.stress-cocchi.net/index-it.htm/Speculation4-it.htm>.
Danielides V; Nousia C-S; Patrikakos G;
Katsaraki A; Skevas A. Seasonal Distribution and Epidemiology of Bell's Palsy.
Oto-Rhino-Laryngologia-Nova 2001;11(3-4):151-156
Goncalves-Coelho TD; Pinheiro CN; Ferraz EV;
Alonso-Nieto JL. Clusters of Bell's palsy. Arq Neuropsiquiatr 1997 Dec;55(4):722-727
Jabor MA; Gianoli G. Management of Bell's
palsy. J La State Med Soc 1996 Jul;148(7):279-283
Moore GF. Facial nerve paralysis. Prim Care
1990 Jun;17(2):437-460
Inserito in Internet nel marzo 2003. Copyright by Renato Cocchi, 2003.
Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via
Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia
renatococchi@libero.it
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