VERTIGINE PAROSSISTICA POSIZIONALE BENIGNA,

TINNITUS, E IPOACUSIA IN UNA DONNA 48 ANNI,

TRATTATA CON FARMACI ANTISTRESS.

 

Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico.

 

 Riassunto

Viene fatto il resoconto del caso di una donna di 48 anni affetta da Vertigine Parossistica Posizionale Benigna, tinnitus e ipoacusia biauricolari. Non sono stati riferiti ipertensione, diabete, infezioni labirintiche, disturbi vascolari delle vertebrali, ecc. Si suppone che la VPPB possa insorgere anche da eccesso distrettuale di glutammato, la cui neurotossicità potrebbe aver intaccato anche l'organo dell'udito, determinando sia ipoacusia che a tinnitus. La presenza di stress esterno non è stata individuata, ma lo stress può essere stato una conseguenza della malattia stessa, e aver portato a depressione.

La donna e' stata trattata con terapia antistress per un mese, con riduzione della intensità degli episodi vertiginosi, dell'astenia post-episodica, e della necessità di assentarsi dal lavoro. Per ora non sono stati notati miglioramenti sul tinnitus e sulla ipoacusia

 

 Parole chiave: Vertigine Parossistica Posizionale Benigna, tinnitus, ipoacusia, stress, glutammato, GABA, farmacoterapia antistress.

  

 Testo in inglese

Altri

Modulazione con farmaci delle risposte di stress


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E' capitato alla mia osservazione il caso di una donna sofferente da anni di Vertigine Parossistica Posizionale Benigna (VPPB) che ha fatto seguito a tinnitus (acufeni) e a ipoacusia. Esso merita di essere riportato sia per il rapporto tra VPPB e ipoacusia, già adombrato nella descrizione del precedente caso di VPPB (Cocchi, 2003), sia perchè trattato di nuovo con farmaci antistress,

 

La storia del caso.

08.set. 2003. F, di 48 anni alla prima visita. In menopausa. Fino ad ora non ha trovato sollievo ai suoi disturbi, nonostante i tanti specialisti consultati.

Lamenta tinnitus (rumore auricolare spontaneo detto anche acufene) continuo all'orecchio dx, a tipo fischio, di intensità variabile. Ha cominciato a soffrirne nel 1997 (a 42 anni), Lo sente anche di notte. Ora lo avverte saltuariamente anche all'orecchio sn.

Ultimamente lamenta anche vertigini, che sono precedute da una sensazione strana allo stomaco, seguita da vertigini oggettive, con nausea, vomito, diarrea, alternanza di caldo e freddo. Dopo l'episodio vertiginoso é astenica e sente il bisogno di riposare. RNM e TAC cerebrali sono state negative.

Dice di aver molto ridotto l'udito a dx, per cui ora tiene la cornetta del telefono a sn. All'orecchio dx é ipersensibile al rumore. Tre controlli audiometrici tra il nov.2002 e il marzo 2003 hanno mostrato un caduta di 50-70 decibel all'orecchio dx, tra 250 e 8000 Hz con maggiore gravità per tra 250 e 1000 Hz e una caduta di 20 decibel all'orecchio sn lineare tra 250 e 8000 Hz. Interessante il fatto che per entrambi gli orecchi, ma specie a sn, ci sia una sovrapposizione di caduta dell'udito tra via aerea e via ossea. Il che depone per una sordità neurosensoriale. A dx la linea della risposta uditiva tende a sovrapporsi alla linea della soglia del dolore.

Possibili segni di dominanza emisferica instabile: Lateralizzata a dx. Al test "qual'é il contrario di Rosso" risponde istintivamente Bianco. Ha improvvisi sentimenti cattivi, che sente come estranei, nei confronti di persone a cui vuole bene. Fa brutti sogni.

Ha momenti depressivi: Soffre più il freddo. Cerca i dolci un po' più del normale, in particolare il cioccolato. Le piace il brodo e lo preferirebbe alla pasta asciutta. Tendenzialmente capelli secchi, ma li tratta con coloranti. Non soffre di crampi, ma ha tensione muscolare. Non sbava nel sonno. Al mattino si alza stanca. Ha sensazioni di sbandamento e sensazioni di svenimento. Oppressione mediastinica e bolo esofageo, che tenta di risolvere bevendo qualcosa. Non ha coliche o diarree al di fuori degli episodi vertiginosi.

Ha giorni di pallore con occhiaie accentuate. Non ipotesa né ora né in passato. Iperidrosi diffusa. Non ha bisogno di contare oggetti o altro. Non bruxismo notturno, non serrato di giorno. Sta meglio al mattino. Lamenta inoltre tachicardia, fame d'aria. Alvo regolare. Non ha fame al mattino. Soffre di emicrania alternante, dx o sn.

Non é in grado di dare informazioni sulla sua nascita e sui comportamenti al primo anno di vita.

Altro: E' sempre stata emotivamente ipersensibile e molto ordinata. Teme di perdere il lavoro, se dovrà continuare ad assentarsi per la malattia.

 

Terapia (a dosi giornaliere, per via orale): Carbamazepina 200 mg; piridossina 75 mg, amitriptilina 4 mg; bromazepam 0.6 mg; polivitaminico con sali minerali, 1 cp x settimana.

 

15 ott. 2003 Primo controllo.

Vertigini: Un po' migliorata per quanto riguarda le vertigini, che durano di meno. Prima ogni attacco era forte, mentre da quando fa questa terapia, solo un episodio é stato intenso. Prima le vertigini duravano 10-15 minuti [tempo sovrastimato?], e residuava astenia intensa, per cui si doveva sdraiare per recuperare le forze. Ora ha attacchi molto brevi, che non la lasciano prostrata, e quindi ha meno bisogno di riposare dopo l'attacco. Dice che ora non ha più nausea, vomito e gli altri sintomi. Ritiene che le vertigini siano "più gestibili". Non ha più avuto attacchi di notte.

Tinnitus: Invariato, se non peggiorato a sn. Continua a sentirlo anche di notte.

Ipoacusia: Non ha notato miglioramenti. Non riesce a telefonare con la cornetta del telefono appoggiata all'orecchio dx. Sempre ipersensibile l'orecchio dx per i rumori.

Possibili problemi di dominanza emisferica inversa: Più frequenti i brutti sogni. Ancora emergenza di sentimenti cattivi nei confronti di persone a cui vuole bene.

Sintomi di stress: Depressione invariata. Scomparsa tensione muscolare; ha mangiato meno cioccolata; ha un po' più di energia, meno sensazioni di sbandamento; meno sensazioni di svenimento; meno ansia, meno oppressione mediastinica, meno bolo esofageo; meno occhiaie; meno iperidrosi; non più tachicardia; meno fame d'aria; un episodio di emicrania dx (EEG senza segni di pregressa sofferenza cerebrale. Tracciato controllato dal presente autore); soffre il freddo come prima. Sta un po' meglio anche al pomeriggio.

Altro: sempre emotivamente ipersensibile e sempre molto ordinata; non ha avuto il ciclo mestruale, nonostante un episodio di sindrome premestruale; ha avuto meno necessità di assentarsi dal lavoro.

Variazione terapeutica (dosi giornaliere, per via orale) : glutammina 125 mg; carbamazepina 300 mg; amitriptilina 10 mg.

   

Discussione.

L'associazione tra tinnitus, ipoacusia e VPPB é sicuramente di grande interesse e risulta da Medline che non ha ricevuto molta attenzione specifica. Kessinger e Boneva, 2000, descrivono questa associazione in pazienti geriatrici.

Secondo il presente autore, i tre sintomi potrebbero avere, come un unico agente vulnerante, un eccesso di glutammato, da sua ridotta trasformazione in GABA.

Quando aumenta la quantità di glutammato cerebrale, aumenta anche la stimolazione ipotalamica del nucleo dorsale del vago e del nucleo del tratto solitario, che sono i punti di partenza della stimolazione pararasimpatica, specie neuroendocrina, in condizioni di stress (Brann, 1995).

Se si riesce a riattivare la trasformazione dell'acido glutammico in GABA, riducendo in questo modo l'eccesso di glutammato, molti dei sintomi che si modificano in meglio potrebbero essere migliorati per la ridotta stimolazione glutammergica.

In questa donna, dopo un mese di farmacoterapia antistress, ritengo che si possa attribuire a ciò la riduzione delle sensazioni di sbandamento; delle sensazioni di svenimento; della oppressione mediastinica, del bolo esofageo.

Si sono ridotti anche dei sintomi di compenso, essendosi ridotta la loro necessità funzionale. In particolare: ridotta l'assunzione di cioccolata (contiene teobromina, una amina simpaticomimetica), scomparsa la tachicardia (compenso simpaticotonico, alla iperstimolazione vagale); ridotta la fame d'aria (un meccanismo di detensione dei muscoli della gabbia toracica?. La paziente lamentava ipertonia muscolare generalizzata), ridotta iperidrosi (da iperfunzione simpaticotonica compensatrice in persona ipotesa?).

Perchè in questa persona ci può essere stato un aumento di glutammato? Quasi certamente aveva già una ridotta risposta allo stress, che si attua sempre primariamente sull'asse GABA-glutammato (Horger e Roth, 1995; Cocchi, 2003a).

Possono essere indicazioni a questo riguardo l'essere stata sempre ipersensibile e sempre molto ordinata.

Con l'aumento dell'età e l'inizio della menopausa, ci può essere stata una riduzione della soglia di risposta allo stress, come avviene normalmente a seguito di questi due eventi. Solo che in questo caso la soglia e' diventata troppo bassa, la normale risposta della inibizione GABAergica di tipo A si é ridotta per riduzione dei rispettivi recettori. (Cocchi, Patrucco, Zerbi 1987). Alla fine il tasso del glutammato, aumentato, potrebbe aver intaccato coclea e organo dell'equilibrio, in quanto, in questa persona, più sensibili alla tossicità da glutammato (Cocchi, 2003b).

L'ipersensibilità al rumore trova il suo corrispettivo nell'audiogramma che dà sovrapposizione di soglia uditiva e soglia del dolore, all'orecchio dx.

Confrontato con il primo caso, ci sono elementi in comune: sesso, personalità iperattiva, sensazione periferica subito precedente l'attacco, riduzione dell'udito.

Discordano invece l'età di esordio, la progressione dei sintomi, la presenza di tinnitus, un chiaro collegamento con lo stress.

A distanza di un mese dall'inizio di una terapia antistress, la paziente qui descritta ha notato un riduzione di intensità degli episodi vertiginosi, con il corrispettivo di una minore astenia post-accessuale, e una minore necessità di assentarsi dal lavoro.

 

Conclusioni.

In una donna di 48 anni affetta da Vertigine Parossistica Posizionale Benigna, tinnitus e ipoacusia biauricolari e' stata supposto che la VPPB possa insorgere anche da eccesso distrettuale di glutammato, la cui neurotossicità potrebbe aver prima intaccato l'organo dell'udito, determinando sia ipoacusia che a tinnitus. La presenza di stress esterno non è stata individuata, ma lo stress può essere stato una conseguenza della malattia stessa, e aver portato a depressione.

La donna e' stata trattata con terapia antistress per un mese, con riduzione della intensità degli episodi vertiginosi, della astenia post-episodica, e della necessità di assentarsi dal lavoro. Per ora non sono stati notati miglioramenti sul tinnitus e sulla ipoacusia

 

Bibliografia

Brann DW. Glutamate: a major excitatory transmitter in neurendocrine regulation. Neurendocrinology 1995, 61: 213-225.

Cocchi R. Vertigine Parossistica Posizionale Benigna e stress: Storia di un caso trattato con farmaci antistress. Immesso su Internet nel giugno 2003a ( www.stress-cocchi.net/Other5-it.htm ).

Cocchi R. Occorrerà recuperare la nozione clinica di "terreno individuale"? Lo Spallanzani, 2003b, 17: 19-22. (www.stress-cocchi.net/Speculation4-it.htm ).

Cocchi R., Patrucco M., Zerbi F.:  Presupposti razionali per l'aggiuntá di una benzodiazepina alle forme epilettiche non controllate in monoterapia. Riv. Neurobiologia 1987, 33: 33-48.

Horger BA, Roth RH. Stress and central amino acid system. In: Friedman MJ, Charney DS, Deutch AJ. (eds). Neurobiological and clinical consequences of stress: From normal adaptation to PTSD. Philadelphia, Lippincott-Raven 1995: 61-81.

Kessinger R.C., Boneva D.V. Vertigo, tinnitus, and hearing loss in the geriatric patient.: J Manipulative Physiol Ther. 2000,23: 352-362.

Immesso su Internet nell'ottobre 2003: Copyright by Renato Cocchi 2003.

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia

renatococchi@libero.it

 

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