UN SECONDO CASO DI IPEROSMIA-ANOSMIA CON IPOAGEUSIA, MIGLIORATO A SEGUITO DI UNA FARMACOTERAPIA ANTISTRESS. (Aggiornato al marzo 2004).

Renato COCCHI neurologo e psicologo medico.

 

(Altri 11 casi descritti) 

 

Riassunto.

Viene presentato il resoconto di un secondo caso di anosmia-iperosmia con parziale ageusia, insorto circa 3 anni addietro in una paziente di 49 anni. E' stato affrontato con una terapia antistress-antidepressiva a basso dosaggio, agente sul GABA, sulla serotonina, e sull'acido glutammico. Il recupero del gusto e dell'odorato, é gia' iniziato a distanza di un mese e mezzo dall'inizio terapia ed era in progresso all'ultimo controllo, dopo più di 5 mesi di trattamento.

Parole chiave: Anosmia, iperosmia, disosmia, disgeusia, stress, depressione, GABA, glutammato, serotonina, farmacoterapia.

 

Testo in inglese

Modulazione con farmaci delle risposte di stress

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E' capitato alla mia attenzione un secondo caso di anosmia-iperosmia con parziale ageusia, in corso di miglioramento in seguito a una terapia antistress. Come ulteriore caso, un po' diverso dal primo (Cocchi 2002), si e' voluto darne qui di seguito il resoconto iniziale, rimandando al primo caso per quel che riguarda la letteratura recente.

 

Il caso.

Femmina, di 49 anni al momento della prima visita, senza particolari precedenti specifici.

15.10.2003: Da tre anni circa ha avvertito un odore sgradevole riferibile all'aria uscente dai bocchettoni del condizionatore dell'auto. Di tanto in tanto avverte lo stesso odore, quando va in auto, anche senza condizionatore in funzione. Sopporta male i profumi femminili, l'odore dei pomodori pelati in scatola, di traspirazione cutanea, l'odore delle persone di colore, l'odore degli iraniani (persona con cui lavora il marito), del sapone di Marsiglia e delle saponette scadenti, odore dei ricambi d'aria in ufficio. Non sente assolutamente l'odore della colla Bostik.

Ha anche problemi di sapori che riguardano l'insalata condita, la verdura cotta, il pesce. Le resta una persistenza di sgradevolezza olfattiva e gustativa che può durare fino a 24 ore. Se dorme, queste sgradevolezze si attenuano.

Ha avuto problemi di lavoro e di salute. E' stata operata di tiroidectomia per cui fa terapia sostitutiva con 50 mg di levotiroxina sodica. E' stata inoltre operata di fibroma uterino, con uterectomia, senza ovariectomia. Non ha più avuto mestruazioni ed ora e' in menopausa con terapia ormonale sostitutiva.

Da un anno perde i capelli. Ha cefalee post-prandiali frontali e di vertice. Ha l'impressione che i suoi disturbi siano stagionali, in prevalenza nelle mezze stagioni. Ha facilità alle malattie infettive respiratorie, specie raffreddore.

Ha giornate di pallore e occhiaie.

Soffre il freddo, Fa colazione volentieri, con aumentato consumo di dolci, in particolare di cioccolato. Normale gradimento del brodo di carne o di dado.

Fa fatica nell'addormentarsi, sbava nel sonno. Non brutti sogni, non crampi notturni. Sonno movimentato. Al mattino si stira. Non parla mai nel sonno. Qualche bruxismo notturno, ma spesso "serrato dentale" di giorno. Ha pensieri parassitari, anche quando dorme. Non controlla il pensiero. Non dislalica. Sopporta male luce, rumore e confusione. Piange spesso perché ipersensitiva. Se depressa, può preferire di stare in casa, o chiedere di stare con altre persone. Non conta. TRV = N. Non ha sensazioni di sbandamento, ma sensazioni di mancamento. Ha disturbi colici, con diarrea, ma non frequenti. Ha astenie improvvise, senza ragione. Era una bambina che si teneva da parte. Andava meglio in matematica.

Terapia (a dosi giornaliere, per via orale): glutammina 125 mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 100 mg; amitriptilina 10 mg; bromazepam 0.6 mg.

03 dicembre 2003: Primo controllo. Dice che va meglio. Gli odori sgradevoli persistono meno, 3-4 ore al posto della lunga durata precedente che arrivava anche a 24 ore. Come prima, il sonno migliora la situazione.

Risultati positivi: Per quanto riguarda il disturbo dell'odorato, risponde che l'odore sgradevole dell'aria uscente dal condizionatore dell'auto si é ridotto dell'85%. La tolleranza verso i profumi femminili é aumentata del 60%. Per la percezione dell'odore degli iraniani c'é una diminuzione dell'80%. Dice che nel luogo di lavoro é arrivato un collega italiano che ha cattivo odore: forse sono le medicine che assume. Il nuovo collega fuma, ma il fumo non le dà fastidio. Ancora anosmica per il Bostik.

Anche il gusto (?) é migliorato, meno saliva spessa, meno nausee. Per i sapori, del baccalà stufato ha sentito benissimo carote e prezzemolo.

Risultati non verificati o negativi: Da sola non ha guidato senza condizionatore, per cui non sa se abbia avvertito lo stesso odore senza condizionatore in funzione. Non sa rispondere per i pomodori in scatola, per la traspirazione altrui, per l'odore delle persone di colore. Non sa rispondere per i cambiamenti d'aria in ufficio, Per i sapori, non sa nulla sulla verdura perché ha evitato di mangiarla. Meno pensiero parassitario. Sopporta di più il rumore e la confusione. Forse meno facilità al pianto.

Risultati positivi su altri sintomi: Attenuata la cefalea post-prandiale. Perde meno capelli. Ora sta bene anche al pomeriggio. Non sbava più nel sonno. Si muove ancora nel sonno, ma di meno, come riferisce il marito. Non più sensazioni di svenimento. Meno disturbi colici. Non più astenie improvvise. Facies più distesa con pelle più bella. Meco occhiaie. Addormentamento migliorato, come l'intero sonno. Capelli meno grassi. Non ha avuto raffreddore.

Risultati non verificati o negativi: Non sa se soffre meno il freddo, perché la stagione é stata mite. Consuma dolci nella stessa quantità. Non valutato il serrato dentale. Tesa e paurosa come prima.

Variazione terapeutica (dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 250 mg; biotina 2.5 mg; amitriptilina 14 mg.

 22 Marzo 2004, secondo controllo. Secondo la paziente c'é stato un qualche miglioramento.

Odorato: Gli odori sgradevoli persistenti scompaiono appena si distrae, mentre al primo controllo duravano 2-3 ore. Scomparso l'odore del condizionatore dell'auto, mentre persiste sgradevole l'odore dei gas di scarico dell'auto. Non sente più un particolare odore che inizialmente attribuiva a tutte le persone. La tolleranza dei profumi femminili attualmente é al 75-80 % (valutazione della paziente). Non avverte più l'odore del condizionatore in ufficio. Sopporta bene l'odore del Bostik. Ha tollerato un odore molto sgradevole dello smacchiatore per i colletti delle camicie del marito. Sopporta sempre male l'odore del sapone di Marsiglia.

Gusto: Sente tutti i sapori, e ritiene di aver recuperato interamente il senso del gusto. Meno saliva spessa. Quasi scomparse le nausee, che quando presenti, non hanno rapporto con i cibi. Ha mangiato un po' di insalata e di verdura cotta, che prima le erano intollerabili.

Risultati positivi su altri sintomi: Di notte dorme bene e si gira meno nel sonno. Non astenicaLe cefalee post-prandiali sono prevalentemente di domenica. La perdita dei capelli é diminuita. Meno pensiero parassitario. Ora sopporta bene rumore e confusione. Faccia più bella e più serena, confermato anche da una collega. E' meno pallida e ha meno giorni di occhiaie. Non piange più. Migliorata la resistenza al raffreddore, che raramente compare e dura poco. Mangia meno dolci. Si sente meno gonfia all'addome.

Sintomi invariati: Ha avuto stress collegato a vicende lavorative. Se si allarma, ha subito mal di testa. Ancora serrato dentale di giorno. Sopporta sempre male tensioni e paure. Talvolta ha mal di stomaco.

Variazione terapeutica (dosi giornaliere, per via orale): Carbamazepina 200; Alfa-tocoferolo 50 mg.

 

Discussione.

Ancora una volta non e' facile classificare il tipo di anosmia qui descritto, secondo i criteri di Gil-Carcedo, Gil-Carcedo, Vallejo e Ortega, 1999. Tenuto conto dell'esordio, della mancanza di cause periferiche definite e dei buoni risultati ottenuti a seguito di una terapia anti-stress, ci sembra che la cosa piu' adatta sia la cornice di riferimento delle anosmie sensoneurali, varieta' centrale, idiopatica.

Il fatto poi che anch'essa abbia risposto a una terapia antistress fa dubitare della specificazione causale di idiopatica.

Anche per questo caso, come per il caso precedente, si deve dire che pur non rientrando nell'ambito delle anosmie reversibili a seguito di specifica terapia causale (Reiss e Reiss, 2000), anche qui é cominciato un recupero dell'odorato, in un tempo piuttosto breve.

Anche qui non c'é alcun supporto psicoterapico, nonostante questo sia ritenuto un elemento indispensabile del dispositivo terapeutico (Koch-Gromus, e Schmeling-Kludas, 2000).

Ritorno a dire che non ritengo inutile il supporto psicoterapico, però anche in questo secondo caso é stato assente.

A differenza della paziente precedente, questo é stato il primo episodio, ed ancora da rilevare che il disturbo olfattivo é prevalentemente iperosmico o parosmico, pur non mancando anosmia (per il Bostik).

Per quanto riguarda l'iperosmia, una anomalia quantitativa del senso dell'odorato, é stato messo in discussione se esista un tale fenomeno. La cosa piu' probabile e' che esso esista, come esiste per i suoni, e per le luci. In attacchi emicranici e' stata trovata una sensibilità abnorme per tutti e tre questi sensi (Adams e Victor, 1989).

Le parosmie in sindrome premestruale sono un sintomo noto.

Altro elemento di interesse e' l'implicazione del senso del gusto. Il fatto non e' nuovo. L'associazione con l'iposmia costituisce una sindrome idiomatica descritta da Henkin et al., 1971, o un esito parainfluenzale (Henkin et al, 1975).

Non e' detto pero' che la sensazione soggettiva corrisponda ad una vera perdita parziale del gusto. Quest'ultimo senso dipende, in gran parte, da particelle volatili provenienti dai cibi e dalle bevande che raggiungono i recettori olfattori per via nasofaringea.

La percezione del sapore e' data dalla combinazione dell'olfatto e del gusto (Adams e Victor, 1989). Nel nostro caso l'ipogeusia lamentata trova sicuramente nell'anosmia o nella parosmia una sua causa, ma non sappiamo se sia esauriente, non avendo la paziente fatto test specifici per il senso del gusto.

Sensazioni di ipersensibilita' del gusto per l'amaro o per l'acido sono state descritte in certi pazienti tumorali (Adams e Victor, 1989).

Sono stati considerati sintomi di stress

- la perdita dei capelli;

- le cefalee post-prandiiali;

- la facilità alla malattie infettive respiratorie;

- le giornate di pallore e con le occhiaie

- la bassa soglia di tolleranza per freddo, luce, rumore e confusione;

- l'aumentato consumo di dolci;

- lo sbavare nel sonno, il bruxismo notturno e il serrato dentale diurno;

- il pensiero parassitario intrusivo;

- la sensazione di mancamento;

- i disturbi colici con diarrea;

- le astenie improvvise

Sicuramente la paziente era anche depressa, con risposta depressiva (Nero) al test: Qual'é il contrario di Rosso, con pianto facile, ipersensibilità emotiva e difficoltà di addormentamento.

La terapia antistress e antidepressiva a basso dosaggio posta in atto inizialmente, con azione sui recettori A e B del GABA, sulla serotonina ha mostrato una sua efficacia nel giro di un mese e mezzo.

Fin dall'inizio é stata integrata sia con la piridossina, per una azione sulle decarbossilasi, compresa la decarbossilasi dell'acido glutammico (GAD), che sulla neoproduzione di acido glutammico e quindi di GABA con la glutammina.

Nella prima paziente un sicuro legame tra disturbi dell'odorato e stress era dato dalla affermazione che i disturbi iperosmici aumentavano in periodo premestruale, i sintomi della cui sindrome non sono specifici, e sono stati da me indicati come sintomi di stress (Cocchi, 1998).

Si deve annotare inoltre che la prevalente condizione di iperosmia, in questa paziente, fa pensare ad una situazione intermedia. E' assai probabile che questa catena sensoriale (normalita' -> iperfunzione -> ipofunzione/perdita e possibile ritorno) non sia una fatto individuale e non sia specifica per l'odorato, e che essa possa essere influenzata, come e' avvenuto in questo caso, da farmaci.

Si tratta comunque di una considerazione speculativa, che necessita di molte altre conferme.

 

Conclusioni.

Un secondo caso di iperosmia-anosmia con parziale ageusia in una paziente di 49 anni, insorto da tre anni, e' stato affrontato con una terapia antistress-antidepressiva a basso dosaggio, agente sul GABA, sulla serotonina, e sull'acido glutammico. Il recupero del gusto e dell'odorato, é gia' iniziato a distanza di poco più di un mese e proseguito, come rilevato al controllo dopo oltre 5 mesi dall'inizio della terapia.

 

(Altri nove casi descritti) 

 

Bibliografia.

Adams RG, Victor M. Principles of Neurology. McGraw-Hill, New York, 1989.

Cocchi R. Pre-menstrual syndrome as the paradigm of an internal biochemical stress. Melbourne, 1998. In internet, on www.stress-cocchi.net/speculation3.htm

Cocchi R. Un caso di anosmia-iperosmia con ipoageusia, da probabile stress, migliorata a seguito di una farmacoterapia antistress. Giugno 2002. www.stress-cocchi.net/Other1-it.htm

Cocchi R. Pre-menstrual syndrome as the paradigm of an internal biochemical stress. Melbourne, 1998. In internet, on www.stress-cocchi.net/speculation3.htm

Gil-Carcedo LM; Gil-Carcedo E; Vallejo LA; Ortega P. Proposed classification scheme for quantitative olfactory function alterations. Otolaryngol Head Neck Surg 1999, 121: 820-825.

Henkin RI, Schechter PJ, Hoye R, Mattern CFT. Idiopathic hypogeusia, with dysgeusia, hyposmia and dysosmia. A new syndrome. JAMA 1971, 217: 434.

Henkin RI, Larson AL, Powell RD. Hypogeusia, dysgeusia, hyposmia, and dysosmia following influenza-like infection. Ann Otol Rhinol Laringol (USA)1975, 84: 672-682

Koch-Gromus U; Schmeling-Kludas C. Psychoosmologie an der Jahrtausendwende: Von der "nasalen Reflexneurose" zur modernen Psychosomatik des "Riechsturzes". Zum 60. Geburtstag von Herrn Prof. Dr. Michael v. Rad. Psychother Psychosom Med Psychol 2000, 50: 259-270.

Reiss M; Reiss G. Zur Problematik von Riechstorungen. Z Arztl Fortbild Qualitatssich 2000, 94: 149-153

 

Pubblicato su Internet nel dicembre 2003. Copyright by R. Cocchi, 2003.

 

Corrispondenza: Dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia.

renatococchi@libero.it

 

 

 

Testo in inglese

Modulazione con farmaci delle risposte di stress

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