DISLESSIA INTERMITTENTE IN UN GIOVANE ADULTO CON INSONNIA INIZIALE, DISLALIE E CEFALEA. RISULTATI DI UN TRATTAMENTO CON FARMACI ANTISTRESS E ANTIDEPRESSIVI

Renato COCCHI neurologo e psicologo medico.

 

Riassunto.

Viene riportato un caso di dislessia intermittente in uno studente universitario di 23 anni, presentante inoltre insonnia iniziale, dislalie e cefalee.

Nella sua storia remota c'era stato un parto provocato a 36 settimane, estrazione con ventosa e forcipe, e iperbilirubinemia patologica trattata con UV.

Una terapia con farmaci antistress e antidepressivi durata 4 mesi ha permesso un generale miglioramento e una riduzione netta della dislessia.

Parole chiave: Dislessia, stress, depressione, dislalia, cefalea, terapia, farmaci.

 

Testo in inglese

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Modulazione con farmaci delle risposte di stress

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A distanza di anni dal caso precedente (Cocchi, 1990) é capitato alla mia osservazione un caso di dislessia intermittente in un giovane adulto con altri disturbi relativamente importanti. Verrà qui di seguito descritto a distanza di quattro mesi dall'inizio di una terapia antistress e antidepressiva a basso dosaggio.

 

Il caso.

M, di 23 anni al momento della prima visita, studente universitario. Ha chiesto il mio intervento per problemi di dislessia a giorni quasi alterni.

A seguito di una caduta della madre alla 36.ma settimana di gestazione, si era rotto il sacco amniotico per cui il parto fu anticipato con farmaci ed estrazione con ventosa e con forcipe. Peso alla nascita 2600 grammi. In 2 giornata ebbe iperbilirubinemia patologica trattata con UV.

Nel primo anno di vita mangiava molto, dormiva normalmente, non aveva problemi di svuotamento intestinale, era pallido, prendeva facilmente malattie da raffreddamento, non piangeva senza ragione.

Ha avuto problemi di ambidestrismo. E' sempre stato molto sensibile. Da piccolo sveniva alla vista del sangue. Ha fatto una scuola d'arte.

04 ottobre 2003. La dislessia é di tipo usuale, con sostituzioni semantiche, trasposizione di lettere e qualche confusione tra lettere graficamente simili, ma diversamente orientate nello spazio.

Sono inoltre presenti insonnia iniziale grave (non si addormenta prima delle 2-3 del mattino), dislalie, cefalea nucale o frontale e oppositività marcata. Al test: Qual'é il contrario di Rosso" ha risposto: Bianco. Dice che pensa troppo, e che ha difficoltà di concentrazione nello studio.

Ha normale gradimento per i dolci, ma non per il brodo. Beve 3-5 caffé al giorno. Soffre il freddo. Al mattino é rallentato, irritabile, e si sente confuso. Non ha fame fin verso le 10-11 del mattino. Sopporta male la luce. Di notte parla nel sonno, perde saliva nel sonno, ma non ha crampi muscolari, non ha bruxismo, non ricorda i sogni. Preoccupato per la perdita di capelli.

Terapia iniziale (dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 250 mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 100 mg; amitriptilina 8 mg, oxazepam 7.5 mg.

24 novembre 2003. Va un po' meglio. Riesce a dormire verso le 24. Non perde più saliva durante il sonno. Non sa se parla nel sonno. Ha avuto dei momenti di appannamento della vista [ipotensione?]. La dislessia non si é modificata. Forse ha sofferto meno di cefalee. E' ipersensibile come prima. Se non ha fretta di dover andare all'università, riesce a far colazione. Sopporta meglio la luce. Non modificata la soglia del freddo. Meno confuso, meno rallentato e meno irritabile al mattino. Forse testa più libera di pensieri. Meno dislalie. Capelli meno grassi.

Variazione terapeutica (Dosi giornaliere, per via orale): Carbamazepina 200 mg; oxazepam 15 mg; amitriptilina 12 mg.

23 febbraio 2004. (Le valutazioni percentuali sono state fatte dal paziente) Complessivamente bene. I capelli non cadono più. Ancora un po' dislessico, 30-40% della situazione iniziale. Non più insonnia iniziale. Fa sempre fatica ad alzarsi al mattino. Al mattino é dislalico o con difficoltà di iniziare ad articolare la prima parola. Meno oppositivo. Ora sopporta bene la luce. Non sbava quasi più nel sonno (un episodio in tre mesi). Meno testa ingombra di pensieri e migliorata la capacità di concentrazione da 0 iniziale a 45%. Non ha più avuto appannamento della vista. Cefalea solo a fine settimana. La soglia emotiva si é alzata: da 0 iniziale a 30%. Migliorato, di poco, il rallentamento mattutino: da 0 iniziale a 10%. Irritabilità mattutina é diminuita da 100 a 60 %. Dice che soffre meno il freddo, ma continua a coprirsi.

Variazione terapeutica (per via orale, a dosi giornaliere): Amitriptilina 4 mg.

 

Discussione.

Nella dislessia sono note una prevalenza maschile e il fatto che il disturbo della lettura può essere portato in età adulta (DSM-IV, 1994). La novità di questo caso é la natura intermittente del disturbo. Questo fatto suggerisce che si tratti, almeno qui, di un problema funzionale, legato ad una bassa soglia di tolleranza dello stress, di qualsiasi origine, anche meteorologico. Portano verso la medesima ipotesi la bassa soglia di tolleranza emotiva, quella per la luce, quella per il freddo e la sofferenza perinatale, con intacco della retroazione ippocampo-surrenalica mantenutosi fino ad ora (Sapolsky 1990; 2000; 2001)

L'insonnia iniziale grave e la cefalea, specie frontale, hanno fatto pensare ad una depressività mascherata.

L'ambidestrismo in passato, l'oppositività immotivata e la risposta Bianco al test: : Qual'é il contrario di Rosso", l'ipersensibilità emotiva depongono per problemi di dominanza emisferica, almeno per certe funzioni.

La testa ingombra di pensieri e la difficoltà di concentrazione sono stati ritrovati in studenti con blocco o abbandono dello studio (Cocchi 1994; 1995; 2003; 2004)

Ma per ora, non sono in grado di correlarli a un qualche meccanismo neuropsicologico o neurochimico, pur nell'ambito delle reazioni di stress.

Stante la mia modestissima esperienza a proposito di dislessia, tenterò solo un paragone con l'altro caso da me trattato.

In entrambi i casi c'é stata una sofferenza perinatale, più pesante nel primo caso, che ha avuto una emorragia intracranica e convulsioni in seconda giornata.

Entrambi i casi avevano aspetti depressivi, evidenti nel bambino, mascherati in questo secondo caso.

La dislessia ha cominciato a cedere a seguito di terapia con farmaci abbastanza simile, antistress e antidepressiva per entrambi: dopo 5 mesi nel bambino, dopo 4 mesi nel giovane adulto, in cui la dislessia era già intermittente.

Naturalmente, il tentativo di modulazione con farmaci delle risposte di stress implica un terapia individualizzata, essendo le risposte di stress differenti da individuo a individuo per ragioni costituzionali, genetiche e acquisite.

 

Bibliografia

American Psychiatric Ass. DSM-IV Diagnotic and Statistic Manual of Mental Disorders, Fourth Edition. APA, Washington DC 1994.

Cocchi R. Un caso di dislessia in eta` scolare trattato con farmaci per 44 mesi. Riv. It. Disturbo Intellet. 1990, 3: 159-165.

Cocchi R. Problems of attention and concentration leading to interruption of studying by high school and University students: A report of 4 cases. It. J. Intellect. Impair. 1994, 7: 29-38.

Cocchi R. Scientific college dropouts and the risk for psychotic outcome: Four male cases. It. J. Intellect. Impair. 1995:, 8: 37-43.

Cocchi R. The trouble of the concentration, and stop studying in three university students. Relief after antistress drug therapy. Posted on Internet on July 2003.<www.stress-cocchi.net/Droping3.htm>

Cocchi R. Deficit di concentrazione e ritardo accademico in una studentessa universitaria con caratteristiche neuropsichiatriche particolari. Posted on Internet on January 2004.<www.stress-cocchi.net/Droping4.htm>

Sapolsky RM. Glucocorticoids, hippocampal damage and the glutamatergic synapse. Prog Brain Res (Netherlands), 1990, 86 : 13-23.

 Sapolsky RM. Glucocorticoids and hippocampal atrophy in neuropsychiatric disorders. Arch Gen Psychiatry (United States), 2000, 57: 925-935.

Sapolsky RM. Depression, antidepressants, and the shrinking hippocampus. Proc Natl Acad Sci U S A (United States), 2001, 98: 12320-12322.

 

Immesso in Internet nel febbraio 2004. Copyright by Renato Cocchi, 2004. 

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia (Italy)

renatococchi@libero.it

 

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