FECONDAZIONE IN VITRO E
STRESS.
Renato Cocchi, neurologo e psicologo medico.
(Atri due testi su questo argomento)
Riassunto.
Nel processo di fecondazione in vitro ci
sono un certo numero di passaggi operativi nei quali l'azione dello stress
non-psicologico, ormonale-metabolico, fisico-chirurgico e fisico-termico è del
tutto sconosciuta, se si esclude la presenza di sintomi di stress, non
identificati come tali, nella sindrome da iperstimolazione ormonale, che ha lo
scopo di produrre più ovociti.
E' possibile che ovociti, spermatozoi e
cellule staminali embrionali, tutti vivi ma malfunzionanti, entrino nel
processo di fecondazione in vitro, con esiti negativi, anche a distanza.
Key words: Fecondazione in vitro (IVF),
ovocita, spermatozoo, sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), stress,
reazione, malfunzionamento.
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Nell'attuale discussione italiana in attesa
del referendum abrogativo della legge, non si parla mai del rapporto tra
fecondazione in vitro e stress non-psicologico.
Occupandomi da oltre 25 anni delle reazioni
aspecifice di stress (www.stress-cocchi.net/index-it.htm) mi permetto di
attirare l' attenzione su questa lacuna.
Ipotesi.
Nella sequenza operativa e nelle sequele
della fecondazione in vitro ci sono tappe potenzialmente sensibili allo stress.
1. Tra i sintomi della sindrome da
iperstimolazione ovarica (OHSS) per la produzione di ovociti, con stimolazione
ormonale "moderata", ci sono anche nausea, vomito e diarrea (Brinsden
et al., 1995; Olivennes et al., 2005), che sono sintomi aspecifici di stress,
ritrovabili in altre condizioni morbose, sia nella donna (sindrome
premestruale, Cocchi 1998) che nell'uomo (in certe forma di depressione
atipica).
Se tanto mi dà tanto, è possibile che lo
stress metabolico interno da eccesso ormonale, oltre ad agire sulla donna,
modifichi, in qualche modo, anche qualche ovocita, e, per ora, non sappiamo
cosa ne possa conseguire.
2. Il prelievo di una cellula embrionale (ad
es. per una diagnosi pre-impianto) sicuramente determina uno stress fisico-chirurgico
sia nella cellula stessa, sia nelle cellule restanti dell'embrione, stress a
cui la cellula / le cellule prelevate o crioconservate sono in grado di reagire
con possibili risposte genetiche di stress, insite nel DNA.
Infatti, le capacità di risposta allo stress
hanno sempre anche una componente genetica. La morte progressiva di cellule
singole (apoptosi) di un organo o tessuto, in certe condizioni metaboliche, ad
esempio: stress ossidativo interno (Inoue et al, 2004), è proprio una risposta
di stress. Il fatto che le cellule interessate non muoiano tutte di colpo, ma
si spengano ad una ad una, indica che posta uguale la causa stressogena, la
morte in differita si deve a diversa resistenza cellulare allo stress.
Non ci sarà risposta cortisolica e
adrenergica di stress perché i relativi organi effettori non si sono ancora
formati.
3. Il freddo è uno dei più potenti
stressogeni usati sperimentalmente in laboratorio, per ricerche sullo stress, e
si tratta di temperature che girano intorno a zero gradi centigradi.
Quel che succede negli ovociti, negli
spermatozoi e negli embrioni crioconservati alle temperature dell'azoto
liquido, a -196 gradi centigradi, è un fatto ormai noto. Moltissimi aborti e
malformazioni da fecondazione in vitro sembrano avere questa origine (CDCP,
1997). Non esiste solo la cellula viva e sana, o la cellula morta, ma anche
quella viva e malfunzionante, quindi ammalata.
4. Cosa avvenga poi alla lunga in
rapporto allo stress subito (certi effetti si potranno vedere dopo anni o
decenni) in impianti di cellule staminali, vive ma potenzialmente
malfunzionanti, prelevate da embrioni crioconservati, è un altro ambito in cui
manca qualsiasi conoscenza scientifica (Wennerholm e Bergh, 2000). La famosa
Dolly, pecora clonata in Scozia, con una vita acciaccata e corta, potrebbe aver
avuto un destino di questo tipo?
Conclusioni.
Sui rapporti tra stress e fecondazione in
vitro esiste per ora, e non riconosciuta in quanto tale, la presenza di sintomi
di stress nella sindrome da iperstimolazione ovarica. Altri punti critici
dell'intero processo, in quanto potenzialmente sensibili allo stress e alle sue
conseguenze, sono del tutto ignorati.
Fanno meraviglia i molti apprendisti
stregoni (e tra di essi, anche qualche premio Nobel) che spergiurano, quando
garantiscono come sicure delle pratiche sulle quali, per quanto riguarda lo
stress, si hanno informazioni molto parziali se non nulle.
Bibliografia.
Brinsden PR, Wada I, Tan SL, Balen A, Jacobs
HS. Diagnosis, prevention and management of ovarian hyperstimulation syndrome.
Br J Obstet Gynaecol 1995;102:767-
CDCP (Centers for Disease Control and
Prevention. US Department of Health and Human Services). Assisted Reproductive
Technology Success Rates. National Summary and Fertility Clinic Reports 1997;1-23.
Cocchi R. La sindrome premestruale come
paradigma di uno stress biochimico interno. Presented at the 2rd World Congress
on Stress, Melbourne 1998 (testo in italiano)
<www.stress-cocchi.net/Speculation3-it.htm>
Inoue M, Sato EF, Nishikawa M, Hiramoto K,
Kashiwagi A, Utsumi K. Free radical theory of apoptosis and metamorphosis.
Redox Rep. 2004,9:237-47.
Olivennes F, Gerris J, Delvigne A, Nygren K.
Ovarian Hyperstimulation Syndrome. Short Management Guidelines. ESHRE -
European Society for Human Reproduction & Embryology, 2005.
Wennerholm U, Bergh C. Obstetric outcome and
follow-up of children born after in vitro fertilization (IVF). Hum Fertil
2000;3:52-64.
Immesso in Internet il 21 maggio 2005. Copyright by Renato Cocchi 2005
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42100 Reggio Emilia
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