UNA STRANA POSTURA MESSA IN ATTO DA SOGGETTI DOWN, MENTRE DORMONO:

 STUDIO EPIDEMIOLOGICO SU UNA SERIE DI 432 SOGGETTI.



Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico.

 

Riassunto

In una serie consecutiva, non selezionata di 432 soggetti Down, di 33 di essi (7.64 %; 24 M + 9 F; eta` media alla 1' visita: 7 anni e 8 mesi; distribuzione delle anomalie cromosomiche: trisomia 21 libera: 24 Ss; mosaicismi = 4 Ss; solo diagnosi clinica: 1 S) fu riferito che assumevano una "strana"" postura, durante il sonno.

Ventisei dormono in una posizione prono-supina (vale a dire: "piegati in due, con la testa tra i piedi" = 78.79 %); 4 Ss supini, ma con le cosce e le gambe flesse sul tronco (variante 1 = 12.12 %) e 3 Ss con lá faccia in basso, ma con le cosce e le gambe flesse sotto il tronco (variante 2 = 9.09 %).

Messo a confronto con un campione rappresentativo di 399 soggetti Down, il gruppo indice differisce in maniera significativa per la distribuzione delle anomalie cromosomiche e per l'incidenza di bruxismo, ma non per il rapporto maschi/femmine e per i fattori di rischio: eta` materna, prematurita`, postmaturita` o entrambe.

La differente distribuzione delle anomalie cromosomiche e` stata cautelativamente interpretata come dovuta alla ridotta dimensione del gruppo indice.

La necessita` di assumere questa postura sembra essere un meccanismo di compenso contro l'ipotensione che compare nel sonno.

Parole chiave: Sindrome di Down, sonno, postura, epidemiologia.

 

Testo in inglese

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Durante la raccolta di informazioni sulle caratteristiche del sonno di soggetti affetti da sindrome di Down (Trisomia 21), e` saltato fuori un sintomo piuttosto strano e relativamente frequente.

Esso consiste nell'assunzione, durante il sonno (non prima di addormentarsi, ne' al momento dell'addormentamento), di una postura "strana".

Talvolta questa posizione viene assunta verso le 4 o 5 del mattino, come hanno riferito i genitori.

Il soggetto dorme in una posizione prono-supina, ma sono state descritte anche due varianti, sia pur meno frequenti. Nella postura piu` usata il corpo, dai piedi al cingolo pelvico, sta in posizione supina, mentre dal cingolo pelvico al capo sta in posizione prona (vedi Fig. 1.) Il soggetto interessato dorme "piegato in due", in maniera tale che la testa viene a trovarsi tra i piedi.

 

Sono state trovate, per ora, due varianti di questa posizione:

  1. Il soggetto dorme completamente supino, ma con cosce e gambe flesse contro il tronco.
  2. Il soggetto dorme a faccia in giu`, ma con le cosce e le gambe flesse sotto il tronco, come un mussulmano che tocca la terra con la testa, mentre dice le sue preghiere.

E` stata fatta una indagine epidemiologica per verificare l'incidenza di questo sintomo e per tentare di correlarlo con alcuni fattori di rischio o con lo stress.


Materiali e metodi.

Nel corso della prima visita o nei successivi controlli, questo sintomo e` stato indagato in una serie consecutiva, non selezionata di 32 soggetti Down, provenienti da ogni parte d'Italia.

Tra gli altri, sono stati raccolti anche i seguenti dati: sesso; eta` alla prima visita; diagnosi cromosomica; eta` materna al momento del parto; prematurita` (meno di 3¸ settimane di vita fetale); basso peso alla nascita (meno di 2500 g) o entrambi [1]; presenza di bruxismo" presenza di questa postura nel sonno, con specificazione della variante. L'intera serie e` stata suddivisa in un gruppo indice, comprendente i soggetti che presentavano questo sintomo, e un gruppo di controllo, composto da tutti i rimanenti.

Statistica: Chi Quadrato e distribuzione di Poisson.

Risultati


Tavola 1: dati epidemiologici e clinici dei due gruppi.

 

 

Gruppo indice

%

Gruppo di controllo

%

No di Ss

33

100.00

399

100.00

(come parte dell'intera serie)

 

7.64

 

92.36

M

24

 

230

 

F

9

 

169

 

Rapporto M/F (*)

 

266.97

136.09

 

Eta' alla prina visita (in mesi)

 

 

 

 

Ambito

14 - 248

 

5-484

 

Media

92 +/- 59

 

69 +/- 66

 

Distribuzione delle citodiagnosi (**)

 

 

 

 

Trisomia 21 libera

28

84.85

369

92.48

Traslocationi

0

0.00

15

3.76

Mosaicismi

4

12.12

11

2.76

Non nota (solo diagnosi clinica)

1

3.03

4

1.00

Eta' materna la parto (mesi)

376 +/- 78

 

405 +/- 94

 

Fattori di rischio (***)

 

 

 

 

Prematurita'

5

15.15

53

13.28

Basso peso alla nascita

1

3.03

24

6.02

Prematurita' + basso peso alla nascita

2

6.06

26

6.27

Bruxismo (****)

19

57.58

167

41.85

(*) Chi Quadrato =................................ ..........................................2,27; gl 1; p = N.S.
(**) Chi Quadrato =......................................................................... 9,28; gl 2; p = .01.
(***) Chi Quadrato = .......................................................................0,55; gl 2; p = N.S.
(****) secondo la distribuzione di Poisson, eventi previsti: 13.81, riscontrati: 19. p = .0381

Prevalenza del tipo di postura adottata durante il sonno nel gruppo indice:
dorme piegato in due:...........................................................................26 Ss = 78,79%;
variante 1: ,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,4 Ss = 12,12 %;
variante 2: ............................................................................................3 Ss = 9,09 %.


Discussione.

Tenuto conto della provenienza da tutte le regioni italiane; del rapporto maschi/femmine, assai prossimo a 132, determinato per soggetti Down alla nascita [2] e della distribuzione delle anomalie cromosomiche che non si discosta dai limiti italiani ed internazionali gia` noti [2-5], il gruppo di controllo puo` essere considerato un campione rappresentativo della popolazione italiana dei soggetti Down.

I due gruppi non hanno mostrato differenze per l'eta` materna alla nascita o per i fattori di rischio indagati.

Sembra comunque presente una maggiore incidenza del sintomo nei maschi.
La differenza significativa di distribuzione delle anomalie cromosomiche deve essere interpretata con cautela, e potrebbe essere semplicemente il frutto della grandezza numerica ridotta del gruppo indice.

La presenza, nel gruppo indice, del 57.58 % di bruxismo come segnale dé stress aspecifico [6-7] sembra avere una sua significativita`.

Questo dato porta ad ipotizzare che questa postura durante il sonno potrebbe essere un segnale collegato allo stress, e, forse, un meccanismo di compenso.

Se la si studia piu` da vicino, le tre forme in cui si presenta hanno due caratteristiche comuni:
- una uguale postura viene adottata in maniera non-razionalmente conscia durante il sonno, e completamente al di fuori di qualsiasi influenza culturale;

- e` stata notata una costante riduzione dell'angolo tra tronco e cosce, o per flessione del tronco sulle cosce (piu` frequente) o delle cosce sul tronco (varianti 1 e 2).

La diversa eta` media alla prima visita, maggiore nel gruppo indice, e` stata supposta come un fatto puramente casuale, ma non e` da escludere che possa essere in indice dello stadio di sviluppo motorio necessario perche` il sintomo si manifesti.

Quanto allo stress, si deve dire che i soggetti Down sono sottoposti, fin dal concepimento, ad uno stress metabolico endogeno, dovuto alla accelerazione di tutti i metabolismi i cui enzimi hanno i loro geni di controllo sul cromosoma 21; metabolismi che sono accelerati del 50 % per l' effetto dose, vale a dire: per la presenza di un terzo gene funzionante [8].

Gli individui Down hanno una tendenza alla ipotensione [9] a causa di un deficit noradrenergico centrale [10], e alle risposte eccessive agli stimoli stressogeni [11-12], oltre a segni molto evidenti di stress (bruxismo, iponeofagia, bassa statura, ridotte risposte immunitarie aspecifiche, ecc.) [8].

E` da pensare che la fase parasimpaticotonica e ipotensiva, che normalmente sopravviene durante il sonno e si accentua verso il mattino obblighi certi soggetti Down ad assumere questa postura.

Il fatto, riferito, che in alcuni casi essa e` assunta solo nelle prime ore del mattino e` di sostegno a questa interpretazione.

Sarebbe interessante sapere se questa postura e` esclusiva dei Down, oppure no.

Come e perche` funzioni questo possibile meccanismo di compenso non puo` essere oggetto di pura speculazione e merita di certo una indagine piu` approfondita.

 

Bibliografia.

[1] Susser M., Sergievsky G.H., Hauser W.A., Kiely G.L., Paneth N., Stein Z.: Quantitative estimates of prenatal and perinatal risk factors for perinatal mortality, cerebral palsy, mental retardation and epilepsy. In: Freeman G.M. (ed): Prenatal and perinatal factors associated with brain disorders. National Institute of Health Publications: Washington D.C., 1985, 359-439.

[2] Camera G., Mastroiacavo P.: Epidemiologia della Sindrome di Down. In: Ce.Pi.M.: Aspetti epidemiologici, genetici, clinici, riabilitativi e sociali della Sindrome di Down. Ce.Pi.M., Genova 1984: 225-230.

[3] Lambert J.L., Rondal G.A.: Le mongolisme. Mardaga, Bruxelles 1979.

[4] Hook E.B.: Rates of chromosomal anomalies at different maternal ages. Obstet. Gynecol. 1981, 58: 282-285.

[5] Lindsten G., Marsk L., Berglund K., Iselius L., Ryman N., Anneren G., Kjessler D., Mitelman F., Vejlens L.: Incidence of Down's Syndrome in Sweden during the years 1968~1977. In: Burgio G.R., Fraccaro M., Tiepolo L., Wolff U.(eds): Trisomy 21. Hun. Genet. / Suppl. 2, 1981: 195-210.

[6] Morses D.R.: Stress and bruxism: A critical review and report of cases. J. Hum. Stress 1987, 8: 43-54.

[7] Cocchi R., Lamma A.: Bruxism in soggetti affetti da sindrome di Down. Odontostomatol.. Implantoprot. 1987, no. 4, 66-69.

[8] Cocchi R.: Terapia farmacologica nella sindrome di Down: inquadramento teorico. In: Cocchi R., Belacchi C., Cercolani P. (eds): Risultati di 8 anni di terapia farmacologica nella sindrome di Down. GISSTIMMAI, Pesaro 1987: 19-41.

[9] Richards B.W., Enver F.: Blood pressure in Down's syndrome. J. Ment. Defic. Res. 1979, 23: 123-135.

[10] Nyberg P., Carlsson A., Winblad E.: Brain monoainines in cases with Down' Syndrome with and without dementia. J. Neural Transmission 1982, 55: 299-299.

[11] Lake C.R., Ziegler M.G., Coleman M., Kopin I.J.: Evaluation of the sympathetic nervous system in Trisomy-21 (Down's Syndrome). J. Psychiat. Res. 1979, 15: 1-6.

[12] Udeschini G., Casatí G., Bassani F., Picotti G.B., Culotta P.: Plasma catecholaměnes in Downls Syndrome, at rest and during sympathetic stimulation. J. Neurol. Neurosurg. Psychiat. 185, 48: 1060-1061

Stampato in italiano su Riv. It. Disturbo Intellet. 1989, 2:21-24.

 

Corrispondenza: dr Renato COCCHI, via Rabbeno, 3
42100 Reggio Emilia (Italy).

renatococchi@libero.it

 

Testo in inglese

Symptoms

Down's syndrome

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