IPERCINESIA IN BAMBINI E BAMBINE DOWN

FINO A 12 ANNI: INDAGINE SU 442 CASI.

Renato COCCHI e Marco FAVUTO

Riassunto

Dalla medesima serie consecutiva non selezionata di soggetti Down gia' esaminata in precedenza (Cocchi R., Favuto M., Riv. It. Disturbo Intellet, 1997, 10: 59-63) sono stati estratti tutti quelli che avevano fino a 144 mesi alla prima visita. Di questi 442 bambini 251 erano maschi e 191 femmine con M/F = 131.41/100.

La distribuzione delle diagnosi cromosomiche distinta per sesso e' risultata quelle usuale, e l'eta' media alla prima visita e' risultata di poco piu' di 51 mesi. Le bambine ipercinetiche sono risultate pari al 34.03% contro il 35.86% dei bambini. Le caratteristiche epidemiologiche di questi ipercinetici sono state giudicate di fatto le medesime, come anche l'eta' alla prima visita.

Si ritiene che il sesso sia una variabile che non influenza la presenza di ipercinesia.

Parole chiave: Sindrome di Down, stress, ipercinesia, età, epidemiologia.

Testo in inglese

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 Nella ricerca precedente sull'ipercinesia nei soggetti Down (Cocchi e Favuto, 1997) erano stati raggiunti alcuni risultati interessanti. L'ipercinesia riguardava circa un terzo di un campione rappresentativo di 510 soggetti, non differiva nel rapporto M/F, nella diagnosi cromosomica, e per l'eta' alla prima visita dal gruppo dei Down non ipercinetici. Per di piu' subiva una netta riduzione dopo i 12 anni.

Tenuto conto che l'ambito di eta' fino ai 12 anni appariva quindi il piu' stabile e indicativo, a questo proposito, si e' voluto vedere se in esso l'ipercinesia era anche indipendente dal sesso.

Materiali e metodi

La ricerca e' stata condotta sulle schede cliniche che si riferiscono ad una serie consecutiva non selezionata di soggetti Down viventi in famiglia e visti dall'autore in ambulatorio tra il gennaio 1979 e l'aprile 1997, con eta' fino a 144 mesi (12 anni).

L'iperattivita' motoria era stata registrata in occasione della prima visita in seguito a:

- osservazione diretta;

- conferma dei genitori, o di persone conviventi, o degli insegnanti;

- presenza di comportamenti motori indicati nel DSM come segnali di iperattivita' motoria.

Da tale insieme sono state eliminate le schede appartenenti a soggetti Down psicotici, in quanto si e' ritenuto che la sovrapposizione di una seconda patologia tanto impegnativa poteva aver modificato anche la motricita'.

Sono state inoltre eliminate le schede in cui non era stata indicata specificamente la presenza o assenza di iperattivita' motoria.

Dalle schede cosi' selezionate sono stati raccolti:

- sesso;

- anno di nascita;

- diagnosi cromosomica;

- eta' alla prima visita;

- presenza o assenza di iperattivita' motoria.

I dati cosi' raccolti sono stati elaborati statisticamente e valutati, quando possibile, con il test del Chi Quadrato.

Risultati

Su 548 soggetti solo 442 corrispondevano alle caratteristiche richieste per questo tipo di indagine. L'analisi del campione cosi' costituito e' stata riportata nelle tabelle 1-4.

Tav. 1: dati epidemiologici sul campione di soggetti Down ipercinetici con eta' massima di 144 mesi (12 anni).

No. soggetti

442

100.00%

(% dell'intero campione di 548 sogg.)

 

(80.66%)

Maschi

251

56.79%

Femmine

191

43.21%

Rapporto M/F

131.41/100

 

 

 

 

Diagnosi cromosomica:

 

 

trisomia 21 libera

407

92.08%

mosaicismi

14

3.16%

traslocazioni

15

3.39%

solo diagnosi clinica

6

1.37%

 

 

 

Eta' alla prima visita, in mesi

 

 

ambito

4-144

 

media +/- DS

52.55 +/- 36.76

 

Come si puo' osservare, sulla base del rapporto M/F e della distribuzione delle diagnosi cromosomiche, si deve ritenere il campione oggetto di indagine come rappresentativo della popolazione italiana dei soggetti Down di eta' fino a 144 mesi (Camera e Mastroiacovo, 1984; Cocchi, 1992).

 

Tav. 2: dati epidemiologici del campione, suddiviso per sesso.

 

femmine

%

maschi

%

 

 

 

 

 

No. soggetti

191

100.00

251

100.00

 

 

 

 

 

Diagnosi cromosomica

 

 

 

 

trisomia 21 libera

172

90.15

235

93.61

mosaicsmi

5

2.62

2

0.79

traslocazioni

10

5.24

5

1.99

solo diagnosi clinica

4

2.09

2

0.79

 

 

 

 

 

Eta' alla prima visita (mesi)

 

 

 

 

ambito

6-144

 

6-144

 

media +/- DS

51.42 +/-40.59

 

51.21 +/-39.09

 

 

 

 

 

 

Chi Quadrato per le diagnosi cromosomiche = 4.739 con 3 gl e p = 0.256 NS

La suddivisione per sesso ha prodotto due sottocampioni non significativamente diversi anche per la distribuzione delle diagnosi cromosomiche, oltre che, evidentemente, per l'eta' media alla prima visita.

Tav. 3: presenza o assenza dell'ipercinesia, suddivisa per sesso.

ipercinesia

femmine

%

maschi

%

 

 

 

 

 

assente

126

65.97

161

64.14

 

 

 

 

 

presente

65

34.03

90

35.86

 

 

 

 

 

totali

191

100.00

251

100.00

Chi Quadrato = 0.089 con 1 gl e p = 0.766 NS

La presenza dell'ipercinesia nei due sessi ha una percentuale pressoche' sovrapponibile e circa pari al 35%.

 

Tav. 4: analisi dei dati epidemiologici dei soggetti ipercinetici suddivisi per sesso.

 

femmine

%

maschi

%

No. soggetti

65

100.00

90

100.00

 

 

 

 

 

Diagnosi cromosomica

 

 

 

 

trisomia 21 libera

62

95.38

84

93.33

mosaicismi

0

0.00

5

5.56

traslocazioni

3

4.62

0

0.00

solo diagnosi clinica

0

0.00

1

1.11

 

 

 

 

 

Eta' alla prima visita (mesi)

 

 

 

 

ambito

6-144

 

6-144

 

media

48.48

 

56.85

 

deviazione standard

40.69

 

41.41

 

(Diagnosi cromosomiche: Chi Quadrato = 0.504 con 3 gl e p = 0.047)

Eta' alla 1^ visita: Chi Quadrato = 0.111 con 1 gl e p = 0.739 NS

Come si puo' vedere dalla tabella 4, i due gruppi di soggetti Down suddivisi per sesso e affetti da ipercinesia sembrano differire significativamente per quanto riguarda le diagnosi cromosomiche. Non sono diversi per quanto riguarda invece l'eta' alla prima visita.

Discussione.

Questa seconda indagine sull'ipercinesia del bambino Down si presenta piu' semplice, perche' fatta su parte dei dati gia' elaborati nella ricerca precedente (Cocchi e Favuto, 1997). Il risultato poteva essere prevedibile, tenuto conto di un elemento fondamentale: la presenza dell'ipercinesia in circa un terzo del campione originale.

Si conferma l'ipercinesia in circa il 35% dei soggetti del nuovo campione, con percentuale quasi uguale nei due sessi.

La presenza in questa seconda ricerca di una differenza statisticamente significativa per la distribuzione cromosomica a seconda del sesso, non puo' essere presa in seria considerazione. Basta guardare ai numeri con cui le due distribuzioni si articolano. Non c'e' pressoche' diversita' per la trisomia 21 libera, che ha percentuali che rientrano nell'ambito consueto.

Il non aver trovato soggetti ipercinetici con mosaicismi e con la sola diagnosi clinica, nelle femmine, o con la traslocazione, nei maschi ha portato quasi certamente ad una significativita' statistica errata. La percentuale di mosaicismi e di traslocazioni sono gia' di per se molto basse (di solito: 2-4%). Non e' difficile quindi che in campioni con meno di 100 elementi traslocazioni e mosaicismi possano mancare del tutto. Lo stesso puo' dirsi di una categoria contingente come quella della sola diagnosi clinica, che era gia' dell'1.36% nel campione iniziale misto.

Gia' nel campione piu' esteso precedentemente esaminato non erano state trovate differenze con i soggetti non ipercinetici per quel che riguarda la distribuzione delle diagnosi cromosomiche (Cocchi e Favuto, 1997).

L'ipotesi di una indipendenza anche dal sesso dell'ipercinesia nei Down resta massimamente probabile. Anche se fosse significativamente diversa nei due sessi la distribuzione delle diagnosi cromosomiche - cosa che ci sembra di dover negare - tale ipotesi non verrebbe comunque intaccata.

Conclusione

In questa seconda indagine sull'ipercinesia nei bambini Down fino a 12 anni, e' stato trovato che essa si distribuisce in maniera pressoche' uguale nei due sessi, assommando al 35% circa.

Occorre pertanto chiedersi da dove potrebbe derivare un comportamento motorio iperattivo che caratterizza un terzo dei soggetti Down. Di certo i disturbi di gravidanza e di parto, che nei Down hanno una notevole prevalenza (Cocchi, 1987; Cocchi e Branchesi, 1987; Cocchi e Branchesi, 1988; Cocchi, 1992), sono il primo ambito che ricorre alla mente e che merita una indagine particolare.

 

Bibliografia

Camera G., Mastroiacovo P.: Epidemiologia della sindrome di Down. In. Ce.Pi.M. (ed): Aspetti epidemiologici, genetici, clinici, riabilitativi e sociali della sindrome di Down. Ce.Pi.M., Genova 1984: 225-230

Cocchi R.: Presenza di scavengers e incidenza di paralisi cerebrali infantili da prematurita' e basso peso alla nascita in 381 soggetti Down allevati in famiglia. Giorn. Neuropsichiat. Eta' Evol. 1987, 7: 317-323.

Cocchi R.: Alcuni dati epidemiologici su una serie consecutiva di 490 soggetti Down. Riv. It. Disturbo Intellet. 1992, 5: 107-112.

Cocchi R., Branchesi R.: Strabismo e disturbi pre-, peri- e neonatali in soggetti affetti da sindrome di Down. Indagine epidemiologica su 215 casi. Rass. Studi Psichiat. 1986, 75: 504-512.

Cocchi R., Branchesi R.: Is there a causal non-connection between squint and cerebral palsy through prematurity and/or low birthweight in Down syndrome children? It. J. Intellect. Impair. 1988, 1: 141-144.

Cocchi R., Favuto M.: L'ipercinesia nella sindrome di Down: Una indagine su 510 soggetti. Riv. It. Disturbo Intellet. 1997, 10: 59-63.

 

Pubblicato su Riv. It. Disturbo Intellet. 1997, 10: 65-68

 

Corrispondenza: Renato COCCHI MD, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia (Italy)

renatococchi@libero.it

 

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