DIETA PRIVA DI
GLUTINE E DI CASEINA NELL'AUTISMO
E TEORIA
DELL'ECCESSO DI OPPIOIDI: UN ALTRO PUNTO DI VISTA
Renato COCCHI, neurologo e psicologo
medico
Riassunto
E' stata fatta una estesa rassegna
della dieta priva di glutine e di caseina, come prospettata negli scritti di
Reichelt. Pur concesso che questa dieta funziona in certi autistici, e' stata
trovata piuttosto discutibile la teoria dell'eccesso di oppioidi, data come
spiegazione di questo fatto. L'eccesso di oppioidi sembra piu' collegato con le
stress indotto dalla malattia stessa, e considerato un fenomeno secondario e
non primitivo, sia per importanza che per tempi di occorrenza.
Come fattore causale, l'eccesso di
oppioidi appare scarsamente collegabile con la maggior parte dei sintomi
dell'autismo. Per di piu' i risultati della dieta priva di glutine e di caseina
concordano meglio con questa opinione. Il ruolo del glutine e della caseina
nell'autismo potrebbe essere legato alle alte dosi di glutammato posseduta da
questi due componenti alimentari.
C'e' un interesse crescente per la dieta priva di
glutine e di caseina tra i genitori di persone affette da vari disordini
psichiatrici. Questo tipo di terapia si situa nell'ambito delle terapia
"naturali", che costituiscono un forte indirizzo attuale nella
sanita' delle nazioni occidentali.
Specialmente i bambini autistici
sembrano ricevere un certo numero di benefici da questa dieta, e questo e' un
esito inaspettato quando le altre terapie non ottengono che scarsi risultati.
In particolare i gruppi di discussione
"celiac@sjuvm.stjohns.edu" e "autism@sjuvm.stjohns.edu"
sono diventati quello che i sociologi chiamano il sistema del tam-tam nel
diffondere le notizie tra persone affette da morbo celiaco e tra genitori di
bambini autistici.
Uno dei partecipanti di questi gruppi di
discussione e' Kalle Reichelt, un pediatra norvegese che oggi e' il maggior
difensore dell'uso di diete senza glutine e caseina. Un altro e' Paul Shattock,
un farmacologo inglese, che si dice un sostenitore ossessivo di questa dieta.
Su questo argomento Reichelt ha inviato
dei testi originali su Internet, raccolti da seguaci a cui egli stesso ha
autorizzato la libera diffusione dei suoi scritti (Reichelt on Internet (ROI),
1995, 1996).
Dopo circa due anni di sorveglianza del
gruppo di discussione "autism@sjuvm.stjohns.edu" sono convinto che
questa dieta funziona, avendo giudicato sulla base della mia lunga esperienza
nel trattamento con farmaci delle psicosi infantili. Vale a dire: Conosco i
sintomi, e come possono modificarsi.
Per la stessa ragione ho anche molti
dubbi sulle spiegazioni date a sostegno di questi risultati. Questo articolo
vuole porre in discussione le giustificazioni razionali della dieta priva di
glutine e di caseina, date dallo stesso Reichelt, e proporre una nuova
interpretazione.
Reichelt a proposito della dieta priva di glutine e di
caseina.
Non e' facile - o, almeno, non mi e'
stato facile - dare una informazione completa su questo argomento, utilizzando
le parole stesse che Reichelt ha scritto sull'argomento.
Sono molte le linee-guida che Reichelt
affronta contemporaneamente, mescolando informazioni che provengono da piu'
ambiti, spesso interconnessi per analogia.
Il mio tentativo si propone di
predisporre un insieme coerente delle sue asserzioni, con i riferimenti
bibliografici da lui indicati. Spero di esserci riuscito e di non aver
dimenticato alcun punto importante.
Glutine
e malattia celiaca
"Ci sono almeno due tipi di
intolleranza. La malattia celiaca e' uno in cui certi peptidi della gliadina e
del glutine sono tossici per la mucosa intestinale a causa della mancata
frammentazione digestiva. Di solito queste persone hanno certi geni di
istocompatibilita' maggiore o molecole della superfice cellulare che si legano
ai peptidi." (ROI, 1995)
"La mucosa intestinale puo'
assorbire (dopo il pasto) anche delle intere proteine (Husby et al.,
1985)." (ROI, 1995).
" ... tutti assorbiamo peptidi
bioattivi ed anche quantita' traccia di proteine, tramite la mucosa intestinale
(Gardner 1994)" (ROI, 1995).
"Se alcune altre persone mangiano
questo glutine, i piccoli villi, a forma di dito (che sono impiantati sulla
parte interna dell'intestino tenue, e ondeggiano intorno, assorbendo cibo
diventano gravemente appiattiti e danneggiati, per cui non possono assorbire
normalmente i cibi. Non e' ben chiaro come esattamente il glutine provochi il
danno.
Le persone con questa reazione
particolare al glutine vengono diagnosticate per qualcosa che e' detta sindrome
celiaca. Un malassorbimento di cibi, con sintomi di diarrea e di feci grasse, e
con insuccesso nel prosperare e nel crescere con ritmi normali sono spesso i
primi sintomi che vengono lamentati nei bambini con sindrome celiaca.
Abbastanza spesso i medici sbagliano la
diagnosi. Se vien fatta la diagnosi corretta, le persone con sindrome celiaca
vengono consigliate di eliminare glutine, e latte e derivati (perche' la
caseina agisce come il glutine) dalla dieta, e se fanno cio', avviene di solito
che i villi dell'intestino tenue guariscono a la digestione ritorna normale."
(ROI, 1995)
"Essi mostrano anticorpi IgA e
spessi IgG contro il glutine e la gliadina ed anche anticorpi contro
l'endomisio (Wieser et al., 1984; Cornell, 1988).
Gli anticorpi IgA e anti-endomisio
insieme possono rendere superflue le biopsie, ma, per ora, le biopsie sono
probabilmente necessarie." (ROI, 1995).
"Di fatto l'unico test sierologico
usato per la diagnosi della malattia celiaca e il test dell'endomisio, che
svela anticorpi contro l'endomisio. Questo test e' calibrato per circa un 3-5 %
di falsi negativi." (ROI, 1995)
"Sono state pubblicate opere
classiche sui sintomi autistici nella malattia celiaca ( Asperger, 1961) ed
anche nella depressione ( Hallert et al., 1982).
Ma, naturalmente questo non e' sempre
vero (C'e' forse qualcosa che e' valido per tutti?)" (ROI, 1995)
"Inoltre una serie di condizioni
neurologiche sono state collegate con l'intolleranza al glutine. E cosi' sono
state implicate la degenerazione spino-cerebellare, sintomi neurologici,
sindromi cerebellari e degenerazioni del Sistema Nervoso Centrale (Ward et al.,
1985; Cooke et al., 1966; Finelli et al., 1980; Kinney et al., 1982). La
provocazione con glutine in bambini piccoli con malattia celiaca puo' causare
modifiche durature dell'EEG, nonostante i normali livelli vitaminici (Paul et
al., 1985). In adulti e' stata trovata intolleranza al glutine, calcificazioni
ed epilessia parietale (Gobbi et al., 1992)." (ROI, 1995).
E' meritevole di "attenzione al
fatto che il peptide inducente la malattia celiaca, isolato dalla gliadina
(Wieser H et al., 1984) contiene la sequenza Y-P-Q-P-Q-P-F della
gliadomorfina." (ROI, 1995)
I soli e sicuri problemi peptidici
accertati sono quindi gliadina, il glutine e la caseina. Comunque, le persone
possono essere allergiche (con la mediazione degli IgE) a quasi ogni
sostanza." (ROI, 1995)
Peptidi oppioidi
"L'altro tipo di intolleranza e'
dovuto a peptidi psicoattivi che si formano nell'intestino, come le esorfine,
peptidi oppioidi formati a livello della mucosa intestinale. Sono di
particolare importanza la caseina, la gliadina e il glutine." (ROI, 1995)
" ... il glutine contiene almeno 15
sequenze di oppioidi per molecola (Fukudome e Yoshikawa (1991). E' quindi chiaro che una molecola potrebbe dare
origine, in teoria, a 15 oppioidi. Questo significa che quantita' traccia di
peptidi potrebbero facilmente diventare molto importanti." (ROI, 1995)
"Sia pur poco (2-5 nanomole per ml
di sangue) una digestione incompleta puo' dar luogo a costruzione straordinaria
di peptidi con effetti psicoattivi. E' facile vedere che questo puo' diventare
un problema se la digestione proteica e' o inibita." (ROI, 1995)
" Di solito i peptidi sono
aumentati nelle urine. La peptiduria quindi, e' un segnale di aumento peptidico
nel sangue. Non e' indispensabile un aumentato assorbimento per creare dei
problemi, benche' questo acceleri il processo, e se sufficientemente grande
potrebbe oltrepassare la normale capacita' di frammentazione digestiva.
Quello che occorre e' una ridotta frammentazione
digestiva, una cosa che regolarmente produce peptiduria e aumento dei peptidi
nel sangue (Wright et al., 1979; Blau et al., 1980; Lunde et al., 1982; Abassi
et al., 1992; Watanabe et al., 1993.)" (ROI, 1995)
Proteine, oppioidi e latte materno
"I peptidi, in generale sono degli
eccellenti inibitori delle peptidasi (enzimi che frammentano i peptidi) (La
Bella et al., 1985) e questo significa la crescita dei peptidi che fa aumentare
inibizione delle peptidasi aspecifiche puo' causare un circolo vizioso."
(ROI, 1996)
Questo processo puo' addirittura partire
prima [??; forse meglio: appena dopo] la nascita perche' antigeni intatti sono
stati trovati anche nel latte materno." (ROI, 1995).
" ... c'e' un trasporto dalla
mucosa intestinale al sangue e al latte materno di proteine intere e questo e'
stato illustrato da ricerche in cui antigeni interi sono stati trovati nel
latte materno (Axellson et al., 1986; Kilshaw and Cant, 1984; Troncone et al.,
1987; Stuart et al., 1984)" (ROI, 1995).
"Poiche' abbiamo isolato i peptidi
1-8 della casomorfina bovina dalle urine e dal liquido di dialisi di
schizofrenici a di autistici (vedi: Reichelt et al., 1991) ed inoltre trovato
una frequenza accresciuta di anticorpi IgA piu' elevati del limite superiore
normale (Reichelt et al., 1994; Reichelt e Landmark, 1994), c'e' ragione di
credere che gli oppioidi della dieta sono importanti. La mucosa, in questi
casi, e' normale come gli anticorpi endomisiali." (ROI, 1995)
Oppioidi esogeni e autismo
"Gia' Asperger, 1961, in Austria
aveva reso noto che molti (non tutti) bambini con celiachia mostravano problemi
psichiatrici. Una relazione simile tra il malassorbimento e l'autismo era stata
ipotizzata negli USA. (Coleman 1976)".(ROI, 1995).
Nel 1991 Reichelt e coll. suggerirono
che gli aumentati livelli di un gruppo di peptidasi urinarie nelle sindromi
autistiche indicano che la disposizione genetica potrebbe essere un deficit di
peptidasi. La quantita' di peptidi escreta e l'effetto della dieta
indirizzavano verso la caseina e il glutine come possibili fattori eziologici.
"Gli oppioidi possono benissimo
essere importanti per lo sviluppo dell'autismo perche' modulano in maniera
trofica lo sviluppo del Sistema Nervoso Centrale (Zagon and McLaughlin 1987;
Zagon and McLaughlin 1989)". (ROI, 1995)
C'e' "un lavoro che mette in luce
esattamente il rapporto tra autismo e grandi quantita' di feci [come avviene
nella malattia celiaca] (Shattock, 1988)". (ROI, 1995)
"Dato che il glutine puo' causare
problemi neurologici non e' strano per niente che esso possa dare anche
problemi comportamentali. Il contrario sarebbe improbabile. Noi crediamo
(Reichelt et al., 1994) che i mediatori di questi problemi siano peptidi e in
particolare delle esorfine che, tra i loro effetti, producono inibizione dello
sviluppo neuronale (Zagon and McLaughlin, 1987). (ROI, 1995)
"Noi ed altri abbiamo isolato la
casomorfina dalle urine e dal liquido di dialisi di pazienti autistici. Circa
un quarto di questi bambini hanno anticorpi IgA contro la gliadina, il glutine
o la caseina piu' elevati del limite superiore normale, ma senza malattia
celiaca. Inoltre non sosteniamo che questo avvenga in tutti, ma in alcuni
probabilmente in molti." (ROI, 1996).
Dieta priva di glutine e di caseina in individui
autistici.
"L'effetto delle proteine
alimentari e' anche chiaro, dai nostri dati, negli autistici messi a dieta
(Reichelt et al., 1994)." (ROI, 1995)
"Abbiamo risultati molto buoni nei
bambini autistici, come documentato con dieta stretta (Knivsberg et al., 1990
ed anche Reichelt et al., 1991)."(ROI, 1995)
"La ricerca in doppio cieco nei
bambini autistici e' molto difficile a farsi. Comunque abbiamo raccolto le
urine in cieco e applicato la strategia di due persone indipendenti per
eseguire i test funzionali e la valutazione. I risultati non hanno possibilita'
di essere un effetto placebo perche' durano per 4 anni e coloro che abbandonano
la dieta mostrano una regressione. Benche' siano necessari tempi piu' lunghi
per completare i test, i bambini non piu' in dieta non hanno potuto completare
quei test che avevano facilmente finito quando erano in dieta (Kvinsberg et
al., 1990; Reichelt et al., 1990; Reichelt et al., 1994)." (ROI, 1995).
"Per i bambini autistici e per gli
schizofrenici la cosa migliore e' fermarsi al glutine e alla caseina, perche'
questo e' quello che abbiamo studiato. Dopo tutto, ognuno di noi ha bisogno di
proteine di qualche tipo, per svilupparsi in maniera normale ed e' importante
mettere in guardia contro l'eliminazione di proteine fatta in maniera irrazionale,
per eccessivo entusiasmo. La crescita e' una buona variabile per tenere sotto
controllo una nutrizione adeguata". (ROI, 1995)
Uno studio aperto con dieta priva di
glutine e di caseina e' stato messo in atto per 15 soggetti, di eta' tra i 6 e
i 22 anni con sindromi autistiche e caratteristiche urinarie patologiche con
aumentati livelli di peptidi. Dopo 4 anni fu trovata una normalizzazione delle
caratteristiche urinarie, e una riduzione dei comportamenti bizzarri, e fu
registrato un aumento nell'uso di capacita' sociali, cognitive e comunicative
(Kvinsberg et al., 1995).
"Perche' la dieta abbia effetto
occorre un tempo lungo in quanto i reni molto efficienti nel preservare peptidi
e proteine. Abbiamo visto che ci vogliono 28 settimane di dieta rigorosa per
normalizzare l'escrezione urinaria di peptidi, in uno studio a doppio cieco
sulla dieta, controllato con analisi delle urine e scale di valutazione
(Reichelt et al., 1990)" (ROI, 1995)
"Comunque fare la dieta non e'
facile e puo' essere vissuta come una procedura di isolamento sociale [
Sponheim 1991]. Deve anche essere rigorosa. Da ultimo gli oppioidi rendono
difficile lo staccarsi dai cibi in cui sono contenuti, come avviene in tutti
gli stati di dipendenza." (ROI, 1995)
"Il problema e' che di solito la
dieta viene tentata come ultima risorsa, e per il fatto che ci sono forti
indicazioni che gli oppioidi inibiscono la normale maturazione del SNC (Zagon
and Mclaughlin (1987)." (ROI, 1995)
"Pertanto una dieta rigorosa (priva
di glutine e di caseina) produce dei miglioramenti ma non risolve completamente
il problema del danno da oppioidi." (ROI, 1966)
"Quando si lascia una fonte di
oppioidi si avranno dei problemi di astinenza dopo pochi giorni. (Si sta
peggio). La ragione di cio' e' che l'aumentata stimolazione aveva fatto ridurre
il numero dei recettori e la loro sensibilita'. Se si sopprime lo stimolo, i
recettori di converso aumenteranno di numero e di sensibilita'. Quindi ci
vorra' del tempo per raggiungere un nuovo equilibrio: di solito 3-8 settimane.
Bisogna portare pazienza." (ROI, 1966)
" I risultati della rimozione della
caseina e del glutine variano molto da persona a persona, e ho il sospetto (ma
non ne sono certo) che ci siano degli effetti soglia. Probabilmente ci sono
quattro variabili: 1. Assorbimento di proteine e peptidi dalla mucosa
intestinale; 2. Grado di frammentazione; 3. Trasporto attraverso la barriera
emato-encefalica; 4. Sensibilita' recettoriale dei neuroni bersaglio e delle
cellule." (ROI, 1966)
Peptidi oppioidi ed altri disturbi mentali:
Schizofrenia.
Per quanto riguarda il glutine e la
schizofrenia, Reichelt ha scritto: "Epidemiologia: Vorrei attirare la
vostra attenzione su due articoli estremamente ben fatti di Lorenz e Lee (1977)
e Lorenz (1990)." (ROI, 1995)
"Un effetto ben definito della
dieta nella schizofrenia venne trovato da Dohan e Grasberger (1973); Singh e
Kay (1976); Cade et al. (1990) (quest'ultimo usa anche il nostro screening
delle urine)." (ROI, 1995).
"Abbiamo trovato che occorrono 20
settimane di dieta stretta per normalizzare l'escrezione urinaria di peptidi,
in uno studio a doppio cieco sulla dieta con analisi urinarie e scale di
valutazione (Reichelt et al., 1990)." (ROI, 1995).
" ... abbiamo trovato (Reichelt e
Landmark, 1994) aumenti degli anticorpi IgA in schizofrenici diagnosticati
secondo il DSM-III a paragone di controlli pareggiati per eta' e sesso. Questi
anticorpi IgA erano specialmente contro la gliadina, il glutine, la
lattoglobulina e la caseina." (ROI, 1995).
"Vorrei richiamare la vostra
attenzione su un breve nostro articolo (Reichelt et al., 1990) su dieta e
schizofrenia, in cui abbiamo seguito completamente in cieco 10 maschi
schizofrenici semicronici (Non e' il miglior punto di partenza) per una anno.
Abbiamo potuto concludere che: 1. sia l'escrezione urinaria di peptidi che le
scale di valutazione (Comprehensive Psychopathological Rating Scale and
Whitaker Index of Schizophrenic Thinking) come pure lo stato clinico erano
lentamente migliorati nei soggetti in dieta, e c'era stata poi una regressione
in quelli che l'avevano abbandonata. Era uno studio incrociato. 2. non e'
assurdo che i cambiamenti siano lenti in quanto i reni sono degli organi
efficaci per la conservazione di peptidi, amino acidi e proteine." (ROI,
1995)
"Di recente siamo stati in grado di
dimostrare la presenza di almeno 5 (cinque) peptidi con attivita' oppioide
nelle urine e nel liquido di dialisi di schizofrenici, peptidi che reagiscono
agli anticorpi contro la casomorfina bovina 1-8. Uno di queste co-cromatografie
ha la medesima composizione in aminoacidi della casomorfina bovina 1-8
(Reichelt, in stampa)
NB: Le biopsie erano normali, per cui
non c'e' la malattia celiaca, ma uno stato di aumentato trasporto di proteine e
peptidi attraverso la mucosa intestinale." (ROI, 1995)
Psicosi post
parto.
"Nella psicosi post parto, che una
delle piu' vivide condizioni psicotiche conosciute, gli svedesi hanno mostrato
che la casomorfina umana e' il mediatore e si accumula nel sangue, nel liquido
spinale e nell'urina (Lindstrom et al., 1984). La casomorfina umana e' presente
come famiglia di peptidi con la struttura Y-P-F-V-E-P-I-P ed esiste come
1-8,1-7,1-6 etc. E' noto da lungo tempo che il blocco per tempo della
produzione di latte (prima che sia abbiano modifiche dei recettori) allevia la
condizione psicotica." (ROI, 1995).
Ipercinesia
" ... abbiamo trovato aumenti di
peptidi (forse fosforilati/glicosilati?) nell'ipercinesia (Hole et al., 1988.)
(ROI, 1995).
"Deve anche essere notato che la
concentrazione di glucosio puo' aumentare l'assorbimento paracellulare nella
mucosa intestinale. Questo significa che possono essere assorbiti piu' proteine
e peptidi (Pappenheimer e Madara 1993)." (ROI, 1995).
"La permeabilita' intestinale puo'
essere aumentata per la via paracellulare tramite soluzioni iperosmotiche
(Madara e Pappenheimer, 1987; Madara, 1988; Travis e Menzies, 1992) come
farebbero delle concentrazioni zuccherine ecc. Questo incrementerebbe
l'assorbimento di proteine e peptidi come da rassegna di Gardner, 1994. In
questo modo ci sono sicure possibilita' legate all'assorbimento di carboidrati
concentrati, specie se iperosmotici." (ROI, 1995)
Sindrome di Down
"E' molto rilevante che abbiamo
trovato alti livelli di anticorpi IgA contro le proteine alimentari nella
sindrome di Down (Reichelt et al. 1994)." (ROI, 1995)
"Molti bambini Down hanno livelli
molto alti di anticorpi IgA ed anche IgG contro le proteine alimentari (Kanavin
et al., 1988; Reichelt et al., 1994) anche se molti di questi non hanno
anticorpi endomisiali e una normale superfice della mucosa intestinale. Abbiamo
interpretato questo come indice di una aumentata permeabilita' intestinale
senza malattia celiaca, nella maggioranza dei casi. C'e' una relazione inversa
tra altezza dei bambini e il livello di questi anticorpi (Kanavin et al.,
1988). E' anche molto rilevante che Shattock abbia trovato aumenti dei peptidi
nelle urine di questi pazienti (Shattock et al., 1990)." (ROI, 1995)
Depressione
In risposta alla citazione di un
articolo (Saelid et al., 1985) che mostra una variazione dei peptidi urinari
nella depressione psicotica, Reichelt ha scritto:" La depressione causa un
aumento della soglia del dolore. Le endorfine sono quello di cui si serve il
corpo per regolare [la percezione] del dolore. Sarebbe piu' sorprendente le le
persone depresse non ne producessero una quantita' maggiore." (ROI, 1996).
Benche' Saelid et al., 1985 abbiano
riferito su quelli che appaiano essere i medesimi peptidi nell'urina delle
persone depresse, in quantita' maggiore di quanto trovato nelle persone
normali, Reichelt spiega: "Non c'e' un legame causale; i farmaci che
agiscono sul sistema oppiato-recettore erano a disposizione da decenni e
nessuno di essi ha un qualche effetto sulla depressione, se non come mezzo di
sollievo temporaneo. I farmaci che agiscono sulla dopamina, sulla serotonina e
sulla noradrenalina danno precisi risultati positivi. (E se ci fosse stato il
modo di fare un farmaco endorfinergico che di fatto funzionasse, si puo'
scommettere che le industrie farmaceutiche lo avrebbero gia messo in vendita.
Sono gia' passati 11 anni dalla data di quell'articolo, e dov'e' il prodotto. I
farmaci inibitori della replicazione dei retrovirus sono arrivati dal nulla ad
un buon piccolo profitto in meta' di questo tempo)." (ROI, 1996)
Sealid et al., 1985 hanno affermato che
questi peptidi potrebbero non avere alcun evidente legame con la dieta. In
effetti, essi sembrano credere che tali peptidi sono endogeni, e che alla base
del problema ci sia una insufficienza delle peptidasi.
Reichelt ha negato recisamente il
contributo dei peptidi esogeni. "La ragione ovvia di questo rifiuto e che
se si rimuovono tali peptidi dalla dieta non si ottiene alcun effetto nella
grande maggioranza dei casi di depressione. (E' piu' facile che questo funzioni
nella schizofrenia, ma per ora solo in pochi casi." (ROI, 1996)
Discussione.
Il dr Reichelt e' un ricercatore
eminente, ma io ho qualche dubbio sul ruolo primitivo del glutine e della
caseina nei Disordini Generalizzati dello Sviluppo. Credo che il glutine e la
caseina possano esacerbare alcuni sintomi psicotici, e che la loro eliminazione
dalla dieta possa ridurre tali sintomi. Le ragioni che giustificano i miei
dubbi provengono da varie parti.
Per prima cosa, sono un abitante di un
paese in cui i cibi nazionali sono il pane e la pasta, entrambi fatti con
farina di grano ricca in glutine. Ho cominciato 14 anni fa a trattare i
soggetti psicotici Down e non Down con farmaci. Fino ad ora non mi e mai stato
detto che il tasso dei bambini psicotici italiani e' diverso del 4-6 su 10.000
di solito trovato in altri paesi.
Si puo' ribattere che ci potrebbe essere
una minore intolleranza al glutine, in Italia, a causa della selezione
naturale. Le persone con un genotipo che produce intolleranza al glutine
potrebbero essere in larga misura eliminate dalla popolazione per il fatto che
gli Italiani da secoli stanno mangiando farina di grano.
Mi e' difficile essere d'accordo con
questa obiezione. Un parte degli Italiani sta mangiando prodotti di farina di
grano solamente da circa un secolo (Credo solo dalla prima decade del nostro
secolo). Nel sud dell'Italia le persone hanno sempre consumato pane ogni
giorno, ma questo non e' avvenuto in tutta l'Italia. La maggior parte degli
Italiani erano molto poveri e nell'Italia del nord e del centro il cibo piu'
diffuso era la polenta di granoturco, con diffusione epidemica della pellagra
(Jacini 1878-84). La selezione naturale darwiniana non funziona in tempi cosi'
corti.
Benche' abbia avuto a visita bambini
autistici provenienti da tutte le regioni italiane, non mi sono mai accorto di
alcuna differenza nelle percentuali di prevalenza tra Italia del Nord-Centro e
Italia del Sud.
Se vogliamo mantenere l'opinione di una
selezione genetica favorevole negli Italiani, dobbiamo anche assumere la stessa
per la caseina in molti altri paesi europei.
Da secoli le genti dell'Europa
sicuramente hanno consumato ogni giorno caseina per il fatto che il latte era
un prodotto molto accessibile anche per i poveri. Noi veniamo da una societa' agricola
durata a lungo in cui latte e derivati si trovavano facilmente e costavano
poco, anzi spesso erano prodotti in casa.
Le pecore e le mucche mangiano dell'erba
che cresce senza bisogno di coltivazione. Un po' diversa e' la storia del
grano, del granoturco o dell'avena, troppo rari come prodotti spontanei.
Occorre coltivarli per averne abbastanza da nutrire le persone.
In secondo luogo, come ho gia' detto,
sto trattando con terapia farmacologiche bambini Down psicotici e bambini
psicotici non Down da 14 anni. (Cocchi 1990-1996).
La mia esperienza di farmacoterapia
nell'autismo e' andata avanti senza tener conto del problema degli oppioidi, al
di fuori di un tentativo terapeutico con naltrexone, gia' pubblicato (Cocchi,
1991).
Sempre, al primo controllo subito dopo
un tre mesi di terapia, i genitori mi hanno riferito di qualche miglioramento
(si veda, per la descrizione particolareggiata di un caso: Cocchi 1995; 1996a,
1966b).
D'altra parte ho una esperienza notevole
nei Downs, anche psicotici, e fino ad ora - 31 ottobre 1996 - ne ho visti 537.
Per quel che riguarda le loro abitudini
alimentari, ho fatto due indagini in soggetti Down non trattati o trattati con
farmaci (Cocchi 1994, 1995).
Sono stato molto attento alle loro
abitudini di svuotamento dell'intestino, prima e dopo terapia con farmaci. Su
questo argomento di recente ho pubblicato un articolo sulle abitudini
evacuative in 492 bambini Down (Cocchi, 1996), in cui ho riportato un solo caso
di sindrome celiaca.
Ho anche sempre raccolto informazioni
sulle abitudini di svuotamento dell'intestino in bambini autistici, non ho
ancora fatto i conti con precisione ma non mi sembra proprio di trovarmi
d'accordo con l'ipotesi della sindrome celiaca come causa primitiva.
Per terzo, Reichelt ha posto l'accento
sulle esorfine prodotte da cattivo assorbimento intestinale di glutine e/o
caseina. Ora non e' chiaro se questa azione patogena del cattivo assorbimento
del glutine e della caseina sia un meccanismo primario o secondario. Nel
secondo caso, ci sono molti passaggi intermedi prima che l'organismo produca
oppiati endogeni e accresca la sua sensibilita' a dosi molto basse di oppiati
esogeni (esorfine).
In ogni caso, essendo le esorfine la
controparte delle endorfine, appartengono alla stessa classe di oppiati che
agisce tramite i recettori cerebrali mu e delta. Noi possiamo bloccare questi
recettori tramite naloxone e naltrexone. I tentativi fatti con naltrexone in
bambini autistici, e mi riferisco anche al mio (Cocchi, 1991) hanno avuto
risultati molto controversi, se non nulli. Pertanto non mi trova d'accordo un
ruolo preminente delle esorfine, perche', se cosi' fosse, con il naltrexone
avremmo avuto risultati piu' significativi.
Naturalmente questa asserzione non
costituisce una voce isolata. Alexander (1996) in una rassegna recente sulle
terapie con farmaci nell'autismo, in cui ha aggiunto anche la propria
esperienza, ha riferito di risultati inconsistenti del naltrexone anche
nell'auto-aggressivita'.
Questo fatto suggerisce due ipotesi: 1.
Gli oppioidi del glutine e della caseina non sono esorfine e non agiscono
tramite quei recettori, ma per mezzo di altri. Si tratta di recettori kappa per
gli oppioidi di tipo dinorfinico? 2. Il glutine e la caseina producono altri
prodotti attivi di degradazione e l'assorbimento di oppioidi non ha questo
effetto significativo nei bambini autistici.
Per quarto, non ho alcun dubbio sulla
presenza di peptidi del glutine e della caseina nelle urine di bambini
autistici. Allo stesso modo non ho mai negato la possibilita' di trovare in
questi bambini una maggiore quantita' di oppioidi esogeni derivati dal glutine
e dalla caseina. Penso esattamente il contrario.
La presenza di oppioidi del glutine e
della caseina nelle urine di alcuni bambini psicotici significa solo che
glutine e caseina aumentano gli oppioidi come prodotti di metabolizzazione.
Molto poco puo' essere inferito sulla rilevanza patologica di questi oppioidi
sui sintomi autistici, e solo per analogia o per via indiretta. Quello che
sostengo e' che l'eccesso di oppioidi potrebbe essere un fenomeno secondario e
non primitivo.
Detto in altre parole: Penso che
l'eccesso di oppiodi non produca l'autismo, ma che in alcuni autistici, per una
reazione a cascata, c'e' anche un eccesso di oppioidi, se quegli autistici
hanno glutine e caseina alimentari.
Naturalmente, e' possibile che l'eccesso
di oppioidi, a sua volta, causi alcuni sintomi specifici, ma non ne siamo
certi, se si esclude l'aumento della soglia dolorifica.
Se e' cosi', possiamo interpretare un
tale eccesso in due modi. 1. Si puo' vedere la trasformazione eccessiva del
glutine e della caseina in esorfine un malfunzionamento deviante dell'intestino
tenue (malassorbimento, secondo Reichelt). Non ci credo molto, perche' la
natura funziona secondo la legge del minimo sforzo, detto anche il criterio di
economia. Nondimeno si tratta di un fenomeno secondario, e non primitivo
perche' quest'ultimo e' il malfunzionamento intestinale.
2. L'aumento degli oppiati anche nelle
urine potrebbe essere la spia di un meccanismo antidolorifico per proteggere il
corpo contro il dolore indotto dagli aminoacidi eccitatori del tipo del
glutammato. Anche qui pero' si tratta di un fenomeno secondario.
Da ultimo, l'estensione del meccanismo
dell'eccesso di oppioidi ad altri disturbi psichiatrici e' sicuramente una idea
apprezzabile, ma ho due obbiezioni da fare. Dove e' stato trovato, il dato
dell'aumento delle percentuali di oppioidi nelle urine non puo' essere privo di
significato. Non sono stato in grado di trovarne conferme anche per le psicosi
post-parto, ma mi meraviglierei se non ci fosse. Questo aumento e' stato
riscontrato nella depressione ma ci sono dei dubbi sul fatto che questo eccesso
di oppioidi derivi dalla dieta, in particolare da glutine e caseina.
Benche' lo attribuisca ad un eccesso di
oppiati endogeni, Reichelt asserisce che esso e' dovuto ad una reazione
antidolore dell'organismo depresso. Respinge ogni risultato "causale"
di questo eccesso di increzione di oppiati in quanto i farmaci che agiscono
sulla dopamina, serotonina e noradrenalina hanno effetti terapeutici proprio
sulla depressione. Lo stesso non e' mai stato provato per farmaci che agiscono
sugli oppiati.
E' un fatto curioso che gli oppiati
endogeni della psicosi post-parto siano molto patologici, e che non lo siano invece
gli oppiati endogeni nella depressione.
Il secondo punto che dovrei discutere e'
la rilevanza degli oppiati endogeni nella sindrome di Down. Come ho detto in
precedenza mi occupo di terapie con farmaci nei Down da circa 18 anni. Queste
terapie agiscono modulando le reazioni di stress e correggendo probabili
squilibri neurochimici direttamente collegati con "l'effetto dose"
determinato dal funzionamento del terzo cromosoma 21 (Cocchi 1993).
Sebbene anche nei Down non abbia mai
preso in considerazione gli oppiati e una modifica della dieta, i genitori
hanno riferito miglioramenti dopo 3-6 mesi di terapia nella maggioranza dei
casi (Cocchi 1987; 1989; 1990d; 1990e; 1991g; 1992; Cocchi e Favuto 1993; 1995;
Lamma e Cocchi, 1988). C'e' anche stata un riduzione della cosiddetta
"tipica faccia mongoloide" (Cocchi, 1985a; 1985b; 1986).
Questi risultati difficilmente
potrebbero aver un legame sia con gli oppiati endogeni che con quelli esogeni,
come agenti causali di certi sintomi nella sindrome di Down. Anche perche'
nessuno dei farmaci che uso agisce in maniera specifica sugli oppiati. Questo
fatto appare simile a quanto avviene nella terapia con farmaci delle
depressione.
Se vogliamo aggiungere una altro dato in
controtendenza, i bambini Down cosi' curati e migliorati mangiano ancor piu'
pane e pasta, cibi ricchi del glutine di farina di grano (Cocchi, 1995c).
Come funzionano le diete prive di glutine e caseina: Una
prospettiva piu' complessa.
Detto che le diete prive di glutine e di
caseina funzionano - e non ho dubbi in proposito - poiche' non accetto la
teoria dell'eccesso di oppioidi devo cercare di prendere in considerazione una
spiegazione differente. Per metterla in piedi, mi riferiro' allo stress e ai
meccanismi antidolore.
Benche' non mi ci trovi del tutto,
questa e' la piu' recente definizione di stress. " ... di solito si
riferisce ad alterazioni fisiche o psicologiche capaci di intaccare
l'omeostasi." (Cullinan et al., 1995).
Mi sembra che l'omeostasi sia il punto
chiave, da cui tocca partire. Ogni genere di agente stressogeno esterno puo'
intaccarla, come tutti sanno, ma questo lo fanno anche agenti stressogeni
interni, come spesso dimentica la maggior parte dei ricercatori. Il piu'
frequente agente stressogeno interno (se si esclude la ciclica caduta del
progesterone nella donna fertile) e' una malattia, che produce anche stress.
L'estensione di questo stress dipende:
1. dal genere di malattia; 2. dal corso della malattia; 3. dalla capacita' di
reazione di quel particolare organismo in quel dato momento della sua storia
biologica. Questo significa che ogni malattia, accanto ai suoi sintomi
specifici, avra' anche dei sintomi di stress, che, in molti casi, dovranno
essere trattati anche essi.
Per l'autismo e la sindrome di Down sto
lavorando secondo questa prospettiva, gia' chiaramente illustrata (Cocchi
1990b, Cocchi 1993a, Cocchi 1996c). Ho fatto lo stesso per la pseudodemenza
(Cocchi, 1996d).
A questo punto possiamo rivedere i
nostri dati, e indirizzare la teoria dell'eccesso di oppioidi verso un altro
bersaglio. Modificando l'omeostasi, l'eccesso di oppioidi derivato dal cattivo
assorbimento intestinale di glutine e caseina aumenta uno stato di stress, gia'
descritto nell'autismo (Cocchi 1990b; 1995b; 1996b).
In altre parole, si possono trovare due
linee di sintomi derivati dall'eccesso di oppioidi. La prima, direttamente
collegata alla funzione degli stessi oppioidi potrebbe essere l'aumento
dell'analgesia. "Un tema comune di questi sistemi di oppioidi e' la mediazione
della risposta di stress. Non c'e' da sorprendersi se il piu' intensivamente
studiato di questi meccanismi influenzati dallo stress e' la modulazione del
dolore." (Stout, Kilts and Nemeroff, 1995).
Questo e' evidente per Reichelt per la
depressione, ma non lo e' piu' per l'autismo in cui una forte capacita'
analgesica e' un dato piuttosto comune.
La seconda linea di sintomi, derivati da
una indiretta azione stressogena dell'eccesso di oppioidi, potrebbe essere un
aumento dei sintomi di stress attuali. Per un effetto soglia, l'eccesso di
oppioidi potrebbe anche indurre altri sintomi di stress da aggiungere ai
primitivi sintomi di stress dovuti alla malattia stessa.
In questo modo si puo' comprendere
perche' il naltrexone, antagonista degli oppiati, funziona male nell'autismo,
ma anche perche' la dieta priva di glutine e di caseina non funziona in ogni
bambino autistico. Quando questa dieta funziona, il fatto di aver bisogno di
tanto tempo per dare dei risultati, sembra un segnale che essa agisce
attraverso un meccanismo indiretto.
Forse glutine e caseina hanno altri
effetti biologici sull'organismo di alcuni bambini autistici. In condizione di stress la via inversa
GABA-glutammato e' sempre implicata.
Questo perche' i recettori di tipo A del
GABA modificano la loro conformazione, per riduzione, nella corteccia, dei siti
di legame del GABA e aumento dei siti di legame delle benzodiazepine (Horger e
Roth, 1995). Per meccanismi di retroazione potrebbe esserci una maggiore
disponibilita' di glutammato cerebrale, dato che una parte di esso non viene
piu' trasformata in GABA.
E' sicuro che lo stress induce un
aumento dei livelli extracellulari di glutammato e di aspartato come risultato
comune delle procedure sperimentali mostrate (Horger e Roth, 1995). A seguito
di questo squilibrio, in cui l'inibizione GABAergica di tipo A cala e gli
effetti eccito-tossici del glutammato crescono, il glutine e la caseina
apportano piu' glutammato.
La gliadina della farina (una prolamina
presente nel glutine) e' composta da 18 aminoacidi dei quali il 40 % e'
glutammato; la caseina ha il 23 % di acido glutammico (Braverman e Pfeiffer,
1987.)
Cosi' il glutine e la caseina della
dieta possono agire: 1. come produttori di oppiati esogeni a causa del cattivo
assorbimento intestinale; 2. come fornitori di glutammato in una situazione di
quasi sicuro eccesso di aminoacidi eccitatori, dovuta allo stress della
malattia stessa. L'aumento patologico degli oppiati esogeni, a sua volta,
sembra responsabile sia di sintomi diretti oppiatergici e di una quota di
stress dovuta all'eccesso di oppioidi, per modificazione dell'omeostasi. Piu'
stress porta ad aumento degli aminoacidi eccito-tossici e degli oppiati
endogeni.
Una dieta priva di glutine e priva di
caseina puo' correggere parzialmente questo circolo assai vizioso in soggetti
autistici che hanno maggiori difficolta' a contrastarlo.
Conclusione
Questa rassegna in esteso della teoria
dell'eccesso di oppioidi nell'autismo e delle ricerche di Reichelt si conclude
con qualche nuova opinione. Accettato che la dieta priva di glutine e di
caseina funziona in un certo numero di autistici, il ruolo dell'eccesso di
oppioidi come fattore causale di alcune forme di stress e' piuttosto
discutibile. L'eccesso di oppioidi sembra legato strettamente allo stress, ed essere
non un fenomeno primario, ma secondario, per importanza e per momento di
sopravvenienza. D'altra parte i risultati ottenuti con una dieta priva di
glutine e di caseina concordano di piu' con questa opinione.
Comunque l'approccio pionieristico di
Reichelt e' meritevole di essere apprezzato. Questo e' vero non solo da parte
dei genitori lasciati troppo a lungo alla merce' di spiegazioni psicologiche
infondate che gettavano la colpa su loro stessi. Chiunque definisca con
leggerezza le sue ricerche come "scienza-spazzatura" non ricorda che
l'aspirina ha funzionato bene per circa 80 anni prima che venisse scoperto il
perche'. C'e' bisogno di tenersi lontani da ogni forma di scientismo. Prima
dell'era dei satelliti artificiali l'astronomia non era una scienza
sperimentale, ma di sicuro non era "scienza-spazzatura".
Riconoscimenti
Un ringraziamento particolare a compagni di lista Tammy Glaser <tamglsr@sgi.net> e Don Wiss <donwiss@bondcalc.com>, Cristina Destradi, del Servizio di Documentazione Scientifica della GlaxoWellcome, Verona, per il loro insostituibile aiuto nella ricerca degli scritti di Reichelt e della bibliografia, e a tutti quegli altri le cui opinioni mi hanno portato ad una migliore comprensione della prospettiva della dieta priva di glutine e di caseina.
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