ABITUDINI ALIMENTARI IN DOWN DI 10 O PIU' ANNI

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico

Riassunto

Da una serie consecutiva non selezionata di 518 schede di soggetti Down sono state riesaminate quelle di 101 di essi (36 F + 75 M; ambito di eta': 10-43, con media = 13.68 + 5.16 anni; diagnosi cromosomiche: non nota = 6.73 %; trisomia 21 libera = 83.17 %; mosaicismi = 6.93 %; traslocazioni = 2.97 %) per valutare le abitudini alimentari.

Sono state raccolte le preferenze per i dolci, il brodo di carne o di dado, il latte e i derivati, il pane e la pasta, il pesce, la verdura cotta, la verdura cruda e la frutta, e sono state messe a punteggio secondo scale di 3-7 punti.

I risultati hanno mostrato che la maggior parte dei Down, fin dall'eta' di 10-12 anni, apprezza latte e derivati, pane e pasta, carne e verdura cotta. Dai 10-12 anni c'e' un aumento di preferenza per il pesce, che raggiunge il 70 % circa dei Down sui 13-15 anni. Il gusto per la verdura cruda sembra gia' deciso in circa il 47 % dei Down di 10-12 anni e aumenta fino all'eta' adulta.

La maggior parte dei Down mangia di solito frutta fin dia 16-18 anni. In questa indagine sono stati trovati 12 soggetti di almeno 16 anni (il 57.14 % di questo gruppo di eta') che rifiutano o hanno scarsa preferenza per i dolci. Un 65 % di questi 101 Down ha una preferenza per il brodo di carne o di dado e la maggior parte di essi fin dall'eta' di 10-12 anni.

Le abitudini alimentari nei Down potrebbero dare informazioni sulla loro dieta e sui neurotrasmettitori cerebrali che hanno i loro precursori nei vari alimenti.

Parole chiave: Sindrome di Down, abitudini alimentari, iponeofagia. 

Testo in inglese 

Home Page  / / /  Pagina iniziale

 

Le abitudini alimentari nei soggetti con sindrome di Down sembrano aver suscitato scarso interesse nei ricercatori, se non come causa dell'aumento di peso. Per quel che mi riguarda, le ho sempre ritenute di grande importanza, poiche' da esse potrebbero venirci informazioni sui neurotrasmettitori cerebrali, tramite i loro precursori nei cibi. Ho gia' pubblicato una indagine sui precursori alimentari del glutammato e del GABA in 460 soggetti Down (Cocchi, 1990).Dato che ho quasi sempre raccolto molte informazioni sulle abitudini alimentari fin dal 1979, quando cominciai a fare terapie con farmaci nei Down, ritengo che queste abitudini stiano in particolare a significare delle necessita' biologiche. D'altra parte, esse possono variare con l'eta' come avviene nelle persone normali, e i bambini Down possono apprendere ad apprezzare certi cibi con lo sviluppo sociale. Dobbiamo tener conto di tutto cio' se vogliamo avere informazioni piu' precise.

Ho intrapreso questa nuova indagine sull'argomento tenendo conto di questi problemi.

Materiali e metodi

Dalle schede cliniche di una serie consecutiva non selezionato di 518 soggetti Down sono state riviste quelle di coloro che avevano almeno 10 anni al momento della prima visita.

Di questo campione e' stato raccolto sesso, eta', diagnosi cromosomica e abitudini alimentari.

Si e' considerato come anno quello che va da 6 mesi prima del compleanno a 6 mesi dopo, cosicche', ad esempio, il 10.mo anno va da 9 anni e 7 mesi a 10 anni e 6 mesi.

Per quel che concerne le abitudini alimentari, sono state raccolte preferenze e rifiuti per dolci, brodo di carne o di dado, latte e derivati, pane e pasta, carne, pesce, verdura cotta (escluse le patate), verdura cruda, frutta. Ogni tipo di cibo ha avuto una sua scala di valutazione graduale, come si vede di seguito.

Dolci: 0 = comportamento alimentare non noto; 1 = rifiuta ogni genere di cose dolci; 2 = mangia qualche gelato o un po' di cioccolata; 3 = mangia gelati e cioccolata; 4 = mangia normalmente i dolci; 5 = preferisce i dolci; 6 = molto goloso di dolci.

Brodo di carne o di dado: 0 = non noto; 1 = rifiuta ogni cibo cotto nel brodo; 2 = mangia la pasta cotta nel brodo, ma tralascia quest'ultimo; 3 = mangia normalmente brodo, quando c'e'; 4 = preferisce il brodo; 5 = chiede di avere il brodo.

Latte e derivati: 0 = non noto; 1 = rifiuta latte e derivati; 2 = beve un po' di latte solo a colazione; 3 = assume latte e derivati normalmente; 4 = gradisce il latte anche alla sera; 5 = cerca il latte, prelevandolo di solito dal frigorifero, e beve circa un litro di latte al giorno.

Pane e pasta: 0 = non noto; 1 = mangia pane e pasta in maniera normale; 2 = preferisce pane e pasta; 3 = mangia molto pane e vuole la pasta 2 volte al giorno.

Carne: 0 = non noto; 1 = rifiuta ogni tipo di carne; 2 = mangia carne, di solito prosciutto; 3 = mangia carne in maniera normale; 4 = gli piace mangiare carne.

Pesce: 0 = non noto; 1 = rifiuta qualsiasi tipo di pesce; 2 = gradisce qualche tipo di pesce (tonno in scatola, filetti di merluzzo impanati e fritti); 3 = mangia normalmente pesce; 4 = il pesce gli piace in maniera particolare.

Verdura cotta (escluse le patate): 0 = non noto; 1 = rifiuta tutte le verdure; 2 = mangia un po' di verdura, di solito come minestra di verdura; 3 = mangia normalmente verdura cotta; 4 = gli piace mangiare verdura cotta.

Verdura cruda: 0 = non noto; 1 = rifiuta tutte le verdure crude; 2 = mangia qualche foglia di insalata, solo perche' pressato dai genitori; 3 = mangia qualche verdura cruda, di solito pomodori; 4 = mangia normalmente verdura cruda; 5 = gli piace mangiare verdura cruda.

Frutta: 0 = non noto; 1 = rifiuta ogni genere di frutta, anche spremuta o come succo di frutta; 2 = mangia un po' di frutta, di solito succhi di frutta o banane; 3 = mangia normalmente la frutta.

I conteggi sono stati fatti in due modi: dapprima sull'intero campione, poi questo e' stato suddiviso in 4 sottogruppi, in funzione degli ambiti di eta' 10-12, 13-15, 16-18, 19 o piu' anni. Per ogni tipo di cibo, sono state confrontate le percentuali dei vari sottogruppi e applicato il test del Chi Quadrato, quando la differenza poteva essere significativa.

Resultati

I risultati ottenuti vengono mostrati qui di seguito.

Su 518 schede di altrettanti soggetti, 101 (19.50 %) corrispondevano ai criteri prefissati per questa indagine e sono andate a costituire il campione. La Tavola 1 mostra i dati epidemiologici del campione e dei 4 sottogruppi.

Tavola 1: dati epidemiologici del campione e dei 4 sottocampioni.

 

Campione

%

Sottocam- piome. .1

%

Sottocam- pione.2

%

Sottocam- pione.3

%

Sottocam- pione.4

%

No. di Ss.

101

 

 

 

 

 

 

55

 

 

 

 

 

 

25

 

 

 

 

 

 

11

 

 

 

 

 

 

10

 

 

 

 

 

 

* " F

36

25

5

4

2

" * M

75

30

20

7

8

F/M x 100

208

120

250

175

400

Eta' media

13.68

10.82

14.08

16.36

22.50*

DS

5.15

0.82

0.86

0.67

 

 

Anomalie cromosom.

 

Trisomia 21 libera

84

83.2

47

85.5

20

80.0

10

90.9

7

70.0

Traslocazioni

3

3.0

2

3.6

1

4.0

 

 

 

 

Mosaicismi

7

6.9

4

7.3

2

8.0

 

 

1

10.0

Non nota

7

6.9

2

3.6

2

4.0

1

9.1

2

20.0

 

Le tavole 2-10 mostrano le preferenze per ogni tipo di cibo.

Grado

Campione

%

S.camp.1

%

S.camp.2

%

S.camp.3

%

S.camp.4

%

0

10

9.9

6

10.9

4

16.0

0

0.0

0

0.0

1

13

12.9

10

18.2

2

8.0

1

9.1

0

0.0

2

27

26.7

21

38.2

3

12.0

1

9.1

2

20.0

3

22

21.8

9

16.4

5

20.0

3

27.28

5

50.0

4

19

18.9

7

12.7

8

32.0

2

18.2

2

20.0

5

10

9.9

2

3.6

3

12.0

4

36.4

1

10.0

6

0

0.0

0

0.0

0

0.0

0

0.0

0

0.0

Totali

101

100.

55

100

25

100

11

100

10

100

Chi Quadrato: S.G. 1 vs. S.G. 2: 10.930 con 5 gl, p < .057 N.S.

S.G. 2 vs. S.G. 3: 4.868 con 5 gl, p < .493 N.S.

S.G. 1 vs. S.G. 3: 15.582 con 5 gl, p < .009

S.G. 1 vs. S.G. 3+4: 15.283 con 5 gl, p < .002

Dal confronto tra i sottogruppi 1 e 3 della Tavola 2, si vede che il gusto per il dolce cambia nei bambino Down. La maggior parte dei Down di 16 anni o piu' accettano i dolci.

Tavola 3 : preferenza per il brodo di carne o di dado.

Grado

Campione

%

S.camp.1

%

S.camp.2

%

S.camp.3

%

S.camp.4

%

0

5

4.9

1

1.8

2

8

1

9.1

1

10.0

1

16

15.8

11

20.0

4

16.0

0

0.0

1

10.0

2

14

13.9

11

20.0

3

12.0

0

0.0

0

0.0

3

53

52.5

26

47.3

14

56.0

9

81.8

4

40.0

4

12

11.9

6

10.9

2

8.0

0

0.0

4

40.0

5

1

1.0

0

0.0

0

0.0

1

9.1

0

0.0

Totali

101

100

55

100

25

100

11

100

10

100

Chi Quadrato: S.G. 3 vs. S.G. 4: 15.788 con 5 gl, p < .004

S.G. 1 vs. S.G. 3+4: 12.739 con 5 gl, p < .003

Dalla Tavola 3, il confronto tra i sottogruppi 1 e 3+4 mostra che l'85 % dei Down di 16 o piu' anni gradisce il brodo di carne o di dado, mentre lo fa solo il 58 % di quelli tra i 10-12 anni.

Tavola 4 : preferenza per il latte e derivati.

Grado

Campione

%

S.camp.1

%

S.camp.2

%

S.camp.3

%

S.camp.4

%

1

2

2.0

1

1.8

0

0.0

0

0.0

1

10.0

2

17

16.8

10

18.2

3

12.0

1

9.1

3

30.0

3

9

8.9

4

7.3

4

16.0

0

0.0

1

10.0

4

61

60.4

34

61.8

15

60.0

7

63.6

5

50.0

5

11

10.9

5

9.1

3

12.0

3

27.3

0

0.0

6

1

2.0

1

1.8

0

0.0

0

0.0

0

0.0

Totali

101

100

55

100

25

100

11

100

10

100

Chi Quadrato: S.G. 1 vs. S.G. 3+4: 1.479 con 5 gl, p = 1.00 N.S.

La Tavola 4 indica un gusto stabile per latte e derivati fina dall'eta' di 10-12 anni.

Tavola 5: preferenza per pane e pasta.

Grado

Campione

%

S.camp.1

%

S.camp.2

%

S.camp.3

%

S.camp.4

%

1

20

19.8

8

14.5

5

20.0

3

27.3

3

30.0

2

50

49.5

34

61.8

13

52.0

6

54.5

6

60.0

3

21

20.8

13

23.6

7

28.0

2

18.2

1

10.0

Totali

101

100

55

100

25

100

11

100

10

100

Chi Quadrato: S.G. 1 vs. S.G. 3+4: 2.309, con 2 gl, p < .316 N.S.

Dalla Tavola 5 si puo' vedere che la maggior parte dei Down ha una preferenza per pane e pasta fin dall'eta di 10-12 anni.

Tavola 6: preferenza per la carne.

Grado

Campione

%

S.camp.1

%

S.camp.2

%

S.camp.3

%

S.camp.4

%

0

6

5.9

4

7.3

1

4.0

0

0,0

1

10.0

1

3

3.0

2

3.7

0

0.0

1

9.1

0

0.0

2

5

5.0

4

7.3

1

4.0

0

0.0

0

0.0

3

82

81.2

42

76.4

21

84.0

10

10.0

9

9.0

4

5

5.0

3

5.4

2

8.0

0

0.0

0

0.0

Totali

101

100

55

100

25

100

11

100

10

100

Chi Quadrato: S.G. 1 vs. S.G. 3+4: 3.244 con 4 gl, p < .518 N.S.

Nella maggior parte dei Down il gusto per la carne diventa evidente fin da 10-12 anni, come si vede dalla Tavola 6.

Tavola 7: preferenza per il pesce.

Grado

Campione

%

S.camp.1

%

S.camp.2

%

S.camp.3

%

S.camp.4

%

0

34

33.7

23

41.8

6

24.0

3

27.3

2

20.0

1

6

6.0

5

9.1

1

4.0

0

0.0

0

0.0

2

1

1.0

0

0.0

1

4.0

0

0.0

0

0.0

3

57

56.4

25

45.4

16

64.0

8

72.7

8

80.0

4

3

3.0

2

3.6

1

4.0

0

0.0

0

0.0

Totali

101

100

55

100

25

100

11

100

10

100

Chi Quadrato: S.G. 1 vs. S.G. 2: 5.459 con 4 gl, p < .243 N.S.

S.G. 1 vs. S.G. 3+4: 46.570 con 3 gl, p < .0009

Il confronto tra i sottogruppi 1 e 3+4 della Tavola 7 indirizza verso una preferenza per il pesce nella maggior parte dei Down a partire da 16-18 anni.

Tavola 8 : preferenza per la verdura cotta ( escluse le patate).

Grado

Campione

%

S.camp.1

%

S.camp.2

%

S.camp.3

%

S.camp.4

%

1

16

15.8

9

16.4

6

24.0

1

9.1

0

0.0

2

11

10.9

7

12.7

1

4.0

0

0.0

3

30.0

3

73

72.3

39

70.9

18

72.0

10

90.9

6

60.0

4

1

1.0

0

0.0

0

0.0

0

0.0

1

10.0

Totali

101

100

55

100

25

100

11

100

10

100

Chi Quadrato: S.G. 1 vs. S.G. 3+4: 4.260 con 3 gl, p < .315 N.S.

Secondo la tavola 8, la verdura cotta viene mangiata dalla maggior parte dei Down, dall'eta' di 10-12 anni.

Tavola 9 : preferenza per la verdura cruda.

Grado

Campione

%

S.camp.1

%

S.camp.2

%

S.camp.3

%

S.camp.4

%

0

3

2.8

1

1.8

0

0.0

1

9.1

1

10.0

1

45

45.6

26

47.3

13

52.0

4

36.4

2

20.0

2

2

2.0

1

1.8

1

4.0

0

0.0

0

0.0

3

9

8.9

7

12.7

1

4.0

0

0.0

1

10.0

4

40

39.6

19

34.5

10

40.0

5

45.5

6

60.0

5

2

2.0

1

1.8

0

0.0

1

9.1

0

0.0

Totali

101

100

55

100

25

100

11

100

10

100

Chi Quadrato: S.G. 1 vs. S.G. 3+4: 6.571 con 5 gl, p < .273 N.S.

La Tavola 9 suggerisce un progressione non significativa del mangiare verdura cruda dall'eta' di 10-12 anni fino all'eta' adulta.

Tavola 10: preferenza per la frutta.

Grado

Campione

%

S.camp.1

%

S.camp.2

%

S.camp.3

%

S.camp.4

%

0

6

5.9

3

5.4

1

4.0

1

9.1

1

10.0

1

31

30.7

21

38.2

8

24.0

1

9.1

1

10.0

2

20

19.8

12

21.8

4

12.0

2

18.2

2

20.0

3

44

43.6

19

34.5

12

48.0

7

63.6

6

60.0

Totali

101

100

55

100

25

100

11

100

10

100

Chi Quadrato: S.G. 1 vs. S.G. 2: 1.384 con 3 gl, p < .982 N.S.

S.G. 2 vs. S.G. 3: 2.336 con 3 gl, p < .690 N.S.

S.G. 1 vs. S.G. 3+4: 7.264 con 3 gl, p < .083 N.S.

La preferenza per la frutta ha una forte tendenza all'aumento dai 10-12 anni di vita nei Down, come risulta dalla Tavola 10.

Discussione

Benche' un campione di 101 soggetti Down su un totale di 518 possa essere ritenuto rappresentativo, il rapporto F/M si allontana troppo dal 100/135 che si dovrebbe attendere. Inoltre, la distribuzione delle diagnosi cromosomiche non corrisponde del tutto a quella trovata in Italia e internazionalmente. Nel nostro campione le forme a mosaico sono percentualmente troppe. I tre sottogruppi, a loro volta, sono ancor piu' squilibrati. Per quanto riguarda differenze sessuali o nella distribuzione della diagnosi cromosomica nelle preferenze alimentari, non ne fu trovata alcuna sia per i dolci che per il brodo, in una ricerca su 460 Down (Cocchi, 1990).

Non sono state trovate informazioni su differenze di sesso o di diagnosi cromosomica nelle preferenze per i cibi restanti cibi controllati, ma occorre in ogni caso cautela.

Possiamo considerare questo campione e questi sottogruppi solo come buoni punti di partenza per una indagine delle abitudini alimentari nei Down. Forse sarebbe valso la pena di valutare anche le preferenze per il riso e per le uova, ma non sono mai state fatte domande a questo proposito.

L'analisi delle abitudini alimentari da me condotta indica che i Down, dall'eta' di 10-12 anni, non variano le loro preferenze per latte e derivati, pane e pasta, carne e verdura cotta. La maggior parte dei Down preferisce questi cibi e, a questo proposito, non mi sembra che i Down siano diversi dagli individui normali di eta' comparabile. Quando si trova il contrario, si deve pensare a problemi di controllo di precursori che tali cibi forniscono al corpo. Ad esempio, quando c'e' un rifiuto di latte e derivati, si deve innanzitutto pensare al triptofano, il precursore della serotonina. Dai 10-12 anni i Down aumentano il loro gusto per il pesce e circa un 70 % di essi lo apprezza a partire da 13-15 anni. Non si trova alcun rifiuto, nel nostro campione dopo i 15 anni. Anche per questo cibo, i dati raccolti suggeriscono uno sviluppo normale di questa preferenza.

Il gusto per la verdura cruda sembra gia' stabile in circa il 47 % dei Down di 10-12 anni e aumenta fino all'eta' adulta. Nonostante cio' circa il 24 % dei soggetti con 16 o piu' anni rifiuta la verdura cruda o ne mangia molto poca. Di sicuro l'introduzione di folati e forse di altre vitamine non corrisponde alle necessita' dell'organismo. Come hanno riportato Lejeune e coll. nel 1986, i Down hanno bisogno di una quantita' maggiore di folati a confronto con gli individui normali.

Per quel che ho visto, altri soggetti "normali" della stessa eta' rifiutano la verdura cruda, ma penso che siano meno, e li ho sempre incontrati quando venivano a visita per problemi psichiatrici non gravi. Per questi ultimi soggetti insorgono tre dubbi: 1. Hanno comportamenti iponeofagici, sintomo di uno stato di stress mascherato di lunga durata? 2. Alcuni deficit alimentari potrebbero essere in parte causa dei disturbi psichiatrici attuali? 3. Se i punti 1 e 2 fossero entrambi veri, ci puo' essere una azione sinergica negativa? Per di piu', non so se ci sia un destino favorevole per soggetti del tutto normali che rifiutino la verdura cruda, perche' non ne vedo in ambulatorio. Possiamo utilizzare il medesimo modo di ragionare, con le variazioni adatte, per quel 10 % circa di Down di 16 anni o piu' che rifiutano la frutta. Posso trattare in modo abbastanza diverso la preferenza per i dolciumi perche' me ne sono occupato sia nei Down (Cocchi, 1990) che nei bambini depressi (Cocchi, 1980).

Mentre in questo studio 12 soggetti di 16 o piu' anni su 21 (57.14 %) rifiuta o ha scarsa preferenza per i dolciumi, 204 Down su 460 (78.46 %) si comportava nello stesso modo nella mia ricerca precedente che pero' non aveva limiti di eta' (Cocchi 1990).

Sembra che una limitazione biologica eviti che il cervello di certi soggetti Down abbia troppo glucosio, agendo sulla sua introduzione alimentare. Il glucosio e' il precursore dell'acido glutammico per la via del ciclo di Krebs, e l'acido glutammico, a sua volta, e' il precursore del GABA.

La trasformazione dell'acido glutammico in GABA e' stata trovata ridotta in situazioni di stress, per cui c'e' un aumento del rischio che l'acido glutammico divenga neurotossico.

E' possibile che la ridotta introduzione di dolci in molti soggetti Down sia un meccanismo di compenso, una sorta di auto-medicazione con lo scopo di ridurre il rischio di neurotossicita' da glutammato?

Se questo e' vero, una farmacoterapia capace di ridurre le razioni di stress dovrebbe modificare la preferenza per i dolci. La mia esperienza mi porta a dire che avviene proprio questo, ma devo confermarlo con una indagine dedicata a questo argomento.

La preferenza per il brodo, sia di carne che di dado, appare un po' diversa.

Questi tipi di brodo contengono glutammina, glutammato o glutammato monosodico. Solo la glutammina, il secondo precursore del glutammato cerebrale, puo' passare la barriera emato-encefalica (Ward, Thanki & Bradford, 1983) ma il glutammato nel sangue puo' trasformarsi in glutammina (Meister 1956; Meister 1969). Benche' una maggiore introduzione di glutammina possa favorire la neurotossicita' da glutammato, qui un limite alla sua introduzione lavora di meno. Circa il 65 % dei Down di questa ricerca hanno una preferenza per il brodo di carne o di dado e la maggior parte di essi fin dai 10-12 anni. Nella mia ricerca precedente senza limiti di eta', 284 Down su 460 (61.74 %, una percentuale pressoche' uguale) non rifiutava il brodo. Questo fatto puo' indurre delle speculazioni sul valore biologico diverso del glucosio o della glutammina come precursori del glutammato e del GABA cerebrali.

Conclusione.

La ricerca sulle abitudini alimentari dei soggetti Down di 10 o piu' anni ha messo in luce alcuni risultati interessanti. L'eta' di 10-12 anni, come limite inferiore, sembra una buona scelta per evitare gli effetti dell'apprendimento sociale nelle preferenze alimentari. Per quanto si possa vedere il campione esaminato come non rappresentativo, le percentuali di rifiuto per i dolci, la verdura cruda e la frutta sembrano piu' alte di quanto ci si aspetti. Ritengo che questo sia un fatto di rilievo, e sono convinto che sia in relazione con un equilibrio di neurotrasmettitori, dato che molti cibi ne apportano i maggiori precursori (Fernstrom, 1977; Growdon & Wurtman, 1979), oltre alle vitamine che agiscono come catalizzatori delle loro sintesi. L'argomento meriterebbe ulteriori ricerche sia negli individui normali che nei Down di 7-9 anni, o nei Down di 10 o piu' anni che abbiano avuto almeno 3 anni di farmacoterapia. Spero di riuscire a far qualcosa per un gruppo di Down piu' giovani e per un gruppo di Down con terapia farmacologica in corso.

Bibliografia

Cocchi R.: Greediness for sweet things in children as a symptom of antidepressive homeostatic compensation: 41 cases. Acta Paedopsychiat. 1980, 45: 293-300.

Cocchi R.: Precursori dell'ac. glutammico e del GABA e abitudini alimentari nei Down: Indagine epidemiologica su 460 soggetti. Riv. Ital. Disturbo Intellet. 1990, 3: 307-312.

Cocchi R.: Drug therapy in Down's syndrome: A theoretical context. It. J. Intellect. Impair. 1993, 6: 143-154.

Lejeune J., Rethore' M.O., DeBlois M.C., Mannoury-Burolla C. et al.: Metabolisme des monocarbones et trisomie 21: sensibilite' au MTX. Ann. Genet. 1986, 29: 16-19.

Fernstrom J.D.: Effects of the diet on brain neurotransmitters. Metabolism 1977, 26: 207-213.

Growdon J.H., Wurtman R.G.: Dietary influences on the synthesis of neurotransmitters in the brain. Nutr. Rev. 1979, 37: 129-136.

Meister A.: Metabolism of Glutamine. Physiol. Rev. 1956, 36: 103-127.

Meister A.: On the synthesis and utilisation of glutamine. Harvey Lect. 1969, 63: 139-168.

Ward H.K., Thanki C.M., Bradford H.F.: Glutamine and glucose as precursors of transmitters aminoacids: Ex vivo studies. J. Neurochem. 1983, 40: 855-860.

 

Stampato su Riv. It. Disturbo Intellet.1994, 7: 185-192.

 

Corrispondenza: dr. Renato COCCHI, via Rabbeno, 3

42100 Reggio Emilia (Italy).

renatococchi@libero.it

 

Testo in inglese 

Home Page  / / /  Pagina iniziale