Psicologia e anoressia (gennaio 2005).
Dr Renato Cocchi.
All'inizio di dicembre 2004, Madame
Bernadette Chirac, moglie del presidente francese Jacques Chirac, su una rete
televisiva del suo paese, racconta del suo fallimento come madre con
l'anoressia della figlia Laurence, ora di 44 anni, sentendosi in colpa come
responsabile della salute mentale della figlia.
E' una dimostrazione dei tanti danni dello
psicologismo imperante, che continua a imporre spiegazioni indimostrabili,
oltre che smentite, in questo caso, dal fatto stesso.
Se il problema fosse psicologico, perché
nessun psicologo è stato in grado di aiutare la signora Chirac? Forse la
signora ha rifiutato qualsiasi aiuto psicologico? Non credo, tenuto conto di
tutti i ricoveri della figlia. O forse tutti gli psicologi francesi sono
incompetenti?
Riporto qui dei dati di fatto. L'ipotalamo,
zona cerebrale fondamentale per la vita vegetativa, ha sia il centro della fame
che quello della sazietà. In seguito a ferite di guerra, in un certo numero di
persone fu distrutto o leso anche uno solo di questi due centri.
Se era colpito il centro della fame,
l'individuo andava in profonda anoressia perché non aveva mai fame, se quello
della sazietà andava in bulimia altrettanto rovinosa. La cosa fu poi verificata
negli animali, lesionando intenzionalmente uno o l'altro di questi due centri.
La notizia si trova nell'atlante del sistema
nervoso edito da oltre 20 anni anche in italiano dalla CIBA, ora CIBA-Geigy con
le magnifiche illustrazioni di Netter. Su internet ci sono molte conferme di
ricerche su questi meccanismi.
Non sono necessarie lesioni, per mandare
fuori operatività un meccanismo cerebrale. Basta che la sua funzione sia
impedita per potenza vero o relativa (ipersensibilità dei recettori), da un
meccanismo inibitore localizzato (probabilmente vie inibitive B GABAergiche,
che esistono anche per l'ipotalamo).
Ci si dovrebbe ricordare di una regola
semplicissima. Qualsiasi meccanismo biologico del nostro corpo può bloccarsi o
essere bloccato, e il risultato non è necessariamente incompatibile con la
vita.
Si deve aggiungere un altro fatto di comune
evidenza.
Durante la notte può intervenire un eccesso
di funzione inibitiva B GABAergica su uno o sull'altro di questi due centri
dell'ipotalamo. Ci sono persone che al mattino non hanno fame, e gli basta un caffè
per arrivare a mezzogiorno, e altre che hanno bisogno di mangiare subito, a
volte prima ancora di lavarsi.
Per l'anoressia e la bulimia il meccanismo è
lo stesso, ma la differenza è solo un problema di quantità e di reversibilità
che è poi la persistenza nel tempo.
E non si racconti la storia delle magnifiche
sorti e progressive ottenute dalla psicoterapia nei disturbi dell'
alimentazione. La signora Chirac, per esperienza familiare, ha confermato che
non sempre questo è vero.
Tra l'altro, quando l'intervento psicologico
funziona, potrebbe anche darsi che ciò avvenga non per le ragioni addotte dagli
psicologi-psicoterapeuti. Potrebbe entrare in azione, quando appunto va bene,
un efficiente e sufficiente meccanismo consumatorio sull'eccesso di energia.
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