RESOCONTO DI UN CASO DI
SINDROME PREMESTRUALE ORMAI RIBELLE ALLE USUALI TERAPIE E TRATTATA
FAVOREVOLMENTE CON FARMACI ANTISTRESS.
Renato
COCCHI, neurologo e psicologo medico
Una donna di 32 anni alla prima visita con
una sindrome premestruale imponente, ormai ribelle al trattamento ormonale
durato 15 anni, e al trattamento psicoterapico, e' stata trattata con farmaci
antistress. Fin dal primo ciclo successivo fu notata una massiva riduzione sia
dei sintomi psichici che di quelli somatici, cosa che si e' mantenuta anche per
i cicli successivi. E' stato fatto un particolareggiato resoconto di questi
primi 39 mesi di terapia.
Parole chiave: Sindrome premestruale
intrattabile, stress, farmacoterapia.
Così
scrissi allora:
Ora mi sono convinto che nemmeno gli ultimi
tre sono sintomi specifici. Solo di recente, però, mi é capitato di verificare nella pratica
quanto avevo intuito, trattando con farmaci antistress una sindrome
premestruale ormai ribelle alle usuali terapie, in cui i sintomi di stress
erano evidenti.
Qui di
seguito ne é dato il resoconto più esteso possibile, che comprende anche la
storia clinica soggettiva, scritta dalla paziente, e qui pubblicata con il suo
permesso.
07.09.2002:
Quasi 32 anni alla prima visita. Lamenta una sindrome premestruale con
depressione, ansia, conati di vomito, dolori colici e delle logge renali,
pianto, senso di disperazione, irritabilità verso gli oggetti e le persone, non
più tensione mammaria dopo la sospensione della pillola estro-progestinica,
qualche disturbo del sonno, gonfiore addominale, cefalea, rifiuto del cibo,
bolo esofageo, abulia, sensazioni di svenimento, non bruciore di stomaco,
stanchezza, pensieri cattivi, non idee parassitarie, lieve astenia mattutina.
Terapia
iniziale (dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125 mg; piridossina 150
mg; carbamazepina 200 mg; amitriptilina 6 mg; diazepam 5 mg.
05.10.2002:
Primo ciclo mestruale migliorato. E' riuscita ad alimentarsi con appetito.
Migliorato l'umore, anche se con qualche pianto e irritabilità. Meno dolori
colici (quasi assenti). Meno cefalgica: ha avuto bisogno di una sola compressa
di nimesulide al posto delle usuali 2-3, meno abulia, non tachicardia. Non
senso di disperazione. Forse più comunicativa. Non aggressiva. Non più
sensazioni di svenimento, non tensione mandibolare. Non tensione mammaria.
Ancora gonfiore addominale, anche dopo il ciclo. Inizialmente si sentiva molto
stanca. E' ancora depressa. Non pensieri cattivi. Ridotta l'iperidrosi palmare,
invariata quella ascellare. Ridotta l'iperosmia.
Variazione
terapeutica (dosi giornaliere, per via orale): Sospesa glutammina, viene
prescritta S-adenosil-L-metionina 200 mg/die.
11.01.2003:
Volto più disteso e più bello (glielo hanno detto in tanti). Quarto ciclo post-terapia. Sindrome premestruale
pressoché scomparsa. Il marito dice che é molto cambiata, in meglio.
Residuano qualche vampata di calore, un
po' di iperidrosi ascellare, una leggera emicrania e una iniziale nausea. Un
po' di foruncoli. Non sente tensione mammaria. Non sensazione di gonfiore
generale.
Con la
SAMe ha migliorato decisamente la soddisfazione sessuale. Al lavoro va bene.
Capelli ancora grassi. Sempre sensibile agli odori in periodo premestruale,
anche se un po' di meno. Qualche dolore colico. Si sente stanca, anche fuori
periodo premestruale, ma ammette di aver avuto molto da fare. Gli enzimi
epatici sono aumentati, per cui é stata sospesa la carbamazepina.
La
terapia viene variata aggiungendo silimarina 400 mg e oxcarbamazepina 150 mg, a
dosaggi giornalieri.
Questo
e' il resoconto steso dalla signora in questione in data 04.11,2002, e qui
riprodotto integralmente.
"Non
è facile per me raccontare come abbia vissuto la mia "femminilità"
poiché ha lasciato in me ricordi orribili, che solo adesso, all'età di 32 anni,
pian piano cerco di cancellare.
La mia prima mestruazione è comparsa
all'età di 12 anni; mi ricordo che in quei giorni mi trovavo a casa di una zia,
e quando andai alla toilette e vidi ciò che mi stava succedendo, piansi per un
po', ma ero comunque consapevole che quel fatto prima o poi sarebbe accaduto.
L'assunzione di questo farmaco si
protrasse per circa due anni. Inizialmente i dolori scomparvero, però con il
passare del tempo si manifestarono nuovamente, andando a colpire non solo
l'addome ma anche la zona pelvica, l'ano, la vagina, con contrazioni che
definisco violente, tali da compromettere anche la minzione Comparve anche il
vomito, l'astenia, crisi di pianto per il male che mi affliggeva e per la paura
di doverlo sentire, nausea, tremende cefalee, e fui costretta, su consiglio del
ginecologo, ad assumere la pillola anti-concezionale. Nel frattempo mi
prescrisse un'eco pelvica, a seguito della quale mi vennero riscontrati due
fibromi, rispettivamente di 2 e 3 cm di diametro.
Nei 15 anni di cura ormonale assunsi vari
tipi di confetti, precisamente ne sperimentai 5 tipi, poiché non si riusciva a
trovare quello ideale.
Mi chiedevo in continuazione: "e
adesso, se mi fa male, cosa faccio? Come posso resistere?" Praticamente
iniziavo a vivere in una morsa di terrore per il ciclo che doveva
arrivare. Piangevo ed ero nervosa fino
al manifestarsi della mestruazione e per i successivi 3-4 giorni. Con il
passare del tempo la situazione peggiorò ulteriormente; oltre alla paura mi
assalivano lunghe crisi di pianto, nervosismo molto più accentuato, soprattutto
con gesti di aggressività, dei quali ero consapevole, che scaricavo gettando
oggetti per terra o prendendo a calci le porte di casa.
Dentro di me mi sentivo morire, provavo
sentimenti di disperazione e, non lo nascondo, facevo qualche pensiero cattivo.
Non nascondo che iniziai a sentirmi molto
meglio, associando ad ogni situazione negativa le tecniche di rilassamento
muscolare che la psicologa mi aveva insegnato.
Per me era come togliere gli occhiali ad
un cieco, un bastone ad uno zoppo; il mondo mi crollò addosso, gli attacchi di
panico si fecero sempre più violenti e si facevano ormai sentire anche 15
giorni prima del ciclo mestruale, ero sempre più scontrosa e non mi interessavo
più di nulla.
Iniziai immediatamente una terapia
equilibrata che, per quanto prevedesse dosi minime di farmaci, creò in me un
po' di scompiglio, come per esempio sonnolenza, stanchezza, sbalzi di umore,
assenza di concentrazione. Quest'ultima è la cosa che più mi ha creato
problemi, poiché non riuscivo a seguire i discorsi che si facevano fra
colleghe, mi facevo ripetere più volte le cose, in quanto la mente vagava per i
fatti suoi.
La sindrome premestruale non si fece
sentire nemmeno nel ciclo successivo; ho iniziato ormai il secondo mese di
terapia, il mio organismo ha superato i sintomi collaterali del mese
precedente, anche per il fatto che il medico ha modificato un farmaco. Ci sono comunque dei giorni tristi, dove
avverto la voglia di piangere, ma poi passa; nei turni di lavoro le colleghe mi
dicono di trovarmi diversa, rispetto a qualche mese fa, più serena, più aperta
verso le persone e verso il dialogo.
Ricordo quando circa tre mesi fa, una
carissima collega alla quale sono molto affezionata, mi chiamò da parte e mi
chiese: "L., ma che cosa hai? Non stai bene? Non sei più la Luisa di
sempre". In quel momento feci di tutto per non scoppiare in pianto e con
la voce tremante le risposi di non sentirmi bene. Ora, dopo due mesi di terapia,
una domenica mattina mi disse: "L., ti trovo cambiata, sei diversa, ti
vedo bene. Cos'era che non andava?" ... molte domande alle quali ho
cercato di rispondere con tatto, in modo superficiale, poiché affrontare questo
argomento a volte mi crea ancora ansia, ed anche la voglia di piangere.
03.05.2003. Controllo: Resoconto degli ultimi tre cicli.
Febbraio 2003 il periodo premestruale é
stato caratterizzato da abulia pwr 2 giorni, pianto, ansia, sentita soprattutto
a livello dello stomaco, molta irritabilità, scontrosità, foruncoli, vampate di
calore. Non sono ricomparsi attacchi di panico, però ha mal sopportato una
intensa stanchezza fisica, che si è manifestata per più giorni, oltre alla
settimana premestruale.Non dolori colici e diarree. Il medicco di famiglia le
ha fatto diagnosi di ipotensione (PA 110-70) che di solito caratterizza il
periodo di primavera, in ogni anno, con stanchezza, senso di vertigine, vista
annebbiata, tachicardia.
Ha assunto midodrina cloridrato 15 gocce x 2. Ritiene che la sindrome
premestruale di questo mese sia stata pari al 70% di quelle che aveva prima di
iniziare questa terapia antistress.
Marzo 2003: In questo mese il periodo
premestruale è stato con nervosismo, pianto, preoccupazione esagerate riguardo
alla riduzione modesti problemi di lavoro del marito, vampate di calore,
mancanza di appetito, che dura da diverse settimane, anche se il peso corporeo
(58.600 kg) non é variato. Avverte ansia a livello dello stomaco, come se
questo si chiudesse. Non preoccupata del ciclo in arrivo. Ha vuto anche una forma
influenzale. Ritiene che la sindrome premestruale di questo mese sia stata pari
al 70% di quelle che aveva prima di iniziare questa terapia antistress.
Aprile 2003: in periodo premestruale,
nervosismo e irritabilità, Una crisi di pianto risoltasi in pochi minuti, ma
durante essa avvertiva un senso di soffocamento, non problemi di alimentazione,
fastidiose vampate di calore. assento dolori colici e crisi di panico. Ritiene
che la sindrome premestruale di questo mese sia stata pari all' 80% di quelle che
aveva prima di iniziare questa terapia antistress.
Complessivamente il periodo premestruale di
questi tre mesi é stato meno intenso. Dopo la sospensione della pillola si é
sgonfiata. Al lavoro la trovano bene, pala di più. ha più iniziative, sta
meglio nel gruppo. Tutti la trovano diversa. Il marito, presente alla visita di
controllo, afferma che la vita familiare é molto migliorata.
Variazione terapeutica (dosi giornaliere,
per via orale): amitriptilina 8 mg; diazepam 5.6 mg, creatina 1 g, SAMe 200 mg,
piridossina 75 mg.
08.11.2003: Complessivamente va bene, ma ha
avuto perdite ematiche dall'utero e ha dovuto fare un raschiamento. La sindrome
premestruale é decisamente attenuata, anche quando altre ragioni di stress si
assommano. In ottobre, lo stress stagionale si é fatto sentire, assieme a
problemi lavorativi, per cui é comparsa insofferenza versa i pazienti accuditi.
In periodo premestruale ha foruncoli in volto.
Terapia invariata.
Questa è la relazione scritta dalla paziente
e consegnatami in data 08.11.2003 con l'andamento nei sei mesi trascorsi.
Nel mese di maggio ho avuto un altro
incontro con il dr Cocchi, incontro a cui tenevo molto in quanto, con l'avvento
della primavera, il mio equilibrio psicosomatico [meglio: somatopsichico?] si stava deteriorando
.L'ansia era aumentata e con essa, soprattutto nei momenti di stress legati al
turno di lavoro, anche la tachicardia, poi crisi di pianto e fame d'aria.
Era subentrata inoltre stanchezza fisica,
che percepivo particolarmente a livello delle anche e dei muscoli degli arti
inferiori, al punto che faticavo nel salire e scendere le scalee nel fare una
semplice passeggiata. Su consiglio del medico di famiglia, mi assentai per 7
giorni dal lavoro, cercando così di ripristinare quel che avevo che avevo
raggiunto. Solo con l'aumento del diazepam anche al mattino e con l'aggiunta di
creatina, l'equilibrio venne recuperato.
Per quanto riguarda i mesi successivi,
maggio e giugno sono stati due mesi molto particolari e delicati Già da
Marzo-Aprile fra un ciclo e l'altro si manifestavano delle perdite ematiche
alle quali non davo molta importanza e non me la sentivo di consultare un
ginecologo.
Successivamente, le perdite ematiche si
trasformarono in un ciclo continuo che ha coperto interamente i mesi di Maggio
e Giugno. Di fatto il ciclo arrivava regolarmente, ma al termine di esso,, dopo
4 o 5 giorni, iniziava una seconda emorragia, che durava interamente tra un
ciclo e il successivo.
Iniziai ad agitarmi, e spesso ad
innervosirmi, con il pensiero sempre fisso su quell'accadere, e mi veniva da
piangere perché temevo che si potesse trattare di un tumore. Il medico di
famiglia mi convinse a consultare una ginecologa, che mi propose un operazione
di raschiamento per risolvere il problema. All'ecografia mi diagnosticò la
presenza di microcisti all'ovaio di sinistra, in più del fibroma, di cui era
già stata informata. In quei due mesi sono stata molto ansiosa, con forti
dolori allo stomaco e conati di vomito (non nel periodo premestruale).
Luglio: L'ospedale che doveva farmi il
raschiamento mi comunicò la data dell'intervento con soli tre giorni di
anticipo. Fui costretta ad interrompere tutta la terapia in corso, in quanto il
raschiamento veniva fatto in anestesia generale [atteggiamento prudenziale, ma non indispensabile]. Dal
medico di famiglia ebbi poi la prescrizione di 15 giorni di riposo, con assenza
dal lavoro, periodo da me vissuto come un incubo. Mi sentivo priva di forza,
con un forte mal di schiena a livello delle logge renali, e il mio umore
peggiorò in maniera sensibile.
Ero depressa, con lunghe crisi di pianto,
ipersudorazione, leggera fame d'aria, non riuscivo ad alimentarmi, anche per il
caldo, ero sempre in casa sdraiata sul letto o sul divano a causa del dolore
lombare, e se passeggiavo per via o nel cortile il dolore aumentava.
Se ero solo in casa, sembrava che tutto
il mondo mi si avventasse contro, e dormivo molto sia di giorno che di notte.
L'emorragia post-operatoria non mi creò problemi, ma d'accordo con il dr Cocchi,
l'amitriptilina fu portata a 16 mg al giorno.
Agosto: mese tranquillo sia casa che al
lavora e lo stato generale migliorò in misura notevole. Il referto istologico
risultò negativo. Durante i primi due giorni del ciclo sono riuscita ad
alimentarmi poco a causa della nausea e della ipersensibilità agli odori.
Avvertivo forti vampate di calore, che mi mettevano a disagio sul lavoro. Per
il resto, non dolori mestruali, nonostante il raschiamento e non attacchi di
panico.
Settembre: Mese eccezionale, anche perché
in ferie estive durante i primi quindici giorni. In vacanza mi sono rilassata,
partecipando alle attività proposte, uscivo per qualche escursione o riposavo.
Prima della partenza, in accordo con il dr Cocchi, l'amitriptilina fu ridotta a
12 mg. Il clima era caldo ma ben ventilato. Sono tornata a casa nei 4-5 giorni
precedenti il ciclo. Questa volta però l'appetito era ottimo, a tal punto che
ho dovuto dimezzare ogni razione, perché la fame che avvertivo era eccessiva, e
comunque sono aumentata di due kg. Lo stato psicofisico era buono, niente
ansia, una leggera irritabilità, ma molte vampate di calore, che purtroppo
continuano, e mi trovo in un fastidioso bagno di sudore.
Ottobre: In periodo premestruale non c'é
stata nausea, per cui sono riuscita a mangiare senza problemi. Ho avuto
fastidiose vampate di calore, dolori lombari, e saltuariamente, una leggera
tachicardia. Mi sono sentita sensibile, vulnerabile verso alcuni eventi, come
il ricordo di ciò che ho vissuto, con i relativi cambiamenti psicologici.
Per concludere, mi sento bene, diversa,
anche se talvolta temo di ritornare come ero. Secondo me anche la
psicoterapeuta mi ha molto aiutata a correggere miei atteggiamenti o
comportamenti riferibili ad un insieme di idee sbagliate su me stessa. A causa
della depressione mi sentivo diversa, non normale, mi accusavo di ciò succedeva
e me ne colpevolizzavo. Questo senso di colpa mi sopraffaceva, dandomi una
specie di soffocazione, e mi limitava non solo nella vita di coppia, ma anche
nel lavoro.
Ora grazie alla farmacoterapia e alla
psicoterapia riesco a controllare meglio quello che mi accade, perché mi sento
più sicura, e riesco ad esternare meglio ciò che penso o provo in una
determinata circostanza.
Circa due settimane fa, durante un turno
di lavoro, una collega con cui sono di rado in coppia, mi ha detto "L.,
non so che cosa tu abbia avuto, e abbia fatto, ma sei molto cambiata." E'
stata per me una osservazione percepita molto favorevolmente, anche se non ho
risposto, per la delicatezza del problema, ma solo sorriso.
La depressione, per me, è una malattia
terribile, e chi non l'ha provata non la capisce.
Giugno 2004: Sta benino. La faccia é molto
diversa, più distesa e più ovale. Periodo premestruale molto sopportabile. Non
tutti i mesi ha cefalee. Qualche volta ha avuto nausea e inappetenza. Il dolore
é pressoché scomparso. Ha delle metrorragie e assume un farmaco progestinico.
Ha avuto tachicardie immotivate. E' stata ipotesa. Tra febbraio ed aprile ha
avuto un momento depressivo, prevalentemente astenico. Nel lavoro va bene.
Frequenta un corso professionale per migliorare la sua situazione di lavoro.
Variazione terapeutica (dosi giornaliere,
per via orale): Bromazepam 2 mg.
Questa é la relazione consegnatami in data
05.06.2004.
Da novembre, quando ho fatto l'ultimo
controllo con il dr Cocchi, fino ad ora la situazione é migliorata. Il ciclo
non ha mai creato problemi di ansia, fobie, desiderio di morire. Oramai non fa
più paura.
Duranti questi mesi episodi di nausea,
inappetenza, cefalea si sono comunque manifestati saltuariamente, non ad ogni
ciclo. Quello che ora mi preoccupa un po' sono le perdite emorragiche uterine
che recidivano, nonostante il raschiamento fatto lo scorso anno. Non avviene
sempre ogni mese, cosa che mi causa dello stress emotivo, pur essendo sotto
controllo di un medico endocrinologo.
In primavera, o meglio a partire da
febbraio ho cominciato ad avere tachicardie a riposo, specie quando stavo per
addormentarmi, o in casa, in compagnia di persone in momenti di svago, senza
che ci fossero motivi precisi per la loro insorgenza.
Questo disturbo non era limitato solo
alla settimana premestruale, ma aveva una comparsa casuale. Mi sentivo un senso
di oppressione al torace, le tempie che pulsavano fortemente, come anche le
carotidi, e fame d'aria. Se ero a letto, mi dovevo mettere in posizione seduta
a causa della sensazione di soffocamento e della necessità di respirare
profondamente.
Tenuto conto del cambio di stagione, come
mi aveva consigliato in precedenza il dr Cocchi, ho aggiunto 8 gocce di
diazepam al mattino [1.6 mg].
Quest'anno non sono riuscita a tollerarle. Non riuscivo ad affrontare la
giornata. Ero sonnolenta, benché impegnata nello studio [sta facendo un corso
professionale] e nel lavoro, e mi sentivo molto astenica. Ho dovuto sospendere
questo diazepam del mattino. Con la terapia usuale mi sentivo meglio, anche se
la tachicardia era comunque presente, che mi sono portata dietro fino ad
aprile, scomparendo lentamente. Nel mese di maggio é subentrata ipotensione,
contrastata con midodrina in gocce, prescrittami dal medico di base.
La sindrome premestruale non c'é più, o
almeno non c'é più quel periodo spaventoso che ritornava ogni mese. Talvolta ho
un po' di nervosismo, qualche brusco cambiamento di umore di tipo depressivo,
ma talvolta rido fino alle lacrime. Sto frequentando un corso di
specializzazione ad indirizzo infermieristico, e nonostante mie perplessità
iniziali, alla fine mi trovo bene. E' però stato, almeno nei primi tempi, una
ragione di ulteriore stress.
Concludendo, mi percepisco cambiata, e
questo lo continuano a notare le persone con cui sono in contatto ogni giorno,
colleghe di lavoro e famigliari. Mi riferiscono che ho i lineamenti del viso
più sereni e rilassati. Personalmente sarei pronta a scalare la terapia se il
dr Cocchi lo ritenesse opportuno [???? E se si trattasse di una terapia
sostitutiva?]. Penso ancora adesso a quello che mi é successo e al fatto di non
essermi resa conto che avevo bisogno di un aiuto diverso, lasciando passare
molti anni e convivendo con stati d'animo orribili e voglia di morire. La
depressione é uno stato tremendo, e qualche pianto in periodo premestruale non
é nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che soffrivo prima di iniziare questa
cura.
Giugno 04, dopo due settimane dall'ultima
visita, per telefono: Dice che non ha sopportato l'alleggerimento della
terapia. E' tornata depressa, piangente, molto irritabile. Anche i pazienti la
rendono molto nervosa, ma si trattiene dal manifestarlo. Il periodo
premestruale intervenuto nel frattempo é stato quasi un ritorno al passato,
tanto é stato brutto.
Viene consigliata di ritornare alla terapia
di prima, sostituendo il bromazepam con il diazepam, e riprendendo le
precedenti dosi di SAMe e di piridossina.
Primi 10 giorni del gennaio 2005: Sesto
controllo dopo 27 mesi di farmacoterapia antidepressiva e antistress. Alle
attuali dosi di farmaci il periodo premestruale è molto sopportabile, se non
inesistente.
Ha finito brillantemente il corso di
specializzazione sanitaria e questo ha ridotto le cause di stress. Nel cambio
di stagione è stata un po' disforica, in più risente come faticoso il maggiore
carico lavorativo. Il tono dell'umore è attualmente normale.
Continua la terapia in corso.
Primi dieci giorni del giugno 2005: Il periodo
premestruale è molto tollerabile. Non tutti i mesi ha cefalea. Qualche volta ha
avuto nausea e inappetenza. Non è comparso dolore. Ha avuto metrorragia, ed è
in cura ormone luteinico a basso dosaggio. E' comparsa qualche tachicardia
casuale, con episodi di pallore e ipotensione. Il lavoro va bene.
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Bomazepan 2 mg.
Primi 10 giorni di dicembre 2005.
Complessivamente sta bene. Il ciclo mestruale è ora regolare. Non ha più
avutometrorragie. Ultimamente ha avuto qualche attacco di cefalea frontale e
centrocefalica. Il lavoro procede bene. Frequenta una palestra ginnica. La
faccia è più serena, più distesa. Secondo lei, dorme ancora troppo [sintomo di
compenso?].
Variazione terapeutica (a dosi giornaliere,
per via orale): Bromazepam 1.6 mg; amitriptilina 6 mg; oxcarbamazepina 300 mg;
piridoxina 75 mg.
Discussione.
La supposta
influenza degli ormoni steroidei femminili sul rilascio di alcuni
neurotrasmettitori cerebrali coinvolti nel controllo dell'umore non è
sufficiente a spiegare molti sintomi. I sintomi non specifici della SPM si
trovano anche in altre reazioni di stress del maschio (Cocchi, 1998).
Sebbene la SPM
affligga circa il 90% delle donne, il fatto che un 10% circa non ne sia affetto
necessita di ulteriori spiegazioni. Poiché la quantità di
reazioni di stress dipende da una soglia sia genetica sia acquisita, alcune
donne possono non presentare la SPM a causa di una soglia molto alta di
risposta allo stress. E' abbastanza facile comprendere ciò che intendo per soglia
genetica. Per soglia acquisita di risposta allo stress io intendo una soglia
che non ha avuto alterazioni stabili del doppio circuito di feed-back
ippocampo-cortisosurrenale dovuta a gravi fattori di rischio che hanno agito in
epoca pre- peri- o neo-natale (Sapolsky et al., 1990).
Ma quando queste
donne sono sottoposte ad un altro stress, senza alcuna relazione con il ciclo
mestruale, la SPM può emergere, poiché la somma degli stress supera persino la
soglia alta di resistenza che esse
possiedono.
Il caso
qui presentato e' stato scelto, come prima esemplificazione terapeutica, per le
sue caratteristiche particolari:
a. la sindrome
premestruale era particolarmente imponente;
b.
una terapia estro-progestinica durata 15 anni, con 5 diverse combinazioni dei
due ormoni, aveva dato risultati deludenti specie sui sintomi psichici;
c. la psicoterapia, pur avendo mostrato un giovamento iniziale, non fu in grado
di mantenerlo.
Pertanto
l'ipotesi di un trattamento con farmaci antistress poteva già essere
giustificata dall'inefficacia del trattamento ormonale e di quello psicologico,
oltre che dalla presenza di altri sintomi di stress, specie psichici, diversi
da quelli della SPM.
Sui
vantaggi attuali della psicoterapia ci sarebbe da opporre qualche riserva. ll
fatto che, prima di iniziare la terapia antistress, l'intervento psicoterapico
fosse fallito, dopo quello che sembrava un iniziale miglioramento, deve far
pensare che, come al solito, non basta che il messaggio sia buono, ma occorre
anche che il ricevente abbia energia sufficiente per decodificarlo.
Con
l'aggiornamento al dicembre 2005 la descrizione del caso viene considerato
chiusa dopo 39 mesi di farmacoterapia antistress,
Bibliografia.
Cocchi R.: Pre-menstrual
syndrome as the paradigm of an internal biochemical stress. The 2nd World Congress on Stress, Melbourne, 1998.
Douglas S.: Premenstrual syndrome. Evidence-based
treatment in family practice. Can Fam Physician 2002, 48: 1789-1797.
In Internet nel gennaio 2003. Copyright by Renato Cocchi, 2003.
42100 Reggio Emilia (Italy)
renatococchi@libero.it
Modulazione
con farmaci delle reazioni di stress.