TRAUMI ATLETICI SPONTANEI COME RISULTATO DI STRESS
DA SUPERALLENAMENTO (overtraining
stress)
Renato Cocchi,
neurologo e psicologo medico
Testo
in inglese
Home Page / / Pagina iniziale
.I traumi spontanei in atleti sani in condizioni di allenamento corretto sono sempre qualche cosa che sfugge alla comprensione usuale. Pensiamo che questo non sia un fatto strano ma che potrebbe avere una spiegazione logica all’interno del quadro delle reazioni di stress.
Questo è ciò che accade. Un sportivo allenato correttamente sbaglia un movimento abituale, senza che cio’ venga provocato da condizioni esterne. Così rompe un tendine o danneggia un muscolo sebbene sia in uno stato ideale per ottenere gli automatismi dello sport che pratica. Noi lo chiamiamo un trauma atletico spontaneo. Ora il solo fatto strano di tutto questo ci sembra il momento in che ciò avviene.
(diapositive)
Se noi osserviamo uno sportivo come questo dopo il trauma possiamo trovare almeno un segnale che ci conduce a supporre un fase iniziale nascosta di uno stato di superallenamento. Noi possiamo ricordare un aumento di mancata precisione nel movimento atletico finalizzato.
Questi porta ad errori dei sincronismi tra postura ed uno o più movimenti finalizzati. Se noi avessimo potuto osservare tutti i movimenti – anche quelli preparatori - fino al gesto finale, noi ci saremmo accorti subito di questa mancanza di precisione. Solo l’ultimo movimento finalizzato ci rivela quello che sta realmente avvenendo.
Questo è un
importante punto da ricordare perché il trauma atletico spontaneo può succedere in
ogni fase della sequenza motoria.
Non ci sono dubbi sul fatto che il superallenamento esista e nemmeno che esso produca un aumento di reazioni di stress. Su questo tema la c’è molta letteratura recente.
Atleti superallenati
e stressati sono un esito ben noto di stagioni sportive, quando il campionato
dura molti mesi con partite settimanali o bisettimanali. Il calcio e la
pallacanestro sono due buoni esempi di ciò.
Quale tipo stress? Ne possiamo
identificare certamente almeno due tipi, uno stress metabolico ed uno stress
psicologico, che quasi sempre agiscono in sinergia. Ma
il nostro interesse non riguarda gli atleti apertamente superallenati,
in cui la caduta del rendimento può agire come meccanismo di difesa contro i rischi di traumi.
Dalla forma
atletica ottimale all’evidente stato di fuori forma da superallenamento c’e’ un
periodo in cui può capitare il trauma atletico spontaneo. Questo e’ il momento in cui gli effetti da superallenamento sono
ancora nascosti e non chiaramente percepiti dall’atleta stesso o dal suo
allenatore.
Sulle reazioni di
stress noi possiamo ricordare
due regole operative.
Tipi diversi di stress possono sommarsi tra di loro. Le reazioni di stress usano vie finali comuni indipendentemente dal tipo dello stress o di stress che le hanno provocate..
Le reazioni dei neurotrasmettitori
cerebrali allo stress cominciano ad essere comprese e la catena inversa GABA-glutammato sembra avere il ruolo maggiore in questo.
Non ci fermeremo
su questo punto, ma puntiamo la nostra attenzione su una importante scoperta
sperimentale che riguarda la colina, il precursore della Ach
(acetilcolina). In corso di stress c’è un efflusso di
colina dal cervello.
Che significa questo? Almeno
due cose. Per quanto riguarda il cervello c’è una riduzione della sintesi di Ach, probabilmente dovuta ad un
suo consumo ridotto, rallentato dalla inibizione GABAergica
di tipo B. Ne possono conseguire vari livelli di confusione mentale, e i dati
clinici confermano ciò.
Per quel che avviene al di fuori del SNC, noi abbiamo più colina disponibile per il sintesi di ACh periferica. Sebbene abbiamo fatto una ricerca attenta nella letteratura internazionale noi non abbiamo potuto trovare alcun lavoro sperimentale che sostenga questa ipotesi dicendo che questo è precisamente quel che accade. Vale a dire che c'è una aumentata sintesi periferica di acetilcolina da stress . Naturalmente, non abbiamo nemmeno trovato articoli che annullino la stessa ipotesi.
Noi possiamo
ricordare solo
dati aneddotici notori. Sia gli animali che gli uomini, in condizioni di
pericolo di vita, sviluppano
una forza sorprendente. Quello che avviene in ritardati mentali o in schizofrenici nelle situazioni che loro
sentono come molto pericolose è la stessa cosa, e si deve darne una ragione..
Ci sono due modi per essa, o muscoli aumentano le loro dimensioni o massimizzano i loro sforzi. Per fare quest’ultimo, hanno bisogno solo ad avere una maggiore disponibilità di acetilcolina nelle placche neuro-muscolari.
Gli sportivi sono normalmente inclini ad essere o a diventare più vagotonici, vale a dire, più soggetti agli effetti colinergici periferici nel distretto vagale. Lo stress da superallenamento sembra a promuovere una condizione simile (di aumentata sensibilita’ all’Ach) in ogni parte del loro corpo.
Ma quando la forza muscolare aumenta, le posture e i movimenti atletici non concordano più con la programmazione cerebrale, basata sulla memoria cinestesica.
Così, un particolare
movimento reso più esteso, o semplicemente il peso corporeo, possono forzare i
limiti delle posture, a loro volta alterate, dando origine al trauma atletico
spontaneo.
Naturalmente parte di questa spiegazione è solo deduttiva, ma questa è la prima che tenta di collegare lo stress e il trauma spontaneo in un modo fattibile e verificabile.
Presentato al 2° Congresso Mondiale sullo Strees,
Melbourne 25-29 ottobre 1998.
Corrispondenza. Dr. Renato COCCHI, via Rabbeno,3
42100 Reggio Emilia
renatococchi@libero.it
Testo in inglese
Sport
World Congresses on stress and other congresses
Speculation
Home Page
/ / Pagina iniziale