UNA AFFEZIONE DERMICA IN FORMA DI POMFI ERITEMATOSI E PRURIGINOSI GIORNALIERI, CON RISPOSTA POSITIVA A FARMACI ANTISTRESS: E' UNA POSSIBILE NUOVA MALATTIA DELLA PELLE?

Renato COCCHI, neurologo e psicologo medico, Laura GRENZI, dermatologa

 

CTR, via F.lli Cervi 58 EF - 42199 Reggio Emilia

(direttore sanitario: dr Roberto Citarella),

 

Riassunto.

Un uomo di 35 anni ha avuto una storia clinica di insorgenza di pomfi eritematosi pruriginosi, notati al risveglio, e loro scomparsa nella giornata, a seguito del possibile consumo di eccesso di glutammato durante l'attività lavorativa. Si tratta di una malattia della pelle forse descritta per la prima volta nella letteratura medica.

L'andamento notte-giorno ha fatto supporre che si trattasse di una reazione di stress, confermata da una grande risposta positiva a una terapia con farmaci antistress. A distanza di 6 mesi, tali pomfi sono quasi del tutto scomparsi, con qualche recente ricaduta in condizioni di stress, in cui sono riapparsi isolati, senza eritema, e di dimensioni ridotte.

Il benessere psicofisico del paziente è contemporaneamente migliorato e la sua personalità, prima molto irritabile, è diventata più disponibile.

Parole chiave: pomfi, pelle, prurito, eritema, stress, terapia, antistress.

Testo in inglese

Modulazione con farmaci delle reazioni di stress

Sintomi di stress

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Nel corso della nostra attività di consultazione è arrivata alla nostra osservazione una malattia della pelle molto curiosa, che si è poi rivelata ex-juvantibus, una malattia di stress. Poiché abbiamo la netta impressione che si tratti di una malattia mai prima descritta, o almeno non rintracciata da noi nei consueti repertori e in internet, ne abbiamo volute dare qui di seguito un resoconto, il più accurato possibile, sulla scorta del metodo scientifico naturale (Cocchi, 2004) l'unico valido per la descrizione dei casi clinici.

Il caso.

Maschio, di anni 35, sposato, senza figli. Abita in Lombardia ed è impiegato nel settore privato.

Metà dicembre 2004, verbale di Pronto Soccorso.

Intervento per lussazione della spalla sinistra. Non terapia in atto. Al risveglio macchie alla cute e al cuoi capelluto.

Esame obbiettivo: Maculo-papule al cuoio capelluto e al dorso. Non broncospasmo. PA 140/80.

Diagnosi: Dermatite seborroica al cuoio capelluto. Lesioni orticaroidi al capo e al collo.

Stessa data: Consulenza dermatologica.

Referto:

1. Dermatite seborroica al cuoio capelluto.

2. Lesioni orticaroidi al capo e al collo.

Terapia consigliata: Oxatomide 30 mg 1 cp al dì.

Silimarina 400 mg al dì x 15-30 giorni

Ketoconazolo per uso topico allo scalpo, 1 volta al giorno per 7 giorni.

 

Gennaio 2005: visita allergologica.

"Da dicembre comparsa di pomfi eritematosi e pruriginosi diffusi, con, a volte, risoluzione spontanea, altre volte dopo uso di antistaminico. Una cp di scopolamina butilbromuro assunta ieri per dolore crampiforme, ha determinato una intensa manifestazione diffusa. Da quindici giorni ha sospeso terapia con tocoferolo e levoarginina, in corso da un mese, senza risultati apprezzabili.

A causa di una rinite cronica, in passato ha eseguito test epicutanei positivi per l'ambrosia.

In una occasione, dopo assunzione di acetilsalicilato, è comparsa orticaria diffusa.

Consigliato esame Prick per inalanti, alimenti, e patch test. Terapia: Fexofenadina cloridrato 180 mg, x 15 giorni.

Metà febbraio 2005: Patch-test: Serie GRDCA: negativo;

Prick test per alimenti: negativo;

Prick test per inalanti: positivo per acari e ambrosia.

Aprile 2005: Esami generali: Lieve riduzione dell'ematocrito (41.8 per limiti = 42.0 - 54.0 .

Profilo leucocitario: Totale globuli bianchi 8550 x 10e3/uL.

Distribuzione: Neutrofili 61.1%; Linfociti 25.8%; Monociti 9.76%; Eosinofili 2.76%; Basofili 0.613%. Ogni parametro rientra nei limiti accettati.

Tutte le terapie tentate non hanno dato alcun esito positivo.

Metà giugno 2005: Consultazione dermatologica. Dal dicembre 2004 ha notato la comparsa di macchie ovali, di colore rosso vinaccia o cianotico, della grandezza massima di una mandorla con guscio, che si distribuiscono in tutto il corpo, non sempre allo stesso modo, ma a partenza dalle braccia e molto diffuse sulla schiena, ma poco sulle gambe. Hanno corpo rilevato, e danno prurito.

In seguito sono state definite come "pomfi eritematosi e pruriginosi", dell'altezza di poco più 1 mm.

Sono presenti al mattino, al risveglio e tendono a allargarsi poi a scomparire durante il giorno, man mano che prosegue nel lavoro. Nei giorni di riposo la loro scomparsa è più lenta o incompleta.

E' già stato visto da vari specialisti, anche da dermatologi, che hanno fatto una diagnosi aspecifica di allergia.

Avendo avuto il dubbio di trovarsi di fronte all'equivalente di un disturbo psicosomatico (sposato da oltre otto anni, non riesce ad avere figli, per ridotta mobilità degli spermatozoi che, gli hanno detto, sono "addormentati"), la coautrice dermatologa ha richiesto l'aiuto del collega neurologo e psicologo della medesima struttura sanitaria.

Fine giugno 2005: consultazione neurologica e psicologica. E' presente anche la moglie, che integra o dà alcune risposte che conosce solo lei (es. bruxismo notturno). Lo strano andamento della malattia ha orientato immediatamente verso una possibile reazione anomala di stress.

Sintomi di stress: Soffre il caldo. Si muove molto nel sonno. A volte farfuglia durante il sonno. Non ha bruxismo notturno, non perde saliva durante il sonno. Non ha crampi notturni e non fa brutti sogni. Ricorda poco tutti i sogni. Si alza stanco, come se non avesse mai avuto forza. Non fa colazione. Ha normale appetitività per i dolci, ma gradisce molto il brodo di carne. Di primo mattino, fa fatica a mettersi in movimento. Non sopporta la confusione e il rumore, specie quello dell'aspirapolvere. Si accorge spesso di avere un serrato dentale. Non lamenta bruciore agli occhi, senza ragione. Ha sensazioni di sbandamento, ma non di svenimento. Raramente sente oppressione al mediastino. Non ha nodo alla gola, né fame d'aria. Ha iperidrosi palmare su base emotiva. Non ha astenie improvvise. Non ha coliche o diarree. Suda durante il sonno, specie alla nuca. In vacanza al mare è stato peggio, e di notte si grattava per il prurito. Ha capelli grassi.

Sintomi di disturbo della dominanza emisferica: E' stato ed è un Bastian Contrario. Al test con risposta immediata "Qual'è il contrario del colore Rosso", risponde prontamente Verde. Ha improvvisamente dei sentimenti cattivi nei confronti di persone a cui vuole bene, e riconosce che non fanno parte della sua personalità. Di solito questo gli capita al mattino. Ha pensiero parassitario a contenuto fluttuante. Tende a contare oggetti, senza alcuna necessità.

Depressione: Forse è un po' depresso. Non ha particolare desiderio di latte e di latticini. La sua irritabilità, in generale e specie al mattino potrebbe essere proprio un sintomo depressivo. Si addormenta bene e non ha bisogno di fare sesso per facilitare il sonno. Ha rare allucinazioni uditive prima dell'addormentamento.

Altro: Ha in corso una dieta di eliminazione, per supposte "intolleranze alimentari".

Terapia di prova (a dosi giornaliere, per via orale): Glutammina 125 mg; piridossina 75 mg; carbamazepina 100 mg; amitriptilina + perfenazina 10 mg + 2 mg: diazepam 2 mg.

 

Primi 10 giorni di agosto 2005: Primo controllo dopo 35 giorni di terapia con farmaci. Non ha avuto problemi con la terapia. Va molto meglio, le "macchie" sono quasi scomparse. Dopo il primo giorno di terapia, non ha più avuto questi pomfi per 15 giorni, dopo di che li ha avuti per un giorno, sulla faccia. Al momento della visita di controllo ne ha due sulle mani. Ora gli spariscono senza più allargarsi. Le "macchie" danno molto meno prurito.

Sintomi di stress: Ha sopportato meglio il caldo, a confronto con la moglie, e suda meno. Si muove meno nel sonno. Ricorda meglio i sogni. Si alza meno stanco ma continua a non far colazione. Non riesce a dire se sopporta male la confusione e il rumore, come prima. Il serrato dentale è molto diminuito. Si sono ridotte le sensazioni di sbandamento. Forse ha meno sudorazione nucale durante il sonno. Non sa se i capelli sono meno grassi, come non sa se farfuglia ancora nel sonno.

Depressione: E' più ottimista, più sereno, anche se nell'azienda in cui lavora ci sono dei problemi. Si alza meno irritabile per andare al lavoro. Da un mese non litiga con nessuno. Ora si addormenta bene.

Sintomi di disturbo della dominanza emisferica: Non conta quasi più. La testa è più libera dai pensieri parassitari. Non ha più avuto pensieri cattivi nei confronti de persone a cui vuole bene.

Altro: La moglie è rimasta incinta al quinto giorno dall'inizio della terapia.

Variazione terapeutica (a dosi giornaliere, per via orale): Carbamazepina 200 mg; diazepam 4 mg.

 

Fine dicembre 2005, a 6 mesi dall'inizio della terapia con farmaci. Sta bene, ma negli ultimi 15 giorni, particolarmente stressanti, ha avuto qualche piccola ricaduta, non eritematosa ma pruriginosa. Oggi ha un pomfo dietro l'orecchio dx, di forma tendezialmente rettangolare, della grandezza di circa mezzo cm quadrato, purtroppo non fotografabile. Di solito le manifestazioni dermiche sono comparse verso sera, e sono durate poche ore. Si sono manifestate o solo come prurito localizzato, o c'è stato anche il pomfo, ridotto come ora, che però oggi è presente dal mattino.

Nel lavoro va meglio, molto meno irritabile. I genitori e la moglie dicono che ha cambiato carattere. Va d'accordo anche con la sorella, con cui ha sempre litigato. Dorme bene. La moglie gli ha detto che si gira meno nel sonno. L'appetito è buono, e l'intestino è regolare. Ha notato più forza nell'eiaculazione. Forse ha meno forfora, ma perde tanti capelli. Parla meno in fretta e ha meno dislalie. Meno sentimenti cattivi verso persone cui vuole bene. Dice che è aumentato di qualche chilogrammo, perché ha smesso di giocare a calcio. Ha provato a mangiare anche le cose che gli avevano proibito i medici che gli avevano diagnosticato intolleranze alimentari, e non ha avuto disturbi.

La gravidanza della moglie procede bene. Il feto è si sesso maschile, l'esame citologico è risultato del tutto normale, e il parto è previsto per metà aprile 2006.

Nessuna variazione terapeutica.

 

Discussione.

Il caso presentato deve essere visto sotto una doppia luce. Da un lato non è stata trovata, in letteratura, alcuna descrizione di qualcosa di simile, specie per il suo aspetto iniziale di aver manifestazioni dermiche al risveglio, con la loro scomparsa spontanea durante il giorno. Per di più, esso presentava un rallentamento di tale scomparsa nei giorni di fine settimana quando il paziente non era impegnato nel lavoro. Dall'altro lato, la sua pressoché totale risoluzione in seguito ad un terapia volta a modulare le reazioni d stress.

Questo sta ad indicare, se non altro, che si tratta di una affezione molto rara, se non rarissima, e pertanto sfuggita ad una sua segnalazione come caso clinico, nella letteratura medica.

Ancora interessante il fatto che piccole ricadute, a distanza di 6 mesi dall'inizio della terapia antistress, possano intervenire anche di sera, a fine di una giornata stressante, e che scompaiano dopo poche ore, sicuramente dopo l'assunzione della farmacoterapia serale, che contiene il grosso dei farmaci antistress.

Rapporti tra urticaria e stress hanno qualche riferimento in letteratura. Raho et al., 2003, hanno trovato la presenza di uno stress ossidativo nelle lesioni da orticaria idiopatica cronica, ma sono giunti alla conclusione che si tratta di un fenomeno secondario alla lesione stessa.

Lo stress sembra essere una componente fondamentale nella orticaria idiopatica cronica, come riaffermato da Yang e coll., nel 2005.

Fattori psichiatrici e psicologici giocano un ruolo importante nel 30% dei disturbi dermatologici (Gupta e Gupta, 1999).

La sindrome di Gardener-Diamond, o porpora psichogena, ha una lunga storia (Gardner e Diamond, 1955; Bagot et al, 1984; Archer-Dubon et al., 1996; Anderson et al., 1999; Consoli, 2003, Boussault et al., 2005), ma si differenzia dal nostro caso perché è una porpora dolorosa senza anormalità biologiche. Colpisce quasi sempre giovani donne in un contesto mentale patologico

Per quanto riguarda le manifestazioni dermiche di questo paziente, definite come "pomfi eritematosi e pruriginosi", esse non sono di per se straordinarie, mentre era straordinario il loro andamento giornaliero, in rapporto con l'attività lavorativa. Un tale rapporto era stato intravisto bene dal paziente che lo aveva esattamente descritto. Richiamata la sua attenzione su quanto avveniva a fine settimana, il rallentamento della scomparsa di tali pomfi ha fatto subito pensare ad un meccanismo di consumazione, più efficace in presenza del lavoro.

A conferma dell'inizio durante il sonno, ci sta quanto gli era successo al mare. "In vacanza al mare è stato peggio, e di notte si grattava per il prurito." La ridotta attività fisico-lavorativa e l'eccitamento (glutammergico?) dell'ambiente marino possono essere due spiegazioni. Ancora durante il sonno, un altro sintomo, la sudorazione nucale (comune nei bambini piccoli, ma non in quelli più grandicelli e negli adulti, indica un intacco delle reazioni di stress.

Degli altri disturbi mattutini, un altro ancora è abbastanza indicativo, il non fare colazione. Esso indica la necessità di consumare glutammato in eccesso ,come neurotrasmettitore degli impulsi sensoriali e precursore del GABA (Broman, 1996). Un tale eccesso di glutammato verificatosi durante il sonno ha probabilmente due origini. Da un lato un minore consumo per riduzione delle afferenze sensoriali), dall'altro lato una sua minore trasformazione in GABA. Quindi tutto portava a pensare che il punto critico fosse appunto il GABA.

E' stata impostata una terapia di modulazione sul GABA, con:

- una benzodiazepina a bassa dose, per agire sui recettori GABAergici di tipo A. Le benzodiazepine, come farmaci antistress, riducono l'increzione cortisolica (Bruni et al. 1980; Viukari, 1983);

- un calcio-antagonista centrale come nimodipina, verapamil, o meglio, carbamazepina (Crowder e Bradford, 1987) per ridurre l'inibizione GABAergica di tipo B (Liron et al., 1985; Borman, 1988);

- la piridossina come cofattore di tutte le decarbossilasi e quindi anche di quella dell'acido glutammico (GAD), per favorire la trasformazione di quest'ultimo in GABA.

Le cose hanno cominciato a modificarsi favorevolmente dal secondo giorno dell'assunzione di tali farmaci. Migliorare la funzionalità GABAergica ha voluto dire anche evitare l'accumulo notturno di glutammato. La glutammina è stata inserita come antiastenico (Cocchi, 2002), e l'amitriptilina + perfenazina come antidepressivo e blando antiallucinatorio.

Pur trattandosi di meccanismi implicati nello stress, ciò non sta a significare che il paziente fosse sottoposto a stress di particolare intensità, ma che poteva semplicemente avere una bassa soglia di risposta allo stress. Per cui lo stimolo, per altri minimale, per lui diventava massimale. Siamo alle differenze di "terreno individuale", cui uno di noi ha tentato di dare una base teorica (Cocchi, 2003).

In accordo con il criterio ex-juvantibus, è quasi certo che questo disturbo, che si presentava come dermatologico, è in realtà una reazione di stress che aveva come bersaglio la pelle. Il ricordare che sia la pelle che l'apparato nervoso derivano entrambi dallo medesimo foglietto embrionale può essere solo una indicazione ulteriore del possibile rapporto tra i due.

Conclusione.

Il caso riportato, probabilmente il primo nella letteratura medica, descrive la presenza di pomfi eritematosi pruriginosi, notati al risveglio in un uomo di 35 anni, con scomparsa nella giornata, forse per consumo dell'eccesso di glutammato. Probabilmente si tratta di un a malattia molto rara, inizialmente diagnosticata come allergia e trattata di conseguenza, senza risultati. Lo strano andamento notte-giorno ha fatto supporre che si trattasse di una reazione di stress, confermata da una grande risposta positiva a una terapia con farmaci antistress. A distanza di 6 mesi, tali pomfi sono quasi scomparsi, con qualche ricaduta in condizioni di stress, in cui sono riapparsi con minore intensità. Il benessere psicofisico del paziente è migliorato e la sua personalità, molto irritabile, è diventata più disponibile, anche a detta della moglie e dei genitori.

Bibliografia.

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[10] Boussault P, Doutre MS, Beylot-Barry M, Constans J, Conri C, Beylot C. [Painful bruising syndrome: A psychogenic disease. Articolo originale in francese suRev. Med. Intern3 2005, 26: 744-747. Riassunto in Medline.

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[16] Borman J. Electrophysiology of GABA A and GABA B receptor subtypes. TINS 1988, 11: 112-116.

[17] Cocchi R. Attivita' antidepressiva e immunomodulatoria della levo-glutammina. 2002 <www.stress-cocchi.net/drugs8-it.htm>

[18] Cocchi R. Occorrerà recuperare la nozione clinica di "terreno individuale"? Lo Spallanzani. 2003, 17: 19-22.

 

Inserito in internet il 29 luglio 2006. Copyright by Renato Cocchi 2006

Corrispondenza: dr. Renato Cocchi, via Rabbeno.3

42100 Reggio Emilia

renatococchi@libero.it

 

Testo in inglese

Modulazione con farmaci delle reazioni di stress

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